Fiano Terra. Intervista molto corposa ad Alessio Pietrobattista e 3 copie omaggio del suo primo libro

Fiano Terra. Intervista molto corposa ad Alessio Pietrobattista e 3 copie omaggio del suo primo libro

di Alessandro Morichetti

È appena uscito e l’ho preso a Cerea – fiera Vini Veri – sabato scorso: è Fiano Terra, il primo libro del nostro amico Alessio Pietrobattista. Sono a pagina 30 e mi è già venuta una voglia matta di scendere in Irpinia a mangiare come un camionista e bere grandi Fiano d’Avellino ma, prima di farlo, ho deciso di fare qualche domanda ad Alessio. Escono fuori tanti spunti ed etichette da ricercare ma attenzione: l’editore Luca Burei omaggerà 3 copie di questo libro ai nostri lettori. Non c’è un criterio scientifico per averle, deciderà Alessio entro 48 ore a chi farle inviare scegliendo tra i commentatori. Diteci perché vi piacerebbe avere il libro, o perché amate il fiano, o qualche fiano particolare che vi ha colpito. Datevi da fare!

Intravino: Perché Fiano Terra? Nel duplice senso: chi ha pensato questo titolo orrendo e incomprensibile ma soprattutto cosa troveremo nel libro?

Alessio: Ovviamente non potevo che essere io a proporre il titolo e la dimostrazione della bontà della scelta è stata confermata dagli spasmi e dai conati dell’editore Luca Burei nel leggerlo. Ho dovuto minacciare di sgasargli tutto lo Champagne in cantina pur di farlo pubblicare. Nasce da un gioco di parole, che ovviamente è sembrato intelligente solo a me: perchè il Fiano di Avellino, malgrado abbia ad oggi una schiera di produttori davvero importante per qualità e costanza, è per assurdo una DOCG ancora ai primi passi, sia per consapevolezza che per le potenzialità inespresse da vino bianco di lignaggio internazionale; è al piano terra e la Stairway to heaven è lunga. E poi Fiano Terra perché secondo me è uno dei vitigni che meglio esprime differenze territoriali e sfumature dei singoli cru. Un grande “lettore di territorio” che risente, ovviamente, anche dell’influenza di chi lo vinifica, della sua filosofia e personalità. Difatti nel libro troverete principalmente le storie delle persone, con aneddoti privati che si intrecciano con la vita delle aziende, grandi e piccole che siano. Il sottofondo sarà sempre il Fiano, ma sarà uno spettatore interessato, un po’ come me.

Se dico che molti tra i vini bianchi italiani più espressivi vengono da uve fiano, greco e verdicchio, che ne pensi?

Penso che se non sei vicino alla verità poco ci manca. Soprattutto Fiano e Verdicchio (altra mia passione tra i bianchi italiani) riescono davvero a incarnare quella tipologia di bianco italiano ricco di sapidità, in grado di evolvere bene in bottiglia e nel calice, arricchendosi di sfumature che in pochi altri vitigni riscontro. Il Greco è un mio pallino, è un po’ il cavallo pazzo del terzetto per via delle acidità importanti, la struttura, anche tannica, e la gestione più complicata in vigna. Su questo vitigno c’è meno costanza qualitativa ma le vette che riesce a raggiungere regalano emozioni forti.

Cosa ami del Fiano e perché? Quanti Fiano ci sono, se ce n’è più di uno? (Di verdicchio ne esistono due tra Matelica e Jesi ma poi nel bicchiere insomma, c’è da tribolare e un po’ forzare l’analisi a volte).

Amo del Fiano l’equilibrio che ha naturalmente, la capacità di poterne determinare, con l’esperienza e alcuni punti cardine, il tratto distintivo di ogni territorio. E’ un vitigno che sta aumentando la propria diffusione in altre zone della Campania, in altre Regioni (Puglia, Toscana, Abruzzo, Lazio) e anche all’estero. Prendi il Salernitano, per esempio: tra l’area dei Colli di Salerno e il Cilento risente maggiormente dell’influsso del mare e riesce ad essere più solare, un vero bianco mediterraneo, meno ficcante nelle sensazioni acide rispetto alla sapidità e all’ampiezza gustativa. Un vino diverso, riconoscibile come Fiano ma su registri più caldi e morbidi. Vedi che poi Fiano Terra non era male come titolo?

Dimmi 5 Fiano memorabili, epocali, indimenticabili che hai bevuto e perché lo sono stati.

Cinque è una bella scrematura ma si può fare. In primis due 2003, annata che per molti bianchi italiani è stata pessima, ha avuto in Irpinia uno sviluppo insospettabile. Il Fiano Radici 2003 di Mastroberardino, bevuto al ristorante Oasis di Vallesaccarda della famiglia Fischetti, tutto sul frutto giallo maturo, curry e tintura di iodio, sviluppo gustativo orizzontale e sapidità vigorosa. A questo aggiungo il Fiano 2003 Pietracupa (anche se nell’annata anche il Greco picchia forte e a volte di più): agrumi ed erbe amare, sorso ampio, avvolgente, ingannevole per chi potrebbe scorgerci un affinamento in legno. Mi permetto di segnalare due bonus track mica male, sempre nell’annata: Colli di Lapio, un classico dei classici che ha beneficiato delle vigne di Contrada Arianiello, fresche ed esposte a Nord, e Gerardo Contrada, a Candida, ribevuto recentemente con Giovanni Corazzol che l’ha gentilmente offerto (miracolo!). Vini sorprendenti per molti, meno per chi quelle zone le bazzica da un po’.

Tornando alla top 5, facendo un salto nell’annata successiva, sceglierei l’opera prima di Ciro Picariello. Il suo Fiano 2004 è un vino teso, vibrante, sfaccettato, una spremuta di Summonte di una gioventù quasi imbarazzante. C’è chi dice Chablis, chi Riesling, io semplicemente l’ho sempre trovato spaziale per quel tratto roccioso-salmastro, frutta gialla, nocciola e cenni idrocarburici.

Un salto indietro nel tempo con il Fiano 1992 Vadiaperti una bocca che canta sapore di mare sapore di sale, ossuta e spigolosa, mai accomodante o incline a quietarsi, con il carattere maturo ma dinamico e scattante. Un vino ancora elettrico, irrequieto che trasuda Montefredane da ogni poro.

Infine un vino che mi rimarrà nel cuore per sempre, perchè bevuto un pomeriggio di primavera parlando di Fiano di Avellino e Irpinia, di orgoglio delle proprie tradizioni e dell’ essere vignaioli. Un vino di fascino non misurabile, con la bocca avvolta da una materia elegante e carezzevole che amplifica un olfatto di fiori gialli, zafferano da Sauternes secco, orientaleggiante e dolce, maturo e infinito.

E poi Villa Diamante 1998: grazie di tutto Antoine.

Viaggio in Irpinia. Mi servono 5 aziende da visitare, insomma una ulteriore scrematura rispetto ai nomi del libro. Lo so che è dura ma il tempo scarseggia: dove vado e perché?

Feudi di San Gregorio: per percepire il cambiamento della grande azienda dopo l’avvento di Pierpaolo Sirch e Antonio Capaldo. Il Fiano che torna al centro del loro progetto di evoluzione, come ad esempio avviene con Feudi Studi e l’attenzione nell’ascoltare tutti i piccoli produttori che li circondano, con i quali si è instaurato un bellissimo rapporto di amicizia e scambio di idee.

Rocca del Principe: perchè Ercole Zarrella conosce Lapio come pochi altri e ti potrà far scoprire esposizioni, vigne, variazioni del terreno che altrimenti potresti non scorgere. Ti portarà in giro tra i filari per capire ancor di più perchè Contrada Arianiello e dintorni sono da considerarsi a tutti gli effetti il Grand Cru del Fiano di Avellino. Oltretutto fa uno dei migliori vini dell’intera denominazione, il che non guasta affatto.

Cantina del Barone: Luigi Sarno non lo scopro certo io ed è una delle voci più originali del Fiano di Avellino. Giovane, preparato, con le idee molto chiare e la voglia di far bene rispettando l’ambiente e l’uva nelle sue caratteristiche, valorizzando un comune (Cesinali) che nell’areale è forse più famoso per le nocciole che per il Fiano. Ti sembra poco? A me no. E mi raccomando: il pavone che poltrisce nella voliera non si tocca!

Donnachiara: perchè Ilaria Petitto, oltre che brava produttrice, potrà darti la visione di quella che è la percezione del Fiano e del suo territorio all’estero. C’è chi potrebbe raccontarti che sono bravi e fortissimi, perchè il territorio è grandioso e l’uva lo è altrettanto, che vogliono spaccare in due il mercato e far capire al mondo quanto sono forti. Ma se questo poi non dovesse corrispondere alla realtà? Meglio capirlo con chi il polso nazionale e internazionale lo testa quotidianamente. E poi sorseggiare Fiano con la vista della bella cantina di Montefalcione vale il viaggio.

Vadiaperti: perchè è la storia di Montefredane, un esempio per tutti quei i piccoli produttori l’hanno presa a modello per poter iniziare a far sul serio. Un esempio, la prima cantina che ha iniziato a lavorare sul signolo cru, grazie al “Professore” Antonio Troisi e la sua visione del vino come condivisione di esperienze, passioni e racconto. E magari dalla cantina di Raffaele scappa fuori una boccia stratosferica come il Fiano ’92 che ricordo ancora oggi.

In ogni caso 5 come numero è troppo limitante. Perchè Clelia Romano di Colli di Lapio è lì di fronte a Ercole, oppure Rosanna Petrozziello de I Favati è a Cesinali vicinissima da Luigi ed è interessante il suo lavoro sulle selezioni e i cru, senza considerare che quel geniaccio di Sabino Loffredo di Pietracupa e Villa Diamante sono affianco a Vadiaperti. E una gita a Candida non la fai? Gerardo Contrada e Maura Sarno sono separati da una strada con vini che rispecchiano le diversità di vigna e caratteriali, oppure a Summonte l’accoppiata Picariello – Marsella è a un tiro di scoppio per scoprire l’animo montano e deciso di Summonte. E vuoi prescindere da Mastrobebrardino che salvò il Fiano di Avellino e l’ha reso quello che è oggi oppure dalla visione naturale e anarchica di Cantina Giardino e della valorizzazione delle vecchie vigne? Lo vedi che ti servono più giorni?

 

Fiano Terra, di Alessio Pietrobattista (12 euro)
Formato cm. 21X14 – Pagine 144 – Brossura
ISBN: 978-88-89502-59-6
©2015 collana “la terra e la passione”

 

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

26 Commenti

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Stefano

circa 4 anni fa - Link

Molto interessante e da leggere prestissimo. Magari il primo che commenta vince uno di tre libri? :)

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Giorgio Fogliani

circa 4 anni fa - Link

vorrei ricevere una copia (anzi tutte e tre) perché - voglio scoprire cosa pensa Pietrobattista di De Conciliis e Zampaglione aka Don Chisciotte, che a me piacciono un sacco - trovo il titolo sinceramente fantastico - in passato vi ho corretto due refusi, me lo merito

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Francesco Garzon

circa 4 anni fa - Link

Riflettendo su questo vino, sulla sua storia, sul suo territorio, sugli assaggi, raccoglierei tutto in una frase: il Fiano è la scoperta di un vino eterno. P.S. Comunque il libro lo comprerei volentieri. Come il Fiano.

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Daniele

circa 4 anni fa - Link

Ricordo ancora l'incontro con Antoine a Vinitaly del 2008: stand della Campania semideserto (di sciocchi è pieno il mondo...) e questo signore che parlava del suo Riesling (ma non produceva Fiano?). Incuriosito mi avvicina e... mi apre un mondo, quello meraviglioso dei suoi vini e dei suoi esperimenti e mi fa assaggiare il suo "Riesling", un incidente di percorso (ma quanti vini sono nati così?) e mi spiegava che dopo anni finalmente era riuscito a capire come poterlo ri-ottenere. Grande Antoine, ci mancherai. Si è capito per quale cantina parteggio? :)

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ale

circa 4 anni fa - Link

Mi piacerebbe ricevere il libro perchè nella mia cantina riposano Mastroberardino e Rocca del Principe, vorrei avere conferma che stanno bene li e non devo correre a casa a berli ma qualche anno di invecchiamento gli fa solo bene (ahia...ho detto invecchiamento per un bianco..... in Italia mi sa che è tabù)

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Orion

circa 4 anni fa - Link

Vi scongiuro, ho il tavolo che traballa, a me il libro serve veramente!

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simone

circa 4 anni fa - Link

Sono più che consapevole di essere l'ultimo (o prabibilmente in un ipotetico podio al contrario di degni di omaggio porterei a casa sicuramente un buon piazzamento) a dover ricevere il libro vista la mia ancora infinita ignoranza in materia. Sarei però MOLTO CONTENTO di riceverlo per il semplice fatto che mi sono avvicinato al mondo del vino da neanche un anno tramite il percorso formativo per sommelier e sto cercando di costruirmi una "biblioteca culturale" che non sia fatta solo di Guide Espresso, Gambero Rosso e Bibenda. Un bagaglio che non sia solo di vini degustati, ma anche scoperti e raccontati a dovere. Ma soprattutto.. e dico veramente soprattutto, perchè il gioco "fiano terra" mi ricorda tantissimo quando da bambini, mettendosi il dito indice in bocca a "gancio", tiravamo un po lateralmente per far si che le "P" si trasformassero in "F" e poi tutti a dire "PINOCCHIO" . Qundi.. oggi come allora... con il mio dito in bocca "mi fiacerebbe tanto foter ricevere il fresente libro...."

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Franz

circa 4 anni fa - Link

Vorrei ricevere una copia del libro perché non conosco molto il Fiano d'Avellino. Chissà che non mi faccia imparare qualcosa di interessante ... !

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bruno

circa 4 anni fa - Link

perchè sono fortemente interessato alla comunicazione del vino dal punto di vista del suo legame territoriale e credo che questo sia l'indirizzo futuro su cui debba maggiormente far leva la comunicazione di settore

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Diego

circa 4 anni fa - Link

Avevo scoperto il vino di qualità da poco ed ero alla ricerca di modelli di riferimento, di vini autentici e sorprendenti, di enoiche emozioni. Sul forum di Porthos sentii parlare di Villa Diamante. Nelle enoteche tradizionali non si trovava ma grazie ad un forumista campano riuscii a farmelo spedire. Mi si aprì un modo! Che vino fantastico: le note affumicate, la nocciola e la farina di castagne, il frutto giallo croccante, la bocca fitta e dritta, però anche saporita e ampia. Grazie Antoine e a chi me lo ha fatto conoscere!

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Raffaele

circa 4 anni fa - Link

Perchè leggo tantissimo di storie di vino e di produttori ma finisco sempre per leggere di Piemonte e Langhe! Il limite del Fiano e di certe zone del sud, ancora in fase di "decollo" internazionale, è sicuramente nella comunicazione più che nella validità dei prodotti. Comunque alcuni libri letti sulle Langhe mi hanno spinto più volte ad andarci. Questo libro ha lo stesso effetto??? Raffaele

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Luca

circa 4 anni fa - Link

Mi piacerebbe ricevere il libro perchè vorrei conoscere meglio il Fiano, perchè vorrei visitare quella parte d'Italia così poco (da me) consociuta e perchè ho TUTTI gli altri libri pubblicati da Edest sui vini (e non solo) e quindi me lo merito :-)

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Roberto

circa 4 anni fa - Link

Fiano? Mai sentito. Urge buona lettura per colmare le mie imperdonabili lacune.

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Federico

circa 4 anni fa - Link

Fiano Terra, ampio e luminoso, cantina barricabile. Ottimo affare. Non telefonare ore pasti, (lo)sto bevendo.

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Vinogodi Marco Manzoli

circa 4 anni fa - Link

...Alex è un grande e il suo libro immancabile ....

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Stefano Cucci

circa 4 anni fa - Link

Grande Villa Diamante tutta la vita, un vino "lisergico". Ho bevuto il 2006, una grandissima boccia, e me lo ricordo come se fosse adesso con la grandissima Mineralità dei grandi Fiani e quel sentore leggero di castagne. Il secondo fiano del cuore è Don Chisciotte, sempre 2006, con Camomilla, foglia di Thè, erbe e frutta leggera. Mi piacerebbe riceve questo libero per ampliare la mia conoscenza su uno dei più grandi bianchi d'Italia, insieme al mio sempre preferito Verdicchio.

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elena

circa 4 anni fa - Link

Ho passato la maggior parte del mio tempo a Vinitaly proprio in Campania e Vadiaperti è stato un must. Vorrei segnalare Az. agricola Dell'Angelo della sig.a Franca Troisi una piccola chicca!

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Rossano

circa 4 anni fa - Link

Uno dei tre libri Alessio lo deve regalare a me perché una copia me l'ha già regalata Felicia, e se arrivo a due per non fare senza tre una me l'accato coi soldi miei, ja'... :-D

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valevino

circa 4 anni fa - Link

Bravo Alessio, visto che c'è il gioco, mi butto. Mi meriterei il tuo libro perché leggendolo cercherei di interpretare al meglio le tue parole e trovare così altri fiano, oltre a quelli da te citati nell'intervista....ovviamente introvabili. :D

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Mondelli Francesco

circa 4 anni fa - Link

Amo da sempre il Fiano .Da ragazzo(anni settanta )in bella compagnia anche in pizzeria bevevo Mastroberardino che trovavo anche a Boston per le cene che organizzavo nel mio soggiorno americano.Tornato in Italia ho fatto servire al pranzo del mio matrimonio i vini dei Feudi che allora andavano prendendo piede(a terra e non solo).Grazie al Capitano e Don Alfonso scoprii Colli Di Lapio a cui sono ancora fedelissimo(annata 99di grande classe ed eleganza).Oggi bevo anche Picariello,De Conciliis e Troisi .

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Sottonoce

circa 4 anni fa - Link

Di seguito i 3 migliori Fiano assaggiati negli ultimi anni: Guido Marsella 2006, pagato allo scaffale 15 euro, probabilmente irripetibile, un'opera d'arte in bottiglia, voto 99/100. F.lli Urciuolo 2007, pagato allo scaffale 7euro e 65, un fulmine a ciel sereno saporito e scattante, voto 94/100. Pietraincatenata 2002, pagato allo scaffale 13euro e 90, esemplare equilibrio tra frutto e legno, voto 94/100. Oltre a questi, trovo in genere eccellenti anche Di Prisco, Aipierti di Vadiaperti ed Exultet di Quintodecimo, quest'ultimo ben fatto però un po' caruccetto sui 30 euro, in ogni caso un prodotto di indubbia qualità.

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Ale Portelli

circa 4 anni fa - Link

Diversi anni fa, io ed un mio amico, squattrinati diciottenni, eravamo in giro alla disperata ricerca di sponsorizzazioni per un evento e ci imbattemmo nella cantina Vadiaperti, era il 1997. Il Professore, con la sua barba e una pipa in mano che sistemò con cura sul camino, ci accolse con un sorriso e mise subito in chiaro che soldi non ce ne avrebbe dati. La nostra iniziativa però gli piacque e dopo diversi aneddoti, quando stavamo per andare, ci diede 2 casse di vino, "queste valgono più dei soldi che mi avete chiesto". Solo dopo averlo assaggiato capimmo quanto fu generoso... prima di quel giorno non ero mai stato "attento" al vino e forse quello fu il mio primo Fiano.

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Josje van Oostrom

circa 4 anni fa - Link

Salve, eh il fiano...merita, penso che sia il mio vino bianco favorito, almeno quando commincio a contare i vini favoriti bianchi.. beh ci sono tanti fiani: gia menzionati sono Vadiaperti, il Don quichotte di Pierluigi e Nerina Zampaglione di Calitri, La Sophia fatto in amfora da Cantina Giardino. Non menzionato ed anche fatto in amfora e tutte e due buonissime sono il fiano dei I Cacciagalli a Teano ed la Quartara della cantina Lunarossa nelle Colline Salernitane. Villa Diamante e gia menzionato, ma mi piacerebbe scoprire di piu, anche perche sto scrivendo un libro sui vini Italiani, dunque ha senso.

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Alessio

circa 4 anni fa - Link

Grazie a tutti coloro che sono intervenuti. Grazie a Marco e Rossano, vecchi amici di tastiera con cui ho mosso i primi passi di giovane curioso, descrivendo e magnificando incredibili ciofeche :D A voi tirchioni niente sennò mi taccerebbero di favoritismi :D Per gli altri, due note sul libro: tratta tutti i produttori elencati (con in più Villa Raiano che non ho citato sopra), solo aziende dell'areale del Fiano di Avellino DOCG con l'unica eccezione per Cantina Giardino (anche se le vigne sono nella DOCG). Quindi niente Cilento, Salernitano, nè fuori zona come Zampaglione. E' stata una scelta precisa, sapevo di poter spaziare su altre realtà ma ho preferito concentrarmi su quelle poche aziende ed approfondirle in tutto e per tutto. Finita la premessa, ecco i vincitori! Ho voluto decretarli personalmente e vi assicuro che sono stati accuratamente selezionati con il metodo scientifico della conta "ambarabaciccicoccò": Daniele (è stato un grande Antoine e leggilo tutto il libro, fino alla fine mi raccomando) simone (ottimo spirito e poi quel nome ricorda a tutti una persona a cui abbiamo voluto molto bene) Ale Portelli (aneddoto del Professore impagabile, grazie) Verrete contattati all'indirizzo email fornito per la spedizione. Come al solito avrei voluto premiare tutti, soprattutto Orion che vive la complicata situazione di un tavolo traballante e Luca che è nostro fan accanito! Per chi volesse acquistarlo in ogni caso, superando lo scoglio della delusione per la mancata vittoria, è possibile prenderlo direttamente dal sito di Edizioni Estemporanee al prezzo di copertina spedizione inclusa (link già segnalato da Alessandro nell'intervista): http://edest.it/prodotto/fiano-terra-di-a-pietrobattista/ Altrimenti andate a casa di Rossano e rubategli la copia che ha! :D

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andrea

circa 4 anni fa - Link

[img]http://www.riviera24.it/userdata/immagini/foto/510/2008/11/baudo_59.jpg[/img] Alessio Pietrobattista l'ho scoperto io!!!! Ma il libro non l'avrei voluto, per il Fiano ci vuole la fonte primaria... :-p Grande Alex!!!!

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andrea

circa 4 anni fa - Link

[img]http://www.giornalisticalabria.it/wp-content/uploads/2014/01/Pippo-Baudo-e1389364019257.jpg[/img]

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