E-commerce del vino, i numeri. Perplessità (molte) e nuovi scenari (pochi)

E-commerce del vino, i numeri. Perplessità (molte) e nuovi scenari (pochi)

di Fiorenzo Sartore

Gli appunti che seguono sono derivati dalla lettura dell’ultimo post di Marco Baccaglio, “Le vendite di vino via internet in Italia“. Benché i numeri che contiene siano datati, risalendo al 2013, consente comunque una serie di considerazioni. Che sono però randomizzate e poco sistematiche, quindi alle solite fate voi i necessari aggiustamenti.

Il primo punto che attira la mia attenzione è in questo passaggio: “le vendite di vino online in Italia sono irrisorie, pari allo 0.2% delle vendite totali di vino, quasi 10 volte di meno della media mondiale dell’1.8% e certamente meno di quanto si registra in altri paesi europei come la Germania al 2.3%, Francia al 5.8% o il Regno Unito al 6.8%”. Messo in questi termini, è il solito discorso relativo al digital divide che ci affligge (e certo ha anche a che fare con questo aspetto), tuttavia io penso ci sia altro. Trovo infatti che il vino, per la sua natura di bene un po’ immaginifico, unito a questioni di ordine logistico, continui a prestarsi poco all’e-commerce. Esiste un aspetto sentimental-culturale che associa l’acquisto del vino col contatto interumano, direi analogico, con chi lo produce o lo commercia. La mia è un’impressione irrazionale, ma non riesco a smuovermi da questo sentimento, e chi vende online deve aggirare questo scoglio che (immagino) non vale solo per il vino, ma pure per gli alimenti di qualità. Sui quali non ho dati, però, riguardo ai numeri del loro e-commerce.

Quanto al problema logistico, tutte le volte che lo solleviamo finiamo per restringerlo all’inaffidabilità dei corrieri in generale (sono lenti, costosi, soprattutto rompono il vetro eccetera). Anche qui, trovo che il problema sia più complesso di così. Il trasporto di materiale fragile e/o deperibile sembra una specie di ostacolo invalicabile, per trasformare la sua vendita in un fenomeno massivo di e-commerce, in via definitiva. Di fatto trasportare vetro è una iattura per qualsiasi azienda voglia occuparsi di logistica, e non vedo all’orizzonte soluzioni facili. Ai corrieri, cioè, conviene di gran lunga occuparsi d’altro. Parlando della mia esperienza, il mio corriere richiede ad esempio contenitori specifici per il trasporto, che hanno un costo non piccolo, altrimenti rifiuta di avermi come cliente. Altri corrieri userebbero invece il cartone originale, ma sono lenti, e declinano ogni tipo di responsabilità sulla consegna integra – anzi, in definitiva, mi hanno sempre consigliato caldamente di corazzare le consegne, tornando così al punto di partenza.

L’ultimo punto rilevante, infine, è questo: “i prezzi medi di vendita sono tra 12 euro e 20 euro per bottiglia. Sono livelli molto elevati considerando la media del prezzo di vendita della grande distribuzione italiana, dove abbiamo visto i prezzi medi non superano nel migliore dei casi i 10 euro per al litro. Il canale internet in questa fase iniziale si configura dunque come specializzato in prodotti di gamma medio-alta”. Questo dato, al contrario di altri, dovrebbe indurre qualche considerazione più ottimistica. Innanzitutto, sul piano delle strategie, mi pare facile determinare che il venditore qualificato occupa con successo ogni spazio che la GDO, per incapacità pigrizia o altro, non sembra in grado di occupare. E ho detto “venditore qualificato” per associare, con questo termine, sia l’operatore di e-commerce che il commerciante old economy. In aggiunta a questo, segnalo che l’attore più forte che calca la scena è Giordano, che al contrario pratica prezzi molto bassi, quindi è verosimile che i suoi numeri abbassino pure la media.

Il dato, cioè, serve a tutti noi per capire cosa fare. E mi pare (anche qui) facile: vendere qualità. Il canale digitale, invece, per com’era nel 2013, non sembrava attrattivo né determinante, “quasi 10 volte di meno della media mondiale”. Dubito che oggi abbiamo ridotto di molto quel differenziale.

[Immagine: Inhabitat.com]

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

53 Commenti

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Maurizio

circa 4 anni fa - Link

I primi due punti che citi tuttavia non spiegano la differenza tra l'Italia e il resto del mondo, visto che dovrebbero valere per tutto il mondo. L'argomento prezzi forse è quello determinante ma sotto diversi aspetti. L'acquisto di vini di fascia alta in Italia è molto basso. Basta pensare che il Barolo esporta quasi l'80% e, di quello acquistato in Italia, il 70% è acquistato da stranieri! (indagine ISPO del 2012). I costi di imballaggio e spedizione sono alti, soprattutto per l'acquisto di piccole partite. Inoltre in Italia la politica dei prezzi è spesso ancora a livelli di "mercati immaturi", sia da parte di molti produttori (listini labili e fatti "ad personam", incertezza sulle politiche verso consumatori finali e diversi attori della filiera) che da parte dei venditori (vendi alla GDO, non ti compro il vino, vendi su internet, non ti compro il vino...) tutto ciò rappresenta un freno formidabile allo sviluppo delle vendite online, che per sua natura richiede un mercato trasparente. Eppure, in spregio a tutte le tradizioni del souk, ormai anche i tappeti si vendono online: /www.naintrading.it

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Fiorenzo Sartore

circa 4 anni fa - Link

In effetti credo che la mistica sentimentale del vino da comprare live (ce l'ho un po' anch'io, non è per criticare) sia una cosa nazionale, nostra, più che straniera. Quanto ai problemi/costi di logistica, nuovamente quelli che fanno impresa in Italia giocano una partita differente (eufemismo).

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max cochetti

circa 4 anni fa - Link

Mi trovo in duplice veste :) Socio di un'enoteca fisica e dipendente di un'azienda di ecommerce che vende anche vino. Secondo me i dati del 2013 sono datati e non di poco. La crisi ha acuito la ricerca di risparmio e per chi vuole bere bene, nell'ultimo anno si sono moltiplicate le opportunità e le occasioni per acquistare a buon prezzo online (offline non ho trovato la stessa offerta). Gli operatori online sono ancora piccoli (quasi tutti) e questo non permette una forza conoscitiva efficace nel confronto del grande pubblico. Trovare il modello giusto non è facile, ma vedo più facile farlo online che offline :)

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ale

circa 4 anni fa - Link

pur essendo poco avvezzi all'e-commerce in generale, attraverso esso i costi sono mooolto più bassi. certo sui vini i fascia medio/alta e non sui tavernelli pero' una bottiglia che in noteca ti costa €50, con €35 ce l'hai alla porta di casa

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ale

circa 4 anni fa - Link

personalmente io li vino lo compro al 90% su ebay

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ale

circa 4 anni fa - Link

P.S.: stando dietro alle aste online e non al prezzo "compralo subito"

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Marco

circa 4 anni fa - Link

ma non si rischiano fregature su ebay? stai parlando solo di vino "serio" o anche di vino medio?

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ale

circa 4 anni fa - Link

parlo di vino medio-alto. mai preso fregature, fortunatamente il servizio di punteggi feedback ti mette al riparo da rischi. se non sai cos'è, intendo che ogni venditore riceve un commento/punteggio per ogni transazione quindi se vedi che tal "x" ha 3500 feedback positivi sei certo che non riceverai la fregatura, il problema potrebbe invece verificarsi se acquisti da uno con pochissimi feedback o non positivi (ma tanti feedback negativi è impossibile)

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Alessandro Morichetti

circa 4 anni fa - Link

Non conosco quel canale, domanda: è tutto regolarmente scontrinato?

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ale

circa 4 anni fa - Link

se il venditore è un venditore professionale si! se invece si tratta di transazione fra privati no.

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Mauro

circa 4 anni fa - Link

Sono titolare di un'ecommerce (non tratto vino) e secondo me bisogna aggirare l'ostacolo anche dal punto di vista di come bisognerebbe far vendere il vino online. L'ecommerce tradizionale probabilmente non ha mai funzionato e non funzionerà mai granchè, ma gli esempi di Tannico e Wine o Wine sono a mio modo di vedere, un passo che va al di là del classico shop con griglia prodotti, carrello e così via. Inoltre è inutile paragonare vini da vendere online e la grande distribuzione, non c'è storia, ma non deve neanche esserci, proprio per i costi aggiuntivi di trasporto, gestione ecommerce ecc. Un vino di qualità e di nicchia presentato bene non può valere i 3 euro di un vino da supermercato, ed è qui che bisogna giocarci. In generale, se la vendita di vino online è lo 0,2% del totale in Italia, vuol dire che c'è ancora una potenzialità gigantesca a mio modo di vedere.

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marziano

circa 4 anni fa - Link

da quel poco che ho visto una volta inseriti i costi di spedizione non mi è mai parso così conveniente. il fatto che se non sei amazon spedire ti costa quanto a qualunque altro cristiano e quindo un sacco de soldi. questi miei due cents.

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Mauro

circa 4 anni fa - Link

Dipende dagli accordi che l'azienda ha con il corriere. Nel nostro ecommerce facciamo pagare un contributo spese solo se l'acquisto è sotto una certa soglia, dopo la spesa è gratuita. Non esiste solo Amazon, per fortuna.

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ale

circa 4 anni fa - Link

devi stare dietro alle aste online e non ai compralo subito, anche perchè i costi di spedizione possono spesso essere cumulati su più aste, in scaglioni solitamente di 6 o 12 o 18 etc bottiglie

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Alessandro Morichetti

circa 4 anni fa - Link

C'è la soglia della spedizione omaggio e poi ci sarebbe anche quella cosa chiamata "metti nel carrello 6 vini che per trovarli tutti dentro alla stessa enoteca fisica spendi 200 euro di benzina". Se poi il problema sono gli 0,50 euro a bottiglia è solo perché volutamente non consideriamo altri costi.

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Marco

circa 4 anni fa - Link

Uno studio del 2013 sulle cose online è uno studio della preistoria. Ad esempio io ho fatto il primo ordine online di vino a fine 2013, ed adesso il 70% del vino che compro lo compro online. Certo è che i costi di spedizione, la necessaria programmazione degli acquisti, etc riducono il mercato potenziale: tende ad essere cosa per appassionati, ed d'altra parte gli stessi siti che conosco presentano bottiglie che partono da 9-10 € per arrivare a molto di più, è evidente che identificano il proprio mercato tra le stesse persone che probabilmente leggono questo blog...

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Rossano

circa 4 anni fa - Link

Complimenti, hai centrato il punto. Io credo che pochi si rendano conto del rischio che si sta correndo minacciando la possibilità di mantenere aperto un alto numero di enoteche fisiche distribuite fittamente in tutto il paese: esse raggiungono una massa di persone enormemente superiore al giro del vino sui social. Si rischia di rompere il giocattolo.

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Mauro

circa 4 anni fa - Link

E chi sarebbe la minaccia alle enoteche?

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marziano

circa 4 anni fa - Link

ah ok. guarderò bene allora.

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ale

circa 4 anni fa - Link

ok ma non troppo se no mi freghi tutte le aste buone:)

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andrea

circa 4 anni fa - Link

Nel 2013 il vino lo compravo più o meno per l' 80% dal produttore un 15% in enoteca ed il resto al supermercato ( alla Pam passavano ogni tanto ribolle di Gravner, Tignanelli, Torcolati di Maculan etc...) In due anni per me è cambiato tutto: 50 e 50 fra produttori e online. ( fra i produttori includo anche il vino comprato alle fiere mercato, come quella di Piacenza e quelle dei Vigneron Independant in Francia ) Perchè: 1) in cantina la forbice del doppio listino fra privato e partite iva si è allargata a dismisura, cosicchè continuo ad andare dai solo produttori che mi fanno un buon prezzo e/o con i quali ho un rapporto di amicizia 2) mi capita sempre più spesso in cantina che il vino semplicemente non lo vendano; ad esempio quest' anno a Montalcino 3 su 3 dei produttori da cui abitualmente mi rifornisco ( 6 bottiglie ciascuno eh, non un bancale) al 3 di aprile l' annata 2010 non ce l' avevano già più e mi consigliavano di guardare on line per comprare il loro vino; cosa che nel loro caso non farò, ma cercherò qualche altro produttore che mi soddisfi. 3) il vino che mi piace in enoteca costa dal 20 al 50% in più che on line 4) al supermercato non trovo più nulla 5) superato lo scetticismo del primo ordine posso dire che online a) il prezzo è onesto, soprattutto le offerte b) nella maggior parte dei casi a partire da 120 euro la consegna è gratuita c) l' imballaggio è perfetto , nessuna bottiglia rotta e di quelle finora aperte nessuna difettata. Negli ultimi due anni ho comprato da 4 siti italiani, da 1 spagnolo ed uno francese; non tutti i siti stranieri spediscono in Italia, ma quelli che lo fanno di solito prevedono costi di spedizione contenuti (attorno ai 15 euro per 18 bottiglie) Compro bottiglie di norma tra i 15 ed i 40 euro. Aggiungo che non frequento volentieri le fiere nelle quali dopo aver degustato non puoi comprare al momento il vino che tanto ti è piaciuto e che in Itallia siamo anni luce indietro su questo tipo di manifestazioni ( Vignaioli Indipendenti per piacere prendete spunto dai vostri cugini più grandi d' oltralpe e moltiplicate Piacenza portandola in giro per l' Italia...)

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Franco

circa 4 anni fa - Link

Ciao, trovo la tua analisi generale molto ben fatta e condivisibile (ho anche io un piccolo ecommerce di vino) tranne che per un punto ovvero che in Italia secondo te "Esiste un aspetto sentimental-culturale che associa l’acquisto del vino col contatto interumano" Per esempio la grande distribuzione punta moltissimo nella "Corsia Enoteca" e spessissimo non c'è nemmeno l'operatore che sistema le bottiglie, eppure vendono! Sai quanti entrano nel mio negozio e dicono: "Ah ma questo vino ce l'hai anche tu? Ma costa come al Supermercato? Eh ma sai, quando vado a fare la spesa....sono già lì....e lo prendo...Risparmio tempo" Ecco perchè tento il più possibile di non avere etichette "Condivise" con grande (lo saprai anche tu!) sforzo di ricerca e di tempo investito. Comunque, la mia sensazione/convinzione invece è che nel nostro Paese esista ancora un retaggio culturale percui "Io-sono-il-più-furbo-e-compro-ad-un-prezzo-inferiore-di-tutto-l'universo" ed alla peggio "Comunque-risparmio-tempo-ed-ottimizzo" (ottimizzare cosa poi...questo mi piacerebbe saperlo). Questo porta le persone alla ricerca ossessiva dell'affare a tutti i costi; lo dimostrano i molti siti "comparatori di prezzi" che esistono anche specifici sul vino; lo dimostrano i casi innumerevoli di gruppi di acquisto che vanno direttamente dal produttore; lo dimostrano le orde di "Un mio amico riesce a procurare.....se t'interessa"; lo dimostrano gli ecommerce che (non ho proprio idea di come facciano!) offrono i prodotti con ricarichi del 15% (ricarichi e non margini!) facendo pagare con Paypal e che spopolano in tutti i blog/forum di vino. Su Ebay non parliamone! Quando in un inserzione a prezzo fisso, per caso metti anche la possibiltà di accettare un'offerta, ecco che ti sommergono di cifre anche del 75% in meno rispetto a quella originale, come se noi rivenditori praticassimo ricarichi da Alta Moda! Le aste online, è un mondo a parte e richiederebbe troppo tempo...(mi astengo). Quindi per me il mondo della vendita online di vino potrà prendere le seguenti strade: o le cantine produttrici venderanno il proprio vino (molte già lo fanno) ai loro ricarichi (ma avranno solo le loro referenze), oppure arriverà il grande investitore che, appunto, con valanghe di denaro creerà l'ecommerce più grande grandissimo grandissimissimo, con tutte le referenze del pianeta terra e che potrà fare prezzi da ingrosso. Comunque i "Piccoli" (come me) non sopravviveranno nonostante il "Poco contatto interumano" che, anche se solo via email, possiamo dare.

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Matej Fiegl

circa 4 anni fa - Link

Buonasera, vi racconto la nostra esperienza nell'e-commerce. Un'anno e mezzo fa abbiamo deciso di aprire il nostro e-shop aziendale. Dopo un bel rodaggio, siamo riusciti a trovare la "formula" giusta, per soddisfare il cliente. Per gli imballaggi siamo passati dal cartone alle scatole in EPS (polistirolo, riciclabile). Il corriere scelto da noi è DHL, in quanto la qualità del loro servizio per il momento non ci ha mai deluso. Per le spese di spedizione abbiamo pensato di semplificare il tutto, facendo due fasce di prezzo in base al peso totale delle bottiglie acquistate, ma tantissime volte le spese di trasporto sono gratuite. Esiste un aspetto sentimental-culturale che associa l’acquisto del vino col contatto interumano? Certo che esiste, il difficile è trasformarlo in digitale. Quella è la vera sfida. Secondo la mia breve esperienza nel mondo e-commerce, i punti critici in Italia sono: 1) Diffidenza nel comprare "per corrispondenza" 2) Relativamente poco usate le carte di credito Sostanzialmente per il momento la vendita di vino online è agli albori. Le enoteche, ristoranti, winebar ecc. non devono aver paura dell'e-commerce. Anzi gli e-shop "aziendali" senza il loro lavoro, difficilmente generano vendite.

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patrizia

circa 4 anni fa - Link

bene, dopo tutto questo vostro ragionare, constato che la mia piccola enoteca, luogo sentimentalumano di incontri e libreria di bottiglie, non ha più nulla da dire al mondo.

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Fiorenzo Sartore

circa 4 anni fa - Link

orsu', non deprimiamoci. "luogo sentimentalumano" penso che lo riutilizzero' (per il mio luogo).

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marziano

circa 4 anni fa - Link

ma no perché in realtà sono due cose diverse. i) online compri di fatto cià che già conosci per averlo bevuto prima, magari proprio in enoteca. ii) l'enoteca svolge funzione diversa dall'approvigionamento "di casse di vino", risponde all'esigenza di scoprire nuovi vini e di conoscere cose nuove per chi come me non ha il tempo di girare (ma le casse girando per aziende a montalcino quando mai? ci metto meno ad andare a parigi!); iii) si tratta insomma non solo di due canali diversi ma anche di due mercati diversi, l'enoteca è anche di fatto luogo spurio cioè di incontro (a milano, per lo meno, decanter, cantine isola, ) non solo di acquisto (certo resistono anche quelle di "puro acquisto": cotti, ronchi, ricerca vini (ora mista), n'ombra de vin, peck, eat's, il vinaio, l'altro vino, radrizzani (che però è un supermarket) etc. etc.)!

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mnt

circa 4 anni fa - Link

Ho acquistato diverse volte vino online, per ora su unico sito che per confronto con altri mi è parso il più fornito e con prezzi migliori. L'esperienza è stata positiva, soprattutto per le condizioni di vendita e di spedizione. Cerco di comprare almeno 12 bottiglie per volta in modo da diminuire la possibilità che il vino venga maltrattato. Ad ogni modo mi è sempre stato consegnato in 24h con un imballo in polistirolo che garantisce l'integrità e il mantenimento della temperatura per quanto possibile. Insomma per me è un'esperienza positiva che continuerò a ripetere. Visto soprattutto che in cantina i prezzi continuano ad aumentare avvicinandosi sempre più oramai a quelli di enoteca.

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Giacomo Panicacci

circa 4 anni fa - Link

Per una volta mi trovo in disaccordo con te Fiorenzo. Lavoro per un sito di e-commerce internazionale basato sul vino. Per noi il traffico che proviene dall'Italia incrementa con percentuali del 40% annue. Ben al di sopra della media, anzi e' il paese con piu' rapida crescita sulla nostra piattaforma. Continuando cosi' a breve raggiungera' la Francia.

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Fiorenzo Sartore

circa 4 anni fa - Link

Quindi se dichiari che l'Italia sta crescendo, confermi quel che si segnalava, cioè un sotto-utilizzo del mezzo :) Al di là dei giochi di parole, voglio ribadire che la mia è una percezione in parte dovuta ad una condizione personale un po' old-economy (quindi filtra tutto secondo questo parametro), un po' dovuta al dato finale del differenziale tra e commerce del vino in Italia VS resto del mondo, cioè quel "quasi 10 volte di meno della media mondiale”. Nel corso degli ultimi due anni noi avremo aumentato (benissimo) ma anche gli altri saranno andati avanti.

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Giacomo Panicacci

circa 4 anni fa - Link

Quello che mi lasciano perplesso sono i dati. Se mi dici gli USA, ti dico il nostro traffico e' 20 volte tanto (2000%), se mi dici Australia ti dico l'Italia genera piu' traffico (e' vero ci sono solo 20 milioni di Ozzie ma si tratta di sito in 'inglese'), se mi dici Francia ti dico 30% in piu' dell'Italia con una crescita anno su anno piu' 'lenta'. Infine Spagna.. non pervenuta. Direi l'Italia e' partita con 10 anni in ritardo ma la mia IMPRESSIONE e' che stia rapidamente chiudendo il gap con gli altri paesi europei (US un altra storia per vino ed e-commerce).

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Il chiaro

circa 4 anni fa - Link

Qualcuno qui sopa parla di ricarichi del 15%, quindi ridicoli. Bisogna poi andare a vedere i bilanci di questi ecommerce perchè quando ci sono dei rossi spaventosi viene da chiedersi se tutto questo ha un senso. Sia per chi pratica l'ecommerce, sia per chi lo usa per gli acquisti.

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mmauri

circa 4 anni fa - Link

"31.12.2014" Le tribunal de commerce de Paris vient de placer en liquidation judiciaire le groupe Héraclès, qui détient notamment 1855, ChâteauOnline et Cave Privée. La fin de huit ans de batailles entre les 11.000 clients non livrés et les dirigeants, Emeric Sauty de Chalon et Fabien Hyon. À ce jour, près de 11.000 créanciers ont été bernés par le duo Sauty de Chalon et Hyon. Et les pertes s’élèvent à plus de 40 millions d’euros. Per un certo periodo Chateau on line ha avuto anche la filiale italiana. Mi ero iscritto alla mailing list di Chateau on line più che altro per ristudiare il francese , meno male che non ho comperato se no i creditori sarebbero stati 11001 ;) Non tutto ciò che è on line è fantastico,

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Stefano

circa 4 anni fa - Link

Il fatturato di xtrawine dal 2010 ad oggi è quasi raddoppiato anno su anno per chiudersi a 2,6 ML di euro su bilancio 2014. La crescita nel 2015, ad oggi, rispetto al 2014 è del 52,5%. Per quanto ci riguarda il settore è molto dinamico e sta offrendo grandi opportunità. Stefano

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Luca

circa 4 anni fa - Link

Grande Xtrawine, uno dei miei e-commerce preferiti! Anche io mi metto tra quelli che, da acquisto 100% in enoteca sono passato a 50% dal produttore (spesso alle varie fiere-mercato) e 50% online. Le aste su ebay mi sembra che mediamente stiano peggiorando anche se talvolta si fa ancora qualche affare, mentre gli e-commerce mi sembrano sempre più agguerriti quindi a vantaggio del consumatore. Ho comprato da almeno 4 siti differenti (Xtrawine, Callmewine, Garofalowine, Buongiornovino) e mi sono trovato benissimo con tutti, ciascuno con la sua peculiarità. Mai ricevuto una bottiglia rotta, certo ragionevolmente il problema principale è la bottiglia che sa di "tappo" che sicuramente nel caso di questi acquisti finisce nel lavandino...però mediamente su vini non locali, online trovo un delta prezzo dai 15 ai 30 punti, tralasciando ovviamente la possibilità di acquistare qualsiasi tipo di etichetta. Mi unisco al coro del "più fiere mercato da parte della FIVI", sul modello francese ;) PS in Francia quelle fiere fanno letteralmente spavento, sono stato a Lione a marzo e ne ho visti pochi andarsene con meno di 10 cartoni a testa, pazzesco!

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Alessandro Morichetti

circa 4 anni fa - Link

Eh vabbè allora dillo che sei stronzo inside, ma non c'è 4 senza 5. Annunciati e alla svelta :D :D.

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Stefano Pezzi

circa 4 anni fa - Link

Ciao Luca, innanzi tutto grazie della tua stima nei confronti di www.xtrawine.com Devo dire che, per policy aziendale, siamo soliti sostituire, a nostre complete spese, tutte le bottiglie che ci vengono segnalate che sanno di tappo o che presentano non conformità di qualunque genere. Predisponiamo il ritiro e a quel punto o sostituiamo la bottiglia (se ancora disponibile) oppure effettuiamo il rimborso totale oppure diamo un bonus di valore superiore. Questo a scelta del cliente. Unica nostra richiesta: la restituzione della bottiglia con almeno i 2/3 del contenuto, tappata con tappo originale opportunamente rifilato per serrare in fase di reso. In questo caso, a nostra volta, ci facciamo rimborsare dai produttori. Quindi non buttate più nel lavandino il vino non conforme!! Un caro saluto Stefano

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ale

circa 4 anni fa - Link

complimenti!!!!

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Claudio

circa 4 anni fa - Link

Mi sembra sia stato detto tutto sul tema, o quasi. L' ecommerce è una fenomenale risorsa per chi non vive in grandi centri urbani. A Milano si potranno anche trovare tutte le referenze desiderate (italiane ed estere) ma basta uscire un po' e il panorama delle enoteche è mediamente desolante. Nel sud italia i vini del nord sono molto meno presenti e viceversa. L'ecommerce in questo è imbattibile. E anche pagare 6 euro di spedizione diventa, ad un analisi più attenta, molto più conveniente che sobbarcarsi mezz'ora di auto per raggiungere la città più vicina. Personalmente ritengo che in maggior parte sia un problema di cultura italica. Scarsa fiducia verso ciò che non si vede e non si conosce. Yoox ha aperto la strada con lo shopping moda, speriamo che Tannico (o stradine, etc.) possa essere la stessa cosa per il vino!

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Giada

circa 4 anni fa - Link

L'importante è non essere presi in giro sui prezzi ( vedi Tannico ), che sono a volte più cari delle Enoteche, con falsi prezzi di partenza . In Italia siamo abbagliati dagli sconti che non ci sono.

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Chiara Bassi

circa 4 anni fa - Link

Personalmente non sono d'accordo sul fatto che l'e-commerce si presti poco al mondo del vino. Come Wine & Web Expert (in pratica per lavoro faccio sviluppo web per le realtà vitivinicole e per passione e per dare un servizio migliore ai miei clienti mi sono anche diplomata sommelier) posso dire che sul web c'è chi ce la fa e chi no. Come ovunque. Con la differenza che il web è molto meritocratico: va avanti chi è bravo! Quindi le realtà che operano nel mondo del vino devono stare attente a chi si rivolgono per lo sviluppo del loro negozio online. E ricordiamoci che il web è una vetrina importantissima, l'unico negozio aperto H24 7su7 e 365gg/anno. Un grande centro commerciale virtuale dove vende chi ha il negozio più bello e nella posizione migliore. Esattamente come nella realtà. Mettere in piedi un business online è molto più economico di un business offline, ma finchè ci si affiderà al nipote od ad agenzie mediocri per realizzare il proprio sito... non ci sono speranze di emergere in questo mercato e sono solo soldi buttati via! Grazie per il vostro spazio e a presto, Chiara

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Franco

circa 4 anni fa - Link

Leggo alcune affermazioni frutto dell'esperienza personale che, mi sembra evidente, non siano sempre espressione della situazione reale. Non è vero che l'italiano non si fida di ciò che non vede, non sarebbe il paese con il più alto numero di truffe in Europa! Non è (assolutamente) vero che il web è meritocratico, o meglio non lo è nel senso della qualità di prodotti proposti, altrimenti non sarebbero falliti siti francesi che vendevano bottiglie di gran livello! Non è vero che si fa fatica a far utilizzare la carta di credito, con le ricaricabili è un problema superato da un pezzo! L'unica leva per vendere online (il vino evidentemente) è il prezzo (punto). Questo si per motivi culturali/storici "Lo prendo direttamente dal produttore perchè spendo meno" è uno scoglio duro da superare, anche se poi il produttore te lo vende ad un prezzo superiore guadagnandoci il doppio. L'importante è che il compratore "furbo" evidenzi la sua azione di "risparmio". I siti che (leggendo qui sopra) stanno funzionando alla grande, hanno sicuramente fatto investimenti poderosi per spuntare condizioni che gli consentano (di nuovo) di proporre prezzi inferiori, snocciolare crescite esponenziali con incassi a sei cifre ha poco senso se non si valuta il margine operativo (ergo con costi e spese).

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Adriano Aiello

circa 4 anni fa - Link

Arrivo tardi ma l'argomento mi interessa: Fiore tutto giusto quello che dici, eppure ne nascono come funghi, Tannico fa pubblicità pure su radio 24 e quando se ne parla nei blog è un successo inaudito. Probabilmente c'è, come spesso capita, una nicchia molto attenta e "rumorosa" la gran parte dei quali visita questi siti ma poi ci compra raramente. L'opposizione che trovo più sbagliata è quella con le enoteche: sono due cose completamente diverse. Personalmente compro poco vino in enoteca ma ne bevo moltissimo, ovvero assaggio al bicchiere. Secondo me però entro un lustro faranno la prima fiera vinicola online:)

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Alessandro

circa 4 anni fa - Link

Concordo con Giada e Adriano… Tannico spende molto in comunicazione, ma la strategia di vendita é a mio parere assai pericolosa. Dichiara prezzi di mercato assolutamente falsi, al fine di valorizzare i loro mega sconti. Xtrawine decisamente più onesto.

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Alessandro Morichetti

circa 4 anni fa - Link

Guarda, io non scomoderei proprio la categoria dell'"onestà". Posso trovare discutibili sia mega sconti che poi mega sconti non sono sia i prezzi del cazzo che spesso si trovano su molti siti, cioè troppo bassi, non economici. E ce ne sono, eccome se ce ne sono.

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Claudio

circa 4 anni fa - Link

Su prezzi e sconti neanche io scomoderei l'onestà. Alla fine giudico il prezzo che pago, un prezzo di listino più alto per aumentare la percezione dello sconto è una scelta commerciale, che in nessun modo può dirsi disonesta. Sui prezzi finali Tannico.it ed Xtrawine sono sempre molto molto vicini. Ad es. Brunello Col D'orcia 2010 (che ho preso da poco su Tannico.it) costava in entrambi i casi 25 euro. A volte conviene uno a volte l'altro. Io preferisco Tannico.it per il catalogo, ma li sono gusti.

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MG

circa 4 anni fa - Link

Tannico ha dei prezzi esagerati, ed anche con lo sconto sono alcune volte piu' alti anche del 20% rispetto ad altri siti, basta scrivere Chianti e dare un occhiata..non so come facciate a comprare li.. Cmq anche io sono sul 50-60% in cantina ed il restante online.

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Claudio

circa 4 anni fa - Link

Commento inutile scritto da dietro un nickname anonimo... sarai mica uno dei mille proprietari di ecommerce che rosicano?

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Giada

circa 4 anni fa - Link

Basta consultare Wine-Searcher e verificare prezzi

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Alessandro

circa 4 anni fa - Link

Pinot Nero Montigl 2012 - Terlano … Prezzo scontato €. 22,80… Prezzo mercato (sbarrato) €. 27,00 (Dove, quando, chi ????). Si trova su altri siti e commerce, compreso Xtrawine, a €. 18,00.

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max cochetti

circa 4 anni fa - Link

Nota sui prezzi di listino che compaiono sui siti (almeno quelli seri). Devono essere documentati e reali (se no l'authority multa e lo fa, spesso). Questo vuol dire che i prezzi sono presi dai listini dei produttori per la vendita al pubblico (che poi siano sempre scontati è un altra cosa) o il prezzo medio in enoteca.

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Luca

circa 4 anni fa - Link

Sarà, eppure nonostante il vino X lo trovi in un'enoteca on-line Pinco a 18 euro e nell'enoteca on-line Pallino a 20 euro sempre con tanto di spedizione gratis con 3 bottiglie, arriva il Tannico di turno che propone in offerta clamorosa da 35 euro (prezzo...ristorante?) a 22 euro... e indovinate quale venderà più bottiglie tra i siti... quindi chi ha ragione?

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Franco

circa 3 anni fa - Link

Io ultimamente noto che i siti più in voga nella vendita di vino stanno perdendo quella qualità che li contraddistingueva e si stanno allineando all'offerta internazionale. Ho trovato https://www.wineilvino.it , non c'è da molto, hanno un blog interessante e sembrano meno "supermercato", ho comprato del barbaresco di Prinsi (quindi niente marca superconosciuta a prezzi superconosciuti :-)) e sono rimasto contento.

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