Donatella Cinelli Colombini, una Signora in perenne movimento

di Elena Di Luigi

Donatella Cinelli Colombini non è solo la Signora del Vino italiano ma anche e soprattutto una pioniera con il vizio dei primati. Ha lanciato il Movimento del Turismo del Vino e Cantine aperte, due iniziative che hanno fatto scoprire agli Italiani (e all’economia!) le risorse dell’enoturismo. Nel 1998 lascia la storica azienda di famiglia per dirigere le aziende agricole di Montalcino e Trequanda dove ancora oggi lavora con un team di sole donne. Ed è soprattutto alle donne che pensa quando produce il suo Brunello “barricato per signore” che, se nello stile è più vicino di altri alla tradizione, è perchè una giuria di esperte di volta in volta sceglie la tipologia e il sistema di invecchiamento da seguire. Di sé ha detto di essere attratta dalle cose che non conosce e di buttarsi a capofitto in sfide nuove, facendosi guidare dal senso pratico delle cose e dalla fantasia.

Il tuo primo ricordo in cantina.
Ero piccolissima e c’era la svinatura. Ricordo i polli nell’aia che prima mangiavano le bucce dell’uva appena svinata e che poi ubriachi camminavano ondeggiando e cascavano a terra come svenuti.

Cosa ti affascina di più del tuo lavoro?
Il rapporto con la natura, il continuo cambiamento per cui ogni anno si presenta come una nuova sfida.

Quale vino non tuo porteresti a una cena romantica?
Ne porterei uno mio, Cenerentola Doc Orcia.

Quale winemaker o produttore ammiri di più?
Angelo Gaja.

Se tu avessi un super potere quale sarebbe?
Quello di guarire le malattie.

In quale scena di un film inseriresti uno dei tuoi vini?
La vita è bella. Mi affascina il coraggio di Benigni e la sua capacità di sorridere della vita anche quando è atroce.

Quale profumo contraddistingue il tuo Brunello dagli altri?
Il mio è netto, è un profumo di confettura di ciliegie e spezie. Non si distacca molto dagli altri Brunello, se mai è più deciso.

Cosa manca alle donne produttrici Italiane che le colleghe estere hanno già?
L’ingresso nella stanza dei bottoni.

Se tu potessi fare il vino di un’annata storica quale sceglieresti e in che parte del mondo andresti a farla?
Non mi piace l’idea di rivivere una cosa passata. Vorrei fare la prossima vendemmia e vorrei farla in Borgogna

Quale varietà d’uva secondo te è immeritatamente ignorata?
La foglia tonda. Da anni lavoro per riportare questo vitigno storico al suo antico splendore.

Che abbinamento cibo-vino convincerebbe chi non beve?
Due giorni fa ho assaggiato la cane carne marmorizzata giapponese Wagyu – quella dei manzi massaggiati – con il mio Brunello 2007. Stupendo! Questo incrocio di culture mi affascina.

Conosci una barzelletta sul vino?
No ma so un proverbio: non ti mettere in cammino se la bocca non sa di vino.

3 Commenti

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Flachi10

circa 7 anni fa - Link

Carne di Wagyu. Per chi ha vissuto in Korea la parola assaggiare insieme a CANE evoca bruttissimi ricordi.

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AG

circa 7 anni fa - Link

Un altro passo verso Winenews

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Stefano Cinelli Colombini

circa 7 anni fa - Link

Ci voleva una che è partita da docente universitario di storia dell'arte medioevale (e una Montalcinese) per inventare così tante cose nuove. Il vino è davvero cultura!

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