Domaine Arlaud, o del rigore biodinamico in terra di Borgogna

di Andrea Gori

Visitare una cantina nello stesso giorno in cui vengono ospitati due stellatissimi sommelier di Parigi che ti rubano l’attenzione non è il massimo ma, almeno, il proprietario è costretto a tirar fuori l’argenteria migliore e svelare dettagli spesso trascurati. Soprattutto ti evita tutte le storie sulla biodinamica, i cavalli (Nougat e Okapi che si occupano di 4 ettari e mezzo ogni anno) e le solite menate e puoi concentrarti sui cru, sulle loro espressioni e sulle ultime difficili annate in Borgogna, annate in cui anche in casa Arlaud si è badato a salvare il salvabile con drastiche riduzioni di resa, fino a tirare il fiato in una 2014 dove la produzione è stata abbondante e un settembre magico ha rimediato ad un agosto complicato.

Ci piace di Arlaud lo stress continuo sulla maturità delle uve, una chimera in certe annate e data per scontata in tante altre ma sempre centrale al di là delle modalità di coltivazione e sempre fondamentale a seconda dello stile del vino che si vuole ottenere. Dicevamo biodinamica ma non sventolata ai quattro venti, impegno e ricerca sulla compattazione del suolo, un problema piuttosto grave in alcuni vigneti in Borgogna), diraspatura completa se non in particolari condizioni e in alcune annate: soprattutto, un grande rispetto delle vocazioni territoriali che non è pura accademia ma impegno concreto e concretamente percepibile nei bicchieri.

Con i vigneti e gli ettari di proprietà siamo a cavallo tra Gevrey Chambertin e Chambolle Musigny e Morey St. Denis (dove ha sede la cantina), alcuni dei village più ambiti degli ultimi anni e la coerenza dei vigneti nel corso degli anni ha oggettivamente dell’incredibile così come è illuminante scoprire i caratteri dei vari terroir assaggio dopo assaggio che , forse proprio grazie alla coppia di stelle in cantina, sono stati davvero tanti. Tutti dalle botti, of course.

Bourgogne 2014
Lampone e cassis, piccante e succulento, un tannino vivace e bella acidità. 85

2014 Chambolle Musigny Village
Floreale di lavanda, ricco ma meno squillante del Bourgogne generico. Stile rotondo e balsamico, bocca croccante estratta bene con legno ben presente, tannino che si fa sentire nel modo giusto. 86

2014 Gevrey Chambertin Village
Sedano e carota, lavanda e prugna, poi talco, resine e miele di castagno. Bel frutto supportato da un tannino divertente e leggero, discreta persistenza. 85

2014 Chambolle Musigny Les Santiers
Durone e menta, floreale, intenso e con ottima maturità fenolica. Bocca piena e decisa con note verdi piacevoli, persistenza e armonia. 88+

2014 Morey St. Denis Premiere Cru Aux Cheseaux
I venti freddi caratterizzano questo cru e nel vino si sentono in effetti note balsamiche di menta e resina, alloro e ciliegia. Bocca splendida, rocciosa e profonda di humus e umami. Tannino fitto e saporito, finale lungo e passionale. Elegante e preciso. 89

2014 Morey St denis Les Richots
Un cru opposto al precedente, senza vento e aperto a sud che matura 6 giorni dopo l’altro, per un terzo vinificato con raspi. Naso balsamico di lavanda e viola, poi frutto rosso e lampone, gesso e humus. Bocca ficcante, freschissima con un tannino molto presente e fitto, lunghezza eccezionale. 91

2014 Gevrey Chambertin Aux Combottes Premiere Cru ma in mezzo ai Grand Cru Latricieres e Mazoyeres Chambertin (declassificato all’epoca molto probabilmente perché Aux Combottes era in mano a produttori di Morey St denis)
Ha sapidità e croccantezza che danno ragione alle vigne molto vecchie, freschezza e saporosità. Vino molto ricco e roccioso, menta sandalo e tanta frutta di bosco in prospettiva, sapido e snello senza perdere potenza. 93+

2014 Charmes Chambertin
Affascinante e travolgente. Naso speziato e pepato, menta, alloro e tantissimo ginepro. Bocca solida e gessosa, ciliegie e sale, lungo e promettente. 91+

2014 Clos de la Roche Grand Cru
Vino storico in ascesa tra gli appassionati e, in effetti, è vino ricco e saporito dal naso splendido e incalzante, più selvatico e fruttato. Bocca entusiasmante e profonda con una nota salina che lo marca tanto nel finale affumicato. Bellissimo davvero. 95

2014 Clos St Denis
Note di smalto e castagno, floreale più che fruttato di rosa thea, bergamotto e clementina. Bocca mentolata larga e incalzante, corpo e tannino decisi e ficcanti. Finale tra borotalco e ferro, un po’ strozzato. 92

2014 Bonnes Mares Grand Cru Chambolle Musigny (0,2 ettari, 1000 bottiglie) Note di miele di castagno, pepe verde, spezie resine e cuoio, elegante ma in prospettiva 93

Completano la lista alcuni assaggi da mezze bottiglie come chicca finale, di vini e annate purtroppo esaurite da tempo en primeur:

2013 Chambolle Musigny Les Sentiers
Bergamotto e menta, ignorante e slegato, un po’ cotto. Tannino fitto e graffiante. 85

2013 Clos de la Roche (0.43 ettari per un totale di 2.200 bottiglie)
Note di the al bergamotto, susine, prugna e tannino con tanto grip. Lunghezza e sapore, entusiasmante preciso e sapido, con una persistenza infinita. Concentrato quasi come un vino anni ’70 proveniente da raccolta molto tarda. 93

2012 Clos St. Denis (0,17 ettari, 900 bottiglie)
Vegetale e arcigno, annata non esaltante per il Clos ma in prospettiva potrà risolvere suoi piccoli problemi di ossidazione, tanta materia e passione , non perfetto ma in bocca è stupendo e contadino. 92+

2010 Charmes Chambertin Grand Cru (1,14 ettari, 5200 bottiglie)
Meraviglioso e incredibile nonostante la mezza bottiglia, ricco concentrato ma equilibrato. Naso metallico e floreale, elegantissimo, profondo, roccioso, sapido e gessoso. Vino maestoso da tenere e godere. 97

2005 Clos St Denis
Pieno e maturo al naso di fichi e dattero. Fine ed esile in bocca ma naso con mirtilli bergamotto, banana e noci. Non freschissimo ma ha profondità e una nota citrina aranciata che va a fondo. Finale pronto e dinamico, vino selvaggio ed elegantissimo allo stesso tempo. 95

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

8 Commenti

avatar

suslov

circa 4 anni fa - Link

ignorante ??

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

nel senso si sgangherato e un poco aggressivo, in maniera rustica non del tutto spiacevole. Forse è un'accezione particolare di "ignorante" che usiamo a Firenze...

Rispondi
avatar

Francesco Annibali

circa 4 anni fa - Link

"Ci piace di Arlaud lo stress continuo sulla maturità delle uve, una chimera in certe annate e data per scontata in tante altre ma sempre centrale al di là delle modalità di coltivazione e sempre fondamentale a seconda dello stile del vino che si vuole ottenere" non capisco

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

ci è piaciuto che parlasse di continuo di maturità delle uve. E che se vuoi davvero esprimere il terroir di certi cru non lo puoi fare se non riesci a far maturare le uve al punto ottimale. Ovvero ogni terroir richiede un grado di maturazione appropriato

Rispondi
avatar

Filippo Apostoli

circa 4 anni fa - Link

Andrea, ti hanno per caso detto quando hanno finito la malo I vari vini ? Grazie F.

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 4 anni fa - Link

forse si ma non me lo ricordo che venivo da una notte insonne...glielo posso chiedere però, credo rispondano volentieri

Rispondi
avatar

gabriele

circa 4 anni fa - Link

Sono in questi casi che si trovano i prodotti migliori, chi parte con l'idea di fare solo biodinamica o solo biologico non ha capito ancora una mazza di niente. E' puro integralismo. Se, cercando di ottenere il massimo dalla vigna, posso utilizzare delle pratiche biologiche o biodinamiche ben vengano, ma non devono mai essere prese come dogma. Bravo Andrea e bravo domaine arlaud

Rispondi
avatar

Vince

circa 4 anni fa - Link

ciao a tutti, proprio domani parto per la Borgogna, per una settimana. Chi sarebbe tanto gentile di darmi qualche dritta, tipo: 5 cantine da assolutamente visitare 5 bottiglie da comprare (max 30 euro/bottiglia) 5 ristoranti da provare (ma anche 1-1-1 vanno bene) grazie!!! V

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.