Digital Wine Strategy: il vino all’Internet Festival 2015 in 5 video

di Andrea Gori

Tra presentazioni di vino e Champagne la settimana scorsa si è rivelata piuttosto ingolfata. Quindi forse non avete trovato tempo per l’Internet Festival 2015 di Pisa, la più grande manifestazione italiana dedicata al web e alla rivoluzione digitale. L’incontro quest’anno ha compreso il mondo del food in genere, con cuochi del calibro di Massimo “Perfect” Bottura e Cristiano “Grill” Tomei sul palco, e noi di Intravino ad animare un convegno dal titolo impegnativo: Digital Wine Strategy, ovvero come dovrebbe muoversi un’azienda del vino oggi in rete.

Il nostro tentativo è stato quello di riunire esperti di vari campi, partendo dalla strategia aziendale in senso stretto fino ad arrivare sul campo dei piccoli e grandi produttori, per verificare come il riflesso del lavoro reale possa essere il fondamento di una comunicazione al passo con i tempi. Cercando di evitare i soliti concetti triti e ritriti e avendo il coraggio di parlare di questioni spinose come e-commmerce, filiera, applicazioni e ruolo odierno dei wine critics.

Ecco i video che raccontano gli interventi in ordine cronologico, commenti aperti per le vostre integrazioni e domande, ovviamente.

Pierpaolo Penco e la Digital Wine Strategy integrata in quella aziendale.

Pierpaolo Penco ci racconta come in realtà in molte aziende del vino, prima che una strategia web o social, ci sia bisogno di una strategia aziendale tout court in base alla quale pianificare le azioni (o anche le “non azioni”) utili a conseguire gli obbiettivi immaginati. Una lezione fondamentale per capire cosa il web può fare per voi.

Slawka G. Scarso e la Digital Wine Strategy attraverso lo storytelling.

Non abbiamo 30 secondi per una pubblicità ma dedichiamo volentieri 30 minuti ad una bella storia“, ecco da dove partire per capire la base dello storytelling in un’azienda, non solo di vino. Slawka ci guida attraverso alcuni case study molto diversi tra loro (Marilena Barbera in Sicilia, Luca Ferraro in Veneto con il Prosecco e altri) per capire che le storie da raccontare sono tante e tutte potenzialmente interessanti per il pubblico.

Stefano Legnani e la Digital Wine Strategy per i vignaioli naturali #IF2015.

Al di là del concetto del no chimica in cantina e in vigna, ciò che vince nel marketing e nella promozione di una piccola azienda è la storia che sta dietro alle piccole realtà, come questa azienda da 5 mila bottiglie di Vermentino a Sarzana. Ecco l’intervento di Stefano ieri a Pisa durante l’Internet Festival sia dal punto di vista di Vin Natur che da quello di “semplice” vignaiolo.

Marco Caprai e la Digital Wine Strategy Sostenibile.

La strategia digitale da Caprai è un concetto ampio e diffuso, in azienda tutti sono chiamati a produrre messaggi coerenti con la strategia e le linee guida del vino che nasce in un territorio specifico. Le grandi aziende forse sono meno simpatiche in un primo momento rispetto alle piccole storie dei contadini, ma in realtà hanno il potenziale di mettere in moto meccanismi di comunicazione molto raffinati se supportati da una strategia di fondo ben pianificata, portata avanti con entusiasmo e convinzione a tutti i livelli. A cominciare da Marco, che riesce attraverso Vivino a comunicare con i clienti cinesi.

E adesso? Scenari futuri della Digital Wine Strategy tra big data, e-commerce e social monitoring.

Per finire, un giro di microfono su alcuni punti che caratterizzano il futuro del vino sulla rete, da parte dei nostri esperti intervenuti a Pisa per Digital Wine Strategy in #hackorto durante Internet Festival 2015. Big Data, e-commerce, integrazione della filiera, indagini e ricerche di mercato usando i social e altro negli interventi dei nostri ospiti.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

1 Commento

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Dario Parenti

circa 3 anni fa - Link

Ottimi interventi, grazie per averli postati.

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