Da Taglio a Torino ho mangiato della pizza che qualcuno ha definito “una cosa abbastanza enorme”

Da Taglio a Torino ho mangiato della pizza che qualcuno ha definito “una cosa abbastanza enorme”

di Alessandro Morichetti

Cavolo, sono nei pasticci. Non sono nato a Napoli, non ho fatto un corso di panificazione, non ho i migliori pizzaioli del mondo come amici quotidiani e nemmeno i giornalisti più influenti, quelli che con una leccata di dita unte decretano il successo eterno di una pizzeria.

Caro lettore, sei avvertito: parlerò di pizza con la stessa puntualità di un esperto di pizza che parla di vino. Poi esporrò tronfiamente il mio lavoro alla preziosa comunità di Facebook taggando tutti i pizzaioli che conosco virtualmente, e questi vivisezioneranno ginecologicamente gli alveoli delle teglie rappresentati in foto, sentenziando decisi sulla qualità del prodotto. Ne usciremo con le ossa rotte, io e quelli di Taglio. Però a Roma hanno inventato la risposta adatta in queste situazioni: ma sti cazzi.

Quindi non perdiamo altro tempo. Taglio – Pizza Per Fetta si trova a Torino in Largo IV Marzo, che non è proprio il centro della città e a dire il vero la pizzeria stessa è segnalata maluccio. Insomma, voi come me vi trovate in ‘sta piazza ma più guardate intorno e più non vedete niente.

Provare per credere. Trova la pizzeria.

Soluzione dell’enigma: la pizzeria è quella cosa dietro al cartello del Parcheggio, lo vedete quell’ingresso, care le mie linci? Per darvi un’idea, a pochi passi c’è il ristorante Bordò delle sorelle Bordonaro. Dettagli, ok. Entriamo.

Locale piccolo ma curatissimo, 6-7 sgabelli non di più e una comunicazione modello-Eataly dall’ottimo profilo grafico. Insomma, si aspetta il turno con piacere guardandocisi intorno.

Ho mangiato sei pizze diverse, una fetta ciascuna tipo quelle qui sotto. Anzi, tra cui quelle qui sotto.

La sensazione d’assaggio comune è esattamente questa: una base ottima a sostegno del condimento, croccante, friabile e resistente: sopra, ottimi ingredienti perlopiù del territorio. Concetto un po’ alla Bonci di street food gourmet, che potremmo tradurre in italiano con “pizza bòna” (vi ripeto, non sono un pizzologo quindi corrigetemi pure).

La finocchia – finocchi, olive taggiasche e capperi di Pantelleria – sarebbe stata una ottima pizza per cominciare e solo il cielo può sapere perché il pizzaiolo Gigio Ferraris mi abbia suggerito Che pera!, mix di gorgonzola, noci, cioccolato grezzo e altre bontà che nemmeno sotto tortura suggerirei come inizio. Perdonate la foto pietosa ma il concetto è quello.

Sarà la definizione, sarà la riconoscibilità, Non è una bufala mi è piaciuta molto e sintetizza la mission del posto: cuore di bue di Pecetto e mozzarella di bufala di Caraglio raccontano la grande pizza napoletana in salsa piemontese, cioè pescando ingredienti locali. E il prodotto finale è buono, davvero ottimo: niente a che vedere con le pizze unte che troviamo in ogni angolo di strada.

Pizza mangiata di gran gusto e in quantità. Con 10 euro si pranza, con 5 euro si fa merenda. Io ho speso 19 euro perché non avevo pranzato ed era l’ora di merenda. Sbirciando Tripadvisor, l’unica critica mossa al locale riguarda i prezzi, osservazione in fondo tanto prevedibile quanto banale. I prezzi sono esattamente proporzionati a bontà proposta e materie prime utilizzate. Notevole la capacità dello staff di Taglio di interagire coi clienti social-insoddisfatti in maniera ferma e puntuale. Quindi se gradite delucidazioni su impasto, farine, forno e quant’altro chiedete pure nei commenti e vi sarà detto, spero.

Gigio Ferraris mentre spiega le sue pizze

Se due indizi fanno una prova, poi, il tweet del collega e amico Jacopo mi trova perfettamente in sintonia. E con buona pace dei pizzofili professionisti, bravo Taglio.

Taglio – Pizza per fetta
Largo IV Marzo 17/C – Torino 
Chiuso il martedì 

[Le foto brutte sono mie, quelle belle di Jacopo Cossater o del sito di Taglio]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

11 Commenti

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ginodellaporta

circa 4 anni fa - Link

Non è una pizza napoletana, non è una pizza romana, non è tipicamente una neo pizza gourmet, semmai è una classica pizza al taglio con un impasto da pizza gourmet, un condimento con materia prima molto alta, ma buttata sopra senza una cura apparente, proprio come in una classica pizzeria al taglio...gli ortodossi grideranno all'oltraggio perché hanno bisogno di punti di riferimento, qui non ci sono ma la pizza è buonissima.

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Giorgino

circa 4 anni fa - Link

Si devo confermare tutto quello che ho letto, sopratutto che Gigio il proprietario trasuda di passione per questo "mestiere" e cil' rende l'esperienza molto piacevole.

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Daniele

circa 4 anni fa - Link

L'ho provata durante i giorni del salone del gusto, secondo me è un indirizzo imperdibile. La qualità è altissima, indubbiamente i prezzi non sono leggeri ma assolutamente giustificati da ingredienti e risultato finale.

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Alberto

circa 4 anni fa - Link

Io una cosa non ho capito: perchè svilire un prodotto certamente eccellente, cercando di paragonarlo ad un altro con cui nulla ha a che vedere? Non si potrebbe donare a questo prodotto una sua dignità, piuttosto che cercare di farla discendere da paragoni improbabili?

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Alessandro Morichetti

circa 4 anni fa - Link

Non ho capito cosa intendi, Alberto. Cosa si svilisce e paragonandola a cosa?

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Alberto

circa 4 anni fa - Link

Alessandro, il soggetto dell'articolo credo sia la pizza al taglio de "il taglio" di Torino... per cui il primo "cosa" va riferito alla pizzetta in questione! Il secondo "cosa" va riferito alla pizza napoletana, che, appare evidente, essere il termine di paragone... sono due oggetti talmente diversi che proprio non ha senso il paragone... come dicono li anglofoni: IMHO...

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Marco

circa 4 anni fa - Link

Sulla qualità nulla da dire, però è davvero eccessivamente cara. A parità di prezzo si mangia la pizza - seduti e serviti - nelle migliori pizzerie di torino...

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Frank

circa 4 anni fa - Link

Quando dici migliori fai intendere che ce ne siano molte , tira fuori i nomi... I prezzi saranno un po' cari ma la qualità si paga sempre!!

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Gigio Ferraris

circa 4 anni fa - Link

Ringrazio tutti per complimenti e critiche. Io non mi ritengo un pizzaiolo ma soltanto una persona che ha voluto mettere in una pizza le migliori materie prime che ci sono in commercio. Penso infatti che fare una buona pizza non sia "il terzo segreto di fatima" ma soltanto la voglia di utilizzare dei veri prodotti di qualità. Partendo dalle farine: considerate che io spendo mediamente 3,50 € al Kilo rispetto allo 0.50 € di farine meno nobili e ovviamente moooolto utilizzate. Entrando nel merito, utilizzo Enkir, Farro e Senatore Capelli biologiche e macinate a pietra del Mulino Marino. Utilizzo per l'impasto un olio extra vergine di oliva, da olive italiane (Beraldi Imperia) che pago 8€ al Litro e sale di Cervia "riserva dei Papi", del quale non ricordo il prezzo ma posso assicurare di non averlo preso dal tabaccaio; in più, visto che le mie farine sono scarsissime di glutine mi tocca fare una Biga che mediamente riposa 32 ore per poi essere ripresa e successivamente conclusa con un ulteriore lievitazione, che a seconda del periodo va dalle 3,5 alle 4,5 ore prima di essere infornata. Totale: 36 ore. Per quello che riguarda la farcitura utilizzo lo stesso principio, cercare il meglio: Moris Caraglio la mozzarella di Bufala, Passata di pomodoro cuore di bue di Pecetto, salumi Luiset di Asti, Formaggi morbidi Guffanti, formaggi affinati Arbiora, acciuga spagnola del mar cantabrico, origano e capperi di Pantelleria, olio extra vergine di oliva di Arnasca valle sopra albenga (14€al litro) o Nocellara del Belice di CastelVetrano (18€ al litro). Verdure di stagione fresche e chi più ne ha più ne metta, tra cui piatti, bicchieri e posate compostabili in fibra di mais e detersivi Brillor di derivazione vegetale. Ora che faccio bene i conti penso di non essere caro - semmai costo il giusto - e anzi domani magari ritocco i prezzi per starci dentro :). Auguro una riflessione sui costi altrui a chi, forse con troppa leggerezza, non fa le dovute proporzioni.

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Simona

circa 4 anni fa - Link

Bravissimo ottima risposta.

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stefano

circa 4 anni fa - Link

CIAO COLLEGA , ANCHIO HO SEMPRE PUNTATO ULLA QUALITA , FACEV FATICA A FARLO CAPIRE PERCHE ADOPERANDO OLIO BUONO SI SENTIVA LA DIFFERENZA ,VISTO GLI ALTRI ADOPERAVANO OLIO DICIAMO DI SANZA .... ALLA FINE CELA FECI . LE MIE FOCACCE A TAGLIO ERANO UNICHE , ADOPERAVO FORMAGGI FRESCHI E VERDURE FRESCHE. PIU DI QUARATA TIPI . CHE TI DICO , CONTINUA SEMPRE COSI ,E SARAI SEMPRE VITTORIOSO , CIAO E BUON 2015

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