Coppie male assortite. Quattro abbinamenti cibo/vino pure peggio di Elisa Isoardi con Matteo Salvini

di Fiorenzo Sartore

Una descrizione che mi piace nella terminologia tecnica da sommelier è abbinamento armonico. Cioè l’unione amorosa tra cibo e vino quando ogni componente si armonizza, appunto. Uso anche il suo contrario, disarmonico. Esempio: “ammazza che abbinamento disarmonico, pizza e vin santo”. Un recente evento di cronaca (l’abbinamento disarmonico tra Matteo Salvini e Elisa Isoardi) m’ha fatto rimembrare una serie di associazioni cibo/vino totalmente respingenti. Condivido con voi come d’uso e semmai voi altrettanto (come d’uso).

1. Bianchetti e Brunello. Visto succedere davvero, e ancora lo ricordo con sdegno. A pranzo con amico sommelliere, il ristoratore aveva sbollentato il lievissimo novellame (bianchetti, usa dire qui) ma l’amico voleva a tutti i costi provare un certo Brunello di Montalcino visto sulla carta dei vini. Fu un’esperienza lisergica, tutto sommato.

2. Pesto genovese e vino rosso (qualsiasi). Sarà che io vivo vicino alle serre sulle colline di ponente, nella mia città, dove si coltiva il basilico. Sarà che io quelle foglioline le vedo nascere e, come fossero tutte figlie mie, le vorrei accasate in modo decente. Ma il rosso no, dai: anche se il pesto genovese è un gusto fiero, segnato da pecorino, parmigiano, e aglio (se fate il pesto senza aglio vi cancello da l’amici di facebook). Però secondo me proprio perché il pesto è un gusto imperativo il vino ha da essere comprimario: un bianco teso e acidulo, sottile. A me piacciono certe versioni nervosette di lumassina savonese o bianchetta genovese, per dire.

3. Champagne e pasticcini con la crema. Nel libro horror degli abbinamenti sbagliati il vino secco col dolce ha un capitolo a sé. La parte più splatter per me è l’associazione di un metodo classico coi dolci contenenti crema, sul genere bignè eccetera. L’effetto immediato è di blocco della deglutizione, quindi in teoria andrebbe bene solo se siete a dieta.

4. Il vino dolce a tutto pasto. Quand’ero studente andavo a ripetizioni di matematica. A volte mio padre retribuiva la prof con damigiane di moscato sfuso (che tempi), siccome la mia insegnante, venni a sapere, beveva moscato a tutto pasto. Da allora nella mia vita ci sono due misteri irrisolti: le equazioni di terzo grado, e come sia possibile bere vino dolce a pasto. Tuttavia possono capitare clienti che palesano questa devianza. Il cliente ha sempre ragione, ma a volte è proprio dura.

Sull’abbinamento disarmonico Salvini/Isoardi consiglio la lettura di 10 fidanzati migliori di Matteo Salvini per Elisa Isoardi, da cui ho tratto l’immagine.

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Fiorenzo Sartore

Vinaio. Pressoché da sempre nell'enomondo, offline e online.

10 Commenti

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af

circa 6 anni fa - Link

beh, il nonno che a fine pasto dopo aver mangiato l'arancia tracanna il vinaccio della cantina sociale con un tannino più verde di hulk batte tutti.

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Francesco Annibali

circa 6 anni fa - Link

sotèrn 'ggiovane e ciabuscolo, fuori scala. Provato anni fa, stavo per morire

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Francesco Garzon

circa 6 anni fa - Link

Voi ci scherzate !!! Ma l'abbinamento numero 3, è un orrore enogastronomico che si consuma, appunto, nella quasi totalità delle feste e cerimonie a cui ho partecipato. Credo che la peggio tra i due ce l'abbia lo spumante in cui, tra le altre cose, persiste un finale amaro veramente sgradevole ( che già di solito, naturalmente, caratterizza certi spumanti brut di profilo moderato ). E quando obbietto qualcosa, mi guardano strano. Ma visto che sono delle sensazioni gustative abbastanza semplici e facilmente acquisibili, mi chiedo se la maggioranza delle persone ha il palato di legno ? Però come dicevano i latini " ...de gustibus non disputandum est sed a communi observantia non est recedendum" . Allora mi vien da pensare che siamo noi che ci discostiamo dall' (pessimo) uso comune.

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Giorgio

circa 6 anni fa - Link

Io credo che l'abbinamento dello spumante con il dolce sia in realtà un abbinamento psicologico lusso-lusso: entrambi i prodotti ricordano la festa e la gioia nell'immaginario comune dei non espertoni, per questo si consumano insieme, non certo per l'abbinamento, sul quale naturalmente avete ragione tu e Sartore. In altre parole, perché ci sia il senso della festa ci vogliono dolci e spumante, se assieme ai dolci ci metti il Vino Santo di Santa Massenza, avrai l'abbinamento perfetto ma il senso della festa ti mancherà.

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bruno

circa 6 anni fa - Link

....ma anche un semplice moscato d'asti

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Emanuele Cattani

circa 6 anni fa - Link

O una bella e bistrattata Albana di Romagna Spumante!

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Homo

circa 6 anni fa - Link

In principio era spumante dry/moscato e dolce dessert. Poi il dry/moscato hanno stancato con la loro stucchevolezza e artefatta fattezza profumata di bassissima categoria, un po' come la vodka alla pesca. Così sono rimaste solo le bollicine e il palato di cartone dei consumatori. :-D

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Nic Marsél

circa 6 anni fa - Link

Coi dolci lasciate perdere il vino, datemi retta, meglio una tisana rigorosamente non zuccherata o un cappuccino (amaro). Il vino dolce in genere basta a se stesso.

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gigi

circa 6 anni fa - Link

Lambrusco secco e cuoioso con ostriche. Crude, sia ben chiaro. Per quanto riguarda il dolce a pasto, se vedo un riesling con un residuo zuccherino a spasso con un tailandese o un indiano piccante non mi scandalizzo piu.

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alessandro

circa 6 anni fa - Link

E invece il pesto con un grande rossese funziona eccome...

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