Cibo & vino? Un amore (quasi) a prima vista

di Alice in Wonderland

Il tema di questa quarta serata di assaggi guidati è proprio l’amore. Che mai come in questo caso c’entra, e anche con veemente ovvietà. Parliamo, infatti, di abbinamento, anzi, di abbinamenti, cibo-vino, ovvero dell’instancabile voglia di trovare coppie affiatate, generose nel dare e nel darsi, votate a far sì che un elemento valorizzi al massimo l’altro. Centro di questo amore è l’idea di vita. L’idea di una tavola viva. Dove il cibo ed il vino si accompagnino senza disturbarsi, senza che uno prevalga sull’altro, dandosi il la a vicenda perché sia possibile e naturale vivere un’esperienza che non solo possa soddisfare i sensi della vista, del gusto e dell’olfatto, ma che sia in grado allo stesso tempo di gratificare anche il movimento e la lubrificazione delle sinapsi cerebrali.

Approccio a una convivenza in cui i sensi e la sensualità sono fondamentali — e se mancano che amore è? — ma in cui lo scambio intellettuale non può non avere lo stesso peso. E’ bello anche immaginare cibo e vino che si parlano e coglierli nel momento in cui lo fanno. Non sovrappongono le voci, qualche volta, per un po’, si uniscono in graziosi coretti, ma il bello vero è immaginarli dialogare, vivi, sani e consapevoli della propria essenza. Cercare di intuirne la complementarietà, la finezza con cui si prendono per mano, senza che nessuno dei due abbassi troppo la testa, senza che si venda né si snaturi, questo è l’entusiasmante del gioco. Che, quando come tale viene percepito, gioco serio come un cubo di Rubik, rende il tempo trascorso a tavola fonte di piacere più vero e consapevole. Se il godimento sta nella consapevolezza del godere, forse l’unione tra cibo e vino ne sono la rappresentazione vivente più esplicativa possibile.

Artiglio M.C. 2007 – Cinque Campi (Spergola, Moscato Giallo): Color occhio di pernice. Perlage di filigrana. Naso di frutta gialla polposa e succosa. E di uva. Note di fumo, di radici e di legni profumati. Bocca amara e molto acida. Naso ben educato, bocca grezza. Bollicina che in bocca si trasforma e aggredisce arrivando al repulisti definitivo senza possibilità di replica. Perfetto servitore del cibo abbinatogli (pizza bianca e mortadella).

Malvasia 2011 – B. Zidarich: Bocca appuntita di salvia, erba limoncella e cerfoglio. Gialla e verde. Ha la delicatezza delle bolle di sapone ma non manca di carattere. Minerale bianco. I primi giorni di primavera, quando il caldo è quasi estivo ma non è completamente affidabile. Bocca sapida, saporita e agrumata. Lunga persistenza da tatuaggio a tema orientale, fine ma indelebile.

Kras Malvazija riserva 2011- Marco Fon: Naso pungente da spillo metallico e stalagmiti di iodio. Bocca di pietra focaia e note piccanti. Qualcosa di pirico, lingue di fuoco, lava, fiamma sotto la cenere. Qualcosa di rosso e terragno. Vino orgoglioso, potente, dal passo certo. Complesso come l’ingranaggio di un orologio svizzero, lascia intuire precisione quasi meccanica e al contempo l’arte del cesello oltre i sensi infuocati. Dieci spanne sopra tutti gli altri della serata, non li guardava, ma li vedeva dall’alto, a cavalcioni sul suo velocipede. Impossibile non notarne la fiera andatura, lenta ma agile, affidabile come il tic tac delle lancette.

Montepulciano d’Abruzzo 2009 – Praesidium: Suggerisce ambientazioni autunnali e crepuscoli. Scuro di sottobosco, fungo, salamoia, cassis e mirtilli. Bocca atletica e snella, scivola via veloce, quasi uno sciatore impegnato in una gara di slalom gigante ma, nonostante la velocità, si fa in tempo a imprimere in memoria la sua fisicità di muscoli magri ma forti. Fermo e fuori dalla pista è ancora un po’ timido e goffo, c’è in lui qualcosa di adolescenziale.

Montepulciano d’Abruzzo 2006 – Praesidium: Ieratico e bizantino. Incensi, cera, note fumose. Serio. Bocca ricca e piena di agrumi e fiori. Legno da integrarsi, ancora non digerito. Vivo e di carattere, carrozzeria lucida e brillante. Non teme più di esprimersi, non mostra più il fisico, ora non teme più di parlare, ora medita e invita alla meditazione. Il muscolo magro ma forte c’è ancora ma non è più la prima cosa che colpisce.

Boca 1989 – Cantine del Castello Conti (Nebbiolo, Vespolina, Uva Rara): Desidera comunicare, e si capisce già dal naso espressivo ed esuberante. China, cola, rabarbaro, liquirizia, canfora e cuoio. Niente troppo. Eleganza da gentleman inglese. Bocca solida, presente, nessuna arrendevolezza. Dritto e sano, terrestre e vivo, mobile e cangiante, non annoia, non si adagia. Attraversa il tempo augurando a se stesso lunga vita in salute.

Boca Il rosso delle donne 2007 – Cantine del Castello Conti (Nebbiolo, Vespolina, Uva Rara): Impiega un po’ a sciogliersi. Parte burbero come se qui non ci volesse stare. Si rintana in un mutismo quasi ostinato, ma si sta solo acclimatando, osserva l’auditorio e, non avendo forse altra via d’uscita, infine si rassegna a comunicare un micro mondo di liquirizia, sangue, pietra nera e cenere, tutto amalgamato in una pasta densa ma non ingombrante, che continuamente ribadisce la propria esistenza e la propria presenza.

Riesling Moser-Saar-Ruwer Erdener Treppchen 1992 – Meulenhof: Spremuta di idrocarburo e dolcezze. Solare, luminoso, vino del mattino, trasparente, cristallino in cui si rincorrono lame affilate e cuscini, triangoli e cerchi, didattico eppure semplicemente bello, come ascoltare il maestro che in quella scuola ci ha sempre insegnato e ne ha visto i muri screpolarsi col passare dei lustri. Un vecchietto pulito e sorridente con la dentatura a posto.

Es + Sole – Gianfranco Fino (Primitivo): Polpa setosa, dolcezza che non stanca. La bella chiusa di una bella serata. Con il cioccolato fondente. A ricordare che non c’è bisogno di leziosità per sentirsi in amore.

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Alice in Wonderland

Nascere a Jesi è nascere a un bivio: fioretto o verdicchio? Sport è salute, per questo, con sacrifici e fatica, coltiva da anni le discipline dello stappo carpiato e del sollevamento magnum. Indecisa fra Borgogna e Champagne, dovesse portare una sola bottiglia sull’isola deserta azzarderebbe un blend. Nel tempo libero colleziona multe, legge sudamericani e fa volontariato in una comunità di recupero per astemi-vegani. Infrange quotidianamente l’articolo del codice penale sulla modica quantità: di carbonara.

6 Commenti

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suslov

circa 5 anni fa - Link

.... 9 vini .... 2 cibi .... mi sono perso qualchecosa ?

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francesco vettori

circa 5 anni fa - Link

che queste esperienze non sono generalizzabili. Proprio, anche, per le ragioni numeriche che riporti .

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Emanuele

circa 5 anni fa - Link

I cibi in abbinamento erano 7. Tra questi, le pizze 2 oltre a quella con la mortadella: prosciutto crudo toscano + alici capperi olive. Oltre alle pizze, culatello e una lista di formaggi che potrei recuperare.

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Eretico Enoico

circa 5 anni fa - Link

Sempre emozionante il viaggio attraverso le descrizioni gustoparoliere di Elis ( Alice) ma se titola "cibo e vino" ci si aspetta una ragionevole dose di parole sul cibo,sulla eventuale struttura ed armonia di questi amori a prima vista .Una ( mitica) pizza con la mortazza ed un cioccolata fondente( che tipo? Come dire un vino..) raccontano poco al voyer della degustazione virtuale.Elis( Alice) da te siamo abituati a vette altissime per non leggere altro dall'idrocarburo istituzionale moselliano ( un napalm neoromantico forse) e siamo rimasti con il bicchiere in una mano e la forchetta in una altra...sospesi Sante' Giuseppe

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zil

circa 5 anni fa - Link

Avete visto questa parodia di Hell's Kitchen? http://youtu.be/A-Aw6HZcXbc

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Eva

circa 5 anni fa - Link

Il Primitivo di Gianfranco Fino è ottimo. Ma a parer mio anche il Primitivo del Salento Carvinea è buonissimo.. http://lorenzovinci.ilgiornale.it/store/vini-rossi/419-primitivo-rosso-igt-salento.html

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