Cibo, vino, sesso. Quanto aveva ragione Manuel Vàzquez Montalbàn

di Alessandro Morichetti

Ho trovato per caso lo status di un’amica fotografa che ha trovato per caso una vecchia intervista fatta a Manuel Vàzquez Montalbàn da Elisabetta Pintor, una giornalista del Corriere della Sera, nel 1992. L’estratto sotto parla sostanzialmente di immoralità e piacere, cibo, vino, comportamenti di genere ed emancipazione.

“Tutte le risposte sono semplicemente meravigliose”, ha esclamato la mia amica. E a ragione.

Ricette immorali. Perché immorali?
– C’è una evidente intenzione ironica nell’aggettivo “immorale”. La società trasforma in immorale quasi tutto ciò su cui punta per ottenere la felicità.

Per ogni formula culinaria lei indica una coppia o al massimo, un terzetto. Perché una cucina per cosí pochi commensali?
– Non mi piacciono le immoralità di gruppo. Le orge vanno bene solo nei film di Fellini. Il rapporto tra cucina e sesso esige che non si superi il numero di tre. Quattro equivale a propiziare due coppie. E cinque è già una massa.

È vero che, secondo lei, la cucina afrodisiaca non esiste?
– L’unica cosa afrodisiaca è la coppia. Mangiare il partner può essere afrodisiaco. Ma bisogna arrivare giusto al limite dove comincia il cannibalismo.

La sessualità è dunque influenzata dal cibo. E allora il vino? Mi par di capire che per lei il vino apra le residue porte del pudore e del conformismo. È cosí?
– In effetti, il vino serve ad aprire gli sfinteri perché se ne vadano via le repressioni. Ma bisogna berne la quantità giusta. Se se ne beve troppo, assieme alle repressioni se ne va via tutto il resto.

Carvalho mangia cibi popolari, tradizionali. Tuttavia, non ha regole: passa dalla bruschetta a cibi più complessi. È un modello di mangiatore saggio?
– La cucina è il luogo migliore per la postmodernità. Molto meglio della Storia. Il patrimonio culinario è immenso, inesauribile e porta all’eclettismo, alla costante curiosità, a rinunciare a dogmi, settarismi, ad affermazioni troppo categoriche. La cucina è un sapere aperto.

Le ricette che Carvalho prepara nei suoi libri, sono quelle sue? O le inventa volta per volta?
– Le ho prima realizzate nella mia cucina. Sono ispirate a ricette esistenti, ma un po’ modificate. Se il lettore segue le istruzioni, potrà divertirsi a cucinarle. Visto il prezzo dei libri, oggi, questa benedetta letteratura deve pur servire a qualcosa…

Chi mangia meglio, l’uomo o la donna?
– Le donne emancipate mangiano come gli uomini: tanto e senza pregiudizi. Le donne non emancipate mangiano dissimulando, come se il mangiare non fosse “femminile”, o come non meritassero di mangiare tanto come un uomo.

[Grazie ad Agnese Gambini]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

4 Commenti

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carolain cats

circa 5 anni fa - Link

sono decisamente emancipata :)

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Il chiaro

circa 5 anni fa - Link

Il post più interessante di intravino da quando esiste intravino. Non mangio verdura, bevo champagne 5/6 volte a settimana e a volte in modo smodato. Adoro nebbiolo, bordeaux, rodano e sangiovese, chenin e riesling krukko. Ditemi che sono sulla strada giusta :-) :-D

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Emanuele Cattani

circa 5 anni fa - Link

Ti invidio.

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Vincenzo busiello

circa 5 anni fa - Link

Per il chiaro :ma vaffa. .. d'invidia

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