“Chi sta inquinando di più la terra sono gli agricoltori, non le industrie”: parola di Alessandro Dettori

di Alessandro Morichetti

Alessandro Dettori lo puoi odiare e sfanculare ma non ignorare perché è uno che pensa e agisce di conseguenza. A volte cambia direzione ma dopo l’illuminazione sulla via di Gargano ha messo la testa a posto e questo video è un concentrato del Dettori-pensiero. Perché la vita agricola è qualcosa di ben più ampio della semplice conduzione vitivinicola e, viste dalla Romangia, le sfumature centesimali sono roba discretamente e felicemente lontana.

Tra le tante parole, quella che per alcuni è una triste verità mentre per me rischia di essere solo una constatazione di cui prendere atto: “Chi sta inquinando di più la terra sono gli agricoltori, non le industrie”.

[Credits Video: Velier]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

38 Commenti

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hansen

circa 5 anni fa - Link

non passiamo questi messaggi ad effetto solo per fare audience ..dai suvvia non ho ascoltato intervista ma i titoli così non mi piacciono allora mettiamola così le industrie non inquinano la terra ma l'aria ...dai va la va la

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viticoltore

circa 5 anni fa - Link

La vigna ti richiede veramente poco tempo... no comment

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Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Sì però amici sentiamo l'intervista e come vengono contestualizzate le frasi. Il titolo è una frase inserita in un discorso più ampio. Le ore in vigna si riferiscono ad alcune delle vigne di Alessandro Dettori, il quale dice e sa bene che altrove le ore/ha sono anche 10 o 15 volte di più.

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Paolo R

circa 5 anni fa - Link

"Hanno i pannelli solari, cioè altro inquinamento". Questa proprio non l'ho capita...

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Pietro

circa 5 anni fa - Link

così, tanto per buttare un link... http://www.greenstyle.it/i-pannelli-solari-inquinano-chiusa-una-fabbrica-in-cina-4940.html questione non semplice, ma quanti LCA (life cycle analysis) sono stati fatti seriamente?

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Paolo R

circa 5 anni fa - Link

Esatto, il link è proprio buttato lì a caso. Classico articolo basato su poco, che fa di tutta l'erba un fascio. Poi per inciso Dettori parlava dei pannelli sulle cantine, non dell'altro problema delle centinaia d'ettari agricoli coperti di pannelli. Un problema alla volta, sennò in tre post s'arriva a pontificare sulla fame nel mondo!

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Samuele

circa 5 anni fa - Link

Un professorino, non me lo immaginavo così Dettori. Non sono d'accordo su tante cose: con 110 ore/ha il vigneto è abbandonato non condotto, che gli agricoltori poi inquinino più delle industrie mi sembra perlomeno una forzatura. Poi la boutade sul solare....

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Pietro

circa 5 anni fa - Link

diciamo che un'industria seria che segue alla lettera i parametri di legge (soprattutto in europa) probabilmente inquina meno di un'agricoltura "meno controllata". Io interpreto così la provocazione :)

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maruska

circa 5 anni fa - Link

A me sembra un intervento pieno di equilibrio e saggezza, per nulla provocatorio. Belli i paesaggi con le vigne, ma davvero azzerano la biodiversità, in qualunque modo le vigne siano condotte. I pannelli solari (dipende dal tipo, comunque) in generale sono inquinanti in fase produttiva e di smaltimento; può darsi che contengano anche materiali nocivi. Quello che mi lascia sbigottita è vedere distese di terra coperte da pannelli: è questo l'inquinamento peggiore secondo me.

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Lorenzo

circa 5 anni fa - Link

Alessandro, di al tuo amico Corazzol, che tutti gli studi finanziati sull'argomento della sostenibilità non sono stupidaggini o campagne di marketing, ma servono proprio ad evitare che accada quello che il buon Dettori ha detto.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Bellissimo video, Alessandro Dettori ha parlato da uomo della terra. Si, d'accordo, si è lasciato un po' trascinare dalla foga quando ha detto che l'industria inquina meno dell'agricoltura (non è proprio così...) ma lo spirito che anima il video mi piace moltissimo. Mi sembra di leggere la serie di articoli "la terra muore" scritti da mio nonno Giovanni Colombini negli anni '30, in cui spiegava che allevava mucche, pecore e maiali per avere concime per vigne, oliveti e campi, con i cui raccolti alimentava le bestie. E poi trasformava ogni prodotto, per vendere al consumatore finale bottiglie di vino e olio, salumi e formaggi nella sua Taverna in azienda e con i suoi venditori ovunque nel mondo. La monocoltura è di per sé un'aberrazione, una azienda agricola dovrebbe contenere più attività anche per dare continuità all'assorbimento di manodopera. Bravo Dettori, agricoltore vero!

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Pietro

circa 5 anni fa - Link

Concordo con Stefano, bellissimo video che fa venire ancora più voglia di andare a trovare Alessandro (come se non bastasse assaggiare uno qualunque dei suoi vini per farlo...). Sarebbe anche bello sentire tutta l'intervista originale, è logico che alcune frasi estrapolate dal contesto possano far incaz...volare qualcuno. Nulla fa più girare le cosiddette della pseudo sostenibilità. Massima stima per la chiusura finale sui pannelli solari. Penso che una delle più grandi porcate sia stata quella di permettere la conversione di terreni a campi fotovoltaici. E senza contare che nessuno sa esattamente oggi quale sarà l'impatto ambientale dello smaltimento dei pannelli.

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Maurizio Valeriani

circa 5 anni fa - Link

Alessandro Morichetti, il video sembra solo un estratto dell'intervista. Dove si può trovare per favore l'intervista nella sua interezza? Grazie.

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Maurizio Gily

circa 5 anni fa - Link

Il titolo, fuori contesto, è un po' da LIBERO, anche se in effetti Alessandro la frase l'ha detta. Magari non è vero che gli agricoltori inquinano più delle industrie ma sicuramente la loro parte la fanno alla grande. Ci sono quelli accorti e ci sono quelli che se ne fregano, i secondi in numero assai maggiore. Il contadinismo di maniera, per cui il contadino è buono e l'industria cattiva, è molto lontano dalla realtà. In effetti Masanobu Fukuoka, considerato una specie di profeta dell'agricoltura naturale, scrive cose molto simili a quelle che dice Alessandro.

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Nelle Nuvole

circa 5 anni fa - Link

Il titolo ed il taglia e cuci del montaggio possono presentare un tipo stravagante ed assertivo che dice cose un poco buttate lì. Alessandro Dettori meriterebbe un'attenzione diversa, perché lui non è solo una capatosta che produce vini tosti. E' un uomo molto determinato nelle sue scelte e nelle sue convinzioni, ma anche un grande "ascoltatore" della natura e delle persone. Il successo dei suoi vini non lo tocca più di tanto, si dirà "se lo può prmettere", è vero, ma ce ne sono tanti che stanno attaccati alla loro immagine di successo mediatico come pechinesi ai polpacci. Lui no, è più interessato al salto di qualità verso una vita agricola a tutto tondo. Quando afferma che non servono più di 110 ore a ettaro all'anno perché non credergli? Si vede che riesce a razionalizzare l'attività della sua azienda in modo ottimale. Le sue vigne sono vecchie, molto vecchie. Sono piccoli gioielli piantati nel posto migliore della zona, con i suoli migliori e la migliore esposizione. Non sono speculazioni o investimenti recenti che necessitano di cure ossessive per rendere tanto, bene e presto. Quando sostiene che un vero agricoltore non si occupa solo della vigna, può essere eccessivo, ma in fondo ha ragione, così era nel passato, prima della "poetizzazione" dell'agricoltura. La cantina non è né bella, né brutta. ma semplicemente funzionale. L'orto è molto bello e mi ricorda quello accanto alla vigna di un altro giovane agricoltore, Giovanni Scarfone, Messina, Italy. Ho visto le vigne e la cantina,l'orto, l'ho ascoltato a lungo. Conosco i suoi vini. Credo in quello che fa e anche se non condivido alcune sue convinzioni, capisco le sue scelte. Tutto è meno che un profeta o un guru. Alessandro è uno di quei giovani che testardamente stanno dando un senso al fare in campagna, senza romanticume.

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Maurizio Valeriani

circa 5 anni fa - Link

Certo che dicendo che impiega solo 110 ore l'anno per i lavori i vigna, facendo l'avvocato del diavolo, Alessandro Dettori si presta ad una facile provocazione : perchè i suoi vini costano così tanto? si potrebbe rispondere che sono molto buoni e questo è senz'altro vero (almeno secondo la mia opinione).

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Emanuele Cattani

circa 5 anni fa - Link

"Non inviamo i campioni a nessuna Guida. Non partecipiamo a nessun concorso. Se acquisti i vini perché premiati dalle Guide, non comprare i nostri. Non abbiamo stima di te." D'accordo, non c'entra con il post ma dà l'idea del personaggio, e forse anche del suo modo di operare in vigna. Sarà che mi piacciono le mezze misure e che gli estremismi ho sempre voluto tenerli alla larga, ma uno che scirve una roba del genere in sprezzo a un sacco di gente, indirettamente insultandola....non mi trasmette alcuna fiducia. Ma zero proprio.

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Alessandro Dettori

circa 5 anni fa - Link

Non sono estremista, prendo decisioni anche se possono sembrare impopolari. Abbiamo due modi di vivere la vita, io ritengo che le "mezze misure" abbiano affondato la nostra Italia. La "mancanza di stima" non la intendo come disprezzo - insulto ma semplicemente come la volontà di non avere niente a che fare, da condividere, da vivere assieme con chi utilizza esclusivamente le Guide per acquistare i Vini. Ma zero proprio :-)

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Alessandro Dettori

circa 5 anni fa - Link

Posso capire che un video così breve (montato perfettamente da Benedetta Gargano) per poter essere fruibile può prestarsi ad essere frainteso. Quel che affermo non sono boutade ma la sintesi di mie personali convinzioni nate da anni di studi (scientifici anche) ed esperienze lavorative. Chi mi conosce sa bene che non mi pongo mai come chi vuole insegnare qualcosa, al contrario ho bisogno di condividere, essere contraddetto per crescere, sempre. Per questo sto molto attento a non rilasciare interviste o tantomeno video interviste auto- celebrative. Ho bisogno del contradditorio. "Chi sta inquinando di più la terra sono gli agricoltori e non le industrie". Confermo eccome. Certo se ne vogliamo fare una discussione da Bar, mi tiro indietro ma se avete voglia di confutare razionalmente (magari scientificamente) quel che affermo...sono qui. Ribadisco "Chi sta inquinando di più la terra sono gli agricoltori e non le industrie" ....in rapporto col PIL prodotto ed in rapporto col numero di addetti del settore. Vedrete che la proporzione è "spropositata" e badate che nella definizione di inquinamento non c'è solo lo smog, metteteci dentro tra le tantissime altre cose anche l'erosione, la sicurezza geologica dei terreni, il cambiamento climatico, la deforestazione (questa è comunque attività agricola) ecc. ecc. ecc. Poi ragazzi cari, se l'agricoltura non fosse inquinante per quale motivo negli anni 90 hanno dovuto regolamentare il metodo agricolo biologico? Avete mai letto il "disciplinare produttivo" (leggasi Legge) del Biologico? Se esiste questo vuol dire che esiste chi inquina, o no? E tutti i progetti di "sostenibilità" del mondo del vino? VIVA, TERGEO, MAGIS e tantissimi altri. Che necessità c'è di questi progetti se nessuno inquina? Suvvia un po' di senso critico magari accompagnato da sana voglia di conoscere (e quindi informarsi) anziché ergersi a Tuttologi. Pannelli solari. Il discorso va visto in conseguenza, cioè parlavo del fatto di quelle cantine fatte senza rispettare nessun "senso" agricolo, ponendo inquinamento su inquinamento....e poi cercano di rifarsi la verginità installando i pannelli solari che comunque è un ulteriore tassello di inquinamento nel senso che l'utilizzo di maggiore energia elettrica per regolare il sistema di climatizzazione/illuminazione/umidificazione è comunque inquinamento, pannello solare o meno. Personalmente sono orientato alle biomasse da scarti agricoli (e non produzioni ad hoc) come unica fonte realmente sostenibile. I Pannelli sono una falsa risoluzione all'inquinamento energetico. 120 ore ad ettaro. Ho detto e specificato "in Sardegna". In Piemonte ed in Toscana ci vogliono in media tra i 300/500 ore ettaro. Ma non avendo l'alberello ed il nostro clima sono costretti a fare tantissime lavorazioni in più, rispetto a noi. Vi allego qualche link dopo brevissima googolata dove potrete verificare le ore che occorrono: http://arvatec.it/admin/upload/DataForm/Files/file/Animavitis_Articolo_Informatore_2011.pdf http://www.accademia-agricoltura.unibo.it/Intrieri%2010-8-08.pdf http://www.regione.piemonte.it/archivio/agri/qrp/ita/news/pubblic/quaderni/num30/tab02-11.htm Per chi ha commentato negativamente la mia affermazione delle "120 ore", visto che è un esperto, potrà calcolare a ritroso il lavoro svolto in Sardegna nei vigneti ad alberello con coltura tradizione. Arriverà ai miei stessi conti. Prezzo dei miei vini. Caro Maurizio (Valeriani) con 18 ettari negli ultimi cinque anni ho prodotto 30.000 bottiglie annue (in media). Sai bene quanto si produce in media in Italia pertanto in base al tuo ragionamento i miei vini costano niente. Ah Morricchia!! Quale direzione ho cambiato?!!? Forse dal punto di vista commerciale ma dal punto di vista produttivo...mai ...anzi...coll'invecchiare mi sono incattivito :-)

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Maurizio Valeriani

circa 5 anni fa - Link

Come avrai capito caro Alessandro (Dettori) la mia era solo una provocazione. Penso che il prezzo dei tuoi vini sia quello giusto (non economico ma corretto) anche se ci sono diverse aziende che producono il tuo stesso numero di bottiglie con gli stessi ettari, con prezzi inferiori, ma il discorso bisogna ovviamente farlo sulla qualità, è là che tu e i tuoi vigneti fate la differenza. (non sul numero di ore lavorate , nè sulla piccola produzione, non è detto che piccolo significhi bello o buono)

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Alessandro Dettori

circa 5 anni fa - Link

Caro Maurizio, non sono d'accordo con te, strano vero?! :-) Penso che i lettori di intravino (oltre me) siano curiosi di conoscere quali siano gli altri "sfigati" (come noi) che producono 1.600 bottiglie circa per ettaro e vendono a prezzi inferiori dei nostri.

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Maurizio Valeriani

circa 5 anni fa - Link

Si Alessandro (Dettori) spesso non siamo d'accordo ma questo ci dà l'opportunità di accrescere la stima reciproca. Per risponderti sulle aziende che mi hai chiesto tanto per rimanere in Sardegna Fradiles e Panevino ma poi possiamo fare esempi anche fuori dell'isola

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Arturo Reda

circa 5 anni fa - Link

Sig.Maurizio Valeriani quanto da lei affermato è falso: Fradiles. http://www.akenosis.it/resdimidia/fradiles/ produce 7.000 bottiglie per ettaro. Serra. http://www.vernacciaserra.it/ produce 80 q.li per ettaro, pari a circa 8.000 bottiglie per ettaro. Francesco Fiori. http://www.vinifiori.it/l'azienda.htm Ha circa 6 ettari ed imbottiglia circa 15.000 bottiglie. 15.000/6=2.500 bottiglie per ettaro. Francesco Fiori vende la maggior parte del suo vino sfuso. Quindi produce molto più di 2.500 bottiglie per ettaro. Ferrandes. http://www.viniveri.net/socio/ferrandes/ produce 5.000 bottiglie su 1,85 ettari quindi 5000/1,85= 2.700 bottiglie per ettaro. Pane e Vino. http://www.viniveri.net/socio/panevino/ 15.000 bottiglie su 6ha, pari a 15.000/6= 2.500 bottiglie per ettaro. La Visciola. http://www.lucianopignataro.it/a/la-visciola-e-il-cesanese-del-piglio/47623/ 1,5 ettari e producono 5.000/6.000 bottiglie.

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Maurizio Valeriani

circa 5 anni fa - Link

premesso che non penso che i vini di Dettori siano cari, e non penso nemmeno che Alessandro Dettori sia uno st...o, rispondo al sig. Arturo Reda di informarsi meglio dicendo che i dati comunicati dai produttori sono i seguenti: Fradiles (sentito un attimo fa al telefono) 14 ettari 15 mila bottiglie Fratelli Serrra 13 ettari 10 mila bottiglie Francesco Fiori 7 ettari 15 mila bottiglie La Visciola nel Lazio 2 ettari 5 mila bottiglie Ferrandes 2 ettari 3 mila bottiglie Numeri molto molto piccoli simili od inferiori a quelli di Dettori. Forse anche Alessandro Dettori vende vino sfuso (ma questo onestamente non lo so) Sono d'accordo con Alessandro Morichetti, passiamo oltre dato che tra l'altro la mia era solo una provocazione, pensando in realtà che i prezzi di Dettori sono corretti.

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Paolo Fradiles

circa 5 anni fa - Link

Salve, volevo informare che le notizie riportate sul sito: http://www.akenosis.it/resdimidia/fradiles/ non sono dati forniti da noi ma da un commerciale. Per qualunque informazione sulla nostra produzione potete fare riferimento direttamente a noi. Comunque, abbiamo vigne che in base all'età, al sistema di allevamento, ecc. possono dare più o meno, in parte sta sempre al viticoltore scegliere cosa vuole. Saluti

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Arturo Reda

circa 5 anni fa - Link

Ma caro signor Maurizio queste sono sue affermazioni. Io le ho linkato siti dove sono pure dichiarazioni dei produttori. I lettori hanno ben compreso. Andiamo oltre.

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Maurizio Valeriani

circa 5 anni fa - Link

Caro sig. Arturo queste sono le informazioni che i produttori hanno dato durante le visite in cantina ed in vigna dei collaboratori Slow Wine per la Guida Slow Wine 2015. Adesso possiamo passare oltre.......

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Maurizio Valeriani

circa 5 anni fa - Link

i numeri da me riportati sono quelli che i produttori hanno dato durante le visite in cantina ed in vigna dei collaboratori Slow Wine per la Guida Slow Wine 2015

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Maurizio Valeriani

circa 5 anni fa - Link

sempre per rimanere in Sardegna Fratelli Serra e Francesco Fiori

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Maurizio Valeriani

circa 5 anni fa - Link

Ferrandes a Pantelleria, la Visciola nel Lazio

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Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Scusate ma tra le cose più pallose della terra c'è fare i conti in tasca agli altri, e nel vino c'è l'aggravante di una praticamente generalizzabile non riconducibilità stretta del prezzo ai costi. Detto in italiano, un produttore ha il diritto di vendere al prezzo che vuole e sul mercato vedrà se ha fatto bene o male. Il Monfortino esce in enoteca ad almeno 300 euro e se ce ne fosse 10 volte tanto se ne venderebbe 10 volte tanto. Se domattina Conterno volesse renderlo il vino più costoso d'Italia potrebbe farlo senza il minimo problema. E non mi sorprenderei se lo facesse davvero. Quindi ok coi vs esempi ma andiamo avanti. Dettori oltre che stro**o è pure costoso, passiamo oltre :D

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Alberto Scotti

circa 5 anni fa - Link

Sono un lettore di Intravino, anche se non ho mai commentato prima d'ora. Mi piace molto la direzione che sta assumendo la conversazione, che trovo molto stimolante comunque la si pensi. Riguardo l'affermazione che "Chi sta inquinando di più la terra sono gli agricoltori e non le industrie" credo sia innanzitutto necessario scindere due categorie: l'agricoltore in sè e le attività di cantina; nel video (credo per via del montaggio) i due concetti sembrano sovrapporsi. L'agricoltore in sè può potenzialmente inquinare più di un'industria, ma sicuramente deve esserci un'eccezionalità di condizioni: non penso ci sia paragone fra un eccesso di nitrati nell'acqua del sottosuolo dovuta ad un'errata concimazione/errata gestione del bestiame con la presenza di sostanze alogenate nel suolo (tipiche di attività industriali) come la diossina. Riguardo al fatto che il vigneto annulli la biodiversità, direi che dipende dalle pratiche agricole e da cosa il vigneto è circondato. Anche nel caso sia circondato da altri vigneti - supponendo che da ciò consegua un calo della biodiversità (anche se bisognerebbe definire meglio a che livello) - il valore del vigneto rimane in alcune zone di inestimabile valore per il benessere idro-geologico di alcuni territori (io stesso ho avuto modo di condurre uno studio per un'ex area vitata in Spagna,dove la rimozione dei vigneti ha causato effetti catastrofici su una serie di ecosistemi anche solo minimamente connessi alla coltivazione delle viti). Non è un caso che le aree vitate possano essere riconosciute a livello europeo come aree agricole dall'alto valore naurale (High Nature Value Farming) e possano essere incluse nelle aree di tutela naturale Natura 2000. A livello di cantina mi trovo in linea con il sig. Dettori, facendo però una precisazione: "l'inquinamento" dovuto a deumidificazione, climatizzazione, ecc... si risolve, stringendo stringendo, con un grosso "+" alla voce CO2 emessa. Di conseguenza, SE una cantina dovesse fare attività per sottrarre l'equivalente quantità di CO2 dall'atmosfera, la cantina è formalmente a impatto zero.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Condivido in pieno. Ah, dimenticavo, usando come sistema di allevamento il cordone speronato libero (che è piuttosto simile all'alberello) ho un impiego di manodopera inferiore alle 200 ore, con sistemi di questo tipo si può fare.

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Frank

circa 5 anni fa - Link

Conduco un'azienda nelle langhe da tre anni dove si produce il barbaresco in una zona di "margine" cioè lontana dai grandi cru di barbaresco, la nostra azienda confina con almeno 5 proprietari che la coltivano da sempre vendendo le uve a grandi aziende. Tutti praticano il diserbo chimico,sistemici e via dicendo. Nessuno di loro fa il contadino di professione e avendo poco tempo da dedicare alle vigne adottano quella che definisco l'agricoltura facile cioè diserbare e dare il sistemico per avere più copertura e meno problemi nella gestione del verde. Quello che dice dettori è giusto però sono le grandi aziende che con la politica del prezzo "obbligano" i coltivatori a metodi meno sostenibili , più pratici ed economici. Secondo me la chiave di lettura di chi coltiva piccoli appezzamenti (il 90% del suolo coltivato in Italia) è un problema culturale ed economico. Chi coltiva per vendere la materia prima si concentra solo sulla resa, e questa è garantita o quasi con un agricoltura "sistemica".Alle grandi aziende non interessa come coltivi ma solo la sanità del frutto. Parlando di piccola viti-vini-coltura in piemonte, di chi trasforma vedo molta più attenzione al sostenibile di quanto se ne pensi, e per qualche ragione culturale che sto ancora cercando di capire le aziende certificate sopratutto nelle langhe si contano sulle dita di una mano.

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Studio Negri

circa 5 anni fa - Link

Ciao Maurizio Valeriani, sai che sono fan di Dettori. Ci ho messo un bel pò ma ho trovato tutte le cantine e dalle loro pagine aziendali e da recensioni fanno dalle 3.000 bottiglie alle 8000 bottiglie per ogni singolo ettaraggio. I prezzi non li ho guardati. Quindi molto più di Dettori come tu hai detto. Dettori Vince! http://www.lucianopignataro.it/a/la-visciola-e-il-cesanese-del-piglio/47623/ http://www.viniveri.net/socio/panevino/ http://www.vernacciaserra.it/ http://www.vinifiori.it/l'azienda.htm . http://www.akenosis.it/resdimidia/fradiles/ produce 7.000 bottiglie per ettaro. http://www.viniveri.net/socio/ferrandes/ Ci vediamo a Roma appena rientro in Italia. Antonio.

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Maurizio Valeriani

circa 5 anni fa - Link

tanto per chiarire: sono un grande estimatore (fan per me è una parola esagerata, che almeno io non applico a nessun produttore) anch'io di Alessandro Dettori, ma io ed Alessandro siamo spesso impegnati in una simpatica dialettica. Dopo di che i dati che ti ho riportato nella risposta al sig. Arturo sono sulla Guida Slow Wine 2015 e sono dichiarati dai produttori durante le visite dei collaboratori in cantina ed in vigna, e confermati dagli stessi. A presto

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chiaromonte nicola

circa 5 anni fa - Link

scusate sono Nicola Chiaromonte vignaiolo vorrei fare la mia analisi delle ore di conduzione per HA non meccanizzato cordone speronato: potatura 25-30 ore tirare sarmenti 20 ore trinciatura 2 ore arature dalle 10 alle 15 ore trattamenti nelle annate buone dalle 6 alle 15 ore raccolta dalle 40 alle 60 ore produzione uva circa dai 30 q.li ai 70 x HA media da 103 ore a 127 Secondo me questo è il minimo indispensabile di lavori che si possa fare nel vigneto, ma c'è un detto da noi in Puglia che dice "nulla mi fai niente ti faccio", vuol dire che tutti i lavori manuali in più per consentire al vigneto di produrre al meglio della qualità ( e non della quantità eh..) che non sono stati menzionati in quella conduzione ( sfogliamento , legatura dei bracci, concimazione organica etc.) senza menzionare tutto quello che si potrebbe insegnare per la conduzione ottimale del vigneto. Ciò significa che non è perchè fai poche ore di lavoro hai il meglio della qualità, anzi potrebbe essere il contrario. Chiudo con un altro detto " La vigna è come la tigna" significa che ha bisogno di molte cure, che sia col metodo biologico o convenzionale, ha bisogno di moltissime attenzioni.

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