Chi sale e chi scende? I potenti del vino italiano [parte 2] secondo Intravino, “la Bibbia” (cit.)

di Redazione

Quello che segue è il secondo atto di un brainstorming della redazione tutta di Intravino – “la Bibbia del vino italiano” (cit.). Un borsino ampio, crudo e senza sconti sull’ampia fauna del vino di casa nostra. Tra contorsionisti, primedonne, spadaccini e homini poco sapiens, la geografia antropologica rappresentata include tutti o quasi i pezzi da 90 dell’enocrazia italiana. Ogni integrazione e/o correzione è ben accetta.
Astenersi rosichini e spammer di professione.

Piero Antinori: insieme ad Angelo Gaja è l’uomo del vino italiano più famoso al mondo. Viene da una famiglia attiva nel settore da almeno 935 generazioni quindi lui è lui e voi non siete un cazzo. Antinori è un brand pazzesco e il MarcheseNonDelGrillo ha uno charme pazzesco, anche quando parla senza dire niente. Tra Tignanello, Santa Cristina e consociate varie il fatturato è da urlo e Piero sarebbe un divino nell’Olimpo anche producendo spremuta di legno. +


Armando Castagno: è il più ispirato e preparato dei divulgatori italiani e ha il talento raro di incollarti alla sedia pure parlando di Frascati superiore (sugli inferiori è dura pure per lui). Lessico erudito, dottissimo, ricercatissimo, forbitissimo: in pratica quando scrive di un vino non ci si capisce ncazzo. Ogni tanto gli piglia l’embolo tuttologico da flying oenophile ma pure ad Andrea Pirlo capita il passaggio del piffero. +


Donatella Cinelli Colombini: la Donna del Vino è sempre in Movimento. La Signora è produttrice di un vino che porta il suo nome, è Presidente della doc Orcia, scrive in solitaria su un blog molto seguito e organizza un Premio dal nome emblematico e chiarificatore: Casato-Primedonne. In due parole, l’essenza: nobili origini e naturale predisposizione al palcoscenico. A suo tempo fece fuori un enologo di chiara fama, un vero drago (cit.), colpevole di eccessiva testosteronicità. Ora nella sua azienda lavorano solo donne. Per questo noi, scorrettamente maschilisti, ci vediamo costretti a darle un.


Samuel Cogliati: lavora lontano dalle luci dei riflettori, pubblica libri e riviste con la sua casa editrice Possibilia, macina serate di alta qualità e preparazione. Mai visto in tv né all’ultima anteprima, il “giovane Cogliati” (cit.) è ormai uomo e ce ne fossero di sostanziosi così. Non propriamente uomo di potere ma quello di cui vorresti avere il numero per una dritta giusta. +


Ian D’Agata: il più international dei contributori italiani, ne sa ed è piacevole da ascoltare. Certo, da quando è stato visto sputacchiare nel suo bicchiere a mo’ di trocca da versare poi nella sputacchiera, niente è più stato come prima. Influencer di buon livello, più mediano che fantasista, non brilla per estro ma frequenta i giri giusti. =


Oscar Farinetti: non ricorda esattamente quante aziende possiede purché siano “Libere”. Ma a noi chi ci libera dalle cazzatielle che racconta? Grande uomo di marketing, Eataly è una figata epocale e commerciale ma sul vino andrebbe un attimo discusso almeno l’assetto comunicativo. Quello produttivo, ormai in mano ad Andrea Farinetti, procede stabilmente con interessanti sussulti e qualche discussa divagazione di marketing. =


Fede & Tinto: hanno esordito in radio con Luca Maroni, poi sono cresciuti live con Franco Ricci ed ora li troviamo in televisione con Vladimir Luxuria. Se non è una trama di Stephen King poco ci manca. Infilano un tanto al kilo i prodotti dei soggetti a cui fanno da uomini immagine ma come vada il mondo del marketting si sa, vero? Prezzemolini. –


Luciano Ferraro: è il braccio armato del Corriere della Sera sul tema vino ma si limita al compitino e potrebbe fare di più. Spesso copincolla magistralmente comunicati stampa, intrecciando democristianamente piccoli vignaioli e grandi casati. Un pizzico di verve in più non guasterebbe, e non quella sub specie Gardini: se l’Ordine dei Giornalisti gli consigliasse uno stage di sette giorni qui su Intravino tornerebbe come nuovo. Pensiamoci. =


Alessandro Masnaghetti: il Masna nazionale degusta come una macchina, stende cartine delle menzioni assortite in tutta Italia e non solo, porta avanti con coraggio e determinazione la sua Enogea senza contaminarsi con la spesso triste attualità. È un eremita e non disprezza il buen retiro che gli permette di lavorare in pace. Invece che per gli articoli su Bourdeaux che non ha mai letto nessuno, passerà alla storia come “quello delle cartine” che non si fumano e tanto basta. +


Angiolino Maule: tutti a dargli addosso, tanto da destra che da sinistra, un po’ sui vini, un po’ sull’associazione di cui è lìder maximo. Accusato di burberismo, accentrismo, parascientifismo, arrogantismo, sotuttismo, voinoncapiteuncazzismo, sia quel che sia rimane riferimento vero, forse unico, per chi al vino naturale (ehi, ho detto naturale!) tende non solo per avere un banchetto in fiera. In questo assai aiutato da altre associazioni attive il tempo di una Cerea. +


Gian Luca Mazzella: peccato sia sempre meno impegnato da scritture vinose italiane. Tra una collaborazione con la BBC, una con Famiglia Cristiana, un’altra con la NBC, poi BBC, CBS, ESPN, AT&T, AOL e CNN, manca la sua verve a cavallo tra Vangelo e Versetti Satanici, con una spruzzatina di citazioni colte da Topolino che non fa mai male. Teologo, cattolico osservante, inizia la sua carriera in seminario coltivando uno stretto rapporto di fede con Dio. Legame mistico che persiste a tutt’oggi anche se a ruoli invertiti. Dovrebbe impegnarsi di più. =


Giuseppe Palmieri: è il sommelier dell’Osteria Francescana ma molti lo conoscono per i suoi slogan. Su tutti, “basso profilo e altissime prestazioni”, anche se spesso suona meglio “alto profilo e bassissime prestazioni”. Si è ben accreditato presso la stampa di settore come motivatore di sala, è il braccio destro di Dio Massimo e questo lo rende intoccabile dalla gente che conta. Il suo percorso al calice è praticamente immutato da 7 anni a questa parte e nel locale/generi alimentari (?) che ha aperto – Da Panino – ci sono (o c’erano) 7 vini in croce. Meno chiacchiere, più fatti e una citazione di Enzo Ferrari per chiudere: “La falsa modestia ha rotto le scatole”. 


Alessandro Scorsone: dai modi eleganti ma imbalsamato che la metà basta per fare invidia alle cere di Madame Tussauds, ha sempre una parola buona per tutti tipo parroco di quartiere. Lo scrimolo tiene il colpo anche con raffiche di vento da 200km/h e sullo schermo rende da Dio. Potrebbe parlare con lo stesso tono di qualsiasi cosa ma purtroppo parla di vino. Era in quota Ais all’incontro del vino italiano col Papa (ma stai a vedere che non arriva al panettone). Plastic man


Daniel Thomases & Gigi Brozzoni: usciti dallo stesso coiffeur del Mago Silvan e di Big Jim 007, sembrano un po’ i loggionisti dei Muppet, i due vecchietti irascibili che un po’ si addormentano e parecchio addormentano. Custodi stanchi di una reliquia riconosciuta di San Gino Veronelli, ne curano l’ostensione esibendola a leoncavallini e chattering classes. Della loro guida si ricorda più il patetico sistema di crowd funding tra produttori che il contenuto. Sanno di lacca e di polvere. Ogni tanto li scuoti e scende qualcosa, qualche granello, ma poi si riaddormentano belli paciosotti.


Angela Velenosi: un carro armato di nobili fattezze, un bulldog da competizione sui mercati internazionali, dal Piceno con furore. L’Angelona nazionale assume sempre nuovi incarichi e la linea dei suoi ormai 1242547 vini è presente ai quattro angoli del pianeta. Da poche bottiglie a qualche milione, piacciono particolarmente a Daniele Cernilli che ne ha ormai parlato sulle 1242547 volte. Nel Piceno e oltre c’è di ben meglio ma Angela è super. +

24 Commenti

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bruno

circa 4 anni fa - Link

Premesso che personaggi alla Oscar Farinetti rappresentano più i propri interessi che il mondo del vino e che Fede & Tinto siano gente di spettacolo che oggi troviamo a parlare del vino e magari domani all'isola dei famosi, da parte mia non c'è il benchè minimo dubbio nell'esprimere apprezzamento per la competenza, la dialettica ricca ma mai ridondante, il coinvolgimento e la passione che Armando Castagno riesce a suscitare, senza bisogno come molti altri, di mettere il suo bagaglio tra se e la platea con cui invece si fonde, evitando l'esercizio della ruota del pavone così in uso nella stragrande maggioranza dei suoi colleghi. "Vote Armando for President"

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antonio

circa 4 anni fa - Link

Se ci fosse un premio "arrogance" se lo giocherebbero alla grande Farinetti, Maule e Castagno. A prescindere dalle competenze specifiche di ognuno, un po meno atteggiiamenti da: "io so io e voi nun sete un c....", non guasterebbero

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Gianpaolo Giacobbo

circa 4 anni fa - Link

"arrogance" è anche un profumo le cose tiepide sempre da che parte le vedi. Non conosco Farinetti di persona non ho modo di dire, Maule forse lo frequenti poco è deciso nelle sue idee quindi "io so io e voi nun sete un c.... " non direi su di lui. Armando forse ha ragione a pensare così ... Poi si sa come dice Capovilla una persona che ha carattere generalmente ha un brutto carattere.

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Gianpaolo Giacobbo

circa 4 anni fa - Link

non tiepide ma dipende ...

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andrea

circa 4 anni fa - Link

No Giampi, Armando è oggettivamente "lui, e noi non siamo un cazzo". Solo che non lo pensa e, soprattutto, non lo fa mai trasparire quando scrive o quando parla, forse antonio ha confuso i pezzi di qualche altro enoscrittore...

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Baser

circa 4 anni fa - Link

My two cents. Non conosco Farinetti. Non conosco Maule, se non per aver assaggiato i suoi vini. Conosco Castagno perché lo leggo, sul Web e su cartaceo, da qualche anno. Non l'ho mai incontrato o visto di persona. Detto questo, Castagno a me sembra molto molto lontano da qualsiasi atteggiamento arrogante.

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carolaincats

circa 4 anni fa - Link

ho letto cose di Castagno e Masna, li apprezzo molto. con Angiolino quando ci becchiamo parliamo di cose dal serio al faceto. dei Farinetti ho stretto la mano ad Andrea. Cogliati a grandi linee so chi è, idem Mazzarella. Ferraro lo leggo ma ammetto che mi stanca, come uno dei prof che avevo alle superiori. alla Cinelli colombini ho mandato C.V. quando ero giovane, ed apprezzo la scelta femminile di casato prime donne. tutti gli altri so chi sono a parte la sig. velenosi, di cui non ho memoria storica, ma devo ammettere che sono moooolto lontani dal mio mondo dei puffi e dal mio pensiero. ps: a quanto ricordo è stato il buon Pertini a dire che chi ha carattere di solito ha un brutto carattere... saluti.

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Giovanni

circa 4 anni fa - Link

ottimo articolo e osservazioni tutte condivisibili, specie quelle sull'ottimo Armando Castagno, ma inserire Fede & Tinto, ripeto, Fede & Tinto, hai detto mai, tra i "potenti del vino italiano" ha tutto il sapore di una barzelletta. Dai dite che state scherzando! Comunque ieri Fede, con look sportivo un po' semi straccione, mentre tutti gli altri giornalisti erano in giacca e cravatta é stato avvistato a Milano alla conferenza stampa dove Franciacorta ha annunciato l'accordo (costato 400 milioni di euro) di official sparkling wine per Expo 2015. Segno che o il ricciolone romano viene preso sul serio, o che non fosse una cosa seria la conferenza stampa di quell'annuncio... P.S. Va bene l'ironia, ma inviterei ad essere un po' più rispettosi nei confronti di Gigi Brozzoni, che é una persona e un giornalista del vino serio e perbene

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Ascellapezzata

circa 4 anni fa - Link

Togli qualche zero va'. Sono 380 mila piu' 80mila in fornitura. Grande affare per il franciacorta.

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Giovanni

circa 4 anni fa - Link

ecco, per essere più precisi e documentali, il look di Fede (il Fede & Tinto di Decanter e altre amenità) ieri a Milano presso la sede di Expo 2015 [img]https://farm8.staticflickr.com/7319/16379590512_228aaa4fd1.jpg[/img]

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Emanuele Cattani

circa 4 anni fa - Link

Onestamente, non capisco dove sia il problema....manco fosse a discutere il budget con i vertici europei di una multinazionale farmaceutica.

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Giovanni

circa 4 anni fa - Link

ognuno si presenta a questi appuntamenti come vuole e si sente e come intende manifestare il proprio rispetto per la sede, l'occasione, i personaggi presenti, il commissario straordinario dell'Expo, il ministro delle Politiche agricole Martina, il presidente del Consorzio Franciacorta e colleghi della stampa che conta. Chi sente l'obbligo del decoro e dell'eleganza e si presenta in giacca e cravatta e chi invece come se andasse ad una scampagnata fuori porta. De gustibus... Spesso il modo di vestire dimostra la natura dell'homo...

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andrea

circa 4 anni fa - Link

Se conduci un programma TV ed uno radio RAI su tema agroalimentare alle conferenze stampa ti invitano per forza.

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Giovanni

circa 4 anni fa - Link

questo anche se, come ammettono chiaramente loro (ieri a Milano Fede diceva apertamente questo ad uno giornalista e wine blogger non gradito qui che discuteva con lui, ammetteva "io di vino non capisco niente, faccio l'intrattenitore") c'entrano con il vino, che é cosa seria, come i cavoli a merenda? Che c'azzeccano Fede & Tinto con un discorso minimamente credibile sul vino?

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Emanuele Cattani

circa 4 anni fa - Link

Non ci capiranno una mazza, può essere, ma ne sanno comunque molto più della madia di ogni ascoltatore, radiofonico e televisivo che sia. Il merito è comunque quello di introdurre l'argomento vino, portarlo alle orecchie di tutti. E questo è potere in ogni caso.

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andrea

circa 4 anni fa - Link

E che c'azzecca il Franciacorta come solo rappresentante del vino italiano?

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bruno

circa 4 anni fa - Link

.....questa è tutta un'altra storia..... :-)

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andrea

circa 4 anni fa - Link

In ogni modo minimamente credibile, ma proprio minimamente ;)

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Giovanni

circa 4 anni fa - Link

C'entra, il Franciacorta, con il fatto che ha vinto pubblicamente un appalto per essere l’Official Sparkling Wine di Expo 2015, sborsando 380 euro cash più altri 80 mila euro in Franciacorta Docg. Unico competitor in questa gara che non ha visto grandi contenenti in gara, le Cantine Ferrari di Trento. E su questo penso valga la pena riflettere. Ma, come diceva bruno, é tutta un'altra storia...

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francesco vettori

circa 4 anni fa - Link

La redazione di Intravino, in questo caso, in chi si materializza? Giusto per non attribuire giudizi anonimi. Se c'è scritto Redazione, c'è scritto Redazione. Chiaro, no? :D [la Redazione di Intravino]

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Homo

circa 4 anni fa - Link

Quindi hanno partecipato alla stesura anche Fabio Cagnetti, Francesca Ciancio, Leonardo Romanelli....interessante. :-D

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lucawine

circa 4 anni fa - Link

Mitici Intravino, vi seguo come il TG5, sempre

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Rondinella

circa 4 anni fa - Link

Bellissima questa classifica che ho visto essere in ordine alfabetico......per fortuna....mi ero spaventata all'inizio leggendola dall'alto :-) Comunque dimenticate una categoria molto ma molto influente ovvero quella degli uomini o donne, ovviamente, che raccolgono la PUBBLICITA'. Penso siano loro quelli che possono segnare le sorti di una testata di settore. Leggevo qualche giorno fa che per esempio una testata del settore vino ha recentemente affidato la raccolta pubblicitaria se non erro ad una grossa concessionaria nazionale, e ciò, a mio avviso, a significare che se non hai le persone giuste nel tuo staff sei costretto ad esternalizzare la raccolta pubblicitaria e ad affidarti, e poi spesso a soccombere, ai diktat delle grandi concessionarie appunto.

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Rondinella

circa 4 anni fa - Link

....per non parlare, quasi me ne dimenticavo, dei DISTRIBUTORI, dei BUYER e dei RAPPRESENTANTI di vino, anche loro a mio avviso hanno una notevole influenza nel mondo del vino....o le mie sono visioni di una semplice degustatrice che ama origliare e carpire i segreti del mondo del vino biascicati,qua e la, nelle fiere enoiche che frequento?

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