Chi è l’assaggiatore narciso. E perché bisogna tenerlo d’occhio

di Pietro Stara

Secondo il DSM IV (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali derivante dall’originario titolo dell’edizione statunitense Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), il Disturbo Narcisistico di personalità va inserito nel raggruppamento che comprende anche i disturbi Antisociale, Borderline, Istrionico.

Il “Narcisista” mostra un senso grandioso d’importanza, viene assorbito da fantasie illimitate di successo, di potere, e di amore ideale; crede di essere speciale e unico, richiedendo eccessiva ammirazione.

Ora si è pure aggiunto il controvertissimo, dibattutissimo DSM-V, che associa il disturbo Narcisistico di personalità al Dominio dell’Antagonismo. Manco fosse la Morte Nera in Guerre Stellari.

Dunque il DSM-V butta lì alcune tracce diagnostiche secondo cui il Narcisista grandioso avrebbe questi elementi distintivi: insensibilità, attitudine alla manipolazione, istrionismo, ostilità ed aggressività.

Questo soggetto ha un suo preciso riscontro nella tipologia dell’assaggiatore narciso gironzolante per le fiere enologiche, nelle serate a tema, negli happening vinosi. Ci si accorge di lui o di lei perché, sia nel caso in cui si trovi in gruppo, sia che si appropinqui al banco di degustazione da solo, l’assaggiatore narciso avanza con passo deciso e sicuro. In alcuni casi è addobbato come un albero di natale reduce dal Vietnam: spille, contro-spille, patacche, ciondoli, cianfrusaglie di vario tipo accerterebbero un percorso professionale di avvicinamento alla degustazione di tutto rispetto. In altri casi l’assaggiatore narciso veste casual: una sola spilla placcata d’oro anticiperebbe le sue successive azioni avanguardiste. Un’altra peculiarità che rende unico l’assaggiatore narciso è data dal fatto che quando parla, qualora si rivolga ai suoi commilitoni di brigata, ai malcapitati di passaggio, o allorché interpelli il produttore, lo fa ad alta voce. L’assaggiatore narciso non chiede un vino, chiede Il Vino: solo quello, di quell’annata, che aveva già avuto l’occasione di bere con il principe di Monaco o che aveva servito durante una serata di gala all’Empire State Building o che conosce benissimo perché per primo lo aveva assaggiato in una vasca di cemento vetrificata ancora prima che vedesse la luce in bottiglia. In altri casi l’assaggiatore narciso ha dato suggerimenti sulla chiusura della bottiglia e/o sulla grafica dell’etichetta.

Come un novello comiziante il degustatore narciso rimbrotta valutazioni non attinenti al suo pensiero, corregge imperfezioni estetiche, e, soprattutto narra, per ore.

Peggio di qualsiasi contradditorio, il degustatore narciso non può in alcun modo accettare di essere ignorato: durante la descrizione delle 232 essenze floreali presenti in un barbera base del consorzio di Vinchio-Vaglio Serra, un degustatore narciso, abbandonato dai suoi stessi compagni con varie giustificazioni (“vado in bagno”; “scusa mi sono dimenticato di telefonare a mio zio ….”) è stato notato alzare il livello della voce a tal modo che le frequenze sonore hanno superato i 150.000 MHz. Queste sonorità, impercettibili per l’udito umano, sono state captate da alcuni bac dectetor posizionati in Australia: gli scienziati, che stavano analizzando le comunicazioni sonore in un branco di cetacei, si sono immediatamente chiesti che relazione vi fosse tra queste e la provenienza delle medesime da una città di nome Verona (Italy). Alcuni semiologi statunitensi, dotati di una certa spavalderia, hanno scritto su “Spirits and Semiology” un articolo in cui si tentava di costruire una relazione morfologica tra alcuni tipi di dialetto italiano e il linguaggio dei cetacei, arrivando a conclusioni a dir poco improbabili.

Altre volte l’aggressività si traduce in attacchi fisici veri e propri: sono stati notati assaggiatori narcisi schiaffeggiare camerieri che portavano ghiaccio non sufficientemente polare.

La gestualità teatrale puntella ogni degustazione che si rispetti dell’assaggiatore narciso: le pose che accompagnano la roteazione del bicchiere sono tanto ampie quanto veloci. La larghezza del gesto impatta sovente con i bevitori di prossimità: occhi neri, nasi tumefatti, labbra tagliate, ecchimosi, sono i segni più evidenti di tale ampiezza. La velocità, inoltre, riguarda i processi che investono direttamente il vino degustato: sono state riscontrate di frequente, a tal proposito, seconde fermentazioni direttamente nel bicchiere, con grande gioia dei vignaioli lambruschisti e un po’ meno per i barolisti. L’aspirazione nasale, poi, assomiglia molto a dei suffumigi, mentre, e qui viene il più bello, quando il liquido vinoso passa in bocca, s’ode come un risciacquatura di lavastoviglie industriale della mensa Fiat, a Torino Mirafiori, negli anni ’70.

L’ultimo elemento da tenere in debita considerazione riguarda l’istrionismo dell’assaggiatore narciso: solitamente si risolve nella partecipazione di questo soggetto a dibattiti pubblici, dove non è stato invitato, come quello su “Vino, solforosa e digestione lenta”, oppure “Vino su Marte: tra quanti anni?”. In questi casi il degustatore narciso si dota di targhette prodotte ad hoc che lo indicano come a visiting professor delle isole Fær Øer o come export manager del consorzio dei vignaioli indipendenti del Qatar. Il  più delle volte gli organizzatori non si accorgono dell’intruso.

In altri casi il degustatore narciso adotta dei veri e propri travestimenti. In un importante incontro romano, di cui non si può fare il nome, ne sono stati individuati ben quattro con la maschera di Bruno Vespa. Pare.

[Precedenti puntate: il paranoico, il déjà vu. Immagine: Metthew Terry via Socialitelife.com].

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Pietro Stara

Torinese composito (sardo,marchigiano, langarolo), si trasferisce a Genova per inseguire l’amore. Di formazione storico, sociologo per necessità, etnografo per scelta, blogger per compulsione, bevitore per coscienza. Non ha mai conosciuto Gino Veronelli. Ha scritto, in apnea compositiva, un libro di storia della viticoltura, dell’enologia e del vino in Italia: “Il discorso del vino”.

2 Commenti

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paola

circa 6 anni fa - Link

ho riso fino alle lacrime...soprattutto perchè credo di conoscerne un bel po' un sito sul vino che faccia ridere e per di più di un comunista? potresti essere il mio enoeroe

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Pietro Stara

circa 6 anni fa - Link

Grazie Paola, anche se appartengo all'anarchismo di tendenza ipocondriaca

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