Caro Al Bano, andare per vie legali contro Slow Food è semplicemente deplorevole

di Alessandro Morichetti

“Al Bano da quaggiù, e il padre Don Carmelo, da lassù, hanno già pronto il disco per l’occasione: Nel perdono”. «Sì, ma perdono fino a un certo punto – conclude il cantante – I mieli legali seguiranno la faccenda». Se c’è un modo sgradevole di rispondere alle critiche è minacciare querele ma Al Bano Carrisi sembra non fermarsi e rincara la dose proprio oggi su Dagospia: “Dalla vigna al tribunale, Albano contro Slow Food”.

Questa un estratto significativo della dichiarazione di Al Bano inviata a Dagospia:

Le affermazioni rese dalla Associazione SLOW FOOD secondo cui la mia azienda vinicola, praticando prezzi troppo bassi rispetto a quelli applicati da altre aziende, violerebbe le norme della concorrenza lecita, tende evidentemente a determinare, ma senza alcun esito, un pubblico discredito a danno della mia correttezza imprenditoriale.

Ho, al riguardo, incaricato lo studio dell’avv. Giorgio Assumma di Roma affinchè compia tutte le iniziative idonee a tutelare il mio buon nome e la mia onestà.

Il prezzo dei miei vini che sono ormai venduti ed apprezzati da anni in molti paesi del mondo, è stato intenzionalmente e temporaneamente ridotto per avvicinare nuove fasce di consumatori ai miei prodotti in particolare e a tutti i prodotti analoghi in generale.

Dovrei ricevere un ringraziamento da quanti dicono di avere a cuore le sorti della nostra industria vinicola, piuttosto che ricevere critiche infondate ed ingiuste, tra l’altro esposte nella forma dell’insulto e del dileggio.

Tenete a mente il grassetto sopra perché tornerà utile. Ricapitolo brevemente. È il 24 agosto e Slowine pubblica “Più felicità per tutti! I vini di Al Bano a meno di 2 € a bottiglia“, puntando l’attenzione su un’iniziativa di Coop Estense che vende 6 bottiglie assortite dell’Azienda Agricola Carrisi a 11,50 euro: circa 1,91 euro a bottiglia. Pochissimo, praticamente il costo di tappo, bottiglia, etichetta e poco altro. Antonio Tomacelli ha ricostruito il percorso e in Puglia (come altrove) sono numeri “fattibili”.

Anche Dagospia ha ripreso l’argomento andandoci giù con un po’ di humour e titolando: “A Gesù il miracolo dei pesci, ad Albano quello del vino“. A questo punto, il cantante-vignaiolo decide di farsi intervistare da Roberto D’Agostino e replica: “Che colpa ho io se la Coop arruola nomi famosi per lanciare una campagna promozionale e mette in vendita una bottiglia del mio vino a due euro?”. Stesso concetto espresso su Oggi: “Albano Carrisi e la polemica sul suo vino: “Lo vendono a 2 euro al litro? Problemi loro”. PROBLEMI LORO.

Quindi Al Bano, fino a qui, addossa a Coop la responsabilità di un prezzo basso. Salvo poi scendere nei dettagli di una promozione che evidentemente conosce molto bene nei termini: “È una campagna di proselitismo per conquistare nuove fasce di clienti iniziata un mese fa per la durata complessiva di tre mesi. Poi il prezzo tornerà su cifre normali”. Non solo. Alla domanda: “Ma questo vino da Coop è un prodotto del tuo vigneto o lo compri sfuso?”, Al Bano risponde: “Nessuna delle due, acquisto l’uva per questa linea dedicata alle Coop.”

A me la situazione sembra parecchio definita. Questa è un’operazione di cui Al Bano conosce i dettagli dall’inizio (linea dedicata) alla fine (prezzi e durata della promozione). E che la Coop faccia sotto-costo su una linea prodotta appositamente per loro mi sembra una fregnaccia colossale. Il problema è che mia nonna leggerà il settimanale Oggi e troverà una ricostruzione un po’ fantasiosa (“Il sasso l’ha lanciato Dagospia“: no, l’ha lanciato Slowine) dove Al Bano Carrisi racconta la polemica sul suo vino: “Lo vendono a 2 euro al litro? Problemi loro”. Scaricabarile mica da ridere e le solite premure protettive da settimanale per famiglie che non vanno spaventate: “Ecco la spiegazione (convincente) dello stesso Albano”.

E siamo all’oggi: Al Bano minaccia querele verso Slow Food perché ne avrebbe leso la dignità di produttore. Io invece mi incazzo perché temo di scorgere nelle parole di Al Bano delle contraddizioni e se qualcuno mi aiutasse a dipanarle sarei felicissimo.

Quanto alla strategia del produttore Carrisi, onestamente, non so da chi sia fatto consigliare per inanellare una serie di scioloni simili. Al Bano che sa, Al Bano che non sa, colpa della Coop anzi no, mi merito un ringraziamento per aver cercato di “avvicinare nuove fasce di consumatori ai miei prodotti in particolare e a tutti i prodotti analoghi in generale”: quali sarebbero i prodotti cui avvicinarsi, quelli col 50% di sconto a 1,91 euro la bottiglia?

Ah beh, annamo bene e Forza Puglia!

 

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

12 Commenti

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Gianpaolo Giacobbo

circa 5 anni fa - Link

comunque vada mi sa che Al Bano ha svuotato la cantina a questo punto...

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Franco

circa 5 anni fa - Link

Allora, premesso che la ricostruzione di Tomacelli merita un 4- in quanto a "visione imprenditoriale e conoscenza dei costi di produzione vinicola", questa polemica sta facendo emergere una realtà imbarazzante. La realtà in questione è che, come chi fa parte di questo mondo ben sa, operazioni di mercato su prodotti da banqueting/canale moderno hanno dentro poco o nulla di quello che la cantina vorrebbe far credere. Un prodotto creato specificamente per quel canale, e a quel prezzo, ha un nome ed un cognome ben preciso, cioè si chiama acquisto di sfuso in cantina sociale di masse di annate precedenti, sapientemente rimesse in piedi e "offerte" al mercato. Un vino a 1.91/btg in distribuzione, comprensivi di IVA e margine per Coop, semplicemente NON è roba fattibile come diceva Tomacelli, non a dei canoni di accettabilità minima che il consumatore richiede (o pensa di richiedere). Inoltra far passare il messaggio che a 1.91 si compri del vino pugliese bevibile è un danno, economico e di immagine, IMMENSO, per cui tutti i Consorzi pugliesi dovrebbero chiedere i danni. L'unica possibilità è che sia una private Label realizzata da una cantina sociale con volumi sopra i 2 mln di btg con costi di acquisto dei vuoti talmente ottimizzati da poter vendere ad Al Bano una btg finita a meno di 1 € con acquisti minimi garantiti di almeno 100.000 btg/anno. In questo caso, con l'ok di acquisto da parte di Coop, il produttore potrebbe essersi accontentato di marginalità esigue nell'ordine dei 15 cent/btg per una operazione di prodotto realizzato e venduto in blocco. In ogni caso, diciamocelo, è una sconfitta per tutti.

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Paolo Cianferoni

circa 5 anni fa - Link

Tutto è possibile. Peró l'impossibile alcuni italiani possono insegnarlo (incredibilmente). E non è solo questo il caso che puó far riflettere. Forse alla fine è meglio così che far finta di non essere italiani?

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valentino

circa 5 anni fa - Link

E' inutile nascondersi dietro un dito, Al Bano, ha sbagliato ma, con una chiara ed ingiustificata arroganza la vuole mettere in cagnara. Io che lo conosco come produttore, posso garantire che non è questa l'immagine che lui va promuovendo in pubblici eventi per i suoi vini. Purtroppo è stato mal consigliato ed ha fatto un operazione che, non è affatto un sottocosto (andrebbe specificato da parte del supermercato in volantino) ma, è una pessima operazione commerciale tipica di chi, vuole psacciarsi per un produttorie di chicche ma in realtà, vuole vendere tantissime bottiglie. Slow Food da parte sua invece, è scivolata su quella voglia di snobbismo che mal si conciglia con tutta la dottrina che vuol predicare. Al Bano, ha deciso di vendere vini, comprati sfusi o altro a prezzi bassi? Allora spiegateci se si tratta di un buon affare o meno, perchè questo interessa al consumatore e non state a criticare le politiche commerciali, è finita (per voi e solo per voi), l'epoca in cui con i famigerati "Tre Bicchieri", influenzavate anche le politiche commerciali aziendali.

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Gian Paolo Gavioli

circa 5 anni fa - Link

Giusto alcuni numeri. I dati IRI della GDO Italiana indicano che per le bottiglie di vino in vetro fino a 0,75 vendute in Italia (328 milioni di pezzi) il prezzo medio è 3,32 eur (3,90 eur per DOC/DOCG - 195 milioni di pezzi) Poi uno ha diritto a pensare quello che vuole, ma non mi sembra scandaloso il prezzo in promozione dei vini di Al Bano fatto dalla Coop, considerando la situazione di mercato del vino in Italia (45 milioni di hls prodotti e 20, 4 consumati in Italia -6% nel 2014) e nel mondo. Poi se uno vive nel mondo dei Barolo da 200 euro o dei Clos Du Mesnil da 1000 euro, beato lui.... #alicenelpaesedellemeraviglie

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Sistoiv

circa 5 anni fa - Link

Sottoscrivo in toto. Non se ne può più di leggere cose come se fosse ordinario e pacifico spendere certe cifre per una bottiglia. Per la stragrande maggioranza di gente che beve vino, 5-6 € per bottiglia sono troppi oppure giusto per natale o al compleanno. D'altro canto c'è anche gente come me che, avendo un cellulare da 25 € (10 anni fa) considera una pazzia qualsiasi cifra sopra i 30-40 € per questi prodotti, quindi... Il problema è che l'unica a fare delle guide sui vini sotto i 5 € è rimasta Altroconsumo: peccato che questi rappresentino la stragrande parte del vino (in bottiglia) acquistato. Non sarebbe il caso di parlarne di più su blog specialistici sul vino?

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Claud Bohm

circa 5 anni fa - Link

Infatti quelli che si scandalizzano per un vino venduto a quasi due euro in promozione mi chiedo in quale pianeta vivano. Sono mai entrati in un supermercato a visitare il reparto vini? Le promozioni al 30-40-50% ci sono tutti i giorni, da anni. Il mercato dei vini di qualità è stato distrutto da queste operazioni di marketing? Non mi pare proprio.

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Dario Ujetto

circa 5 anni fa - Link

Il mercato di qualità no, ma [edit]. Chi pensi che raccolga le uve che Albano compra per fare il vino a 1,91€ la bottiglia? tu lo sai, invece? e visto che sai tutte ste cose, perche' non lo racconti al giudice anziche' infilare commenti diffamatori qui? che poi saresti bloggarolo pure tu, tutto vi devono insegnare, tze'. [F.]

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Gian Paolo Gavioli

circa 5 anni fa - Link

Le vendemmiatrici automatiche. Semplice https://www.youtube.com/watch?v=MrkGyL83S0c

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Gian Paolo Gavioli

circa 5 anni fa - Link

In molti casi sono le vendemmiatrici meccaniche, non più i braccianti.

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valentino

circa 5 anni fa - Link

Far uscire un vino dalla propria cantina al prezzo (ragionevolmente presunto ) di 1.30/1.40 a bottiglia, non è in linea con le giuste ambizioni di chi vuole costruire un marchio ed un immagine di qualità. Resta comunque il fatto che bisogna parlare solo della qualità di quel vino, il resto lo lasciamo al produttore.

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Wine Roland

circa 5 anni fa - Link

Perché minacciare subito vie legali (strade affollatissime, presumo) invece di rispondere direttamente sul blog di SlowFood ? Sono sempre più perplesso e finanche preoccupato

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