Capolavori assoluti. Tutti i profumi del vino fotografati vitigno per vitigno

di Antonio Tomacelli

Quanti profumi può avere il vino? Uno, nessuno e centomila, tutto dipende da una serie di fattori che hanno a che fare a volte con la chimica e a volte con l’esoterismo. Si comincia dalla resa per ettaro — la quantità di uva prodotta da un ettaro di vigna — e si finisce al tipo di invecchiamento, passando la varietà del vitigno e le pratiche di vinificazione. Ai meno esperti basterà sapere che un bicchiere di vino contiene centinaia di molecole odorose che, combinandosi tra loro, sprigionano una serie di profumi che vengono classificati in:
1) primari o varietali (dovuti al tipo di vitigno)
2) secondari o fermentativi (effetto della vinificazione)
3) terziari o postfermentativi o da invecchiamento

Le note di frutta, ad esempio, sono note primarie del vitigno mentre i sentori di vaniglia o cuoio provengono dall’affinamento in botti di legno. Per complicare le cose bisogna sapere che il terreno può trasmettere i suoi odori al vino. Trattasi della famosa mineralità che in alcuni terroir si evidenzia con note di gesso, grafite o altro.

La maggior parte di questi profumi diventano sapori per il palato e in questo caso si parla di perfetta corrispondenza tra naso e bocca.

Per mettere un po’ d’ordine a questa sorta di caos chimico, e fissare con la memoria visiva  i profumi di ogni singolo vitigno, la rivista inglese The Drink Business ha commissionato al fotografo Colin Hampden-White una serie di scatti fotografici che rappresentano gli odori rintracciabili a naso nei principali (e più nobili) vitigni del mondo. In questa prima serie, stilisticamente molto settecentesca, il fotografo ha raggruppato quattro campioni del mondo: pinot nero, cabernet, chardonnay e riesling. Gli “oggetti” raffigurati vicino ad ogni vino sono davvero tanti ma, grazie a dio, non tutti sono sempre presenti. Diciamo che in uno chardonnay di grande complessità, ve la cavate con 6/7 di profumi che variano per i fattori di cui sopra.

Le immagini, inutile dirlo, sono fantastiche, ed aspettiamo con apprensione le prossime, sperando ci siano Barolo e sangiovese. Intanto cerchiamo di decifrare quelle già disponibili individuando per primi i profumi della foto di copertina, il pinot nero. Non sarà facile, ma il gioco è troppo divertente!

Pinot Nero: rosa, rabarbaro, pomodorini, rosmarino, fragole lamponi, funghi, tartufo nero, marasche, ciliege rosse, prosciutto crudo e qualcosa che somiglia pericolosamente alla famigerata “cacca di gallina”

Chardonnay: arancia, limone, mandarino, melone, ananas, banana, fiori di narciso, frutta secca, gesso….

Cabernet sauvignon: peperone verde, more, mirtilli, cioccolato, fichi, vaniglia, anice stellato, marasche, cuoio, eucalipto….

Riesling: melone, mela verde, pera, mandarino, litchees, albicocca, lime, pesca, kiwi, fiori di narciso, cannella, gesso e un curioso aggeggio meccanico che rappresenta gli idrocarburi tipici del vitigno….

I puntini di sospensione andrebbero sostituiti con quello che non siamo riusciti a individuare. Ci date una mano a completare il catalogo?

 

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

18 Commenti

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Armando Castagno

circa 7 anni fa - Link

Forse il quadro più vasto sarebbe quello del Nebbiolo, non trovi? Comunque: nei vini da Riesling io sento spesso un pompelmo clamoroso, talvolta il lievito di birra ("sponti"), e più che gli "idrocarburi" (che non ho mai sentito nei Riesling buoni anche se li ho cercati con la lanterna come Diogene) una nota piuttosto di citrosodina effervescente; in grandi vini da Chardonnay talvolta come squagliato un panetto di burro buono e molto netto il kiwi se giovane; mentre se avverto della cacca di gallina in un Pinot Nero, "even just a hint", la destinazione immediata del vino è segnata: ed è il lavabo, e di lì a poco le fogne, la Cloaca Massima, il Tevere, la sua foce e infine il mare catartico.

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Antonio Tomacelli

circa 7 anni fa - Link

beh, a guardar bene forse il pompelmo c'è, subito sotto la pera, ma non ci giurerei...

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winemining

circa 7 anni fa - Link

"pere che il pompelmo faccia mele" (Lino Banfi, cit.)

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Franklin

circa 7 anni fa - Link

Mi è capitato di trovare l'idrocarburo più intendo, più netto e riconoscibile nei pochi Riesling d'Alsazia provati che nei sempre pochi Riesling della Mosella che ho avuto occasione d'assaggiare. Non ha senso generalizzare esperienze sporadiche ma sarei curioso di sapere da chi diversamente da me ne è esperto se è frequente riscontrare questa differenza. E poi: dipende dall'età? È vero come ho sentito ad alcune degustazioni che l'idrocarburo vien fuori con gli anni?

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Franklin

circa 7 anni fa - Link

Volevo scrivere più intenso non più intendo. L'iPhone ha deciso diversamente.

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Giampi Giacobbo

circa 7 anni fa - Link

beh del kerosene emerge dai riesling con qualche chilometro sul groppo

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Durthu

circa 7 anni fa - Link

Figurati se in una rivista inglese poteva mancare il blackcurrant per il cabernet sauvignon. E infatti eccolo che spunta la' dietro, sotto forma di una bottiglia di Creme de Cassis.

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suslov

circa 7 anni fa - Link

concordo che per il nebbiolo ci andrebbe un libro a parte ... comunque: la cacca di gallina nel pinot ce la sento, di solito soprattutto nei nuits st georges. in gradazioni diverse: a volte un sentore di cantina ammuffita, a volta come una stalla vuota, a volte proprio da pollaio ... non mi dispiace. poi rabarbaro spesso, non mi dispiace, da un tono bitter non male ... nel riesling spesso idrocarburi. tipo serbatoio della benza aperto quando si fa il pieno. so che c'e' chi dice che e' un difetto ma se in un vino non si trovano odori strani imho e' subito maroni e quindi viva il diesel chardonnay: a volte mineralita' da conchiglia, soprattutto in chablis dicono venga dal famoso calcare kidmeridgiano. forse trattasi solo di pippa mentale. senno' burro vaniglia ananas ma quello e' legno e quindi no buono. al contrario nello sauvignon direi erba e a volte pipi di gatto. forse anche qui trattasi di pippa dovuta alla lettura di troppe guide, cmq ce li sento .... cabernet sauvignon: peperone verde anche se di solito non frequento. nello shiraz vecchio di solto carne arrostita. cabernet franc non si affronta troppo verde. merlot no grazie I don't drink any f*ing merlot come diceva un mio amico scrittore. sangiovese vecchio sella di cavallo sudata. insomma questa la mia mappa mentale mono-neuronica ....

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Nelle Nuvole

circa 7 anni fa - Link

Mi farebbe piacere sapere che galline frequentate. Sono molto immodestamente d'accordo con Armando Castagno. Non è una prerogativa del Pinot Nero, quando codesto vino si presente fatto perbene. Così come la sella di cavallo "sudata" per me non è una peculiarità del Sangiovese, ma di un vino che è invecchiato in un certo modo. Per terminare un commento che certo non è all'altezza dei precedenti, mi avventuro a scrivere che in certi Cabernet Sauvignon bordolesi ci trovo anche un tocco di menta e di erbe balsamiche.

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Marilena

circa 7 anni fa - Link

Non commento sui profumi, dato che vi state ampiamente sbizzarrendo con cavalli, galline ed altra fauna. Ma le foto? Quanto sono noiose?

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Antonio

circa 7 anni fa - Link

Concordo con Marilena. Altro che capolavori...siamo sul dilettantistico. L'unica degna è quella dello chardonnay.

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Mattia

circa 7 anni fa - Link

Foto indecenti. Non solo stilisticamente ma anche tecnicamente. Le potrei fare tranquillamente io con una macchinetta. Trovo però nè primario, nè secondario, nè terziario un odore come il "prosciutto crudo" e "tartufo". Che coinvolgimento di vitigno, terreno, affinamento c'è? Non mi immagino un prosciutto in una vasca d'acciaio o sotto terra.

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Davide Bonucci

circa 7 anni fa - Link

Sangiovese vecchio che sa di sottosella di cavallo sudato... Può succedere, ma sono quelli non tanto buoni, e direi pure con dei difetti. In queli buoni si continua a sentire l'ematico, la terra e la ruggine, anche dopo 50 anni

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Daniele

circa 7 anni fa - Link

A fare parodie di ste foto ci sarebbe da scompisciarsi dalle risate... Come sarebbe la foto dello Chardonnay BIO?

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Federico

circa 7 anni fa - Link

Il gioco lanciato, mi pare di capire, è di individuare tutto quello che c'è nelle foto. Pinot nero: - Il salume nella foto sotto le ciliegie mi sembra pancetta arrotolata, ce n'è un altro sopra dove c'è la forchetta e potrebbe essere quello che avete definito prosciutto crudo. - Vedo delle caramelle sul tavolo nell'angolo in basso a sinistra. Caramelle di che gusto? Menta? Non so ma potrebbe. - Ci sono foglie di cavolo o simile sotto i pomodorini. - La teiera non è li per caso. Sembra fumante e direi con dentro del the. - A sinistra delle ciliegie ci sono altri frutti piccoli e rossi. Non sembrano ribes, forse marasche. - Dietro la forchetta ci sono due rape o barbabietole da zucchero. - Davanti a queste ultime c'è un "pugno" di materiale vegetale o terroso che potrebbe essere tante cose. Dicevate questo come cacca di gallina? A me non sembra. Mi sembra più terroso o anche il risultato secco della spremitura di grappoli d'uva. - Anche lo sfondo vuol dire qualcosa. Roccia e muschio forse. - Sotto la fragola di destra c'è qualcosa. Tra lei e i pomodorini c'è qualcosa che potrebbe sembrare una spezia, ma non capisco quale. Bello il giochino, mi piace. E' meglio della settimana enigmistica!

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pasquale

circa 7 anni fa - Link

chissa se oltre agli internazionali si spingera nel sud dell'italia ...mi piacerebbe vedere un fiano...note di pera,nocciolo e mandorlo....

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Mtt

circa 7 anni fa - Link

segnalo anche queste belle foto http://www.abbazianovacella.it/media/97f258d3-54a3-4921-80ff-3697547dbf2d/aromi-del-pinot-nero-blauburgunder-riserva.pdf

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angelo

circa 5 anni fa - Link

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