Buona Pasqua di Resistenza Naturale. E finalmente ecco il trailer di un film attesissimo

di Alessandro Morichetti

Finalmente, finalmente, finalmente! Oggi niente baci, abbracci e colomba dolce ma Buona Pasqua e teologia della liberazione. Sarà distribuito da Lucky Red e arriverà nelle sale il 29 maggio: Resistenza Naturale farà un polverone e ben venga, perché dopo l’ennesimo endorsement ai vini di Massimo D’Alema, perfetto esempio di “vini dell’enologo” (i Cotarella, anvedi), viene voglia di lotta armata, barricate e preghiera in Terra Santa per debellare il maligno. In assenza di tutto questo mi consolo con un po’ di aria fresca e col trailer del nuovo film di Jonathan Nossiter, che a quanto pare sarà un intreccio di cinema e vino, storia e futuro. Più Eisenstein che Griffith, più Pasolini che Moccia.

Resistenza Naturale farà riflettere, incazzare e pensare. Indisporrà molti e potremmo già indicarli con nome e cognome. Esporrà i produttori coinvolti al raggio laser dei benpensanti perché, come disse il saggio, quando sei nato non puoi più nasconderti. Siete pronti?

Buona visione… e diffondete!

Buona Pasqua.

* “I nostri vini sono de-territorializzati (…). Ho una inclinazione per la Borgogna. (…) Tra i vini italiani cita il Masseto («il nostro Chateau Petrus, Merlot in purezza») e il Montevetrano («Che mi ha avvicinato a Cotarella»)”. Seguono poi menzioni di Carlin Petrini, Marco Caprai, Gianfranco Fino, Gaja, Togliatti, Piero Antinori ed Emanuele Macaluso. Mancavano all’appello solo Topolino, Spawn, Tex Willer e Bombolo.

avatar

Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

13 Commenti

avatar

Samuele

circa 5 anni fa - Link

Speriamo in una buona distribuzione

Rispondi
avatar

Giuseppe Butera

circa 5 anni fa - Link

Ma ha visto, Alessandro Morichetti, il video sul "tubo" in cui, volti a noi tesserati AIS particolarmente noti benedicono, in un sol colpo e con (poco) autorevole prece, i vini di raccapriccianti esseri come il succitato d'alema e l'ancor più schifido vespa?...vi si afferma, peraltro, che noi sommelier si avrebbe da imparare da messiémerlò come fare i vini senza solfiti (a mio sommesso avviso da quello lì si potrebbe, semmai imparare tutt'altro, laddove anche la carica sociale numero 1 n'esce con conclamata ed innegabile autorevolezza in materia di piaggeria!).

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Visto e commentato: http://www.intravino.com/grande-notizia/riccardo-cotarella-massimo-dalema-e-bruno-vespa-insieme-non-vedevate-lora-di-perderveli/.

Rispondi
avatar

Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Ma perché Nossiter perde tempo ed energia a contrastare D'Alema, Vespa e simili? Ho visto tanti come loro, e tutti con lo stesso destino; tanti soldi spesi, dieci uscite sui Tg e poi il nulla. Poverini, con tutti i denari che buttano al vento almeno l'illusione di un quarto d'ora di gloria lasciateglielo. Anche solo per pietà.

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Fioccano fior di editoriali su vini senza storia, del personaggio famoso coadiuvato dall'enologo famoso. L'elogio del vino de-territorializzato è avanguardia pura, altroché.

Rispondi
avatar

Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Ma che avanguardia, questi poveretti ci stanno perdendo anche la camicia e manco se ne sono accorti! A centomila (o più) Eurini all'ettaro per impianti di vitigni che non saprei se sono più improbabili o più invendibili si fa alla svelta a seminare milioni, aggiungici poi cantine mega galattiche con attrezzature costosissime che su quella micro scala non si ripagheranno mai e vedrai che conti! Sommaci i flying oenologist che micateladannogratis, e poi suona a morto. Alla fine dei giochi vedrai che i supposti avanguardisti avranno seminato una decina e più milioni, e avranno tra le mani costose cattedrali assolutamente invendibili perché nessuno (a parte loro) va a fare il vino in luoghi ignoti. Dieci milioni spesi a Montalcino più o meno ti torneranno sempre in tasca, dieci seminati a Todi se ti va bene li perdi ma se ti va male ti resta in mano un bubbone invendibile che ogni anno ti costringe a staccare fior di assegni. Sai quanti ne ho visti!

Rispondi
avatar

Eretico Enoico

circa 5 anni fa - Link

Abbiate pazienza il week end e' stato duro da un punto di vista metabolica ma vorrei concordare e " sconcordare " su alcune cose lette. Note concordanti,armoniche e persistenti sono relative all'attesa per il film di Nossiter e di quanto il mondo dei vini veri al naturale sia sotto attacco ( anche io modestamente commentai qui ) da parte delle majors vinicole convenzionali ( leggi vino dell'enologo). Il consumatore appassionato ed attento ,per una serie di fattori ,e' sempre meno incline al fascino delle top ten di vini copertina ma chi fa cultura del vino vero non deve abbassare la guardia. Sono però in assoluto disaccordo con coloro che in modo pregiudiziale continuano a non voler vedere cosa accade realmente a Milano e in particolare alla delegazione AIS di questa città. La sede ,oltre che per la normale didattica, viene usata per eventi e degustazioni il più possibile diversificate.la giornata di Cotarella fa sorridere ma trattasi di apertura genuina verso diverse declinazioni di un mondo tanto diverso come quello vitivinicolo. Lo ripeto da Eretico che beve quasi solo vini artigianali ,naturali ed eretici ( non bevo vini naturali di gente qui tanto incensata che da della scimmia ad un ministro o che vuole dedicare un vino ai nazionalsocialisti) ,lo ripeto da sommelier Ais Milano ( seppur sia romano) ma nessuno in questa delegazione ha una visione chiusa,marchettara,monorientata ad esclusivo beneficio di vini che fanno allontanare la maggior parte dei soci milanesi. La delegazioni di Milano la settimana prima del Cotarella day aveva i "vini veri" di Cerea con tanto di logo ed l'unico bus organizzato durante in Vinitaly era per Cerea. Prima di divenire dei Savonarola enoici ,ve lo dice un Eretico,leggete quanti eventi sul naturale e l'estremo in quelle stesse sale organizza Ais Milano. Non voglio assolutamente difendere acriticamente nessuno però vivo da grande appassionato il mondo del vino da più di 20 anni e mi sento di affermare che solo gli idioti non cambiano idea e non si aggiornano .Ais Milano che nulla ha a che fare con Roma e la telenovelas che qui ho letto ,sta tentando di offrire il più ampio democratico percorso ai suoi soci per valutare ,confrontare espressioni antitetiche di vino. Se i sommelier ( che insieme ai commercianti e agli operatori sono quelli che aiutano il mondo del vino) oggi litigano su lieviti autoctoni o fermentazioni spontanee lo si deve oltre che ai buoni vini anche a chi ( Intravino tra questi) in Ais Milano riconosce questo primato di genuinità e VERITÀ. Il vino di D'Alema a me fa ridere almeno quanto un supertuscans o ( reggetevi forte) un Es ma quel giorno seppur non tra i miei vini favoriti vi erano tanti piccoli produttori con vini fatti di sudore e dignità .la Verità deve sempre accompagnare u a certa onestà intellettuale altrimenti si finirà per criticare un film prima di averlo visto o bruciare un libro prima di averlo letto...viva il vino vero ,viva il vino libero

Rispondi
avatar

La Terra Trema

circa 5 anni fa - Link

LA TERRA TREMA presenterà il 26 maggio al CINEMA MEXICO di MIlano in anteprima il Film di Jonathan. Saranno presenti oltre al regista alcuni degli agricoltori/contadini/vignaioli che attraversano la Terra trema da anni come Corrado Dottori (uno dei protagonisti di Resistenza Naturale).

Rispondi
avatar

riccardo

circa 5 anni fa - Link

bello. come si fa a partecipare?

Rispondi
avatar

nico

circa 5 anni fa - Link

non ho capito, chi è che dice "il nostro vino è deterritorializzato"? D'Alema?

Rispondi
avatar

Alessandro Morichetti

circa 5 anni fa - Link

Si. «Abbiamo scelto vitigni internazionali, come a Bolgheri. Abbiamo studiato i terreni e contattato Riccardo Cotarella, il nostro enologo. I nostri sono vini de-territorializzati. Idee nuove, come quella del Pinot nero anche Metodo Classico. Così a Sud, con un vitigno così del Nord».

Rispondi
avatar

Giuseppe Butera

circa 5 anni fa - Link

Bravo eretico, oltre a ben comprendere il senso del mio commento dimostri appieno perché NOI soci AIS non abbiamo granché da sperare rispetto la "correzione" di una rotta amaramente proseguita da chi solo debolmente accennava volerla mutare.

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.