Brunello di Montalcino 2010, l’annata delle meraviglie conferma l’hype e i punteggi decollano

di Andrea Gori

In due giorni e mezzo a Montalcino abbiamo assaggiato quasi 140 Brunello 2010 e possiamo confermare con tranquillità che le alte aspettative, cominciate un paio di anni fa dagli assaggi del Rosso 2010, sono confermate: alcuni vini sono davvero meravigliosi e la qualità generale è eccellente e confortante. Come previsto sono in arrivo punteggi stellari, a cominciare dai cinque 100/100 di Suckling, i due 100/100 annunciati da Monica Larner, il 100 di Galloni alla Cerbaiona di Molinari e anche qualche 100 da Wine Spectator. Noi non ci siamo spinti così in alto ma di certo molto più in alto del solito, crediamo a ragion veduta.

Annata varia, tuttavia, perché ci sono Brunello vendemmiati il 19 settembre (Biondi Santi) ed altri a metà ottobre e anche più in là (Marroneto e Ragnaie) a seconda della quota altimetrica. In ognuno c’è una definizione di tannino superiore alla media, e molto simile alla celebratissima 2006: qui sembra siamo anche un passo avanti (lo potremmo dire con certezza il prossimo anno assaggiando le riserve) quanto a classe, eleganza e finezza davvero ben distribuite nella denominazione, dove le aziende più grandi presentano vini con qualità sopra la media. Tra i piccoli e medi la situazione varia a seconda delle zone e soprattutto in base alla bravura e all’esperienza di chi ha fatto il vino: l’annata era ottima ma come sempre si può rovinare tutto in vendemmia, o in cantina. Quanto a tendenza, abbiamo trovato il versante nord (e in genere tutti quanti con vigneti sopra i 400 mt.) molto più in forma rispetto ad altre annate più estreme, ma anche zone in genere calde e sofferenti di recente hanno prodotto vini snelli eleganti e di classe.

L’annata ha anche portato qualche problema e qualche eccesso di furbizia ilcinese ovvero vini diluiti, rimaneggiati e sistemati in maniera da produrre molto più vino di quanto si potesse per la miglior qualità… ma le attese già dalla vendemmia per questo 2010 erano tali che si è pensato a sistemare certe magagne quantitative della 2008 e 2009.

Detto questo, ecco i nostri assaggi che comprendono anche visite presso cantine che non esponevano i loro Brunello al Chiostro e un giro all’Osticcio Enoteca dove alcuni “ribelli” del Consorzio mettono a disposizione i loro prodotti per la stampa e appassionati. Menzione d’onore per tre piccole realtà quasi sconosciute ai più ovvero Armilla, Albatreti e Sangiacomo: da loro gli exploit più sorprendenti, da vedere se si ripeteranno nel 2011.

Villa I Cipressi presenta lamponi e ribes, è pulsante e vivo, tannino discreto 84
Villa I Cipressi Zebras con frutto scuro e un poco tostato, bocca con legno un poco invadente ma la persistenza fruttata è notevole 87
Villa Le Prata è piccante e deciso, more e mirtillo molto evidenti, tannino acceso, finale lungo e persistente 90
Villa Poggio Salvi al naso è arioso e floreale, con lavanda e fiori di campo, bocca dal bel ritmo e piacevolezza, finale fruttato e snello 86
Villa Poggio Salvi Pomona ha naso scuro e mentolato, spiritato e tostato in bocca con tannino troppo gallico 84
Vini Italiani da Sogno Carillon appare balsamico ed empireumatico, lavanda e acqua di colonia, rose, bocca austera e matura ma abbastanza elegante 85
Vini Italiani da Sogno La Togata dei Togati è molto aperto solare e floreale, bocca incalzante e ricca con tannino fitto 88
Agostina Pieri frutto molto ben definito, amarene e visciole, durone di frutta, senape e ribes, bocca di gusto e soddisfazione con molta polpa ed equilibrio da raggiungere 89-91
Agricola Centolani Tenute Friggiali è elegante e snello il naso, ficcante e deciso il tannino, piacevole e lungo il finale di rimandi al caramello, alla menta, al sandalo 92
Agricola Centolani Pietranera con naso un poco smorto ma classico e fine, bocca decisa e succosa, finale discreto e sapido 83
Agricola Centolani Tenute Friggiali Poggio Tondo ha un classico, fine e distinto floreale, bocca con frutta resine, tabacco e nota di sottobosco, bel finale sapido 90
Albatreti è gessoso e minerale, bocca molto sapida croccante e filante, tanti aromi nel retrobocca e un sorso freschissimo che rilancia su note balsamiche; bel tannino 93
Argiano è fresco e fruttato, con ribes rosso e lamponi freschi, bocca vivace e mentolata, bel finale con frutto sfaccettato 89
Armilla speziato ed etereo, bocca affascinante e minuta con un finale lungo e prezioso, bel tannino e saporosità mentolata 91
Baccinetti ha visciole e caramello, fiori rossi e rosa, bocca matura 82
Banfi presenta mora e succo di fragola, bel fruttato giovane e delicato, nota citrina e agrumata squillante, tocco di legno appena e spezia, calore e corpo ben calibrati, vino succoso senza essere muscolare: un classico figlio dell’annata 89
Banfi Poggio alle Mura 2010 tostato e nocciola, pepe e mirtillo, sottobosco e balsamico, bocca dal tannino levigato e con scatto bizzoso, dissetante e classico con pepe e arancio rosso nel finale 92
Banfi Brunello Di Montalcino Poggio alle Mura 2010 Riserva* fine e distinto vestito di scuro ma anche fresco, prugna e viola, pepe nero e frutta arancia rossa, sandalo e cardamomo, bocca netta ed elegante che finisce in punta di piedi  ma con una persistenza bellissima 94+
Banfi Poggio all’Oro Riserva 2010 pepe nero e cannella, balsamico molto netto, amarena e cassis, incenso e rafano, bocca decisa e inchiostrata tipica di questa etichetta, tannino in definizione e strutturazione; difficile da valutare ma nel tempo diverrà un grande vino per classe ed eleganza 90+
Barbi classico ma stiloso con la marcia in più dell’annata che si sente eccome, bocca centrata e dinamica, austera quanto basta, melograno e ribes, succo e menta 90
Barbi Vigna del Fiore ha spinta fruttata e candita, cardamomo, bocca arcigna, decisa, mascolina e lunghissima, tannino che spinge un vino che sussurra ma che colpisce ad ogni sorso in cui dolcezza e densità non caricano mai la beva 94

Bartoli Giusti Tenuta Comunali balsamico, lavanda e patchouli, ribes nero, bocca compiuta netta e piacevolmente dolce, finale con traccia di alcol ma in equilibrio 88
Bellaria bocca netta e decisa ma con una certa delicatezza nel tannino, finale balsamico 88
Bellaria Assunto frutto nero con refoli balsamici, sandalo e pepe nero, bocca piena ficcante e con energia e forza, finale arioso e piccante 92
Belpoggio molto cupo e scuro anche al sorso, tanto ritmo ma anche un poco di ruffianeria di troppo 84
Biondi Santi uno dei momenti più alti dei miei assaggi di tutti i tempi, un vino in cui candore, storia, potenza e classe si fondono in maniera mirabile: melograno, menta, pepe, zenzero piccante, coriandolo, cumino, lamponi freschi, sassosità marina e ferruginosa, olive nere, tabacco e note appena accenate di spezie sottolineano un esempio di terroir illuminato dalla grazia, un sorso che ti schiaffeggia e poi ti accarezza, una lama di gusto e sapore che non finisce mai e allarga il cuore, un vino che strappa le lacrime pensando alla compiutezza di un grand cru mirabile e immortale 99
Bonacchi scarno e dimesso e solo di lontano ha l’intensità di un Brunello, anche in bocca 82
Bonacchi Molino della Suga naso invitante sereno e molto floreale ma bocca non pulitissima e arcigna 85
Bottega surmaturo e molto caldo anche al naso, bocca con una certa eleganza ma si perde un poco se non per un tannino ben fatto 84
Brunelli distinto e fine il naso, mentolato e fruttato rosso e di prugna, bocca discreta e persistente, bel grip e finale 88
Camigliano maturo il frutto e solare il panorama con anice cardamomo e pesca, bocca dolce e lunga, bella carezza e tannino 90
Campogiovanni ha ribes nero e lavanda, oliva, rabarbaro, cardamomo nel finale, dissetante, tannino rabbioso e ben estratto che ha molta strada davanti per trovare l’equilibrio 89-91
Canalicchio di Sopra ribes rosso, lavanda e viola, frutta sotto spirito, bocca piacevole e croccante, lunghissimo il finale e la nota balsamica 94
Canneta con naso fine e fruttato con menta e lamponi, bocca un poco semplice e amarognola 82
Cantina di Montalcino naso semplice ma dolce e accattivante, bocca delicata profumatissima con tannini risolti e pronti alla beva 87
Cantina di Montalcino Da Vinci naso fine ma non pulitissimo, bocca intensa e carnosa, vino ancora in divenire, forse 86-88
Capanna naso austero come da tradizione, bocca di lamponi in confettura e ribes nero, profondo e speziato, ricchissimo e mentolato, buono e incalzante, una vera orchestra di aromi  e rimandi 94
Capanne Ricci è discreto e floreale, sapido e mentolato, bocca saporita di buona profondità austera e carnosa allo stesso tempo 86
Caparzo ha menta e sole, rosa thea e bergamotto, bocca snella ed elegante, classica fine ma con tannino centrato 85
Caparzo La Casa naso spiritato di susine in confettura, pepe, e alchechengi; bocca scolpita nella pietra, succosa e dinamica, decisa e lunga con rimandi continui a lampone, arancio rosso, pesca, pepe 95
Caprili presenta naso di orzo crusca e frutta rossa, dinamico in bocca con una esplosione di frutta nitida e scolpita nella pietra, con un tappeto sapido e tannino terremotante e succulento, insieme a Capanna, un rapporto qualità prezzo incredibile 96
Casanuova delle Cerbaie ha naso carino e fruttato di susina e mela rossa, pepe e tabacco, bocca sapida e dal tannino ben dosato, finale balsamico e lungo 90
Casa Raia naso molto maturo, vaniglia, denso e solare, floreale e fruttato, in bocca è discretamente complesso con finale veloce 83
Le Ragnaie liquirizia, sandalo e ribes rosso, bocca dritta, sapida, fitta di rimandi balsamici, talco e senape, tannino divertente e classicheggiante 91
Le Ragnaie Fornace è arioso, speziato e vanigliato, pepe nero, salvia e oliva, bocca che incalza e spinge, soddisfa e appaga, lunghissimo nel palato e nel suo incedere cupo e ombroso ma sempre fresco. 98
Le Ragnaie Vecchie Vigne balsamico e sottile, elegante e signorile, distinto e dolce, in bocca ha spinta e grazia sottili e un finale profondo, umorale e sassoso che sa di humus, olive, sottobosco, tabacco e patchouli, tannino fine e signorile che graffia solo quando serve. 94
Mastrojanni lampone e succo di melograno, sole e menta, bocca precisa e ritmata, scandita, classica divertente e gastronomica 92
Mastrojanni Vigna Loreto solita esplosione di frutta e spezie, tabacco biondo, liquirizia e carrube, sottobosco e cardamomo di Russia, bocca e sorso che spingono tanto e divertono con una passione rara 94
Salvioni incenso e acqua di fiori, rose e sacrestia, è in bocca che dà i veri brividi di piacere: sottile e carnoso, un vino sexy come pochi con una persistenza che vi accompagna per minuti interi e un carattere classicamente elegante che non si dimentica 97
San Lorenzo con olive, liquirizia e mirtillo, resina e pepe nero, bocca sapida austera ma con una dolcezza sottesa ad ogni sorso che incanta, si agita e si dimena in bocca con grande saporosità e classe 94
San Polino ha naso che appare stanco e cimiteriale ma è solo un momento, bocca freschissima e mentolata, personale e curiosa con una persistenza di carrube, prugne e pepe verde nel finale 88
San Polino Helychrisium ha senape e olive verdi, capperi e more in confettura, tannino fittissimo e saporito che si prolunga per secondi lunghi nel palato, beva divertente e ricca con una prospettiva grandiosa da vino longevo e di classe, un vino forse prigioniero del suo stile in un’annata come questa 92
San Polo energico solare e rosso al naso con tocchi di legno e resine, bocca pulsante vitale e in assestamento, bel finale luminoso e solare, finalmente una grande prova 90
Tiezzi Vigna Soccorso è calcareo, roccioso ed elegante, balsamico radioso e con un frutto rosso scolpito e succulento, bocca saporita, snella ma con tannino sempre vigile che si attarda nel palato per minuti dispensando note aromatiche cangianti fruttate rosse e sassose 95
Casisano Colombaio ha menta e ribes ma frutto molto cotto e maturo, bocca asprigna 83
Castello di Velona balsamico e floreale dolce e cangiante, bocca fine e sottile molto dissetante e sapida, finale delicato e fine 88
Castello di Romitorio è dimesso  e scabro all’inizio poi si apre con  note scure di sottobosco ma con levità diversa dal solito, bocca dal tannino piacevolmente stuzzicante e sfaccettato, bello il finale aromatico e di lavanda 90
Castello di Romitorio Filo di Seta dolcissimo e cangiante di lamponi in confettura, vaniglia e pepe, bergamotto e patchouli, fava tonka e susina, bocca in effetti setosa e pulsante che si allarga in tutto il palato e pulsa di frutta fresca e peperoncino 93
Castello Tricerchi ha sali da bagno e ginepro, mora di rovo e mela rossa, bocca piacevole, semplice ma diretta e ben fruttata 87
Casanova di Neri
è fruttato intenso e succoso, ricco sapido e deciso, bocca gioiosa e golosissima, tannino sferzante e gastronomico, vino che ha bisogno di più bottiglia rispetto al 2009 per assestarsi, ma sarà bellissimo 90-92
Casanova di Neri Tenuta Nuova ha grande frutto e sapidità, stile più classico e misurato del solito, nessuna dolcezza e tanto melograno, menta e sapore larghissimi, eleganza al sorso e tannino serrato, balsamico e pepolino nel finale, potenza e controllo, grande misura ed esuberanza assieme, un vino travolgente, gustosissimo mentolato e con frutto purissimo 97
Castiglion del Bosco
naso di sottobosco e macchia mediterranea, bocca molto vitale sfaccettata e con un bel tannino dissetante composto e scattante 90
Castiglion del Bosco Campo del Drago ha ginepro, salvia e menta, bocca esplosiva divertente e con tanti strati di profumi tutti molto femminili e delicati ma è forte e saldo nella trama tannica 89
Cava d’Onice è austero, sassoso e floreale, bocca di lamponi e menta piperita, bel sorso e mineralità 87-89
Cerbaia frutta rossa e nera con floreale cimiteriale, carrube e sandalo, bocca con frutto discreto e note di oliva acciughe e salvia molto originali 86
Citille di Sopra austero ed elegante, cannella e zenzero, bocca fine distinta e suadente con bella forza di tannino 90
Citille di Sopra Poggio Ronconi ha rosa bergamotto e china, lamponi in confettura e prugna, bocca scura e dura con suo fascino e futuro da scrivere 87-89
Col di Lamo sassoso e di sottobosco, mora di gelso e resine, piccantezze e frutto anche al sorso, con un bel tannino al corredo 88
Poggio il Castellare ha frutto scuro ma ben definito, bocca fruttata dolce e persistente, tannino agile 86
Col d’Orcia sassoso e floreale di campo, rosa e iris, lamponi sotto spirito, bocca piccante e sapida con bel tannino, non molto complesso ma è fitto di rimandi solari e che allargano il petto 87
Collelceto è caseico e fruttato molto scuro, bocca un po’ faticosa 83
Collemattoni tostato e con frutto un poco cotto, visciole e note eteree, bocca sapida e saporita, finale un poco arcigno 83
Cordella ha naso complesso e ambizioso, ribes nero e prugne, spezie e tostatura che si prolungano al palato ma tannino discreto con acidità un poco scissa 86
Corte dei Venti salsedine e menta, acciuga e floreale, bocca un poco semplice con tannino però ben colto e soave 86
Cupano è dolce soave e carnoso, ricchissimo e fitto di rimandi balsamici e mediterranei, bocca pulsante nervosa ma anche dolce, bello e fitto di rilanci sapidi e fruttati, meno elegante di altri anni ma può essere una fase 87-89
Donatella Cinelli Colombini rigoroso e altezzoso, lavanda e prugna, sapidità animalesca con lamponi freschi, bocca piacevolissima e ritmata 90
Donatella Cinelli Colombini Prime Donne è sassoso e gentile, con resine e pepe, bocca suadente ricercata e con tannino fitto e divertente, sorso maschile e di soddisfazione 93
Fanti lieve caseico poi fragola e ribes rosso, legno e sandalo, bocca leziosa ma non priva di forza 86
Fanti Vallocchio naso molto distinto e signorile, lamponi e ribes nero, lavanda e olive nere, bocca sapida scura ma ben ritmata con finale in crescendo di gusto 88
Fattoi naso un poco cotto e tanto speziato, pepe e pece, bocca con tannino con troppo legno aggiunto, sorso strozzato 83
Ferrero ha frutto croccante e molto maturo, resine e pepe rosa, menta e salsedine, bocca contrastata e piccante, non lunghissima 84
Fornacella con frutto un poco spento, bocca elegante e distinta, sapido e minerale ma un po’ troppo sferzante il sorso 86
Lambardi integro salino frutto composto e sfaccettato, floreale continuo e succo di melograno che incanta il palato, balsamico e lunghissimo con tanto futuro davanti 93
Fornacina elegante e signorile il naso con viola e ribes rosso, bocca in punta di piedi e croccante, bella persistenza 87
Fossacolle lavanda e ginestra al sole, bocca con gesso lamponi e finale saporito e mentolato, vitale ed energico in prospettiva 86-88
Fuligni gessoso e vitale, arioso di rosa e lavanda, menta tabacco e senape, in bocca spicca un tannino piacevolissimo e incalzante con chiusura mentolata e fresca, tannino in abbondanza, rigido e croccante con poche concessioni alla morbidezza ma non deluderà i suoi fan 92
Gianni Brunelli Le Chiuse di Sotto tanto sole materia e luce, vino allegro vivace ma anche elegante e austero, dal finale in cui si affacciano strass e profumi di una bella signora vecchio stile, sublime e persistente 95
Pietroso pulito netto sapido deciso e sassoso, bocca di melograno e lamponi, alloro, mora di gelso e spirito, tannino che taglia e alcol che cuce, sorso classico e piacevolissimo 92
Il Grappolo Fortius naso fine ed elegante, classico di frutta sotto spirito e incenso, bocca un poco tirata e tannica ma bel sorso, soprattutto considerando il prezzo a cui esce… 85
Tiezzi Poggio Cerrino crudo freddo e dritto, bel carattere ombroso e bocca spigolosa quanto serve per sorreggere il bell’estratto, dissetante e cangiante, bello 90

Il Marroneto rosmarino e erba cipollina, aneto e lavanda, arancio e ribes rosso, bocca decisa e incalzante, fruttata e sapida in assestamento, da aspettare 90
Il Marroneto Madonna delle Grazie senape, olive, ribes nero croccante, mora di gelso, menta e cardamomo, bocca cangiante saporita e in salita costante, un vino fatto di strati di cui si arriva a leccarne per ora solo la superficie ma quello che appare sotto è meraviglioso 98
Il Paradiso di Manfredi volatile molto intensa e solo per appassionati del genere, bocca sapida arancio rosso e fragole in confettura e bel tannino ma che non pulisce del tutto il palato delle note poco pulite 86
Uccelliera arancio rosso, menta, liquirizia e lamponi, freschezza e rilanci continui, frutto bizzoso e saporito, persistenza infinita e tirata, una meraviglia in stato di grazia, imperibile per gli amanti delle sensazioni forti 97
Il Poggiolo senape, menta e resina, bocca contratta e nervoso ma bel nerbo 84
Il Poggione resina menta e talco, lamponi e ribes rosso, bocca decisa mentolata e di carattere, gran finale e tannino fitto e puro 91
La Fiorita pepe e gomma, lacca e ribes nero, tannino che sferza il sorso non sempre in maniera gentile 86
La Fornace dolcezza sussurrata di visciole e canditi, miele di castagno e succo di ribes, bocca piacevolmente croccante, lungo e sapido 92
La Fortuna acqua di rose e menta, talco e zenzero, bocca fresca e saporita,  finale lungo e fruttato rosso pieno e caldo ma non esce mai dai binari dell’eleganza 91
La Gerla olive e sandalo, fragola in confettura e liquirizia, pepe e senape, finale discreto e freschissimo 88
La Lecciaia resine polpa rossa e nera, prugna e mora, bocca molto matura e contrastata non risoltissima 84
La Lecciaia Manapetra è croccante e molto balsamico, frutto elegante, bocca intensa e succosa con un bel finale 90

Lisini naso raffinatissimo, note di profumeria provenzale, lavanda e ciliegie, sorso ritmico anche con imprecisioni, crema di liquirizia, finale di timo 92
Maté naso un po’ vegetale con un fondo di charms, sorso abbastanza monocorde 78
Mocali ha naso di confettura di lampone con fondo animale, sorso impreciso che tende a slabbrare 78

Le Macioche naso da fruttolo, roselline eleganti e fini, quasi biscotto di malto, sorso pepato e di melograno, arancio rosso e vivido, energetico e dal tannino setoso 94
Le Chiuse elegante, snello, minerale, lampone candito, alloro pepe e rosmarino, finale elegante, dritto e sapido , tra i migliori per compostezza ed eleganza 94
La Magia floreale di campo, resine e talco, bocca molto rossa, malica e di mela rossa, tannino però che anima ed equilibra il sorso 88
La Magia Il Ciliegio susine e amarene, ribes nero e rabarbaro, bocca sapida e selvatica, molto intensa anche se un poco piacione mantiene la barra dritta 90
Poggio di Sotto naso di salamoia, confettura di susine e orchidea selvaggia, qualche nota scomposta, in bocca ha nerbo slancio e una potenza asfaltante che potrà tramutarsi in tanta roba anche se la finezza degli anni migliori pare lontana 93
Pian delle Vigne fine e snello, sapido e mentolato al palato, buona estrazione dei tannini e capacità di dissetare, cala solo un poco a centro bocca 87

Le Potazzine ricco solare e di fragola e rabarbaro, bocca golosa, netta sapida e minerale con finale di yoghurt alla pesca con mandorle e canditi, fresco sapido e tagliente 95
La Mannella è fresco diretto e polputo, bocca stretta e tagliente in senso positivo 87
La Mannella i Poggiarelli solare e carnoso, bel frutto nero e ribes, tannino ricco e ficcante, bel sorso 92
La Palazzetta aromi eterei e maturi, bocca un po’ contratta e vinosa, lieve con tannino rude 83
La Poderina ha grandi profumi, ebanisteria e spezie orientaleggianti, pepe nero e bergamotto nel palato, tannino fitto e piacevole 88
La Rasina bosso pesca e agrumi scuri, bocca dissetante, distinta, piacevolmente fresca ma con tannino saldo e che cattura l’attenzione 90
La Velona sassi al sole e floreale, bocca balsamica e soave, bel passo e mineralità 89
Lazzeretti acciuga e salagione, olive e ribes nero, bocca un po’ chiusa e asciutta 83
Loacker Corte Pavone netto fruttato scuro e mentolato, bocca precisa puntuale, lezioso e delicato, bocca piacevole e lieve 90
Madonna Nera ha sempre lo stile cupo e intenso ma stavolta ha freschezza diversa, bocca precisa e ricca anche se il legno condiziona ancora il palato, in crescita decisa comunque 88
Mocali Selezione Vigna delle Raunate naso molto ricco e complesso, floreale e carnoso, non pulitissimo ma sorso piacevole e distinto 89
Musico spiritato e balsamico con poco frutto, bocca leggera e con poca struttura 82
Franco Pacenti Canalicchio di Sotto ha naso con smalti e frutta sotto spirito, bocca succosa e precisa, bella dinamica e struttura, acidità e alcol un po’ poco integrati ma piacevole 88
Padelletti lezioso e dolce, aspro e croccante, bocca legnosa e asciugante 84
Palazzo aromi notevoli intensi balsamici e di frutta fresca, piacevole e invitante anche in bocca dove tannino e frutto giocano e divertono 91
Pian delle Querci con naso intrigante e roccioso, prugna e lamponi, amarene e tabacco al palato, bella beva con tannino vigile 90
Pinino naso spiritato di frutta e sottobosco, menta e susine fresche al palato, discreta struttura 86
Piombaia naso un po’ etereo con note di fragole sotto spirito e menta, bocca un po’ incalzante nel tannino ma con un frutto molto bello, bisognoso di bottiglia più di altri 86-88
Podere Brizio Roberto Bellini frutta sotto spirito sul rosso e balsamico, bocca un po’ stretta e con poco sviluppo 84
Podere Canapaccia miele di castagno e mallo di noce, lavanda e rosa, bocca semplice e croccante un poco evanescente 83
Podere Le Ripi Lupi e Sirene Riserva 2009 intenso e cangiante, strati di menta frutta e spezie, bocca viva e pulsante con tannino morbido e filante 90
Poggio Antico naso di liquirizia e bergamotto, ritorni fruttati di sottobosco e menta, finale piacevole 87
Poggio Antico Altero sole e sassi, molto tirato e minerale, bocca succosa e croccante, bel finale di mirtillo e prugna in evoluzione 88-90
Querce Bettina esile e mentolato, bocca tirata e con tannino esuberante ma buona freschezza generale 86
Quercecchio ha naso tirato e agrumato, bocca di spessore e carattere molto fresca e sassosa, bel ritmo e tannino in assestamento 90
Renieri menta e balsamico, sandalo e bergamotto, bocca precisa soave densa e ritmata tra calore e mineralità 92
Ruffino Greppone Mazzi frutto maturo e ben colto, visciole e ciliegie mature, bocca mentolata e composita, tannino con bel ritmo e sapidità, finale dissetante e piacevolissimo 89
S.Lucia sacrestia e ribes nero, mallo di noce e rafano, bocca croccante e decisa, tannino fitto e di discreta fattura 88
San Giacomo naso elegante austero e nobile, bocca fitta e croccante, sapidissima  e ravvivata da sensazioni balsamiche molto piacevoli, finale molto lungo 92
Sancarlo piacevole e croccante, sapido e mentolato, griglia e senape, bocca scura e con tannino che chiude un poco il sorso 87
Santa Giulia lamponi e fragole fresche, salsedine e iodio, alloro e pepe, carino ma un po’ tirato al palato, forse ha solo bisogno di altro tempo 87-89
Sassodisole naso incantevole e balsamico, peonia e iris, bocca sbarazzina e piccante con  discreta struttura 88
Scopetone ha naso polveroso ma con frutto maturo, bocca con tannino ben colto ma con corpo che latita un poco 84
Scopone calore e frutto molto maturo, liquirizia e tabacco, bocca un poco ferma 83
Sesta di Sopra fragole e aromi di sottobosco,  bocca piacevole e delicata, bella profondità e mentolato 90
Sesti succo di mela rossa e canditi, miele e floreale bocca piena precisa incalzante e travolgente per solarità e balsamico 95
Solaria Patrizia Cencioni ricco maturo e denso, bocca piena decisa e croccante anche se alcol spinge tanto 88
Talenti preciso netto e fruttato rosso molto presente, bocca un po’ dura e ficcante ma  ha personalità, in futuro da seguire 88-90
Tassi Franci Tassi delicato e mentolato, piacevole succoso e fitto di frutta e balsamico, finale lungo e arioso, bel ritmo e goduria 91
Tassi Franci Franci fine e mentolato, bocca sapida e diretta, piacevolmente salino e accattivante, bocca con un filo di calore ma bellissima 92
Tenuta Buon Tempo naso un poco maturo e netto ma bocca con tannino ben colto e piacevole persistenza 86
Tenuta Buon Tempo Selezione Alta  classe e finezza maggiori che nel fratello minore, soprattutto beva più distinta sapida e lunga 89
Tenuta Crocedimezzo resina lamponi e sale, bocca contratta e nervosa ma ben contrastata 84
Tenuta di Sesta lamponi e ribes rosso, bocca un poco allungata e ribes rosso, bocca piacevole ma semplice 83
Tenuta La Fuga sontuoso dolce e scuro, estrazione e maturità, bocca un poco appesantita da estratto ma la freschezza c’è, tannino bello anche se non scommetterei su longevità 90
Tenuta Poggio Rubino senape, menta e ribes rosso, molto goloso e diretto, bocca molto simile e godereccia, ritmata e con tannino espressivo e minerale 90
Tenuta San Giorgio elegante e austero, molto legno e spezia ma che non disturbano più di tanto il frutto, bocca sapida tostata ma in cui il frutto persiste e rilancia di continuo fino al finale balsamico 92

Tenute Silvio Nardi naso florealissimo ed elegante, roselline di cespuglio, fiori di tiglio, ibisco, sorso fresco che equilibra un tannino presente e teso, finale di karkadè freddo 93

Tenute Silvio Nardi Poggio Doria naso dal vegetale raffinato, bergamotto e vetiver, ciliegia sullo sfondo, sorso di melograno tannino delicato e allungo in freschezza pur con pienezza 96
Tenute Silvio Nardi Vigna Manachiara naso floreale di iris con nota iodata, sorso quasi sassoso, sapido e fresco, tannino disteso e grande allungo su agrume, vino da maratona ma già adesso ottimo 94-96
Tenuta Vitanza Tradizione miele e rafano, frutta sotto spirito, bocca compressa e sferzante 84
Tenuta Vitanza Andretta frutto molto spento e tostato, bocca dal tannino un poco fisso e non molto slanciato 83
Tenuta Piccini Villa Al Cortile è etereo e soffuso, bocca esile con forza tannica un poco diluita 80
Terre Nere piacevole  e distinto il naso, floreale di lavanda e viola e frutti di bosco, bocca un poco stanca e diluita 83
Tornesi tostature e resine con pepe nero e alloro al palato, bocca più sferzante e croccante ma non ha molto slancio 84
Val di Suga naso classico e distinto, frutta sotto spirito e lavanda, bocca piacevole e ritmata con bella sapidità e solarità di frutto con tannino da arrotarsi ancora un poco 88
Vasco Sassetti visciola e ribes, bocca sapida e fruttata ma tannino che lavora un po’ troppo sul ruvido 82
Ventolaio un miracolo dell’annata tra altitudine ed esposizione, fresco diretto sapido e salino già al naso in bocca si rivela classico e leggiadro con un tannino agrumato originale e signorile 91
Verbena balsamico e scuro con tostature ben presenti al naso, bocca di mirtillo prugna e pepe verde, dissetante e gustoso il finale 88
Costanti diritto e inflessibile, bocca seria e rigorosa con tanta materia e polpa, pepe e spinta, arancio rosso e pesca, tannino forte e saporito, stile unico e passionale 95
Piancornello ruffiano dolce e sassoso, confetto e pepe, bocca che continua e spinge su tannini e lamponi, un po’ calcata la mano sull’estratto 88
Fonterenza plastilina e medicinale che evolve dopo poco in frutta sotto spirito, tannino polveroso e graffiante, tanta materia che fila poco 84
San Filippo Le Lucere lavanda menta e senape, pepe nero e salvia, ginepro, il tannino c’è ma anche tanta dolcezza che appesantisce il sorso 88
Siro Pacenti Vecchie Vigne mandorla pepe e acciuga, tannino fiero, polpa e menta e al palato, portamento elegante tanta estrazione e potenza ma anche mano salda e rigore, non solo per i fan del produttore, una maestria rara nel dosare il legno  95
Siro Pacenti Pelagrilli solare e allegro, pepe rosso, melograno e tocchi di ebanisteria, bocca molto incalzante e calda, in via di definizione ancora 88-90
Valdicava balsamico e mentolato, susina e liquirizia, pepe salvia e acciuga, bocca con spinta ed energia, lungo e croccante 91
Stella di Campalto 2010 (dovrebbe uscire come riserva) naso spettacolare e radioso, menta croccante, palato che si allarga seduce e colpisce in fondo al cuore 96-98
Altesino lezioso e floreale, fragola e menta, tabacco e ribes nero, bocca con tannino pronto deciso e vitale 92
Altesino Montosoli tanto dolcezza al naso, fiore lavanda e rosa, in bocca marmellata di rosa canina, bacche di goji, resine e cacao, tannino filante e lunghissimo, equilibrato e godereccio 96

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

43 Commenti

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Giovanni

circa 2 anni fa - Link

é sempre fantastico vedere come sappia dare i numeri (intesi come punteggi) il Gori... imbattibile, roba che Parker e Suckling al confronto sono dei dilettanti allo sbaraglio :)

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Tino Bolla

circa 2 anni fa - Link

Sarebbe divertente alla cieca vedere se il 99 se lo becca davvero Biondi Santi.

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antonio

circa 2 anni fa - Link

Eh si, non ne ho assaggiati 140 come Gori, ma penso che qualcuno degli over 90 alla cieca sarebbe molto sotto! Ovviamente la degustazione ha una componente discrezionale enorme, ma certe note anomale o poco nette magari senza l'etichetta davanti sarebbero state penalizzate di certo.

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Andrea Gori

circa 2 anni fa - Link

tanti altri forse no ma Biondi Santi nel mucchio forse (riposato e alla 10 del mattino) riuscirei a beccarlo, ha davvero un carattere distintivo e aristocratico che lo distingue...

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Francesco B

circa 2 anni fa - Link

Per me (e non solo) a questo giro mi sembra che i voti siano un pelino (parecchio) esagerati... che nel puntare lontano abbia alzato un pò troppo la mira?

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lidolucca

circa 2 anni fa - Link

Biondi Santi e Marroneto concordo in pieno, vini unici. Ciao Lido

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Montosoli

circa 2 anni fa - Link

A parte I risultati di Gori che rispetto e ringrazio.....qui 2 sono le cose.....voti bassi....giu a lamentarsi perche cosi bassi....voti alti ...giu a trovare o fare ripercussioni perche cosi alti........ma se alcuni Brunello sono al meglio di sempre...cosa bisogna aspettare per dare un 99/100 ???.....che il produttore muore....come la fine che fanno I pittori ??

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biotipo

circa 2 anni fa - Link

d'accordissimo su molti giudizi, in particolare sesti, potazzine, poggio di sotto, fortuna, gianni brunelli, loreto di mastrojanni, fornace delle ragnaie e vigna del fiore di barbi. mi convincono meno altre note, in particolare matè e fattoi, per me eccellenti e di ottima beva...

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Andrea Gori

circa 2 anni fa - Link

Su Fattoi vedo molti altri che lo indicano come uno dei migliori. Ci sta che me lo sia perso! vedrò di riassaggiarlo domenica a Lido di Camaiore e semmai di cambiare il punteggio. Tenete conto che quando si assaggiano così tanti Brunello insieme quelli più eleganti soft tendono a nascondersi un poco..

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Stefano Cinelli Colombini

circa 2 anni fa - Link

Sono allergico ai punteggi ma, dopo averlo letto, se proprio devo tra i tanti prendo per buono il tuo. Passando alle cose serie, a quando un bell'articolo su quanto c'è di nuovo a Montalcino? Tutti hanno visto un fiorire di vini interessanti anche da aziende inaspettate, ma pochi si sono accorti che dietro c'è l'arrivo sul ponte di comando di un'intera nuova generazione che si sta dimostrando molto, molto valida. E non si tratta di uno o due fenomeni, è tutto un gruppo di ragazzi affiatati.

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Emanuele

circa 2 anni fa - Link

E' una tra le idee più stimolanti. Si farà.

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Andrea Gori

circa 2 anni fa - Link

Ti ringrazio Stefano sia dell'apprezzamento sul lavoro ma soprattutto per lo spunto dei ragazzi nuovi ilcinesi. Dopo Barolo Boys è forse tempo della Montalcino Gang...un ottimo spunto per un futuro pezzo, sai se è possibile avere una età media dei produttori in zona?

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Stefano Cinelli Colombini

circa 2 anni fa - Link

Un'età media dei trecento produttori non saprei, anche perché non è che tutti siano giovani e forti. Però un elenco dei nostri ragazzi si può fare. Anagrafica compresa.

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arnaldo

circa 2 anni fa - Link

Tutti sti over 90, ma anche tanti 95, mi sembrano un po' tanto azzardati.....occhio Gori che ti aspettano al varco......di notte.......

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Francesco B

circa 2 anni fa - Link

Bah, punteggi del genere, ad un anteprima e per di più del Brunello per me non hanno senso. Fate vobis...

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rampavia

circa 2 anni fa - Link

E' un mestiere difficile quello del degustatore. Personalmente al terzo/quarto assaggio non sono più in grado di giudicare. Ammiro quindi quelli che come Andrea Gori riescono (ci provano almeno) ad attribuire punteggi precisi. Ovviamente tutto è opinabile ma se si ha "confiance" nel degustatore i punteggi medesimi aiutano nella scelta. Della miriade di Brunello assaggiati da Gori conosco solo lo splendido (riserva?) di Stella di Campalto e qui il mio (insignificante) giudizio è un copia/incolla di quello di Andrea. Vedrò di assaggiarne altri ringraziando in anticipo Gori per le indicazioni.

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Sottonoce

circa 2 anni fa - Link

Bei tempi quando il sangiovese toscano in purezza profumava sempre e solo di alloro, la vera nota tipica distintiva di questo grande vitigno... Adesso, invece, non bastano sacrestie, cimiteri, casse di acciughe e flaconi di vetiver vari per descriverlo... Profumi, balocchi e maritozzi, tricchetracche, bombe a mano, bum, botti, saette... Che meraviglia!!!

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emanuele

circa 2 anni fa - Link

Mi scusi, ma sarebbe proprio così rassicurante ridurre la tipicità a un sentore? Io non ho la conoscenza, né tantomeno l'ambizione, per individuare IL sentore tipico del sangiovese toscano. Ma anche solo a Montalcino se ne potrebbero declinare diversi a seconda delle zone (e delle mani), senza nemmeno far volare il naso da Montosoli a Sant'Angelo Scalo. Un esempio banale: Baricci e Le Chiuse distano l'uno dall'altro un tiro di schioppo e hanno due profili ben distinti per articolazione degli aromi. Quanto poi alla singolarità di certi descrittori, io cerco di adottare la modestia anche quando la prima reazione sarebbe un accesso d'ilarità: tra le due ipotesi, quella di bravura e ricercatezza opposta a quella di sfoggio e affettazione, mi riservo una scelta solo dopo aver verificato. Per discutibile che suoni di primo acchito, parafrasando Andrea Gori, ci può così anche stare che un sentore giovanile che associ un lieve tratto caseoso non invadente a uno fruttato delicato e associabile a dolcezze sia definito di "fruttolo". Rasoio di Occam. Meglio una parola, se serve a spiegare e a capirci, di una lunga parafrasi. Proprio come "alloro". O no?

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Temistocle

circa 2 anni fa - Link

salve, ho inserito il millesimo commento rosicone e ho vinto una moderazione totale. con i complimenti dello staff addetto alla mod.

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Andrea Gori

circa 2 anni fa - Link

Giusto una nota sui punteggi: se anteprima dev'essere allora lo sia fino in fondo! I degustatori sono chiamati a Montalcino (e anche i buyer e i ristoratori) per assaggiare i Brunello oggi e adesso e decidere in base agli assaggi se comprare o meno l'annata e quali comprare e quali no. Ecco perchè la scala viene usata per le anteprime all'americana o alla bordolese: dire su quali vini scommettere per gli acquisti e per un sicuro miglioramento nel tempo. Nel 2009 tranne pochi casi non è che ci fosse molto da comprare, qui invece c'è l'imbarazzo della scelta e così i voti e giudizi : i migliori del 2009 arrivavano a stento ai 93-94 punti mentre nel 2010, annata non molto meglio della 2009 ma ENORMEMENTE meglio, va così in alto. Non stiamo parlando di assaggi ponderati misurati e raccolti in una cena o in confronto tra una decina di assaggi ma di stime e previsioni di qualità nel tempo con un tentativo di mettere a disposizione degli appassionati se non una lista della spesa quantomeno una mappa per orientarsi tra i migliori assaggi.

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Donatella Cinelli Colombini

circa 2 anni fa - Link

Grazie, sono proprio contenta che i miei Brunello ti siano piaciuti.

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Andrea Gori

circa 2 anni fa - Link

Prego Donatella! Ma la vera notizia è che sono piaciuti anche a Ziliani...;-)

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MG

circa 2 anni fa - Link

Per curiosita' Baricci c'era? suppongo di no non avendo visto note in nessun resoconto.

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emanuele

circa 2 anni fa - Link

Non c'era. Io sono stato al Colombaio e avevo già avuto la fortuna di degustare il 2010 a Porthos. Gli appunti verranno pubblicati a breve, all'interno di un pezzo più articolato. Insieme a quelli, anche il link agli appunti di degustazione porthosiani (per quello come per molti altri vini).

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MG

circa 2 anni fa - Link

Per curiosita' Baricci c'era? Non l'ho visto in nessun resoconto. Grazie.

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Andrea Gori

circa 2 anni fa - Link

BAricci purtroppo assente...anche all'Osticcio non c'era, uffa! Ma ne dicono molto bene...

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MG

circa 2 anni fa - Link

Grazie ad entrambi per l'info, aspettero' il tuo articolo Emanuele. E scusate per il doppio post, non so perche' non mi faceva vedere il primo.

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Nelle Nuvole/Raffaella Guidi Federzoni

circa 2 anni fa - Link

Ringrazio Andrea Gori per gli esaurienti ed esaustivi appunti di degustazione. Ringrazio anche tutti i suoi colleghi per essere stati presenti nei giorni scorsi, aver assaggiato, scritto, domandato ed assaggiato di nuovo. Al termine di una edizione del Benvenuto Brunello (a cui ormai andrebbe aggiunto il sottotitolo di Benscoperto Rosso, e grazie anche a Leonardo Romanelli per il post correlato) molto soddisfacente ed impegnativa, torniamo a casa con la sensazione di aver lavorato bene e di cominciare già a raccogliere i frutti del nostro impegno. Mi rimane da fare una considerazione che non ho nessuna intenzione di trasformare in polemica, ma che non posso trattenermi dallo scrivere. E' costumanza ormai da anni che al Benvenuto Brunello, evento per il quale i membri partecipanti del Consorzio sfornano considerevoli quattrini, si affianchi la possibilità di una degustazione parallela presso l'Enoteca Osticcio, dei vini dei produttori non consorziati (e per questo definiti ribelli, ma "ribelli" de che?) e dei produttori consorziati ma che hanno deciso di non essere presenti alla manifestazione ufficiale. Io stessa un paio di anni fa ci andai, dopo ore passate al lavoro dietro il banchetto. Poi non l'ho fatto più perché mi sarei sentita a disagio. Conosco molto bene i proprietari dell'Enoteca Osticcio, due persone estremamente competenti e professionali. Conosco e stimo la maggior parte dei produttori ivi presenti, amo i loro vini e rispetto le loro prese di posizione riguardo alla conduzione agricola e le lavorazioni in cantina. Questo non toglie che trovi irritante ed ingiusto il loro approfittare della presenza di tanta stampa specializzata ed operatori del settore (leggi "Clientoni") per fare assaggiare i vini senza alcun impegno economico. E' un comportamento che sfiora-sfora la correttezza di un sistema di competizione onesta. Ovviamente non mi aspetto cambiamenti, si tratta di un appuntamento troppo radicato nello svolgersi di questi giorni. Vorrei però che chi fra gli ospiti del Consorzio (cioè anche nostri) si è nel tempo lamentato per i favoritismi nei confronti di alcuni giornalisti stranieri che ricevono i campioni delle ultime annate in anticipo sugli altri, o che hanno tutto pagato compreso lo spazzolino da denti, o perché piove, o c'è il sole e la cena di gala è meglio non andarci anche se ho detto che ci andavo e magno meglio nella cantina del produttore XYZ, si fermi a riflettere un nanosecondo su quanto ho scritto sopra. Ci vediamo il prossimo anno.

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Tino Bolla

circa 2 anni fa - Link

Basterebbe smettere di pagare i giornalisti e anche questo si sistemerebbe. Ma ahime, sarebbe troppo bello per essere vero.

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Andrea Gori

circa 2 anni fa - Link

e di cosa dovrebbero vivere i giornalisti, scusi? oppure intende bustarelle o altro?

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Nelle Nuvole

circa 2 anni fa - Link

Ma infatti, che c'entra non pagare i giornalisti con quello che ho scritto sopra? Il budget promozionale del Consorzio prevede anche le spese di vitto-alloggio-viaggio per chi ci vuole venire a trovare e poi scrivere di noi e dei nostri vini. Questo va benissimo, perché dobbiamo pensare che i giornalisti, molti dei quali freelance anche se competenti, si debbano accollare le spese per venire fin qui? Non vengono mica corrotti da questo, e comunque non voglio polemizzare né su questo né sul "usufrutto" del BB da parte di produttori al di fuori della manifestazione: Ho fatto solo presente il caso e la mia irritazione. Trattasi di visione del tutto personale non per forza condivisibile.

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Montosoli

circa 2 anni fa - Link

Raffaella; Letto e riletto il commento......penso che di risposte e spiegazioni c'e ne siano tante....ma alla fine frequentanto il territorio Montalcinese da piu di 13 anni....dico solo che ognuno fa sempre quello che piu conviene. Viva il Brunello !!

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Tino Bolla

circa 2 anni fa - Link

Anche la mia é una visione personale e non per forza condivisibile, ci mancherebbe. Mi piacerebbe, nella mia candida visione di bambino, che un giornalista vivesse dei frutti del suo lavoro (ovvero dalla vendita del suo diciamo così "prodotto notizia" e dei proventi diretti e indiretti ad esso correlati) e che ogni spesa fosse appunto una spesa da mettere in conto. Allora sì che magari avremmo del sano giornalismo indipendente. Io le mie spese le metto in conto ai clienti, ma i clienti di un giornalista non sono quelli di cui scrive. O quantomeno non dovrebbero esserlo... Che poi ci siano n giornalisti che fanno il loro lavoro con professionalità e onestà intellettuale, ci mancherebbe altro, lo do per scontato.

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Andrea Gori

circa 2 anni fa - Link

il "prodotto notizia" vale 0,70 euro per 300 parole, quante parole dovrebbe scrivere un giornalista per camparci? http://www.lastampa.it/2015/02/23/economia/lavoro/cercansi-redattori-di-news-euro-per-parole-XCTB4ymKnopFLnRh6zJ8aK/pagina.html credo valga come risposta...

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Paolo

circa 2 anni fa - Link

Se l'annuncio venisse considerato un caso s-considerato e fuori mercato, forse al gentile Tino Bolla andrebbe mostrata la tabella ufficiale del recente contratto di categoria, firmato alla chetichella a causa dei contenuti economici non troppo dissimili da quelli mostrati. Diciamo che al confronto, il m@rchionne è un generoso mecenate che mantiene alcune migliaia di mangiapane a ufo.

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Tino Bolla

circa 2 anni fa - Link

Eh ma infatti, é un sistema da sradicare dalle fondamenta.

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Il chiaro

circa 2 anni fa - Link

Forse chi fa giornalismo dovrebbe capire se il giornalista è il lavoro giusto per se o se magari quello che scrive non è talmente di qualità da produrre richieta da parte di chi compra e quindi reddito sufficiente a sbarcare il lunario. Si chiama "mercato", ci si riempie la bocca di termini come concorrenza, professionalità, servizio.... e poi si vogliono i rimborsi spesa. Mah!?!

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ziliovino

circa 2 anni fa - Link

Per molte aziende abbiamo probabilmente assaggiato due vini differenti :-) Ma va beh, ad una manifestazione del genere ci sta... Altri punteggi sono pienamente condivisibili. Concordo che i "punteggioni" se non si danno ad un annata del genere quando si devono dare? Secondo i miei assaggi a Montalcino siamo davvero nell'annata da 5 STELLE piene, ancor più che con la 2010 nelle Langhe, dove invece qualche riserva me la tengo. Per i Rosso di Montalcino 2013 invece non concordo, diversi bei vini ci sono, ma lo stacco in negativo con i 2012 secondo me era ben evidente. Tante note verdi insistite e tannini ruvidi in tanti 2013...

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Hakluyt

circa 2 anni fa - Link

Fior da fiore: . tannino troppo gallico . empireumatico . frutto sfaccettato . scatto bizzoso . tannino terremotante . tannino divertente . un vino sexy come pochi . naso cimiteriale . floreale cimiteriale . profumi di una bella signora vecchio stile . naso un po’ vegetale con un fondo di charms . bocca con un filo di calore Resta poi da capire la differenza tra "cardamomo" e "cardamomo di Russia". Veramente ammirato...

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Andrea Gori

circa 2 anni fa - Link

ho chiesto la differenza tra Cardamomo e Cardamomo di Russia al signor Vranjes nel suo laboratorio a Firenze... http://www.cinefarm.it/a-cannes-la-nuova-fragranza-di-dr-vranjes-firenze/ per gli altri, sono frasi e parole che cercano di rendere al meglio le emozioni che il vino suscita, a volte ci si riesce, a volte meno ma ci si prova sempre!

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Hakluyt

circa 2 anni fa - Link

Non capisco: sei tu che hai percepito il cardamomo di Russia in un Brunello, mica il dr. Vranjes. Per quanto riguarda le emozioni, usando parole come "sacrestia" e "cimiteriale" ci sei riuscito benissimo. Per non parlare dei "profumi di una bella signora vecchio stile", che a me (sarà l'età) mi ha stuzzicato mica male. Beh dai, anche "empireumatico" (qualunque cosa ciò voglia dire) è abbastanza evocativo. Resta da capire come si possano sentire certe "cose" in un vino...

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Montosoli

circa 2 anni fa - Link

Bisogna avere un naso giovane, ben pulito ed allenato al fiuto....altrimenti e come dare un permaflex ad un indios...

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