Belli e possibili. I migliori Champagne sotto i 30 euro (quasi una guida – parte prima)

di Andrea Marchetti

Lo Champagne è un lusso? Dipende: se ti affidi ai consigli di Intravino piuttosto che a quelli della Gazzetta dello Sport la strada è tutta in discesa. Quando qualche settimana fa abbiamo letto la rosa con i consigli dell’amico Luca Gardini, una sola domanda è corsa per tutta la redazione: “Si può abbassare la soglia dei 50 euro per una boccia di Champagne?”. Yes, we can, ci siamo risposti ed abbiamo piazzato l’asticella sul nuovo limite di — udite udite — 35 euro, ma nella lista sono presenti ottime bottiglie anche a 25: incredibile! Sarà difficile per chiunque superarci, anche perchè sotto i 25 euro ci sono solo le bollicine del citrato Brioschi: fidatevi.

Naturalmente siamo andati ben oltre le 10 etichette di grandi maison che tutti già conoscono e vi abbiamo cercato lo Champagne del piccolo produttore, del vigneron, per consigliarvi etichette originali, di grande qualità e personalità al minimo prezzo possibile, insomma, un lavoraccio.

Tutte le etichette citate sono facilmente reperibili, magari non tutte nell’enoteca sotto casa, ma nel 2013 i canali, sia di informazione che di acquisto, sono per fortuna molteplici.

A livello macroscopico la Champagne si divide in 4 grandi regioni, ognuna con le proprie caratteristiche, ma in realtà ciò è vero solo in parte in quanto ciascuna comprende zone eterogenee. Inoltre esistono appezzamenti vitati piccoli ed isolati che rientrano nella denominazione, ma piuttosto delocalizzati rispetto al “cuore” delle quattro citate regioni.

Abbreviazioni utilizzate: Montagne di Reims (MdR), Vallée de la Marne (VdM), Côte des Blancs (CdB), Côte des Bar (CdBar), Pinot Noir (pn), Chardonnay (ch), Pinot Meunier (pm)

Nella Montagne di Reims (MdR) il vitigno principe è il pinot nero, che classicamente (ma ci sono ovviamente le eccezioni) concorre a dare potenza, struttura, calore, vinosità e fruttato rosso. Per il 70% i terreni sono a base gessosa calcarea e vanno ad aggiungere mineralità al fruttato strutturato del pn.

E incominciamo il tour “Champagne delle meraviglie al giusto prezzo” proprio con una eccezione:

Benoît Lahaye
Siamo a Bouzy, nel cuore delle MdR. E’ un piccolo vigneron, meno di 5 gli ettari vitati, in prevalenza pn, è biologico certificato, utilizza anche pratiche biodinamiche le vinificazioni spesso avvengono in legno, le fermentazioni avvengono sempre con lieviti indigeni. Di Benoît segnalo il Brut Nature (90%pn, 10%ch): un vino che dimostra che il pn può dare anche Champagne asciutti, minerali, con poca polpa, olfattivamente dona florealità ed uno spunto di frutto rosso acido, la bocca è dritta, la bevibilità è estrema.

Lelarge-Pugeot
Piccolo produttore con sede a Vrigny, in una zona nord occidentale delle MdR dove il pm rappresenta circa l’80% del territorio vitato. Lelarge-Pugeot negli 8 ha di vigneto applica un’agricoltura biologica con uno sguardo verso la biodinamica, per le lavorazioni in alcune parcelle utilizza ancora i cavalli come mezzo di trazione per il rispetto del territorio.
Segnalo il Brut Tradition (65% pm 20% pn 15% ch): un vino piacevole per tutte le occasioni, in evidenza la componente fruttata, molto scorrevole il sorso, perfetto per l’aperitivo.
Brut Réserve (65% pm 20% pn 15% ch): aumenta in complessità nella parte fruttata, aggiunge un tocco di pasticceria, sorso sempre scorrevole, sia da aperitivo che da piatti leggeri.
Blanc de Blancs (100% ch): il frutto diventa più chiaro, acidità e mineralità vanno a comporre un quadro di bella finezza.

Perseval-Farge
Piccolo produttore a Chamery, nel cuore delle MdR, possiede 4 ha coltivati con lotta integrata.
C. de Chardonnay (100% ch), acido, agrumato, dritto, minerale e C. de Pinots (60%pn 40%pm), classico blanc de noir con note fruttate, anche rosse in evidenza, discreta potenza, note di pasticceria. Champagne gastronomico.

Aubry
Quindici ettari sulle MdR.
Brut Premier Cru (60%pm 20%ch 20%pn): bella complessità che va dalla frutta polposa al floreale giallo. Ottimo rapporto q/p per questo vino che anche in bocca è ben disegnato.

Marguet
Sede ad Ambonnay, 13 ha di vigneti in conversione biodinamica per una produzione di circa 70.000 bottiglie. Utilizza anche cavalli da tiro per le lavorazioni del terreno. Tutta la gamma è davvero ottima, nella fascia di prezzo più economica segnalo:
Réserve Grand Cru (50%ch 50%pn) : olfatto ben amalgamato di frutto rosso del pn e della finezza floreale minerale veicolata dallo chardonnay, la bocca è in perfetto equilibrio tra bevibilità e sostanza.
Blanc de Noirs (75%pn 25%pm): fruttato rosso e scuro al naso, ma fine, la bocca è molto bella, saporita e persistente.

Michel Arnould
Sede a Verzenay per 12 ha di proprietà coltivati per la maggior parte a pinot noir, lo stile aziendale è fruttato e potente.
Brut Tradition (100%pn): in questo vino “base” la potenza fruttata del pn si coniuga con una bella bevibilità.

Marie-Noëlle Ledru
Interpreta con personalità il territorio di Ambonnay e Bouzy, 6 ha di vigneto con uno sguardo alla sostenibilità ambientale.
Brut Grand Cru (85%pn 15%ch): già da questo vino “base” percepiamo la struttura donata dal territorio, fruttato rosso, agrumato scuro, in bocca c’è sostanza ma anche mineralità.

Sadi-Malot
La sede è a Villers-Marmery, 10 ha di cui l’80% a chardonnay, applica un’agricoltura ragionata, che limita l’utilizzo di sostanze chimiche.
Vieille Reserve Blanc de Blancs Premier Cru Brut (100%ch) naso fresco, pulito e definito, sorso compatto e scorrevole, bel vino.

Bérèche
9 ha in conversione biodinamica per uno stile aziendale rispettoso del territorio.
Brut Réserve (33%ch 33%pm 33%pn): al naso frutta matura, in bocca buona acidità.

Francis Boulard
3 ha di vigneto suddivisi tra Massif de Saint-Thierry (zona a nord-ovest di Reims, la parte più settentrionale di tutta la denominazione), Vallée de la Marne e Montagne de Reims. Le vigne sono in regime biologico e biodinamico, i vini molto personali, il dosaggio basso o assente.
Le Murgiers Brut Nature (70%pm 30%pn): speziato e vinoso, fruttato rosso netto al naso, in bocca è sostenuto da viva acidità.

 

65 Commenti

avatar

patrizia

circa 6 anni fa - Link

Interessanti segnalazioni. Possiamo conoscere gli importatori?

avatar

alberto

circa 6 anni fa - Link

fai un salto da El Buscià, a Milano, il paradiso delle bollicine!

avatar

Christophe

circa 6 anni fa - Link

Domaine Harlin Père et Fils Domaine Yves Ruffin Domaine Fleury Domaine José Ardinat

avatar

Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Yves Ruffin ci sarà nella prossima puntata..

avatar

Federico

circa 6 anni fa - Link

Consiglio sempre di partire dalla Guide Hachette des grands vins: ci si trova esattamente ciò di cui state parlando (oltre a tutto il resto). I piccoli produttori partono con ottimi champagne dai 12€ bottiglia (comprata direttamente da loro). Per chi come me vive a Torino una guidata di 700km e si è lì (letteralmente col furgone).

avatar

Pasquale

circa 6 anni fa - Link

30 euri: vale per tutte le maison segnalate? Gli importatori chiedono qualche spiccio in più

avatar

daniele

circa 6 anni fa - Link

per fortuna non c'è il mio produttore preferito che fa un nature da urlo, che trovo in italia a 25€, così voi non lo comprate e il prezzo rimane basso. Tiè! ;)

avatar

ruggero romani

circa 6 anni fa - Link

io acquisto champagne su un sito francese divini naturali "vins etonnants"; si trovano boulard, lahertes, tarlant...

avatar

gionni1979

circa 6 anni fa - Link

Sono d'accordo su molti degli Champagne indicati... Bereche e Marie Noelle Ledru sono splendidi ad esempio... Molto meno sul prezzo... con trenta euro molti di essi si comprano dall'importatore e non in enoteca.

avatar

Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Sono tutti recuperabili presso enoteca fisica (magari non quella sotto casa, come specificato nel pezzo) od online a meno di 35€, l'unico leggermente al di là del confine è forse Ledru. Comunque mi focalizzerei di più sul filo conduttore che lega questi Champagne, prodotti che esprimono un territorio ed un vigneron, che sui pochi € in più o meno di uno di essi. :-)

avatar

gionni1979

circa 6 anni fa - Link

Ciao Andrea, il mio commento non voleva essere polemico con te... Parlando con cognizione di causa ti dico soltanto che alcuni di questi vini hanno ( o dovrebbero avere ) un prezzo a scaffale un po' più alto, diciamo intorno ai 40 €. Questo non toglie che effettivamente si possono trovare anche in alcune enoteche on line a prezzo più basso. Ma se la matematica non è un opinione, champagne che di listino dall'importatore hanno un costo di 25/26 € + iva ( questa sconosciuta ) non potrebbero essere venduti a 30/35 euro se non bluffando un po'! ( Qui si potrebbe aprire un dibattito infinito, ma sarebbe inutile... ) Oltretutto, secondo il mio pensiero, molti di questi champagne hanno un valore anche superiore perciò sarebbe un affare anche acquistandoli in enoteca a prezzi "coerenti".

avatar

michele malavasi

circa 6 anni fa - Link

My two cents oltre a quelli giá menzionati: Laherte Freres importato da Maurizio Cavalli, il brut tradition si trova tranquillamente sotto i 30 in enoteca ed é un entry level di spessore; Voirin Jumel da Cramant, importato da Soavino, il bdb dosaggio zero si trova sui 25, 00 euro ed é un gran bel bere; Michel Genet da Chouilly importato da carretta vini, l'extrabrut gc bdb sui 20 euro é didascalico. Mala. Mick.

avatar

Antonio Tomacelli

circa 6 anni fa - Link

Un paio sono nella seconda parte che uscirà domattina :)

avatar

Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Michele, come potrei non mettere Laherte...?! E' uno dei miei preferiti...! Ho messo in lista anche Voirin Jumel... Grazie per il suggerimento di Genet..! :-)

avatar

francesco

circa 6 anni fa - Link

Qualcuno mi sa dire qualcosa silla precisione e la regolaritá dei lotti di questi produttori?

avatar

Tony Dallas

circa 6 anni fa - Link

Ledru,Bereche,Sadi Malot sono importati in italia( oltre ad altri 20 produttori RM CHAMPAGNE ) dalla Maurizio Cavalli Distribuzione di Parma . Di questo catalogo segnalo altresi' Brochet ( 2h in biodinamica ) e Savart Montagna di Reims Premier Cru.

avatar

Zakk

circa 6 anni fa - Link

Bravo! Brochet è un campione assoluto, peccato che le bottiglie siano proprio poche e i prezzi superano la fascia dei 30, ma comunque vista la qualità che propone giustificatissimi. Enoteca Cavalli per me è l'importatore numero uno per le bollicine, e non parlo di solo champagne, ma anche a livello di Cremant è davvero molto bravo (allimant laugner per es.). Però, visto che si parla di "fai da te" Cavalli non sarebbe quello che è se tutti prendessero il furgone e..... E in più certe chicche non le avremmo a disposizione. Imho bisognerebbe esser rispettosi del lavoro che gli importatori fanno: investono tempo e danari per portare in Italia cose egregie e voler "saltarli" significa demolire un pezzetto del lavoro fatto fin d'ora.

avatar

Marco De Tomasi

circa 6 anni fa - Link

Brut Selection - Marc Hebrart

avatar

Gian

circa 6 anni fa - Link

Aubry è distribuito da Moon Import di Genova, mentre Marguet da Pevarello distribuzione di Padova.

avatar

Francesco

circa 6 anni fa - Link

bella lista. alcuni di questi già apprezzati, magari con qualche euro di più. qualcuno sa dove reperirli a Roma oltre che da Remigio?

avatar

Robert Diers

circa 6 anni fa - Link

Pour la Côte des Blancs, l'adresse d'un jeune passionné souvent cité sur le guide Hachette des Vins.(page 685 du guide 2013, coup de coeur et **) Cédric Guyot. Les Vertus D'Elise à Vertus. tel: +33(6) 70 72 84 87. Fax: +33(0)3 26 32 39 46. email: lesvertusdelise@yahoo.fr. Prix 14/17 €uros. départ

avatar

patrizia

circa 6 anni fa - Link

Boulard, davvero emozionante, è distribuito da Les Caves de Pyrene. Grazie per gli altri riferimenti.

avatar

Robert Diers

circa 6 anni fa - Link

Per la Côte des Blancs, Sauvignon Blanc de Blanc 1er cru, l'indirizzo di un giovane appassionato, spesso citato dalla Guida Hachette des Vins. (Pagina 685 della guida 2013, favorito e **) Cédric Guyot. Le virtù di Elise Vertus. tel: +33 (6) 70 72 84 87. Fax: +33 (0) 3 26 32 39 46. email: lesvertusdelise@yahoo.fr. Prezzo € 14/17 . Franco partenza

avatar

Bruno

circa 6 anni fa - Link

Non c'è che dire tutti i produttori menzionati sono piccoli R.M. di chiaro valore ma se l'articolo vuole sottolineare l'accesso a degli champagne che non superano i 30/35€ bisognerebbe precisare che quel costo si riferisce quasi sempre ai prodotti entry level di quei produttori. La puntualizzazione opportuna in quanto la maggior parte dei prodotti di quei R.M ha ben altri valori. A questo proposito segnalo Trudon (Vallée della Marne), Lelarge Pugeot (Vrigny) e Perceval Farge (Chamery) hanno un range di prezzo mediamente dai 25 ai 35€ per quasi tutta la loro gamma, reperibili presso www.soulwine.it che ne é importatore diretto e distributore.

avatar

Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Grazie Bruno per l'intervento, per fortuna hai specificato che stanno nella fascia 25-35€, non vorrei mai che qualcuno mi facesse notare un fuori target...! La questione entry level o meno non l'avevo considerata...

avatar

Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Facciamo un po' di chiarezza sui prezzi, ecco alcuni esempi: http://www.letiquette.it/champagne propone Benoît Lahaye Brut Nature a meno di 30€ di Lelarge Pugeot e Perceval Farge ha già detto Bruno xtrawine propone arnould a meno di 28€, aubry a meno di 29€ qua bereche a 28€ http://www.schreiblehner.com/Champagne-Bereche-et-Fils-Brut-Reserve, in Italia sta tranquillamente sotto i 35€ qua http://www.vins-etonnants.com/achat/cat-champagne-270.html?tri=prix&sort=asc le murgiers extra brut e nature a 23,50 e 25€

avatar

gionni1979

circa 6 anni fa - Link

Scusa Andrea, ma non sono d'accordo sulla presa di posizione provocatoria in alcune risposte che hai dato. Nel titolo hai scritto " Champagne sotto i 30 euro "; nella lista che hai fatto, ce ne saranno forse due/tre che in enoteca ( fisicamente aperta in Italia ) si possono trovare SOTTO I 30 EURO, gli altri sono tutti superiori ai 35 e molto spesso vicino ai 40. Ribadisco che questo non toglie niente alla qualità dei prodotti, che sono eccellenti, ma così non fai una buona informazione. Cosa dovrebbero pensare I clienti che entrano in un enoteca e trovano, non so Bereche a 40 € o il Brut Nature di Laherte a 38 € ?!?!?! Stessa cosa se inserisci indirizzi di siti on line tedeschi, francesi o di distribuzioni ( che come tali non dovrebbero o potrebbero vendere al dettaglio ) ... Ti ripeto, questo è il mio pensiero e posso anche sbagliare ( anzi sicuramente sarà così ) ma almeno non credo che sia corretta la presa di posizione che hai preso nelle risposte precedenti e su FB. Poi, se vuoi, posso farti anch'io gli esempi con i listini dei distributori "ufficiali" e poi forse concorderai con me ( e con qualcun'altro che ha scritto sopra ) che i prezzi non possono essere sotto i 30 €.

avatar

Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Qua bdb nature laherte a 26,50€, legalmente, sito online francese, c'è l'euro in francia, come in italia http://www.vins-etonnants.com/achat/cat-champagne-270.html?tri=prix&sort=asc e qua sempre lui a 24,80 http://www.lescavesduforum.com/champagnes/ ed anche tante altre etichette interessanti poi se qualcuno lo vuole pagare 38€ liberissimo, avrà i suoi motivi.

avatar

Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

E’ tuo diritto non essere d’accordo, come è mio diritto mantenere la mia “presa di posizione”, sulla quale sarò coerente fino in fondo. Nel pezzo è scritto chiaramente che i prodotti a quei prezzi non necessariamente si trovano in enoteca fisica italiana, come pure è scritto che l’asticella è fissata a 35€, il titolo è dovuto al fatto che la maggior parte dei vini si trovano nella fascia 25-30€. Ed invece faccio buona informazione, perchè non è per niente difficile procurarseli a quei prezzi. Ieri sera ho anche indicato alcuni riferimenti, mezzi di approvvigionamento assolutamente legali. Laherte vende il bdb nature in cantina al pubblico a 19,50€ prezzo finito, per cui valgono le stesse considerazioni che ho già fatto e che sicuramente hai letto su fb riguardo il brut di ledru. Comunque in fondo penso anche che gli interessi delle enoteche e dei loro ricarichi non vengano lesi da quello che ho scritto, perchè chi si rivolge alle enoteche fisiche è un tipo di utente che continuerà a rivolgersi alle enoteche, mentre chi utilizza vie “alternative” è un altro di tipo di utente che già non si serve delle enoteche. Non dico che si debba raggiungere il mio caso personale che consiste nell’avere in cantina circa 3.000 bottiglie ed averne comprate in enoteca fisica italiana a dir molto 50, ma penso davvero che siano utenze diverse e che non si ledano gli interessi di nessuno, ci sarà sempre chi necessita dell’enoteca (magari perchè ha bisogno di un consiglio in più o altri mille motivi) e chi invece è in grado di acquistare anche in altro modo (in cantina, online o altro). Comunque ribadisco che nella mia lista è tutto recuperabile sotto i 35€ legalmente, puoi farmi tutti gli esempi che vuoi, ci mancherebbe, ma hai già capito che di ognuno c’è il modo di procurarselo a meno di 35€ in modo chiaro, facile e semplice, l’acquisto online è cosa comune e cliccare in Italia, Francia o Germania è la stessa cosa, ma anche questo l’ho già scritto.

avatar

gionni1979

circa 6 anni fa - Link

Ci sono mille modi di recuperare le bottiglie di champagne e di tutti gli altri vini che vengono prodotti in tutto il mondo. L'acquisto on line da siti esteri è legalissimo e lecito, niente da dire, anche se in pratica al prezzo della bottiglia ci sarebbero da aggiungere le spese di spedizione che non sono poi così irrisori... Il servizio di un enoteca è obbiettivamente diverso e in questo concordo con te. Il fatto però che Laherte venda il suo Brut Nature a € 19.60 è irrilevante, non credo che la gente parta e vada a comprare una bottiglia a Chavot. L'importatore per l'Italia lo vende a quasi 25 + iva e non credo sia un segreto, perciò in Italia è impossibile acquistarlo ai prezzi che indichi, anche considerando tutte le scontistiche possibili e immaginabili. Comunque sia non voglio continuare questa polemica che alla fine non da niente a contenuto del post e che comunque è destiunata a lasciarci su posizioni del tutto diverse Facciamo così, quando vuoi passa che ci facciamo un bicchiere di Champagne della pace :) Scegli te tra quelli che hai citato, che tanto mi garbano tutti....

avatar

Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Per farci un bicchiere insieme ben volentieri, ma non della pace, perchè non sono mica arrabbiato..! :-)

avatar

Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

E comunque Laherte spedisce tranquillamente in Italia con costi di spedizione di circa 1-1,5€ a bottiglia e l'etiquette lo vende a 28,25 finito, tutte e due le soluzioni le ho sperimentate personalmente con grande soddisfazione, evidentamente l'importatore per l'italia non ha l'esclusiva, mi sembra corretto dare un'informazione completa e con questo direi che ho concluso e va benissimo che ognuno rimanga della propria idea.. ;-) Per il bicchiere guarda che passo davvero...! :-)

avatar

gionni1979

circa 6 anni fa - Link

TI aspetto allora.... :)

avatar

Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Gionni, convengo che l'acquisto online al momento sia ancora per skillati ma dissento assolutamente quando dici che sia un "diverso" da quello dell'enoteca: per niente, anzi. O meglio, lo è ma direi non per i motivi che dici. E' solo questione di tempo, e se tu mi consigli una bottiglia dietro al bancone io te la consiglio dietro al monitor. Non cambia niente di niente, in realtà. Quanto alla spedizione, altro falso problema. Semplicemente perché online, eccettuati i casi in cui vengono omaggiati, trovi un numero esatto per contabilizzare i costi di spedizione. Né più né meno di quanto possano costare benzina, parcheggio e tempo per arrivare in enoteca, prendere il vino e tornare. Solo che quei costi è come non ci fossero, perché non li consideriamo legati al vino. Niente altro. Il nostro dibattito, comunque, evidenzia come meglio non si sarebbe potuto che il mercato del vino è molto fluido a causa di nuovi strumenti e paga offrire un bel servizio a prezzi buoni. Che poi molte enoteche campino - anzi stracampino - vendendo i soliti marchi senza uscire di mezza virgola dal seminato, questo è evidente, ma meglio non sedersi mai troppo sugli allori. E alla bevuta mi aggrego, ovviamente :D.

avatar

gionni1979

circa 6 anni fa - Link

Ale, non sto dicendo che l'enoteca online sia totalmente diversa da quella on site ( anche se le differenze sono abbondanti con tanti pro e tanti contro di entrambe ). Sto dicendo che utilizzare un enoteca francese o tedesca per acquistare uno champagne è molto diverso che acquistare lo stesso champagne in un enoteca italiana... I prezzi sono ovviamente diversi, ma non solo per la spedizione, ma anche per l'approvigionamento e il numero di passaggi che ci sono tra il produttore e il cliente finale, senza considerare tutta la componente fiscale. E la natura del post era " Champagne sotto i 30 € "... Forse ho dato per scontato che si riferisse a quelli che realmente si potessero trovare a quei prezzi in enoteche ( fisiche oppure on line ) italiane. Forse, mi sono sentito anche in dovere di replicare in quanto toccato sul vivo e non potendo realmente competere con questi prezzi ( anche con tutta la buona volontà del mondo ) avendo alcune etichette a scaffale. Lo sai anche te come funziona visto che ne gestisci una alla grande e che comunque hai una politica prezzi molto "ragionevole". Se ti facessi un post dove mettessi alcuni dei tuoi prodotti in vendita al prezzo che tu li paghi ( senz'iva ) probabilmente anche te avresti qualcosa da obbiettare... oppure no?!?!?! Per la bevuta basta decidere un giorno e ovviamente aspetto tutta la banda di Intravino!!!!! :)

avatar

Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Gionni il mercato sta cambiando e se domani tu potessi comprare lo stesso vino di oggi a meno su un altro canale sarà tuo diritto farlo. Nel post abbiamo preferito evitare segnalazioni esplicite di reperibilità per tutta una serie di motivi, non ultima la magmaticità dei prezzi. Se tu metti online un prezzo bassissimo perché il tuo core business è vendere fuori sito su altri canali e con altri prezzi, a me non va di segnalarti. Perché giochi sporco, a mio modo di vedere. Io lavoro online e solo lì, i prezzi sono esposti e vendo solo su un canale. E l'unica sostanziale differenza tra online e offline c'è se tu fai assaggiare il vino, perché quello non mi riesce. Per il resto solo ed esclusivamente dettagli. Quanto poi ad alcuni prezzi, Andrea ha affermato di aver comprato DIRETTAMENTE dal produttore degli Champagne ad un prezzo ben più basso di quello praticato dall'importatore italiano. Vedetevela voi ma qui i conti potrebbero tornare meglio. Più saggio tenere giusto 2 bottiglie di rappresentanza a 45 euro o fare un minimo di stock, alleggerire il numero di etichette e viaggiare a 35/40? Sono scelte. Quanto ai prodotti italiani, il problema principale è quello che ti accennavo sopra, cioè ricarichi fisiologicamente molto bassi. Se la gente vende a prezzo di costo o poco più, poi è ANCHE responsabilità del produttore escluderlo dalle forniture. I più accorti lo stanno già facendo. Perché se giochiamo al Far West nessun problema ma poi morti e feriti ti arrivano dentro casa, quando meno te l'aspetti.

avatar

Bob 1935

circa 6 anni fa - Link

@gionni1979 "Il fatto però che Laherte venda il suo Brut Nature a € 19.60 è irrilevante, non credo che la gente parta e vada a comprare una bottiglia a Chavot". Perché non ?? Sono francese é compero molti prodotti direttamente da produttori italiani, olio di oliva,formaggi, vini, pasta artigianale,mozzarella..... Basta comperare con amici. Per comperare vini in Francia potete seguire la Guida Hachette 2014, esce à settembre 2013. Sito: www.amazon.fr

avatar

bruno

circa 6 anni fa - Link

Alessandro, tu sei liberissimo di pensarla come vuoi ma grazie al cielo c'è ancora qualcuno che crede che acquistare vino non sia come comprare dei bulloni e magari quindi avere anche l'enoteca come riferimento rappresenta un valore aggiunto in termini di servizio, competenza di informazioni (sempre più raro te ne do atto ma se conosci gli shop on-line ce la si può fare a sapere quali sono anche i negozi fisici giusti). Per il resto bisognerebbe conoscere tutta la filiera per esprimere certi pareri e magari essere più cauti sul fatto che le enoteche stracampino ed in ogni caso ti assicuro che c'è qualcuno che la ricerca la fa davvero.

avatar

Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Hai ragione su tutto, dai bulloni in poi. Peccato che io una enoteca online la gestisco (e lo sai che ad autolinkare i prodotti che si importano si diventa ciechi, vero? :D) e una idea su come funzioni la filiera me la sono fatta. Mai detto che tutte le enoteche stracampino. Magari succede proprio a quelle che hanno meno scelta ma più brand ecc. Diciamo che si guadagna più di Cristal al Billionaire (che non è una enoteca) che di RM in mescita a Carpi, passami l'immagine volutamente forzata. Non devi assicurarmi che c'è chi fa davvero la ricerca, lo so già di mio grazie ;-). Semplicemente, online e offline - ex ante - non sono garanzia di nulla. Ma i canali hanno peculiarità diverse, questo si.

avatar

bruno

circa 6 anni fa - Link

Alessandro, non m'interessa polemizzare ma l'affermazione dello stracampare è tua. L'enoteca, come te, ce l'ho anch'io ma la mia è fisica anche se vendo pure per corrispondenza. Il problema è che siamo in un mercato selvaggio che non tutela chi investe risorse per gestire attività commerciali, specie per quelle che trattano prodotti di qualità e di ricerca. Il monte totale mondiale della vendita del vino viene evasa on-line solo in una piccolissima percentuale, ma all'interno di essa, quella che riguarda i vini di particolari di nicchia, ha una percentuale elevata. . A scapito delle enoteche fisiche che fanno fatica a reggere la competitività per via dei costi generali elevati e quindi diventano sempre più mediocri nelle loro selezioni. Quindi c'è più contatto umano con la vendita di vini mediocri. Ma in questo modo il consumo diventa sempre più asettico e anche quello di qualità, che dovrebbe essere appannaggio di appassionati, in realtà la discriminante della scelta diventa l'euro o i due in meno dello shop on-line. E questo riflette anche la tipologia del consumatore di qualità attuale che somiglia sempre di più a un divoratore senza anima e con poca autonomia di pensiero perché attinge da una tavola già apparecchiata da altri. Che spesso non beneficiano del servizio reso.

avatar

Zakk

circa 6 anni fa - Link

Io dico che bisogna aver rispetto di chi il lavoro di ricerca l'ha fatto per anni andando decine di volte in Francia e rischiando del proprio per proporre prodotti ritenuti di ottima qualità, ma con il solo difetto di non esser noti al grande pubblico. Venendo all'esempio di Laherte, se Cavalli non avesse cominciato circa 20 anni fa adesso probabilmente Laherte sarebbe un perfetto sconosciuto e in questa lista non comparirebbe neanche. Dopo aver conosciuto gli champagnes di Laherte ricordo mi arrivò la fatidica mail de L'etiquette con listino annesso: beh, io Laherte lo compro ancora da Cavalli perchè quei 2 euro in meno sul prezzo finito mi puzzano di....... lontano un miglio. E il risoratore che si approvvigiona di Laherte da L'etiquette solo per quei 2 euro non ha capito niente ed è un povero di spirito. Invece sui prodotti importati in esclusiva da l'etiquette tanto di cappello.

avatar

Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Io invece dico che bisogna avere rispetto per le scelte e le esigenze di tutti. Cavalli fa un ottimo lavoro, presta un servizio a chi ne necessita e per questo viene (giustamente) pagato, quindi il dipingerlo come un ente quasi "benefico" sinceramente mi lascia perplesso. Che, senza Cavalli, Laherte sarebbe un perfetto sconosciuto è tutto da dimostrare (io penso che non lo sarebbe) ed il lavoro di ricerca non lo fanno solo gli importatori: chiunque si occupi di vino, per passione o per lavoro, giornalista od appassionato od operatore che sia, è potenzialmente uno scopritore, sia frequentando il territorio che leggendo pubblicazioni/stampa di settore che visitando fiere. L’etiquette fa un ottimo lavoro sia sullo champagne che sugli altri vini che ha in catalogo. Poichè citi l’importazione/distribuzione in esclusiva, ti dico cosa ne penso: l’esclusiva non è altro che una forma di monopolio e di certo non va a vantaggio del consumatore, che è la figura per cui occorre maggiore rispetto. Ma quello che proprio non ti è chiaro è che un utente si rivolge a Cavalli o a L’etiquette o direttamente al produttore in base alle esigenze che ha ed al servizio che intende ricevere ed è sacrosanto che sia così..! C’è chi ha bisogno del servizio di Cavalli (completezza di listino, forme di pagamento ed approvvigionamento, etc) per cui si rivolgerà a Cavalli accettandone il relativo costo, c’è invece chi magari preferisce contattare direttamente il produttore accettandone le relative condizioni di servizio (ben diverse ovviamente da quelle fornite dal distributore) e di costi (ovviamente pure questi diversi) oppure c’è chi si trova benissimo con l’etiquette e relativi offerte/servizi. Infine eviterei di definire chicchessia “povero di spirito”, magari qualcuno potrebbe infastisirsi.

avatar

Zakk

circa 6 anni fa - Link

Non ho detto da nessuna parte che Cavalli sia un ente benefico. E credo non lo sia nemmeno L'Etiquette o chiunque importi qualcosa per poi rivenderlo. Il giornalista può fare ricerca finchè vuole, e pure io, ma è l'importatore che rischia investendo tempo, denaro e reputazione su un'azienda. So bene quali sono i rischi dell'esclusiva, ma quel che non capisco è perchè chi arriva "secondo" voglia importare un'azienda gia sul mercato. Cioè, quando vedo i listini il perchè credo di capirlo, ma sarà solo una mia idea sballata. Tra l'altro L'etiquette non lo fa solo con Laherte, per es. pure Cotat è gia importato da anni da almeno altri due importatori. Boh! Infastidirsi è la prova della povertà di spirito.

avatar

Andrea Marchetti

circa 6 anni fa - Link

Riguardo alle dinamiche commerciali tieniti pure le tue idee bizzarre e distorte, sinceramente non mi interessa. Riguardo all'infastidirsi invece mi sembra il minimo davanti alle tue offese gratuite, tra l'altro reiterate, non penso che tu ti possa permettere del dare del povero di spirito a nessuno, almeno non qui, sarebbe gradito che tu andassi a predicare da un'altra parte. PS: quella cosa che non riesci a capire, quella per la quale si importa un'azienda già sul mercato si chiama concorrenza.

avatar

Zakk

circa 6 anni fa - Link

Nel mondo dei RM la concorrenza la si fa proponendo un RM diverso da quello gia sul mercato. Mi sembra un modo di lavorare da parassita: lascio che gli altri facciano il lavoro sporco e poi arrivo e piazzo la zampata. Ma mi sembra soltanto. Dimenticavo: siamo su un blog e quindi "predico" tanto quanto te se mi pare. E dire "Povero di spirito" di chi cerca solo delle scorciatoie non mi sembra un'offesa vera e propria.ti sei infastidito? (Dimenticavo: qui tu sei solo un ospite a casa di altri, per cui questo commento lo lascio per far vedere al pubblico qual è il tuo livello di educazione.."parassita e povero di spirito" a chi..?? Il prossimo commento di questo tenore te lo cancello. PS Io non mi sono infastidito perchè non sono distributore o ristoratore, ma un semplice appassionato. Buona giornata) Andrea Marchetti

avatar

Zakk

circa 6 anni fa - Link

Quindi se "mi sembra...." è un'offesa? Io pensavo fosse una mia opinione! Uguale uguale con la povertà di spirito: sempre di mia opinione si tratta. Non giudico nessuna persona, giudico soltanto un comportamento. È offendere per te questo?

avatar

bruno

circa 6 anni fa - Link

Si discute secondo me per una ragione molto semplice. C'è un grosso problemi di rispetto dei ruoli da un punto di vista di etica commerciale. Non è retorica ma il motivo reale per cui uno decide di operare in un determinato settore impegnandosi con energie, idee e denaro che giustificano l'apertura di una partita IVA. Pertanto, chi ha queste credenziali (enoteche on/off line, ristoranti) accede alle condizioni professionali, tutti gli altri no.Il produttore dovrebbe avere 2 listini, uno per i privati e uno per i professionali (direttamente o attraverso la sua rete vendita). Il produttore deve monitorare che il suo distributore o agente rispetti la differenza dei due listini. Come dire, tu sei libero di vendere a chi vuoi ma a secondo che si tratti dell'uno o dell'altro applichi differenti condizioni. Se non si fa così si creano i pasticci che esistono, vorrei sottolinearlo, praticamente solo in Italia. In Francia e altrove il produttore vende a chichessia da una vita ma di certo pratica i 2 listini in modo inequivocabile. La concorrenza è più che legittima, la concorrenza sleale è un'altra cosa. Ma come al solito a noi piace la via furba che, però, rovina il movimento e non giova alla promozione dei vini e della reputazione sia dei produttori sia dell'intero sistema che gira attorno. Se qualcuno non è d'accordo con ciò che ho detto mi tolga la curiosità di saperne i motivi, magari mi da qualche spunto per qualcosa che non riesco a vedere. Grazie

avatar

Zakk

circa 6 anni fa - Link

Amen

avatar

Fiorenzo Sartore

circa 6 anni fa - Link

be', innanzitutto grazie a te, bruno, per il tono del tuo commento. provo a risponderti. io sono convinto che le rendite di posizione siano il male. mi spiace farlo notare, ma all'epoca della comunicazione istantanea attaccarsi all'impegno profuso per rivendicare esclusive e' una guerra persa in partenza. nello specifico, poi, ho letto qualche inesattezza in altri commenti. per dirne una, io importavo laherte circa una decina di anni fa. e non ero certo in esclusiva: nella mia regione (liguria) conoscevo almeno altri due-tre dettaglianti che come me facevano acquisti diretti, con la classica trafila di intrastat etc. ebbene, spero di non dare un dolore a nessuno, ma devo comunicare che tuttora sono destinatario dei listini import di laherte via mail. e allora, di che cosa stiamo parlando? vedete, io credo che il valore di questi post, per chi distribuisce e/o vende queste etichette, stia nella viralita'. a fronte di una percentuale di utenti che acquistano direttamente (che sono pochi, e peraltro lo facevano gia' prima di questo post, state sicuri) ci sono migliaia di lettori (si', i numeri di intravino sono tali) che verosimilmente si metteranno alla ricerca di queste etichette ovunque possibile, da enoteche o ristoratori. qualunque operatore della filiera, poi, come e' ovvio operera' un sovrapprezzo: ma io trovo tragico, ridicolo che gli operatori abbiano crisi isteriche quando si svela che (incredibile!) cio' che vendono a venti e' stato pagato a dieci, o cinque, o quindici, o vattelapesca. perche' vedete, la tragedia pare stia proprio tutta qui. ed e' tragico, perche' l'attore della filiera che si sente in dovere di spiegare la sua ragione di esistere ("faccio ricerca da vent'anni") ha gia' cominciato a perdere. certi dati si devono dare per acquisiti - da parte dei clienti, intendo. il cliente che non vuole capire un fatto simile, non e' un cliente per il quale vale la pena di lavorare. segnatamente, il problema pare essere cavalli, distributore in parma. spero che si renda conto, lui o chi per lui, che se su intravino si scrive dei vini che vende, e' facile che guadagni clienti, anziche' il contrario. certo, se poi ci lagniamo della concorrenza (a proposito: chi decide chi e' leale e chi no?) per due euro di differenza (m'e' toccato leggere anche questo) cadono davvero le braccia. due euro! per piacere, ragazzi. ma per tornare a quel che scrivi, bruno: davvero in francia sono cosi' ferrei? davvero i due euro sono solo un fatto italiano? onestamente non ho dati, quindi ti chiedo. tuttavia ho davvero difficolta' ad immaginare. la parola magica e' disintermediazione. noi cerchiamo sempre e comunque di praticarla. quindi, che senso ha rimproverare gli altri perche' la praticano? da ultimo: lasciate che mi spazzoli un po' l'ego. quando su l'unità ho scritto di cavalli in questi termini http://etilicamente.comunita.unita.it/2012/05/18/assaggi-anticrisi/ non mi risulta si sia lamentato.

avatar

Bob 1935 Paris

circa 6 anni fa - Link

Débat passionnant pour les amateurs de champagne que vous êtes. Mais le champagne n'est plus maintenant un rêve inaccessible !! Certains petits vignerons qui vendaient auparavant leur raisin aux « grandes maisons de Champagne » à un prix au kilo pourtant très élevé, (5,60 le kg en moyenne en 2012), ont préféré créer leur marque et sont devenus « Récoltant Manipulateur » RM. Ils sont de plus en plus nombreux à faire du très bon champagne et à le vendre à un prix raisonnable, à partir de 15 € pour les meilleurs. Il existe aussi chez eux deux tarifs : un pour les PRO et l’autre pour les PARTICULIERS. Vous pourrez consultez utilement en septembre, Le guide Hachette des vins 2014 à acheter sur le site : www.amazon.it Celui de l’année 2013 est encore en vente au prix de 28,31 €. A votre santé et bonnes vacances !!

avatar

Nia

circa 6 anni fa - Link

..una bellissima degustazione di champagne a cui sono andata recentemente in un wine bar di vini naturali a Copenhagen.. Sotto la lista.. Il fil rouge che la collega all'articolo é ovviamente la filosofia produttiva, non il prezzo.. Aurélien Laherte – NV Brut Nature 2007 Les Vignes d'Autrefois NV Les Empreintes NV Les Clos (2009) Val Vilaine, Inflorescence, Cédric Bouchard (2008) Fidèle, Vouette et Sorbée 2004 Sève BdN, Olivier Horiot NV Rosé de saignée, Benoît Lahaye NV Les Beaudiers, Aurélien Laherte 2004 Alchimiste, David Léclapart (2009) Concordance, Marie Courtin (2008) Papilles Insolites, Jacques Lassaigne

avatar

Dan

circa 6 anni fa - Link

Per fortuna il mercato è libero e anche un privato può comprare direttamente dalla Francia! Assisto divertito a questa discussione! Oh paladini della giustizia difensori di Cavalli... Mi chiedo perché l'enoteca di Parma vendesse qualche anno fa' Jacquesson a prezzi inferiori rispetto all'importatore ufficiale...

avatar

MAURIZIO CAVALLI

circa 6 anni fa - Link

E'un mondo difficile.Rispondo,ben conscio che rimarra'una discussione senza fine.Elogio a Intravino che seguo da sempre,senza,per etica professionale,mai partecipare a dibattiti di vario genere.Mi limito alla lettura e finisce li'.Poi capita di venire coinvolto in questa vicenda e di sbottare per le considerazioni partigiane e poco coerenti scritte dall'autore del pezzo.Il problema e'l'etica ai tempi del liberismo selvaggio.Cosa vuol dire?Partiamo dall'inizio:sono 18 anni che batto col mio furgone le strade di Francia.Ho visitato centinaia di cantine,ho proposto il frutto delle mie selezioni prima nell'enoteca per il pubblico locale,poi la cosa si e'allargata ed oggi sono qua a spiegare il perche'ed il percome. Raramente ho chiesto esclusive,ma solo rispetto e credo di non avere mai cercato di sottrarre un'azienda a qualcun altro.Prima della visita stessa avevo (ed ho ancora)il pudore di domandare la fattibilita'del rapporto collaborativo senza danneggiare nessuno.Ed allora ,direte,qual'e'il problema?Farli conoscere non e'cosi semplice,soprattutto se viene presentato da perfetto sconosciuto.Ma chi erano nel 1998 Marie Noelle Ledru,Gatinois,Diebolt-Vallois,Jacques Beaufort?E nel 1999 Sadi Malot,Jose'Michel,Erik De Sousa,Lamiable?Lo sapevate che nel 2007 Raphael Bereche ed Aurelien Laherte avevano appena terminato gli studi e da bravi compagni di classe si accingevano a scardinare dalle fondamenta le rispettive Maisons sotto lo sguardo dubbioso dei padri?Savart?Brochet?Couche?Benvenuti nel futuro.Ne ho tralasciati alcuni,ma la sostanza e'questa.Dei nomi sopracitati qualcuno non lavora piu'con noi,ma questo e'normale.Fiorenzo Sartore,che ringrazio per il pezzo sull'Unita'di cui non ero a conoscenza(sono pessimo nei rapporti con la stampa e nelle pubbliche relazioni)ha partecipato in quanto enotecario a due delle nostre manifestazioni.Spero abbia compreso lo sforzo economico (tutto a nostre spese)per la promozione e divulgazione.Poi non ha comprato niente,ma nessuno si e'mai sognato di tacciarlo d'ingratitudine. Con Laherte l'esclusiva non e'totale.Gli accordi sono nel lasciare spazio ai vecchi piccoli clienti ristoratori ed enotecari (Roma,Genova,Vicenza,Rieti)con l'obbligo di non servire altri distributori.L'Etiquette ha chiesto,in nome di un'antica conoscenza 15 cartoni(90 bottiglie)per uso personale da bere con gli amici per poi piazzarlo nel proprio catalogo ed arrivare alla querelle in corso.E cio'non e'corretto.Rispondo anche a Dan per quanto riguarda il Jacquesson,ma qui siamo in un mondo diverso in quanto i prodotti N.M.seguono altre logiche commerciali.Comunque le bottiglie sono state vendute a prezzo normalissimo in enoteca ed una volta esaurite sono state riassortite acquistandole direttamente dai Flli Pellegrini. Per chiudere,gradirei che tutte queste situazioni venissero analizzate un po'piu'lucidamente senza fare l'elogio dello sciacallo e del prezzo dopato da un'infinita'di ragioni.Con rinnovata stima.

avatar

Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Caro Maurizio, grazie dell'intervento. Credo sia importante che le parti di una questione espongano al meglio il proprio punto di vista e così è stato, almeno qui. L'importatore fa il suo lavoro offrendo un servizio di selezione, scelta e assortimento - retribuito in quanto tale - mentre il cliente skillato batte quante più strade possibili per trovare il vino giusto al prezzo più basso e attraverso canali leciti. Il mercato è molto fluido e mai come ora ne siamo tutti consapevoli. Personalmente, mi è solo spiaciuto leggere qualche commento un po' fuori dalle righe su Facebook. Inutile e sbagliato perché - da lettore - avrai capito che Intravino è un posto molto serio in cui non si fanno porcherie sotto banco. E al contempo, però, vediamo anche di rivedere certi schemi canonici per cui il vino si compra solo dall'enoteca che lo ha preso dall'importatore. Perché se nel mercato globale riesco a comprarlo legalmente online a un prezzo più basso, qui lo facciamo e lo diciamo pure. Ultima cosa, un consiglio (ti costerà una qualche magnum ma non ho ancora scelto quale ;-)): NON esiste etica professionale secondo cui un importatore come te deve leggere ma non interagire nelle discussioni. E' un falso storico, davvero. Tu sei M.C., fai il tuo lavoro e commerci bla bla bla. Ok, ma sei una persona, anzitutto, e in quanto tale quel che hai da dire puo' essere interessante per noi qui. E se te lo tieni, non fai felice nessuna etica. Poi ognuno decide come e quando intervenire - se conviene o meno - ma, se dico che Salon 1999 mi ha provocato una erezione solo per venderne una bottiglia in più, il primo scemo sono io :D.

avatar

Zakk

circa 6 anni fa - Link

Il vero errore è del produttore! Ed è un errore che danneggia lui stesso perchè quando l'enotecaro decide di non tenere più a scaffale il vino X perchè smacchinando su internet scopre che c'è molta confusione (prezzi diversi a seconda della situazione meteo) e che il suo cliente può arrivare al vino X a prezzi che lui stesso se li sogna ecco che il vino X scende dallo scaffale e non ci risale più. Voi la chiamate rendita di posizione, per me invece è il giusto percorso che la merce deve fare. Quanti vanno a comprare l'auto direttamente dal produttore scavalcando il concessionario? Rendita di posizione? Ma per piacere. Si chiama jungla e alla lunga non favorirà nemmeno il consumatore finale.

avatar

bruno

circa 6 anni fa - Link

Caro Fiorenzo, grazie anche a te, con questo tono si parla e ci si spiega meglio e te lo dice uno che non fa fatica a farsi venire la vena grossa sul collo: 1. concordo con te sulle rendite posizionate date dalle esclusive, effettivamente sono in disarmonia con l'evoluzione del mercato degli ultimi anni; è pur tuttavia una facoltà che gli attori hanno diritto di esercitare qualora lo decidessero. 2. quello che io ho sottolineato in termini di anomalia è molto semplice: il produttore deve avere SEMPRE 2 listini da applicarsi rigorosamente, uno per i privati e uno per le partite Iva esclusivamente del settore e cod. accise per gli importatori. Se si esce da questo seminato si da luogo al generarsi di un giungla come quella a cui stiamo assistendo. E qui stiam parlando di titoli per operare in maniera ufficiale che si hanno o no. Sono titoli che costano impegno e soldi in termini di investimenti e tasse da pagare. C'è posto per tutti, chiunque voglia si faccia avanti. Le gare valide si fanno con partenza dallo stesso starting-point. Il privato, singolarmente o raggruppandosi, non dovendo sostenere tutti quegli oneri di cui sopra non dovrebbe accedere alle stesse condizioni degli operatori. 3. Hai ragione nel dire che certe cose accadono anche in Francia, citando l'esempio di Laherte, ma sono casi per lo più sporadici e chi opera ufficialmente è grosso modo ampiamente tutelato e del resto in uno dei miei precedenti post non l'ho dato come valore assoluto il fatto che siano tutti ligi alle buone regole. Ma anche nel far schifo ci sono vari livelli e siccome da noi è la regola, ebbene trai te le conclusioni di come siam messi. 4. L'isterismo degli operatori nell'assistere che ormai spesso pagano il prodotto come il privato, forse è ridicolo come dici tu, ma soltanto perché se la prende con chi non ha potere per tutelarlo, semmai a rendergli la vita ancora più dura ovvero il cliente finale in tutte le sue forme, singolo, riunito,bloggers ecc. Il patto deve essere con il produttore e basta. 5. Come sempre accade quando si beneficia di privilegi, anche se frutto di palesi anomalie, non si vuole rinunciare ad esse. E da questo punto di vista, seguendo i post precedenti, noto una certa arroganza da parte di molti nel voler giustificare questo andazzo sventolando la bandiera del libero mercato. Non confondiamoci, in assenza di regole uguali per tutti, questa è solo giungla.

avatar

Papalla

circa 6 anni fa - Link

Ah gli enotecari e i distributori scandalizzati !!! Che pena. Io compro dai produttori che mi pare e cerco di avere prezzi più bassi ANCHE rispetto agli operatori, se avete bisogno delle regolette da minicasta per lavorare (per poi ricaricare a mille ... ah li le regolette e gli accordi non valgono) .... bacta che potrei diventare volgare va là.

avatar

bruno

circa 6 anni fa - Link

Papalla, i conti tornano, nome pagliaccesco il tuo, in linea totale con lo scriteriato, qualunquista, banale, ignorante di chi non sa, e senza logica il commento che hai fatto. Tu non hai bisogno di diventare volgare, lo sei già.

avatar

papalla

circa 6 anni fa - Link

Bruno ### # #### ## ####. Brutto quando vi sgamano su quanto ricaricate eh ? E' FINITA la gente non si fa piu ######## da voi Complimenti per il gergo. Dal prossimo commento vai diretto nello spam. [ale]

avatar

Zakk

circa 6 anni fa - Link

Io non faccio parte della filiera, compro per passione e per sete, però il mercato selvaggio non può essere la regola per cui rispetto il lavoro degli altri, soprattutto se lo ritengo ben fatto. Quello mal fatto scompare da solo. Adesso io non conosco i ricarichi degli importatori anche se posso immaginarli con buona approssimazione, però ti chiedo se hai idea di cosa significhi gestire un'importazione con magazzino, agenti, stipendi, spedizioni, tasse, affitti, INSOLUTI, etc etc.... Tu che lavoro fai? Son sicuro che qualcuno avrebbe da ridire sui prezzi che pratichi o su quello che costi all'ora o al mese. È la solita storia, si vuole la botte piena, la moglie ubriaca e pure l'amante ricca e zoccola a letto. E poi? Una scopa nel xxxx così ti ramazzano la stanza? Ultimo commento tollerato con questi toni, poi giochiamo con le scope ;-) [ale]

avatar

Papalla

circa 6 anni fa - Link

Mi dispiace ma io di vino ne compro tanto e da sempre, sono anche d'accordo con te che il mercato selvaggio non vada bene (piccolo appunto: il mercato è selvaggio per definizione, solo che per alcuni DEVE essere selvaggio solo in una direzione, vedi Tenuta nuova 2001 quadruplicato in occasione dei 100/100 ;-) ) , in enoteca ci vado pure volentieri e capisco benissimo che ci siano dei costi, però la corda si è rotta da tempo. Non perdo nemmeno tempo a portare degli esempi; primo perchè ci vorrebbe una giornata, secondo perchè chiunque scriva qui ha già avuti i suoi. Poi il post sopra dove uno vomita insulti a raffica appena lo tocchi nel vivo la dice tutta. Addio.

avatar

Papalla

circa 6 anni fa - Link

D'accordo con la tua moderazione. Gradirei anche sottolineare che "nome pagliaccesco, scriteriato, qualunquista, banale, ignorante" scritte dal gentiluomo sopra - nonostante prive del turpiloquio che ho utilizzato io - non sono proprio cose carine da dire.

avatar

bruno

circa 6 anni fa - Link

Papalla, sei proprio un tanto al kilo, io ho giudicato il commento e che lo risottoscrivo visto che spari giudizi senza tenere conto di come stanno le cose, come peraltro argomentato anche da Zakk e da Nicoletta Dicova; d'altronde sono proprio quelli come te che insultano (anche se te li hanno cancellati), i [bip] che non hanno nemmeno il coraggio di dichiarare la propria identità. Mi piacerebbe proprio sapere di cosa si occupa uno che parla a vanvera e senza sapere delle attività altrui, chissà se anche per le cose che ti riguardano tu sei così sregolato e anarchico. va bene, si chiude qui. F.

avatar

Fiorenzo Sartore

circa 6 anni fa - Link

signori cari, dato il clima torrido (la giungla di cui sopra) chiudiamo i commenti. vi lascio con questo simpatico post del 2010 (in tempi non sospetti si dice in questi casi). http://www.intravino.com/persone/maurizio-cavalli-e-gli-ignoranti-dello-champagne/

Commenti chiusi