Belli e possibili 2. Gli Champagne sotto i 30 euro (quasi una guida)

di Andrea Marchetti

Seconda parte della nostra guida agli Champagne anticrisi e si cambia subito zona. Nella Vallée de la Marne (VdM) si coltivano tutti e tre i vitigni principali, ma quello che sembra essersi adattato meglio, forse per la migliore resisistenza alle gelate, piuttosto frequenti da queste parti è il pinot meunier. I terreni sono costituiti prevalentemente da marne, argille e solo in minima parte da gesso.

Trudon
piccola azienda che coltiva 7 ha a Festigny, nel cuore della VdM, su terreni argillo calcarei.
Sélection Brut: stile morbido e fruttato, ma assolutamente non banale, la classica bottiglia per tutte le occasioni..!

Laherte Frères
La sede è a Chavot, Coteaux Sud d’Epernay (Vallée de la Marne verso il confine con la Côte des Blancs). Possiede oltre 75 parcelle tra VdM e la CdB, per un totale di circa 10 ha. Il lavoro è rispettoso del territorio e l’azienda è in conversione biodinamica. Lo stile della maison è affascinante, il timbro minerale è quasi sempre presente, i vino sono asciutti, snelli, intriganti, a volte ci scappa qualche imprecisione, ma considerando la dinamicità aziendale gliela si perdona più che volentieri. Esegue anche un’attività di recupero di vecchi vitigni storici oggi per lo più abbandonati.
Grand Brut Ultradition (60%pm 30%ch 10%pn tutti da sottosuoli calcarei): vino dal grande rapporto q/p, naso agrumato, frutta bianca acida acerba, non particolarmente complesso, ma estremamente preciso e definito, sorso serrato e verticalissimo, un tuffo di freschezza.
Blanc de Blancs Brut Nature (100% ch da sottosuli gessosi): fruttato e floreale bianchi, agrumi, il sorso è asciutto ed intrigante da vero non dosato, chiusura minerale che sembra di leccare un sasso…
Rosé de Saignée Les Beaudiers (100%pm): è l’unico vino fuori scala prezzi che elenco in questo post perchè ne vale veramente la pena. È uno di migliori rosé in assoluto, da vigne vecchie, affascinante. Fruttato, speziato, minerale, in bocca coniuga scorrevolezza con sostanza, da provare.

Yves Ruffin
20.000 bottiglie da 3 ha di vigne attorno ad Avenay Val d’Or, nella Vallée de la Marne, ma a poca distanza dalla Côte des Blancs ed ancor meno dalla Montagne de Reims , coltivati per il 60% a chardonnay e per il restante 40% a pinot noir. La filosofia aziendale cerca di coniugare tramite questi due vitigni finezza e potenza. Ha la certificazione biologica dal 1971 (!!!) e questo è un dato molto significativo. I vini sono rigorosi e non da primo impatto, un po’ ammorbiditi dalla malolattica sempre svolta dal vin de réserve ottenuto col solera.
Brut 1er Cru (50%pn 50%ch): ben riuscita la sintesi di finezza, eleganza e potenza, un bel fruttato rosso in evidenza, in bocca ha sostanza, persistenza e chiude con nette note minerali.

Geoffroy
L’azienda possiede 13 ha vitati nella Vallée de la Marne, esegue lotta integrata.
Expression Brut Premier Cru (50%pm 40%pn 10%ch): naso con discreta complessità, si sente la frutta, un agrumato scuro e note vegetali, in bocca è ben disegnato, ha buona bevibilità, ma senza scivolare via.

Bruno Michel
70.000 bottiglie all’anno per questo integralista del biologico, 13 ha di vigneto, la sede è a Pierry, nei Coteaux Sud d’Epernay.
Cuvée Blanche Brut (60%pm 40%ch): alcune note evolute, dolci e tostate non ne pregiudicano la freschezza generale ed anche il sorso è piacevole e scorre bene nonostante una certa grassezza.

La Côte des Blancs (CdB) è coltivata prevalentemente a chardonnay, vitigno che dona freschezza ed eleganza, i suoi terreni sono prevalentemente gessosi e calcarei, ad eccezione della zona sud dove si trova un fondo sabbioso a base gessosa.

Jeaunaux-Robin
Si trova a Talus-Saint-Prix, al limite sud della Côte des Blancs, verso la Côte de Sézanne. Possiede 5 ha intorno al villaggio, la maggioranza vitati a pinot meunier per una produzione di circa 45.000 bott. annue. Viene praticata un’agricoltura biologica.
Selection Extra Brut (60%pm 30%pn 10%ch): vino abbastanza semplice ma ben fatto, si avvertono sentori fruttati, agrumati e floreali, in bocca ha discreta sostanza, adatto a tutte le occasioni.
Préstige Brut Zéro (80%ch 20%pn): discreta ampiezza olfattiva e buona materia in bocca, il suo punto forte è l’equilibrio.

Voirin-Jumel
Maison a Cramant in piena Côte des Blancs, gestisce 11 ha di proprietà, tutti in CdB, tranne una parcella in VdM. Lo stile aziendale produce vini abbastanza docili, anche i non dosati sono discretamente morbidi; tutti i prodotti sono molto puliti, piacevoli, adatti ad ogni palato ed hanno un ottimo rapporto q/p.
Segnalo Blanc de Blancs Grand Cru Brut (100%ch) : beverino, ideale in ogni momento, fiori bianchi ed agrumi, il sorso è appagante, il finale garbatamente minerale.
Blanc de Blancs Brut Grand Cru Brut Zéro (100%ch) : cresce in complessità rispetto al brut, si aggiungono sentori fruttati, in bocca è più asciutto ed incisivo, è un bel bicchiere.

Cazals
Maison a Mesnil-sur-Oger, nel cuore della CdB, possiede 9 ha interamente a chardonnay da cui nascono vini la cui messa a fuoco è molto buona, incentrati su un fine frutto e bella acidità.
Carte Blanche Brut (100%ch): naso fine, fresco e floreale, estrema la bevibilità.
Cuvée Vive Grand Cru Extra Brut (100%ch): attacco fruttato acido, pera acerba, fiori bianchi ed agrumi. In bocca ha sapore, chiude su una scia minerale speziata.

Pascal Doquet
Certificato biologico, fermentazioni con lieviti indigeni, sede a Vertus, vini mai banali.
Blanc de Blancs Brut (100%ch): è un vino semplice, ma è un vero blanc de blancs, fruttato fresco chiaro, florealità bianca, agrumi, fresco e di facile e pronta beva, chiusura minerale.

Pierre Moncuit
25 ha a chardonnay, quasi tutti a Le Mesnil-sur-Oger.
Cuvée Delos Blanc de Blancs (100%): gran bel vino, fresco, pulito, trasparente.

Pierre Péters
Quasi 18 ha a Le Mesnil-sur-Oger da cui ottiene vini che rispecchiano il territorio.
Cuvée de Réserve Brut (100%ch): sentori chiari, agrumati e minerali per una bevibilità fresca ed appagante. Costa qualcosa in più di 30 euro ma, credetemi, ne vale la pena.

La Côte des Bar (CdBar) è situata nel dipartimento dell’Aube, distaccata dalla zona classica a circa 100 Km a sud di Reims, abbastanza vicina alla Borgogna. I terreni sono costituiti più che altro da marne, argille e calcare, non vi sono zone gessose, il vitigno principe è il pinot nero.

Marie Courtin
3 ha nei pressi di Polisot, 20.000 bottiglie all’anno, utilizzo della biodinamica (certificato) e di lieviti naturali autoctoni. Lo stile è potente, ma equilibrato da sapidità e mineralità.
Resonance extra brut (100% pn): vino originale, fruttato maturo e floreale scuro, ma l’impalcatura è ben sostenuta da un robusto scheletro sapido-acido, in bocca si allarga in maniera esemplare. Non è un vino che gioca di fino, ma ha personalità…scusate di nuovo il termine di cui ultimamente si abusa troppo (specialmente per quei prodotti che forse non hanno altro da dire, ndr) ma in questo caso ci sta davvero..

Piollot
Vigneron da cinque generazioni a Polisot, vinificazione tradizionale, applicazione di agricoltura biologica e pratiche biodinamiche.
Cuvée de Réserve Brut (70%pn 30%ch): note fresche e mature si fondono, fruttato rosso ed agrume si incrociano con sentori più evoluti con un buon ritmo, in bocca c’è sostanza, ma anche acidità.

Concludo sottolineando l’importanza di un’agricoltura, se non biologica o biodinamica, almeno ecocompatibile in una regione come la Champagne che ha sempre utilizzato e continua ad utilizzare una quantità elevata di sostanze chimiche e pesticidi.

La prima parte del post qui

 

19 Commenti

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Vittorio

circa 3 anni fa - Link

Per l'appassionato sono nomi ormai abbastanza noti, comunque interessante segnalare le cuvée magari di secondo piano. Certo nella fascia di prezzo sotto i 30 euro c'è un mondo. Non necessariamente di soli RM.

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patrizia

circa 3 anni fa - Link

Anche Yannick Doyard, a Vertus!! Sempre grazie per la segnalazione del nome degli importatori...

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francesco

circa 3 anni fa - Link

ho assaggiato doqet gia 3 volte nell'arco delle ultime settimane, era pesante carico di colore e proprio niente carattere bdb Sembrava quasi volontariamente pesante Peters perfetto e con equilibrio e pericolosa spensieratezza, q/p eccezzionale Francesco

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Andrea Marchetti

circa 3 anni fa - Link

Blanc de blancs non significa necessariamente Salon, significa da uve bianche e nel bdb di doquet si sente bene lo chardonnay, lo stile intenso e maturo si avverte maggiormente nei suoi prodotti di fascia più alta, nel bdb brut a volte emergono note un po' più mature, ma l'ultima volta che l'ho provato (sboccatura di un paio di anni fa circa) era come l'ho descritto.

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Zakk

circa 3 anni fa - Link

Ho trovato ottimo un produttore dell'Aube che farà capolino con le sue bottiglie per la prima volta in Italia tra settembre e ottobre: Michel Furdyna.

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Pietro

circa 3 anni fa - Link

lo acquisto dal 2004 su vinatis.com concordo ottimo prodotto.

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Vittorio

circa 3 anni fa - Link

A me Furdyna non è piaciuto neanche un po' invece. Troppo rustico e semplice.

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Andrea Marchetti

circa 3 anni fa - Link

Qualche altro esempio di dove recuperare le bottiglie: Su http://www.ilpostvino.it/index.php/cosa/le-offerte a 24€ Expression di Geoffroy e 25€ Cuvee Blanche di Bruno Michel su http://www.letiquette.it/champagne propone Laherte Frères Grand Brut Ultradition a 26€, Blanc de Blancs Brut Nature a 29€, Yves Ruffin a 29, i due di Jeaunaux-Robin a 24 e 28, voirin jumel Blanc de Blancs Grand Cru Brut a 23, Marie Courtin Resonance a 29

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Gino

circa 3 anni fa - Link

Evvai! Enotecari! Diamoci la zappa sui piedi!

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giuseppe

circa 3 anni fa - Link

dove posso reperirli a roma

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francesco

circa 3 anni fa - Link

Adesso riesco a capire meglio la tipologia BdB grazie per la delucidazione, adesso mi verrá sicuramente più facile apprezzare questi prodotti

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antonio f.

circa 3 anni fa - Link

segnalo il BdB Lalore di Demarne -Frison (Aube) . molto molto interessante

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Zakk

circa 3 anni fa - Link

Molto buono davvero, però costicchia. Io poi preferisco il blanc de noir Goustan della stessa azienda

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antonio f.

circa 3 anni fa - Link

io l'ho assaggiati entrambi un paio di volte in degustazione [ma ricordo il Goustan come assemblaggio di Chardonnay e PN... buh]. mineralità superba. per curiosità, visto che hai detto che costicchia. qual è il prezzo di mercato del Lalore,più o meno?

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andrea jermol groppi

circa 3 anni fa - Link

Il blanc de blanc gran cru di Sadi Malot l' ho provato lo scorso novembre a Parigi al salone dei vignaioli indipendenti. L' ho pagato una ventina di euri e mi è sembrato il miglior rapporto qualità prezzo nei blanc de blanc. Quest' anno ritorno col carrellino, prendo il treno notte, pago 110 euro, mi prendo una cassa del vino di cui sopra più altre 3 assortite tra Borgogna e Alsazia. Poi torno a casa felice per aver passato due giorni a sguazzare tra le migliaia di stand di Porte de Versailles ed ( motivo per cui son anni che non vado a Verona) essermi comprato le bottiglie che più mi son piaciute. Con la speranza che un giorno Piacenza possa diventare qualcosa di simile.

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Nia

circa 3 anni fa - Link

Complimenti Andrea. Bell'articolo, competente, lineare e preciso. Grazie dei suggerimenti.

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gian paolo

circa 3 anni fa - Link

ciao Andrea ,bel pezzo veramente!mi incuriosiscono i vini di Laherte Frères sopratutto il Rosé de Saignée Les Beaudiers,sai dove si possono trovare?grazie e compliments.ciao GP

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Danilo

circa 2 anni fa - Link

Vi dó una dritta a tutti, contattate direttamente le cantine, il laherte frères ultradition in cantina costa €15,20. Alcuni produttori fanno il trasporto gratuito

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