di | lun 08 lug 2013 ore 15:40
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Pusole, il vigneto di cannonau
Nuovi arrivi

Belle sorprese. Il Cannonau di Pusole, per esempio

Mi sono imbattuto in questo Cannonau un po’ per caso. L’assaggio era infatti inserito in una batteria di grande varietà che spaziava da nord a sud, da est ad ovest. C’è voluto però solo un attimo perché scattasse qualcosa, la sensazione a partire dalla prima occhiata a quel rosso rubino leggermente scarico di trovarsi davanti a qualcosa di diverso prima, di notevolissimo poi. Ma permettetemi un piccolo passo indietro.

Roberto Pusole viene da una famiglia nella quale il vino ha sempre ricoperto un ruolo di grande importanza, senza però essere necessariamente protagonista. Un’azienda agricola dove ancora oggi viene portato avanti l’allevamento semibrado del suino Razza Sarda e la coltivazione di mais e di olivi. Già a diciotto anni aveva le idee chiare: studiare enologia per tornare a casa dopo qualche anno con quelle conoscenze e con quell’esperienza necessarie a fare di una passione un lavoro. Ecco quindi arrivare l’università, a Torino, e le tante vendemmie tra un esame e l’altro nelle Langhe presso Conterno Fantino, a Monforte, produttore che non ha bisogno di presentazioni. Un rodaggio interamente finalizzato a quel lavoro che aveva così chiaro in mente, quello sul “suo” cannonau, a casa, nella provincia dell’Ogliastra.

Nasce così a partire dal 2012 un nuovo progetto, quello che Roberto, oggi ventiseienne, porta avanti con il fratello Lorenzo e la sorella Loredana. “In questo momento stiamo vinificando i frutti dei due ettari che abbiamo sempre avuto“, mi racconta Roberto al telefono, “ma ne abbiamo appena piantati altri cinque, entreranno in produzione tra qualche anno“. Parola d’ordine, cannonau. “Non si tratta però di un’unica varietà. È vero che sempre di cannonau si tratta, ma in vigna abbiamo quattro diversi biotipi, è da lì che viene la selezione massale per il nuovo vigneto. In campagna cerchiamo di rispettare la tradizione locale. Non diserbiamo, non inerbiamo, non irrighiamo, non usiamo sostanze chimiche o ormoni che interferiscono col ciclo vitale della pianta, non usiamo antimuffa. Movimentiamo la terra e controlliamo le erbe invernali con il pascolo di greggi di pecore.”

Questo Cannonau, dicevo. Lo vedi subito, anche dal colore, che è vino “pensato” in modo diverso rispetto a molti dei suoi vicini di casa. È rosso rubino scarico e vivo al tempo stesso. “Avevamo paura“, mi racconta Roberto sempre al telefono, “le previsioni davano pioggia e non ce la siamo sentita di rischiare, abbiamo raccolto subito e ci è andata bene. Quei pochi filari che erano rimasti da vendemmiare invece li abbiamo persi. Il colore viene proprio da questo, ha più a che fare con il momento di raccolta che con la macerazione. Cerchiamo maturazione, non surmaturazione. Profumi di frutta, non di confettura. Personalmente questi Cannonau così concentrati, se vuoi anche un po’ pesanti, mi hanno stufato. Me lo chiedi e certamente sì, aspiriamo ad una certa idea di eleganza.

Eleganza che, è innegabile, caratterizza tutto l’assaggio. Da un profilo olfattivo tutto giocato su un continuo rincorrersi tra note floreali e fruttate – geranio, ibiscus, ribes, ciliegia – cui fanno da sottofondo toni di pepe rosa ad un assaggio fresco e reattivo. Appagante per volume e al tempo stesso segnato da un’acidità ficcante, che lo accompagna verso un finale di grande pulizia e persistenza. Un Cannonau di notevole slancio, che si libra leggero senza mai perdere, nemmeno per un secondo, quella sua anima mediterranea che fa parte della sua natura più intima.

“In cantina cerchiamo di intervenire il meno possibile e di lavorare rispettando la tradizione. Lasciamo le bucce a macerare per circa dieci giorni, usiamo lieviti selezionati solo nella prima vasca con la quale facciamo il pied de couvée per tutte le altre, non controlliamo le temperature se non arieggiando, non filtriamo prima di imbottigliare.” E poi da questa vendemmia sono state ricavate anche nove barrique che daranno vita ad altre duemilacinquecento bottiglie di Riserva, “vino che metteremo in commercio tra due anni, credo“. Non vedo l’ora di assaggiarlo.

[Trasparenza per un mondo migliore: ho bevuto il Cannonau di Pusole durante gli assaggi che periodicamente faccio presso la sede di un e-commerce con cui collaboro e per cui scrivo parte dei testi, tra cui quelli relativi alle degustazioni dei vini in vendita. Va da sé che è attività per cui vengo retribuito ma dalla quale, successivamente, non percepisco alcuna percentuale. Non per questo Cannonau, non per altre bottiglie].

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Info su Jacopo Cossater

Wine blogger (e giornalista) per passione, operaio della comunicazione per mestiere, sognatore per vocazione.
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17 commenti a Belle sorprese. Il Cannonau di Pusole, per esempio

  1. grande Roberto, super solido nelle idee e nel cuore!

  2. avatar Alberto

    L’azienda in questione non ha un sito internet presso il quale informarsi più dettagliatamente?
    Grazie

  3. avatar Paolo

    Un indirizzo, un nome dell’azienda, diamine. Ho letto e riletto, ma se non sono assonnato, nulla mi dice come, dove che fare per andare sul posto quando saro’ in Sardegna. Che mi tocca finire di nuovo a Villagrande Strisaili, dove il pastore comincia alle 11 del mattino a farmi assaggiare il pecorino appena fatto, e finisce a trattenermi a cena con il maialino…

    • Haha. Non malissimo in effetti.

      L’unica indicazione che ho è che si tratta di Azienda Agricola nel comune di Baunei (Ogliastra). Al tempo stesso però so che il produttore ha letto il post e magari interverrà lui per dare indicazioni più precisa.

  4. avatar Roberto Pusole

    Ciao. In effetti non ho ancora il sito internet…devo porre rimedio. Ho pero una mail roberto.pusole@gmail.com alla quale rispondo con frequenza. Paolo dopo che hai mangiato mezza forma di pecorino devi passare a casa a dissetarti….fatti sentire.

  5. avatar Luka B.

    E’ in vendita su Tannico proprio in questi giorni, ma l’inserzione sta per scadere (tutti i vini proposti sono in vendita per 7/8 giorni, poi si cambia). Io ho ordinato una boccia, andando a naso e … che sorpresa vedere questo articolo. Adesso non vedo l’ora che mi arrivi

    • avatar Roberto Pusole

      Grazie Luca B. fammi sapere poi quando lo bevi.
      Io personalmente lo preferisco un pò fresco…sara che ormai qua la temperatura ambiente è un po ostile!

  6. avatar Filippo

    Ma che coincidenza…

  7. avatar GIANNETTO LAPIA

    Credo saprai che, in Sardegna, oltre a queste cose belline che gratificano il cuore stiamo assistendo anche a grandi disastri. Possibile sapere dove si trova questa azienda e numeri per il contatto? Grazie.
    Giannetto Lapia -- giornalista, sommelier enogastronomo.

    • Ciao Giannetto, il contatto di Roberto Pusole è un paio di commenti sopra il tuo.

  8. Pingback: La Sardegna è molto più di un’ipotesi | Enoiche illusioni

  9. avatar GIANNETTO LAPIA

    Ciao Jacopo,
    Con Roberto ci siamo contattati questa mattina presto (tutti e due mattinieri!). Farò il possibile per prendere coscienza di questa nuova realtà. Se passi da me, fermati: sei gradito. Giannetto Lapia -- giornalista, maestro sommelier enogastronomo -- via Deffenu, 5 -- 08020 Posada (Nu) -- tel. 0784-854133 // 340-41 27 219. mail: g.lapia@alice.it -- Cordiali saluti. Giannetto
    p.s. Perché questo tuo blog è così lento?

    • Grazie Giannetto, sei molto gentile. Il “nostro” blog è così lento perchè stiamo riscontrando alcuni problemi con il server che ci ospita. Dovremmo risolvere a breve. Un saluto.

  10. avatar Poeta

    Bevuto ieri sera, OTTIMO!!!!

    • avatar andrea balleri

      Complimenti a Roberto Pusole per il suo cannonau, l’ho bevuto 2 giorni fa, grande eleganza, ne sono rimasto colpito, bravo! adesso aspetto la riserva

  11. Pingback: Dieci vini per il duemilatredici, e dieci canzoni | Enoiche illusioni

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