Anteprime toscane. Chiantilovers annata 2015, tutti romantici a San Valentino

Anteprime toscane. Chiantilovers annata 2015, tutti romantici a San Valentino

di Andrea Gori

Il giorno degli innamorati quest’anno cade di domenica invece che di sabato e c’è stato pure Fiorentina-Inter in contro programmazione, ma Chiantilovers si dimostra ancora una volta una manifestazione gradita e attesa dal pubblico, che riempie completamente gli ancora più enormi spazi dell’Ex Manifattura Tabacchi a Firenze. Più che la curiosità dell’assaggio dell’annata 2015 e Riserva 2013 conta l’atto d’amore del pubblico toscano (e non solo) per questa denominazione, tra le poche che si impegna nel trasmettere in maniera nuova e moderna il vino e le sue belle diversità

Più di 100 aziende provenienti da tutte le sottozone del Chianti ma presenti in assaggio solo i Chianti DOCG, anche se poi ai banchi si potevano trovare Colli Senesi, Colli Fiorentini, Rùfina, Colli Aretini e Montalbano. Difficile assaggiare senza tener conto delle zone di origine ma la 2015 è stata annata così bilanciata che quasi ovunque ha dato risultati di una croccantezza e compiutezza di gusto elevati, niente a che vedere con la precedente 2014 e forse anche 2013.

Sempre difficile assaggiare campioni così giovani ma è anche vero che molte di queste bottiglie arriveranno sugli scaffali a cominciare da questo autunno quindi qualche idea del risultato in bottiglia, una volta terminato l’affinamento, ce la possiamo fare. La 2015 si rivela un’annata in effetti ottima con le componenti di acidità in evidenza ma con un corpo e un estratto finalmente in grado di tenere il passo, tannini per lo più vivaci ma senza toni verdi e amari, corpo ed equilibrio del sorso quasi sempre notevoli il che è fondamentale per dei vini che non ambiscono all’invecchiamento, ma godibili da subito. Per vini come questi, l’annata vale tantissimo, le possibilità di intervenire in cantina non sono così elevate come in altre tipologie.

Annata 2015 – Chianti

Agricola Pugliano: fresco, agrumato, di viola croccante. Bocca pulita dal tannino lieve ma azzeccato. 84
Agricola Tamburini: floreale, distinto e materico, bocca gessosa piccante e bel tannino. 85
La Cignozza: nota di fragola bellissima, frutta di bosco, resine e menta, bello il finale anche se un poco solenne. 85
Lanciola: naso che sa di susina, fragola, menta piccante e roccioso, bel finale con tannino acceso e piacevole. 86
Le Fonti: mora di rovo e ribes rosso, croccantezza e tannino acceso da affinare. 85
Marini Giuseppe: fragole, menta e balsamico piacevole, bocca con qualche rigidità ma bella pulizia e ritmo. 85
Montaioncino: brusco e acceso, non pulitissimo ma con una rusticità classica che intriga. 84
Badia di Morrona: fragole, ribes rosso e sottobosco, bocca piacevole dal finale acceso e ben dosato, tra freschezze ed estratto. 87
Buccia Nera: ribes rosso e nero, deciso e pepato, finale con note tostate e bel tannino. 86
Camperchi: lamponi e more, bocca rotonda e fresca, succosa e sapida. 86
Cantine Bellini: bella viola e fragola appena matura, pepato e con bella struttura. 86
Cantine l’Arco: saporito lieve, delicatamente aromatico ma seducente, davvero una bella materia con un’ottima prospettiva. 87
Cantine Ravazzi: ribes menta e lampone, bocca sapida e croccante. 86
Casale dello Sparviero: aromatico e dotato di una bella spinta sapida di rosmarino e fragola. In bocca è fine e delicato ma con una riserva di rabbia tannica che si farà valere.87
Castello del Trebbio: arancio rosso e fragola in confettura, roccioso e sapido, bocca precisa e croccante. 86
Castello di Gabbiano: leggere note di banana poi ribes e mirtilli, bocca con belle note sapide e fruttate, piacevole. 85
Castello di Oliveto: olive e fragole, bocca dal piglio tannico e sostanza fruttata, scorre via saporito. 86
Castello di Poppiano Guicciardini: floreale e intenso, ampio e con tanto ribes e sapidità, bel finale. 86
Castelvecchio: molto maturo, frutto spesso e in via di apertura ma possiede un bel grip tannico e lunghezza. 87
Chianti Trambusti: agrumi e pepe, bocca agile e floreale. 84
Colognole: resine  e agrumi, frutta di bosco e mallo di noce curioso, bocca cangiante e succosa; il tannino è rugginoso ma piacevolissimo. 85
Corbucci: menta, lavanda e amarene, bocca di struttura e corpo ma ben sorretta dall’acidità, un vino ambizioso. 86
Fattoria Casagrande: pepe verde e lamponi, macchia mediterranea. Bocca saporita e con sfumature fruttate e sapide. 88
Fattoria Casalbosco: lamponi ribes e salvia, bocca carnosa con una spinta acida precisa. 85
Fattoria di Faltognano: pepe, more e molto vivo, sapidità e acidità sferzanti: in evoluzione. 84
Fattoria di Piazzano: distinto, fine e polposo, bella materia e finale in crescendo di agrumi e menta. 87
Fattoria di Poggiopiano: lamponi e ribes, nota lieve gommosa e pepata. 83
Fattoria di Sammontana: minerale e tridimensionale già dal primo naso, bocca dal frutto scuro e pepato, finale acceso e solare. 88
Fattoria Dianella: distinto e fine, floreale e balsamico. Bocca di soddisfazione, presente e con un ritmo e una beva eccezionali. 89
Fattoria il Muro: pepato e classico, bocca ricca e speziata, bel ritmo in prospettiva. 84
Fattoria la Leccia: inzialmente bizzarro tra acciuga e salvia, poi si sfina sul fruttato. Bocca più precisa e sapida, tanta frutta e acidità in assestamento. 84
Fattoria Lavacchio: lavanda e rose, menta e timo, bocca ricca e fine, di belle prospettive. 87
Fattoria Montereggi: fruttino zuegg, pesca e more, sapido curioso con un bel po’ di materia da smaltire. 85
Fattoria San Fabiano: frutto e sapidità floreale, un po’ passito ma bocca piacevole e scandita. 84
Fattoria San Michele a Torri: sottobosco, menta, ciliegia e alloro, bocca piacevole e con finale lungo e floreale. 86
Fattoria Uccelliera: alloro, ribes rosso e agrumi, bocca con estrazione potente, in debito di bottiglia ma tanta sostanza. 84
Fattoria Varramista: lavanda e iris, amarene e lamponi che proseguono nel palato, sapido e secco, con finale che sveglia. 84
Fattorie Parri: bel peso fruttato nel bicchiere già dal naso, ciliegia e ginepro, bocca sapida e contrastata, con un tocco amarognolo piacevole. 85
Guidi 1929: banana e floreale, bocca un po’ contratta e acidula in debito di bottiglia ma bella materia fine. 83
La Querce:  preciso, fruttato scuro, bel piglio di corpo e sostanza. 86
La Querce Seconda – Niccolo Bernabei: vino tumultuoso ed energico, grande frutta poi resine e lamponi, finale acceso e vivo. 87
La Torre: floreale, aggraziato e saporito, bocca centrata e scattante. 84
Le Fonti a San Giorgio: amarene e ribes nero, piccante e saporito. Bocca da assestarsi ma il piglio è quello giusto. 87
Melini Governo: preciso, appuntito e floreale anche caramella ai frutti di bosco. Bocca con tannino vivave e buona spalla acida, finale agile. 86
Melini: ribes rosso e fragole, pepe e liquirizia, bel finale con tannino che si aggrappa al palato che è un piacere. 84
Podere La Castellaccia: marino e iodato quasi, in bocca ha sale e floreale, non moltissimo frutto ma la struttura è scattante e piacevole. 84
Poggio Bonelli: scarico nel colore, vivo nel profumo. Bocca esile ma sapida, arancio giallo e mela rossa nel finale, sale e tannino vispo. 85
Poggiotondo: umami e dashi, fragole mature e alloro, bocca un poco esile. 79
Ruffino: classico e floreale, frutta di bosco e viola, bocca precisa e accattivante. 87
Sangervasio: floreale composito e bella frutta di lamponi e prugna, bocca ancora cruda ma con bella stoffa. 87
Tenuta di Artimino: ferroso e floreale, bocca piacevole e croccante, bella beva con sottofondo minele terroso. 84
Tenuta il Palazzo: rosmarino e ginepro, fragole in confettura. Bocca gentile ma vispa, finale vivace e promettente. 85
Tenuta Larnianone: pepe e visciole, lavanda e timo, bocca lieve ma ficcante, finale tra agrumi e bella sapidità. 87
Tenuta Moriano: fiori e frutta di pesca e mela, bocca bella, sapida e ritmata. 87
Tenuta San Vito: delicatissimo ma penetrante con note di rose in boccio e talco, palato succoso e preciso. Gran ritmo ed equilibrio sul piacevole finale. 90Usiglian del Vescovo: pepe e amarene, tabacco biondo, bocca fresca con tannino appena scomposto. 84
Villa Travignoli: classico e dal respiro ampio, molto floreale, bocca agile piacevolissima. e sapida 87
[Disclaimer: l’autore del post è anche l’addetto alla comunicazione social per il Consorzio durante le Anteprime toscane]

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

8 Commenti

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Sergio

circa 3 anni fa - Link

scusa Andrea, ma l'acidità in evidenza è quella della giovanissima età dei campioni o una caratteristica dell'annata 2015? se è quest'ultima, direi inaspettata, visto il caldo estivo

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Andrea Gori

circa 3 anni fa - Link

in parte inaspettata ma ovviamente anche in parte dovuta all'estrema giovinezza dei vini. Ma in ogni caso di certo superiore alle attesa, del resto è una prerogativa delle grandi annate...

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Adriano Aiello

circa 3 anni fa - Link

Visto sul campo Andrea sembra sempre una persona normale. Poi se ne esce con naso particolare come di pizza ai pomodori freschi del Vesuvio :)

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Montosoli

circa 3 anni fa - Link

Grazie Andrea... Ma questi sono tutti campioni di vasca....giusto ?

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Andrea Gori

circa 3 anni fa - Link

si, tutti da vasca

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Ero presente

circa 3 anni fa - Link

Gori, in realtà disponibili all'assaggio ai giornalisti c'erano anche Colli Senesi, Colli Fiorentini, Rufina, Colli Aretini e Montalbano.

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Andrea Gori

circa 3 anni fa - Link

si ha ho preferito concentrarmi sul Chianti perchè vini molto meno recensiti e discussi di altri. Presto integro il post con gli altri assaggi, spesso superiori, ovviamente, ai Chianti

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Maddalena Mazzeschi

circa 3 anni fa - Link

Il Chianti è denominazione troppo spesso sottovalutata in favore delle sotto denominazioni che rappresentano, in ogni zona che le prevede, il gradino più alto, ma non dimentichiamo che il Chianti base è forse il vino più conosciuto al mondo in particolare tra coloro che non sono assaggiatori particolarmente "evoluti" e un bell'articolo che dia indicazioni così precise è prezioso può contribuire proprio a questa evoluzione invitando a non limitarsi a comprare quello che costa meno. Quindi grazie Andrea, anche per il bel risultato di Badia di Morrona azienda per la quale il Chianti è l'unica denominazione prodotta. Buon lavoro

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