Anteprime toscane 2014 | Il Chianti 2013 e gli altri Consorzi

di Andrea Gori

Scordiamoci per una volta i Guelfi e i Ghibellini. All’Anteprima dei Chianti sono tutti uniti sotto un’unica bandiera, quella del vino. Sarà l’effetto Renzi che si vede anche nel mondo enologico, ma per la prima volta tutti i consorzi di Toscana si trovano riuniti alla Fortezza da Basso, il polo fieristico del capoluogo toscano, per presentare ad un pubblico di addetti ai lavori l’anteprima delle nuove annate. Il ruolo principale lo interpreta il Consorzio del Chianti, presente al gran completo con le sottozone ben rappresentate e i produttori aderenti, nei propri box per il banco di assaggio. Non tutti escono con la stessa vendemmia, i Colli Fiorentini e la Rufina, per esempio, sono presenti con l’annata 2012 e la Riserva 2011.

Comunque è un bel vedere. Tutti raccolti all’interno di un unico padiglione, alla conferenza stampa si snocciolano numeri: di buyers presenti, di export del settore in continua crescita, di investimenti fatti negli ultimi dieci anni. Sorprende pensare a quanti investitori sono arrivati da fuori, convinti del nome Toscana in campo vinicolo. L’assessore all’agricoltura della Regione Toscana, Gianni Salvadori, rivolge un invito alle banche, affinché diano fiducia e sostegno a chi è disposto a creare nuovi progetti. Nella presentazione del territorio Stefano Chioccioli, enologo consulente di molte realtà vitivinicole, affronta il problema della gradazione alcolica in continuo aumento e lancia il nuovo obiettivo, quello di trovare nuovi cloni, più adatti ai cambiamenti climatici in atto.

Insomma, si respira un’aria di fiducia, nella ripresa che sta avvenendo ed in un futuro che si prospetta meno oscuro rispetto agli anni passati. Il messaggio che si cerca d trasmettere è quello di una Toscana unita, anche se caratterizzata dalle sue differenze. E i vini? Non molti i vini pronti e assaggiabili, sintomo che forse il concetto di anteprima è ancora molto distante da quello bordolese, ma qualche prima impressione ce la siamo potuta fare.

Chianti DOCG 2013
Badia di Morrona: presenta intensità di frutto e bocca piena e ricca, una buona croccantezza, anche sul finale leggero balsamico. 84
Castello di Gabbiano: ha naso piuttosto fine, un po’ di confettura di ciliegie rosse, bocca fresca con buon tannino. 84
Fattoria Lavacchio: naso con buon frutto e tocchi di liquirizia, bocca ciliegia e radice di liquirizia, lungo il finale. 84
Melini: naso composto e floreale, con lampone, bocca con liquirizia amarelli sul finale preceduta da ciliegie rosse. 84
Castello del Trebbio: naso erbaceo con tocchi di ciliegia, bocca piuttosto tannica con una buona croccantezza di frutto anche sul finale. 83
Fattoria Le Sorgenti: un profilo di frutta e caffè d’orzo, anche in bocca, buona freschezza. 83
Fattoria Varramista: naso dolce di fragola matura, bocca con spunti freschi ed erbacei, lieve e piacevole senza eccessi. 83
Ruffino: naso quasi ricco, frutto in confettura e leggere speziature dolci, bocca più scarna ma lineare. 83
Streda Belvedere: naso accattivante, dolce di fragoline di bosco e arancia rossa, bocca fresca, buona acidità, un po’ lieve. 83
Villa Da Filicaja: naso di frutto fresco, ciliegia rossa, bocca ricca e speziata, finale di mandorla. 83
Vino Sorelli: naso di robinie e rovi, bocca un po’ erbacea giocata su liquirizia e balsamico, buon finale in freschezza. 83
Azienda Agricola Malenchini: naso fresco con un po’ di ciliegia, bocca abbastanza piena. 82
Fattoria Poggiopiano: naso fragoloso, leggero, anche in bocca è fresco ma sottilissimo. 82
Azienda Agricola Casa di Monte: naso non particolarmente espressivo, un po’ di frutto rosso e toni vanigliati, bocca piuttosto fresca e piccantina, ma un po’ spoglia di frutto e corpo. 81
Azienda Agricola Corbucci: naso leggero, un po’ di nota vegetale, in bocca speziatura di peperoncino e poco più. 81
Azienda Agricola Emanuela Tamburini: naso floreale e fresco molto sottile, bocca corretta con un leggero tannino ma succo di arancia e lampone acido. 81
Fattoria Dianella: naso piuttosto floreale e ciliegioso, bocca fresca con frutto, leggero. 81
Fattoria San Fabiano: naso con tocchi di legno sul frutto dolce, bocca simile con un po’ di erbaceo. 81
Marchesi de’ Frescobaldi – Tenuta Castiglioni: naso abbastanza floreale, bocca un po’ piccantina, con tannino sul finale. 81
Villa Artimino: naso di ciliegie rosse e roselline, bocca composta, giusto anche il tannino finale di arancia rossa. 81
Castelvecchio: naso di panna e fragole, bocca leggermente disarticolata sul tannino ma punta alla piacevolezza. 80
Fattoria Bini: naso di buon frutto, corrispondente anche in bocca con una piacevole freschezza. 80
Fattoria Casalbosco: naso di frutto e rovi, bocca piuttosto corpulenta, tanto tannino e pepe, ma da pensare col cibo. 80
Fattoria Sant’Appiano: naso di charms e panna, bocca con un po’ di cipria e lampone. 80
Fattoria Valacchi: naso di fiori e vaniglia, bocca agrumata leggera spezia un po’ di tannino di ramo. 80
Le Querce: amarene e rovo; tornano in bocca con nota leggermente mentolata. 80
Tenuta il Corno: naso non intenso con sottobosco e vegetale, bocca ancor più sulle note vegetali ma manca frutto. 80

Le schede dei vini con punteggio inferiore a 80/100 non sono pubblicate.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

16 Commenti

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Montosoli

circa 5 anni fa - Link

Che commento date sull'annata 2012-2013 .....? Quale zona ha I migliori risultati ? Grazie

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Andrea Pagliantini

circa 5 anni fa - Link

Stefano Chioccioli è il consulente che stravede per le viti piantate strette, la scarsa produttività, le viti che devono patire, l'alcol imponente, i colori neri inchiostro e l'alicante bouchet perchè il sangiovese non è un gran vitigno senza rinforzino.

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AG

circa 5 anni fa - Link

Caro Andrea infatti vorrei ricordare al dott. Chioccioli quali furono i "brillanti" (detto ovviamente con l'occhio di oggi, 15 anni dopo) risultati delle studio Chianti Classico 2000.

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arnaldo

circa 5 anni fa - Link

Casomai fateci sapere se sono state buone queste due annate o cosa......credo che la 2012 abbia avuto qualche problemino ma potrei sbagliare....

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Scusa, ma io tutto questo bel vedere nell'assaggio alla Leopolda non capisco dove la vedi. Hanno fatto un Vinitaly mignon, tutto qui. Le Anteprime sono un rituale datato, costosissimo e migliorabile, ma portano stampa e operatori dove ogni vino nasce, nel territorio e nelle sue dinamiche; è questo, e solo questo, che le rende diverse da ogni altro assaggio. Ciò che hanno fatto alla Lepolda è ben organizzato, carino e ottimamente confezionato, ma è solo l'ennesimo assaggio di vino come centomila altri a New York, Londra o Shanghai. Vale la pena buttare un sacco di nostri soldi per un altro assaggio come tanti?

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Leonardo Romanelli

circa 5 anni fa - Link

@stefano Alla Leopolda ci andiamo domani...qui eravamo alla Fortezza

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Il chiaro

circa 5 anni fa - Link

Beh, trovare un bel numero di produttori di Chianti riuniti in un unico posto, per chi con il vino ci lavora con passione, è un fatto positivo. Si assaggiano produttori nuovi, si aprono contatti e per i produttori è un'occasione in più per aprire nuovi mercati. Credo serva a questo una manifestazione come la Leopolda. Chiedo al sig. Stefano che differenza ci trova on il benvenuto brunello, forse lo spazio espositivo è migliore, ma poi sempre banco d'assaggio rimane

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Benvenuto Brunello non è (e non è mai stato) un banco d'assaggio, lo facciamo nella sua terra e dentro la sua cultura per il banale motivo che un grande vino non è solo una roba rossa alcolica che si beve. Se uno ha fatto un mestiere del vino deve capirlo, e non si può capire il Brunello "prescindendo" da Montalcino.

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gianpaolo

circa 5 anni fa - Link

indubbiamente portare tanti operatori e stampa sul territorio e' un grande valore aggiunto, ma non ci si puo' ragionevolmente attendere che due o trecento persone vadano in giro per tutta la toscana per 15/20 giorni ad assaggiare in loco tutti i vini. Questo puo' funzionare solo per quelle denominazioni particolarmente rilevanti e attraenti, e per sua fortuna, o meglio per suo merito, Il Brunello e' una di quelle. La Fortezza e' semplicemente una possibilita' per tutte le altre denominazioni che possono cosi mettere in mostra i loro vini approfittando della consistente presenza degli invitati in una unica localita'. E d'altra parte, anche operatori e stampa hanno l'occasione di assaggiare, se lo desidrano, vini che altrimenti non avrebbero avuto il tempo e la possibilita' di conoscere.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Con questi presupposti va bene, ma non si può ignorare che sono state fatte forti pressioni sui Consorzi per spostare TUTTE le Anteprime alla Leopolda. Follia da evitare.

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gianpaolo

circa 5 anni fa - Link

concordo, e' il solito vizio nostro di voler imporre la propria volonta alla gente.

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Marco

circa 5 anni fa - Link

Quale sarebbe il problema di spostare tutte le anteprime alla Leopolda? Penso che offrire ai giornalisti la possibilità di degustare più denominazioni in 3 o 4 giorni a Firenze sia, per i giornalisti, molto più comodo e meno faticoso. E per il pubblico (leggi consumatori, enoteche, ristoranti e magari importatori) poter aver un "mini Vinitaly" tutto Toscano potrebbe essere molto appetibile, Firenze oltre che essere una bellissima città appetibile dal punto di vista turistico è facile da raggiungere, con un pò di organizzazione, anche dal vicino aeroporto di Pisa. Ci sono in Toscana denominazioni poco conosciute, che fanno piccoli numeri ma con produttori degni di nota che non hanno la forza economica per poter spostare 100 e più giornalisti, Una manifestazione alla Leopolda che consenta di portare alla luce altre denominazioni e territori potrebbe far bene al movimento del vino toscano. Capisco anche che per alcune denominazioni che hanno un poter economico notevole ed un brand appetibile l'idea di spostarsi in massa Firenze non sia neanche presa in considerazione!!!

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Paolo

circa 5 anni fa - Link

Maco, c'è una chiarissima risposta di Stefano come produttore, serve altro? Se vuoi ti apparecchio il pippone (lungo ilgiusto) che spiega come e perché la lochéscion di tali manifestazioni sia cruciale dal punto di vista economico, del marketing, del brand. A me basta sorridere pensando alla battaglia di Montaperti, per dire la prima che mi viene in mente, e dire: la combattono ancora, con altri mezzi! :) (semi-cit.) Perché il terroir, alla fine, non è solo gli uomini che lo vivono, ma anche la storia che l'ha costruito. Sperando che Cinelli Colombini non mi incenerisca :)

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Stefano Cinelli Colombini

circa 5 anni fa - Link

Paolo sono d'accordo, altro che incenerirla! Marco, se vuole un banco d'assaggio di ogni Denominazione Toscana, ben organizzato e collegato benissimo la informo che c'é già; è l'Enoteca Italica a Siena, un Ente Pubblico aperto a tutti 12 mesi all'anno. Ci vada, si divertirà.

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Luca

circa 5 anni fa - Link

Sono d'accordo alla grande...un vino senese si presenta a Siena e un pisano a Pisa. Questo accentramento a Firenze non giova nè ai fiorentini nè agli altri ma crea grande confusione. Provate ad andare in Francia e a un vino di Angers (Anjou) di fare l'anteprima a Tours (Touraine) e viceversa per vedere cosa vi rispondono. Se si perde il terroir si perde tutto gente...

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Marco

circa 5 anni fa - Link

@Paolo Certo, so bene che vendere il vino significa anche vendere il territorio dove è prodotto e a Montalcino fanno bene entrambe le cose. La risposta di Stefano come produttore di Brunello di Montalcino è chiarissima e dal suo punto di vista posso solo concordare, speravo che rispondesse qualche produttore di Orcia DOC, Chianti delle Colline Pisane o altre piccole Denominazioni sconosciute alle masse, per capire se loro sarebbere disposti a spostarsi dal proprio territorio per far conoscere i loro vini, Se Maometto non va alla montagna........ @Stefano Concordo Enoteca Italiana visitata, ma non è la stessa cosa di un OPEN DAY di vini Toscani, dove poter incotrare in un solo luogo produttori delle diverse zone toscane e magari scambiare 2 chiacchiere con il produttore. @Luca un vino senese si presenta a Siena e un pisano a Pisa, non fa una piega, ma se nella stessa settimana presentassero il Brunello a Montalcino il Chianti classico a Firenze ed il Chianti Colline Pisane a Pisa, probabilmente farei solo le prime 2, mentre se fossero tutte nelle stesso posto coglierei l'occasione per assaggiare anche qualche Chianti Pisano.

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