Anteprime Toscane 2013. Il Brunello di Montalcino 2008 (seconda parte)

di Andrea Gori

Seconda parte degli assaggi di Brunello di Montalcino
Solaria: Aromatico, evoluto e penetrante già al naso, bocca ancora carnosa e vitale 90
Talenti: Frutta caramellata e pepe, note di tostature e lavanda. Bocca che perde in sostanza ma la lunghezza c’è. Per gli amanti del genere legno e frutto intenso. 87
Tassi Franci: Molta estrazione e concentrazione, anche troppa. Le note di frutta cotta finiscono per appesantire il palato. 78
Val di Suga: Compassato e serio con un sentore di fiori rossi che alleggerisce l’olfazione. Bocca piena e pepata, finale sapido. 87
Tenuta Croce di Mezzo: Verbena e lamponi con un tocco etereo e salmastro. Bocca che chiude veloce ma in freschezza e levità. 84
Tenuta di Sesta: Floreale, ampio e balsamico di melograno e ciliegia, bocca non corposa ma infine saporito. 86
Tenuta La Fuga: Evoluzione notevole nel frutto che, tra mora e mirtillo, vira verso la confettura. Bocca che rimane piuttosto snella nonostante il legno e il tannino 84
Tenuta Le Potazzine: Interpretazione da manuale dell’annata, naso piccante di frutta rossa e senape, cardamomo e anice. bocca agile e fresca. 91
Tenuta San Giorgio Ugolforte: Un filo di ossidazione accompagnato da una nota malica, bocca di fruttino zuegg con poco mordente. 77
Tenute Silvio Nardi: Piglio accattivante, fresco di ciliegia durone e intenso di viola, bocca saporita, appagante. 88
Terre Nere: Cupo, dal profilo molto maturo di visciole e caramello, bocca che migliora senza decollare. 82
Tiezzi: Molto composito, note di frutta fresca e nera. Bocca ricchissima e snella, bel finale balsamico. 86
Tiezzi Vigna Soccorso: Solito carattere suadente e ricercato, c’è finezza e classe, ma bocca più terrena e corposa. 88
Uccelliera: Stoffa e potenza sotto controllo, profuma di thè inglese e ciliegia matura. Bocca appagante che promette un futuro notevole. 94
Vasco Sassetti: Sottile e polveroso, a tratti balsamico, bocca più impastata seppur dinamica. 85
Ventolaio: Menta, vaniglia e frutta candita, bocca piatta e poco ritmata. 81
Verbena: Naso dolce di susina e ribes rosso, miele di eucalipto e mosto cotto, bocca dolce e piccante non risolta al meglio. 80
Villa a Tolli: Sapido e floreale già al naso, bocca fresca e divertente. 85
Villa Le Prata: Olfazione non pulitissima, bocca ferrosa con richiami di lampone, finale molto fruttato. 83
Villa Poggio Salvi: Aromatico e frutta sotto spirito, bel finale non lunghissimo. 83
Aglieta Roberto: Salvia, menta e mallo di noce, bocca che vira su ginepro e ciliegia,  tannino non risolto. 83
Agostina Pieri: Molto speziato e aromatico su note di salvia, timo, amarena e tabacco, bocca appena dolce ma ben costruita. 86
Agricola Centolani Tenute Friggiali: Naso balsamico di lavanda e cipria, fruttato nitido e dolce, bocca snella e immediata. 87
Agricola Centolani Tenute Friggiali Pietranera: Pepato e carnoso, un poco stanco, ma bocca che rivela classe e scioltezza. 88
Argiano: Ricco e balsamico di sandalo e cuoio. Bocca appagante e persistente con finale di mallo di noce e vaniglia. Un classico nel suo genere, anche se il legno compensa la scarsità di frutto. 88
Armilla: Non pulitissimo ma il frutto è croccante, bocca smagrita. 78
Baccinetti: Molto evoluto con note di vinsanto, palato scomposto e appena sapido. 76
Banfi: Frutto rosso e nero non freschissimo, ciliegia e mandorla emergono bene, bocca più dinamica e fresca. 86
Banfi Poggio alle Mura: Intenso e aromatico di menta, viola e mirto, bocca molto sapida e dolce anche se il tannino è ancora greve. La sostanza è comunque notevole, tenuta a freno dall’ottima sapidità. 88+
Barbi: Dimesso e tranquillo con un bel bouquet floreale contornato da ribes rosso e lamponi in confettura, bocca solida e pacata, con sapidità che emerge nel finale pulitissimo e piacevole. 87
Bartoli Giusti Tenuta Comunali: Frivolo e lezioso sulle note di pesca, lampone e tabacco, bocca che rimane dolce e con poca struttura. 83
Bellaria: Floreale e simpatico al naso, bocca che non convince appieno. 82
Bellaria Assunto: Pepato e ricco di amarena e arancio candito, palato che presenta un bel frutto maturo e dal tannino pulito. 86
Belpoggio: Molto intenso e carnoso, pepe e vaniglia. Bocca speziata e finale discreto, anche se manca l’allungo. 86
Brunelli: Schietto, sapido e floreale per un naso molto elegante, si rivela un poco asciutto e magro in bocca. 80
Camigliano: Dolce di visciola e lampone, suadente e ruffiano come al solito ma molto ben riuscito. 86
Campogiovanni: Più cupo e scuro di altri anni, non pulitissimo ma è presente un bel frutto. 83
Canalicchio di Sopra: Distinto e morbido di amarene e lavanda, bocca molto ben riuscita, di corpo sapido e tannino divertente. 89
Canneta: Schietto e diretto, non molto profondo e amarognolo. 77
Cantina di Montalcino: Naso fine e floreale, con nota di visciola molto evidente e aromatica, palato piatto e senza troppi slanci. 83
Cantina di Montalcino Selezione Da Vinci: Mallo di noce, nocciola e prugna, bel carattere forse un po’ appesantito, bocca energica e senza snellezza. 84
Capanna: Balsamico e sapido già dal naso, bocca di ciliegia fresca e oliva , discreto tannino. 86
Capanne Ricci: Non pulitissimo ma intenso di amarena, bocca sottotono ma di discreta lunghezza. 83
Caparzo: Naso complesso di frutta, vaniglia e spezie (cardamomo). Bocca elegante e fine, di bella fattura. 90
Caprili: Profumi eleganti di bergamotto, arancio rosso ed erbe aromatiche, bocca compatta, sul frutto scuro, e buona sapidità. 91
Casanuova delle Cerbaie: Durone, menta e visciole, poi cicoria e liquirizia, bocca con molta sostanza e un tannino ricco. 87
Casisano Colombano: Magro, fine, molto floreale e, a tratti, qualche tocco fruttato di fragola e susina. Finale sapido e scorrevole. 82
Castello di Velona: Viola e cuoio poi emergono ciliegia e ginepro. Bocca scarna, dal finale agrumato ma senza entusiasmo. 80
Castello di Romitorio: Accenni di salsedine, menta, amarena e giusto una nota rinfrescante di alloro. Palato un po’ fermo, solo dissetante ed equilibrato. 87
Castiglion del Bosco: Note di menta ed erbe provenzali e una bocca senza scosse, appena piacevole. 84
Cava d’Onice: Originale e sapido, giocato sui toni di salvia e ginepro e tabacco. Bocca migliore del naso, di facile beva. 85
Citille di Sopra: Menta, ginger e una stuzzicante nota di fragola, bocca sapida e semplice, di buona beva. 83
Col di Lamo: Balsamico e fragoloso, bocca piatta sovrastata  dall’alcol. 80
Poggio il Castellare: Resina di pino e fiori di campo lasciano il passo a qualche nota cotta e bollita, bocca scarna e senza guizzi. 78
Col d’Orcia: Naso ampio di frutta sotto spirito e poutpourry floreale, bocca elegante e nobile, fresca come l’annata richiede. 88
Coldisole: Molto intenso di mirtillo e susina nera con cenni di tabacco e cuoio. Bocca che macchia, piuttosto pesante. 81
Collelceto: leggeri toni di menta e fragola in confettura, poi yogurt agli agrumi. Bocca senza scosse, solo piacevole. 81
Collemattoni: Olfatto stanco, di frutta passita, bocca asprigna e magra. 76
Corte dei Venti: Sandalo e cardamomo in primo piano  toni fruttati sullo sfondo, bocca semplice con un buon finale di fragola. 84
Cupano: Opulento e sontuoso sulle note di bergamotto, zenzero, amarena. Palato ampio e tannino elegante che dona profondità. 93
Fanti: Naso semplice di arancio rosso e lampone molto fresco, vanigliato. Finale piacevole, senza scosse. 80
Fattoi: Incenso, amarena e una bocca dolce, forse un residuo di legno e vaniglia. 82
Ferrero: Nota di carne sugo che sporca l’olfazione, bocca piacevole, che finisce sulle note di menta e mora. 80
Fornacelli: Rosmarino, poi visciola, ribes rosso e anice. Bocca fresca, quasi magra. 84
Fornacina: Notevoli le note fruttate di fragola, pesca e albicocca passite, bocca mentolata e fresca, finale discreto. 85
Fossacolle: Naso fruttato e fresco, bocca tannica e piatta. 78
Fuligni: Molta frutta sotto spirito, bocca sapida e salina, bel finale di carattere. 86
Podere San Filippo Le Lucere: Toni olfattivi in contrasto di prugna e sale, oliva e liquirizia. Bocca molto potente e decisa, accattivante. 88+
Costanti: Succoso e vibrante di frutta rossa pepata, rosmarino e origano. Alcol troppo presente, ma ha una forza impressionante. 90
Campi di Fonterenza: Toni di sottobosco e carne, che virano su mirtillo, prugna e poi oliva e finocchio. Bocca in evoluzione, già sapida e fresca. 86
Podere Salicutti Piaggione: Naso pulito, fresco e diretto di ribes rosso, bocca snella e fine anche se non trascinante come altri anni. 86

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

19 Commenti

avatar

Emanuele

circa 6 anni fa - Link

Se da un lato ho maturato opinioni diverse - "so what?", dirai tu - su alcuni vini, dall'altro mi conforta notare la convergenza in certe valutazioni importanti: ad esempio Le Potazzine, Uccelliera, Cupano, Caprili.

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 6 anni fa - Link

le opinioni diverse sono benvenutissime...specie quando si assaggiano tanti campioni un margine di errore ci sta sempre! I migliori per te?

Rispondi
avatar

Emanuele

circa 6 anni fa - Link

appena finisco di riordinare gli appunti ti dico.

Rispondi
avatar

Armando Castagno

circa 6 anni fa - Link

Mi rivolgo ad Andrea per conoscere il suo parere a proposito di una cosa. A tuo giudizio, Andrea, quanti di questi tuoi voti e giudizi sarebbero stati migliori se l'assaggio dei Brunello della vendemmia 2008 l'avessi svolto nel febbraio 2011? O meglio: ti è capitato di assaggiare questi stessi vini da botte o in bottiglia due anni fa o un anno e mezzo fa: erano così incompiuti, così incerti, così embrionali?

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 6 anni fa - Link

non mi capita solo a Montalcino...tanti vini in botte mi paiono molto migliori e promettenti di quanto appare in bottiglia o comunque a Benvenuto Brunello. In generale, escono sempre molto più piacevoli i Chianti Classico alla rispettiva anteprima. Certo tannino e struttura impongono altre scelte e altre lavorazioni ma a Montalcino all'anteprima si fa sempre molta fatica ad assaggiare. Sarà in parte dovuto alla tipologia di vino ma credo anche alla questione dei rinfrescamenti più o meno selvaggi che vengono effettuati in maniera disinvolta e quasi random

Rispondi
avatar

Montosoli

circa 6 anni fa - Link

La questione dei rinfrescamenti e tutta da discutere .......meno male che la maggior parte dei consumatori del Mondo non ne e a conoscienza......altrimenti ai voglia a domande ...... Andrea.....avrai anche modo di recenire le Riserva 2007 e single vineyard ? Grazie

Rispondi
avatar

Zakk

circa 6 anni fa - Link

Per carità, divergenze di opinione sono il minimo che possa accadere, ma su una non riesco a capire: come si può arrivare allo stesso punteggio tra mister lego Cupano e best taste of the year Uccelliera? Boh?!?

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 6 anni fa - Link

sono due vini diversissimi ma tutti e due fatti benissimo. sui gusti non si discute ma dal punto di vista della fattura sono due vini ineccepibili. Basta sapere a cosa si va incontro quando si comprano. Tra i due io forse comprerei Uccelliera (anche perchè costa quasi la metà) ma chi ama Cupano troverò quest'annata notevolissima

Rispondi
avatar

Zakk

circa 6 anni fa - Link

Ecco, a me sorprende che chi apprezza l'uno riesca ad apprezzare pure l'altro. Che Cupano sia ineccepibile enologicamente.... Beh, tutto quel legno per me (PER ME) è un difetto anche se so a cosa vado incontro.

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 6 anni fa - Link

Zakk ti spiego il mio punto di vista... Per la mia etica un critico e un giornalista dovrebbero sempre avere per cliente e riferimento il pubblico e i lettori che non puoi mai sapere che gusti abbiano quindi quando assaggio esco da quelli che sono i miei gusti personali e cerco di calarmi nei panni di un ipotetico consumatore medio (che non esiste, si sa) ma sempre meglio di tanti giudizi talebani che si leggono a giro!

Rispondi
avatar

Zakk

circa 6 anni fa - Link

Legno, non lego ovviamente.

Rispondi
avatar

Zakk

circa 6 anni fa - Link

Ma che ragionamento è? Il consumatore medio non deve essere un punto di riferimento, ma deve essere l'obiettivo su cui puntare: "attento consumatore medio, certi sentori, anche se ti piacciono, sono difetti! Tra questi vi è il sentore di legno/vaniglia/tostatura. Sappi che il vino XXX sa di legno! Ti piace? Buon per te, ma sono affari tuoi e a noi non ci convinci." La qualità non è soggettiva e a mio modo di vedere, nel vino, il gusto di legno è un difetto. Se poi uno non lo percepisce è un altro paio di maniche, ma di solito non fa il critico enoico su internet. Al consumatore medio, se la matematica non mi frega, visto il numero di pezzi che se ne vendono, piace il Tavernello. Vorresti dirmi che quello è un grande vino perchè al consumatore medio....

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 6 anni fa - Link

Zakk guarda che il legno è da sempre parte del gusto del vino e non è scritto da nessuna parte che il Brunello non possa avere sentori di legno. Il mercato è grande e Montalcino è un grande terroir dove trovano spazio vino umorali e simil-puzzoni, vini fighetti, vini con note di legno e vini-frutto. Che male c'è? chi è che può dire quale sia l'interpretazione migliore? Conoscere e rispettare le interpretazioni mi pare fondamentale. Altrimenti se ci si deve rifare alla tradizione secolare a Montalcino dovremmo tutti assaggiare i Moscadello e amen

Rispondi
avatar

Zakk

circa 6 anni fa - Link

Io non parlo di tradizione. Io parlo di sentore di legno: a te piace il gusto del legno? Magari bello tostato? E una spruzzata di vaniglia ci può pure stare? Che all'interno di una vasta zona come Montalcino ci siano interpretazioni diverse sta bene, anzi è essenziale, ma un difetto è un difetto. Altrimenti facciamo come quel critico che diceva che tra tante cose, nel vino a volte ci finisce dentro pure l'uva.

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 6 anni fa - Link

il sentore di legno non è un difetto in sè, è una caratteristica. Certi vini lo hanno in maniera esagerata e allora è un difetto ma secondo me Cupano non rientra in questo caso. E' per questo che dico che è un grande vino ma adatto a chi piace il sentore di legno nel vino

Rispondi
avatar

il moralizzatore

circa 6 anni fa - Link

...mi chiedo dove l'autore ha bevuto il podere salicutti visto che alla manifestazione non era presente...!!!

Rispondi
avatar

Edoardo Fioravanti

circa 6 anni fa - Link

Basta farsi 5 minuti di macchina e andare in azienda.. Senno' credo da Osticcio, dove solitamente ci sono molti altri vini tra cui Biondi Santi..

Rispondi
avatar

Andrea Gori

circa 6 anni fa - Link

Grazie Edo, a parte Biondi Santi che bisogna andare a scovarlo in casa sua, da Osticcio quest'anno c'erano Salicutti, Costanti, Fonterenza e Casanova di Neri. Mancavano purtroppo Cerbaiona di Diego Molinari e Stella di Campalto

Rispondi

Commenta

Sii gentile, che ci piaci così. La tua mail non verrà pubblicata, fidati. Nei campi segnati con l'asterisco, però, qualcosa ce la devi scrivere. Grazie.