Abbiamo chiesto a Samuel Cogliati: che cosa sono i vini naturali? E lui ha risposto precisamente

di Alessandro Morichetti

E’ appena uscito per Possibilia Editore “Vini naturali. Che cosa sono?” ma voi lettori di blog siete così pigri e incazzati col mondo che dobbiamo correre in soccorso. Già vedo lì in prima fila tutta una serie di ditini puntati sull’autore, Samuel Cogliati, a cui adesso spetta l’arduo compito di dare una risposta esaustiva, stimolante ed esente da attacchi dell’ultimo scienziatucolo di turno. Perché lo sport attuale per darsi un tono nel vino è usare la parola scienza, lo avete notato?

Allora Samuel, che cosa sono i vini naturali? Cioè, esistono? E gli altri cosa sono, vini innaturali?
La risposta è complessa. Del resto mi è servito un libro – anche se di sole 40 pagine – per provare a tratteggiarla. Nella loro forma ideale, assoluta e “purista”, i cosiddetti vini naturali sono ottenuti senza l’impiego di sostanze di sintesi in vigna e senza additivi enologici in cantina, quindi anche senza solfiti. Ma questa definizione è semplicistica e banalizzante, e le sfumature e le interpretazioni di chi li produce, di chi li vende e di chi li acquista e beve sono molteplici. Non esiste una normativa in materia: questa nozione di “naturalità” è frutto di vari gradi di autodisciplina da parte dei diretti interessati. Forse a una regolamentazione ufficiale si potrebbe o si dovrebbe arrivare, benché rischi di essere un’arma a doppio taglio: quella data dall’UE nel 2012 per i vini biologici è, a mio avviso, cattiva e controproducente.

Alla seconda domanda rispondo che, certamente, esistono; con vari gradi di “naturalità”, di affidabilità e di bontà.

Alla terza domanda risponde il linguista di formazione che c’è in me: gli altri vini definiamoli come preferiamo. La controversa dicitura “vini naturali” è, lessicalmente, un compromesso, forse non felicissimo. Ma finora alternative migliori non ne ho constatate. Tuttavia trovo curioso che debbano essere coloro che producono il vino limitando al massimo l’interventismo tecnologico a giustificarsi.

Ok, quindi nel libro si parla di questo immagino. Ma non rimaniamo nel vago. Se dovessi organizzare un laboratorio coi turboscettici e portare 5 vini naturali, quali porteresti e perché?
Non vedo il motivo di una tale impresa masochistica. Ai “vini naturali” – come alla musica bandistica, alla cucina tradizionale scozzese o alla letteratura noir scandinava – ci si avvicina se ci interessano; diversamente si ha il diritto di vivere senza. Comunque se mi costringessero a guidare un laboratorio di questo tipo, sceglierei dieci vini: cinque “naturali” e cinque che non rivendicano questa menzione. Li servirei alla cieca, come faccio sempre nei miei corsi, e prevedrei una durata di almeno due ore. Parlerei il meno possibile, lasciando che i partecipanti traggano liberamente le loro deduzioni, considerazioni e conclusioni. Poi, però, tutti a mangiare!

Bene, quindi abbiamo mezzo laboratorio pronto ma mancano 10 vini e tocca a me sceglierli. Dunque dunque, in ordine rigorosamente sparso io porterei:

– Frappato 2013, COS
– Barolo Riserva 2008 Le Rocche del Falletto, Bruno Giacosa
– Chianti Classico Pèppoli 2011, Marchesi Antinori
– Lambrusco Grasparossa di Castelvetro L’Acino 2012, Corte Manzini
– Il Mio Lambrusco, Camillo Donati
– Pinot Grigio, Santa Margherita
– D’Alceo 2009, Castello dei Rampolla
–  Prosecco, Zonin
–  Prosecco col fondo, Ca’ dei Zago
– Terre Silvate 2013, La Distesa

Se avete altre opzioni, sono ben accette. Prego, venghino signori.

Vini naturali. Che cosa sono? di Samuel Cogliati
Possibilia Editore
40 pagine, 5 euro 

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

52 Commenti

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Apicius

circa 6 anni fa - Link

La dicitura "Vino naturale" così com' é concepita risulta decisamente impropria, infatti il vino non é mai un prodotto di natura. Piuttosto un connubio tra dono di natura e pensiero, estro, lavoro dell'uomo. Ovvio che conviene ed é più allettante definire certi vini "naturali" (in evidente contrapposizione con altre tipologie, "non naturali" come se si trattasse di stregonerie) ma, con buona pace dei paladini di questa definizione, il vino é di per sé un artificio (nel senso più nobile e giusto di "arti-ficium", in cui la tecnica - derivante dal greco tékne, he richiama al concetto di ars - incontra il dono naturale dell' uva).

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Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Minchia, che due maroni! Caro Apicius, purtroppo quando sento che il vino non è un prodotto di natura - come quando sento che l'acqua è bagnata - mi saltano i nervi. Questo lo sanno anche i muri e ancor di più l'autore, che infatti spiega cosa intende. Quindi semmai discutiamo di quello e non di 'sti ritornelli, una volta per tutte :)

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Marco

circa 6 anni fa - Link

A Moriche' Ma chi te la da tutta questa spocchia? Sai quanto c'è n'è frega se ti saltano i nervi ? Un tubo ಠ_ಠ (apprezza la moderazione minimalista. F.)

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Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

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domenico

circa 6 anni fa - Link

ci sono gli additivi, dalla farina di semi di guar, allo zucchero e altre decine di additivi possibili, altro che i solfiti. e sono in molte giurisdizioni assolutamente legali. per cui a volte al sapore finale concorrono molto piu' gli additivi che non il vino in se', e tieni presente che in posti come la california, che contano nel mondo del vino, quello degli additivi e' la frontiera principale, ancor piu' del vino e la sua gestione, per cui ... c'e' poco da farsi saltare i nervi al sentir la parola additivo, perche' i solfiti sono il meno.

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Nic Marsél

circa 6 anni fa - Link

Ai “vini naturali” – come alla musica bandistica, alla cucina tradizionale scozzese o alla letteratura noir scandinava – ci si avvicina se ci interessano; diversamente si ha il diritto di vivere senza. Questo passaggio è davvero spassoso e profondo allo stesso tempo. Mica detto che sia d'accordo al 100% ma mi piace un sacco. Lo ritaglio a mio uso e consumo e lo faccio mio! Grazie Samuel ;-)

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suslov

circa 6 anni fa - Link

trattasi di tecnica avanzata di marketing per posizionare normale vino a prezzo premium nel segmento manovalanza-tecnocratica-sradicata-e-globalizzata-in-prossimita'-di-crisi-di-mezza-eta' vedi anche: autoctono / biodinamico / piccolo produttore / libero / giusto / kilometro zero / basso impatto ambientale / sostenibile / etc

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Homo

circa 6 anni fa - Link

Trattasi di tecnica avanzata di qualunquismo per non argomentare una opinione e posizionarla nel segmento banale-folckloristico-mediamente-mediocre-in-prossimità-di-crisi-da-sono-tutti-uguali, vedi anche: il mercato internazionale / volumi / puzzette / acidità / competitività / etc :-D

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tom

circa 6 anni fa - Link

se ti vuoi far fregare sei libero, ma non dare del qualunquista a chi ti fa notare l'ovvia ovvietà della cosa

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Nic Marsél

circa 6 anni fa - Link

Esatto! come ad esempio il prezzo premium del lambrusco di donati o del terre silvate. Roba alla portata solo di pochi fortunati miliardari.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 6 anni fa - Link

Non puoi confrontare il top dei vin nature italiani con il prosecco di Zonin o il Pinot grigio di Santa Margherita, dai. Ti piace vincere facile, eh! Se vuoi essere onesto confronta top con top, o almeno con vini medi di buona reputazione. PS Ho provato la cucina tradizionale scozzese a diciott'anni e ancor'oggi rabbrividisco, i noir scandinavi sono mal scritti e la banda è (per definizione) una robetta ma, premesso questo, sul vino cosiddetto naturale non sono negativo. Sono molto infastidito dall'assoluta ignoranza viticola e enologica (e dalla supponenza) di troppi tra quelli che lo fanno, ma il concetto in sé non è affatto sbagliato. Come diceva Frankestein, ....si....può.....fare! Ma usando il meglio dell'enologia e della scienza vinicola, non contro. Nè senza.

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Giovanni Solaroli

circa 6 anni fa - Link

Ah caro Stefano mi trovo in disaccordo. Gli è che scrittori scandinavi di noir scrivono bene, ma risultano assai pallosi. C'è sempre il medesimo sfondo, alcol, violenze sessuali su minori, abusi di vario genere subiti da piccoli. I classici ingredienti, denaro, gelosia, passione,vendetta sono piuttosto rari. Sui vini scandinavi ho poca esperienza,quindi mi astengo.

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Alessandro De Salvia

circa 6 anni fa - Link

Per essere onesta, la degustazione dovrebbe essere, oltre che fra grandi vini come correttamente osservato da Stefano Cinelli Colombini, anche fra vini della stessa tipologia.

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armin

circa 6 anni fa - Link

ed inoltre vale il principio che meno sai, più degusti liberamente. non si dovrebbe sapere di che vini è composta la degustazione, che ci sono naturali ed artificiali, ecc. perché se no si va inevitabilmente a cercare i vitigni, le tipologie ecc. in modo da aver confermato la propria posizione e diventa il concorso di chi indovina o riconosce meglio. siamo tutti umani...

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Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Infatti sarebbero alla cieca ma qualcuno dovrà pur sceglierli sti vini :). E nessuno fa nomi, SCC e De Salvia uomini pavidi ahah

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Alessandro De Salvia

circa 6 anni fa - Link

Nessun problema a fare nomi, solo che non li vorrei buttare lì ad mentula canis come hai fatto tu... ;)

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Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Se non ne fai non è utile a niente, quindi..

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Alessandro De Salvia

circa 6 anni fa - Link

Ok, allora partiamo da un territorio che conosco bene: i Colli Euganei. Mettiamo rigorosamente alla cieca i seguenti vini: Borgo delle Casette del Filò delle Vigne, Calaone di Ca'Orologio, Vigna del Vento di Monteforche, Gemola di Vignalta, Vo Vecchio di Alla Costiera, Serro del Mottolo. Quando si fa?

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nico spernza

circa 6 anni fa - Link

In Italia un Paese pieno di legge inutili; lo vogliamo fare un manuale per il biologico! Un piccolo passo ed un segno per discriminare almeno il convenzionale dal biologico. Non esiste ufficialmente una linea con specifiche produttive e si certifica comunque...E i produttori tutti contenti di raccontare tante belle storielle! E gli appassionati si riducono in queste diatribe di sfogo che non portano a nulla in questa Jungla! Per la precisione, ovviamente.

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Massimiliano

circa 6 anni fa - Link

Alcuni naturali basta assaggiarli per capire che hanno non una, ma due marce in più, evoluzione nel bicchiere sensazioni odorose che mutano di minuto in minuto, emozionanti e vivi. Caspita ma basta assaggiarli per capire! Quelli che cita l autore del post ne sono un esempio. Che senso ha parlare di annate in vini corretti artificialmente? Che senso ha parlare di territorio in vini costruiti in cantina? Che senso ha, paradossalmente, cercare in una degustazione dei difetti o dei pregi in un vino creato in serie, migliaia di esemplari tutt uguali di anno in anno perché altrimenti il mercato non risponde? Alcune volte capita di trovare dei difetti è vero e sinceramente, trovarli nel vino e capirne il motivo discutendone con amici o produttori è molto più emozionantte che dovere capire il sentore di tappo, di volatile, di brett o di riduzione annusando le boccette di profumi artificiali per appassionati, io in questo trovo il motivo per bere il vino, per andare a degustare, per partecipare ad approfondimenti, fiere corsi o per leggere libri riviste o.... Intravino, altrimenti mi dedicherei, con tutto il rispetto, alle bibite zuccherate.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 6 anni fa - Link

Wow, non mi ero accorto di essere un produttore di simili schifezze. Caro signor Massimiliano, questo non è l'approccio giusto; amare un vino o una tipologia di vini va benissimo, ma che c'entra il denigrare gli altri? Sai che noia (o che risse) se tutti apprezzassero solo quello che piace a lei! O a me, se è per questo. PS per Moricchia. Con cosa confrontare i vini "naturali" che elenchi? Elementare Watson, con vini normali di medesima annata, tipologia e prezzo di ciascuna delle bottiglie che proponi. La vogliamo fare carina? Vi ospito qui ai Barbi con un bell'arrosto girato e ribollita per il panel composto da un paio di voi scarafoni di Intravino più un branchetto di professionisti e amatori; in lizza alla cieca due Brunelli "naturali" più tre Brunelli normali della stessa annata e stesso prezzo, e poi vediamo la graduatoria. Ti sfruzzica?

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armin

circa 6 anni fa - Link

no facts, please! ;-)

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Alessandro De Salvia

circa 6 anni fa - Link

A me stuzzica! (a patto di essere gradito). Quando?

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Jacopo Cossater

circa 6 anni fa - Link

Presente, in caso. Avrei giusto due o tre bottiglie che potrebbero fare al caso nostro.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 6 anni fa - Link

Bene, allora io metto desco e libagioni e magari tu puoi vedere di scegliere vini e panel. Cui magari aggiungere il mio cantiniere e Raffaella. Un'unica aggiunta; per norma interna noi gli assaggi li facciamo solo su vini acquistati. Per cui se i tuoi vengono da negozio vanno bene, sennò dammi i nomi che li compro.

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armin

circa 6 anni fa - Link

non dimenticare di inserire campioni doppi!

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Massimiliano

circa 6 anni fa - Link

E di grazia signor Stefano quale sarebbe l approccio giusto? Io non denigro proprio nessuno tantomeno lei che non conosco o il suo lavoro. Io ho solo elencato i motivi per cui mi piace bere alcuni vini definiti naturali e perché non mi piace bere alcuni vini definiti convezionali senza fare del "talebanismo enoico", cosa che invece riesce benissimo ai cacciatori di volatili sopra la norma o di residui di carbonica che molte volte in maniera davvero saccente si accostano ai banchetti delle fiere o alle degustazioni a cui mi capita di partecipare. Io adoro le differenze al punto da esaltarle quindi si figuri se voglio che gli altri apprezzino solo quello che io amo, ho semplicemente dato un opinione sul tema del post.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 6 anni fa - Link

Semplicissimo, l'approccio giusto è di non dire che i vini diversi da quelli che piacciono a lei non hanno avvertibile differenza tra le annate, tra il territorio di provenienza e simili piacevolezze. Sono certo che i vini che lei apprezza sono ottimi, ma sostenere che i vini diversi da quelli "naturali" sono fatti "in cantina" e non in vigna è falso oltre che assurdo. O dire che sono fatti con lo stampino, tutti uguali dalla prima all'ultima bottiglia. i vini che lei ama secondo il suo parere sono ottimi, rispetto il suo parere ma lei rispetti il lavoro di quei produttori che fanno quel 97% o 98% di vino che non è "naturale". La stragrande maggioranza di loro sono persone serie, oneste e professionali che fanno vino al meglio di quello che possono e sanno, e si guardano bene dal parlare delle volatili alte o degli odori non corretti dei vini altrui. Semplicemente i professionisti del vino, come ogni professionista serio, non sono tifosi da stadio e sanno benissimo che parlare male della concorrenza non rende; si limitano a esaltare i loro prodotti, degli altri non parlano. E le garantisco, da persona che fa questo lavoro da quattro decenni in giro per il mondo in contatto con centinaia di colleghi, che non esiste sulla faccia della terra un vino fatto con lo stampino, uguale bottiglia per bottiglia e anno per anno. È tecnicamente impossibile.

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Massimiliano

circa 6 anni fa - Link

Non esiste l omologazione nel mondo del vino? Non esiste un mercato che richiede un prodotto statico e continuativo nel sapore per quanto concerne il mondo del vino? Questa è bella, ci hanno scritto libri fatto documentari hanno stampato riviste con argomentazioni più che convincenti pero' per lei questa uniformità cercata voluta e trovata non esiste, benissimo rispetto la sua convinzione. Insiste a dire chs non rispetto chi non fa le cose che piacciono a me, o il lavoro altrui, mi indica dove lo dico visto che in realta sto dicendo il contrario? Ho detto che amo ALCUNI naturali e non mi piacciono MOLTI convenzionali, la stragrande maggioranza di loro sono persone serie? E chi ha detto il contrario? Molti vini sono fatti con lo stampino? Si assolutamente! È la MIA convinzione senza voler convertire nessuno e senza nessun tifo da stadio, seguono il mercato, e dal loro punto di vista va benissimo, ma per ME quello non è più vino. Poi se le si sente tirato in ballo in qualche modo mi dispiace ma non era mia intenzione.

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Alessandro De Salvia

circa 6 anni fa - Link

Pensa te che io trovo omologazione in molti naturali: diversi bianchi macerato sanno tutti da tè freddo senza zucchero. Molti rossi senza solfiti hanno tutti la stessa nota di lampone accentuata da una volatile che spesso sconfina in acetica.... Come la mettiamo?

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Stefano Cinelli Colombini

circa 6 anni fa - Link

Che senso ha parlare di annate in vini corretti artificialmente? Ma quali sono i vini corretti artificialmente? Semplice, tutti i vini che non sono "naturali". Che senso ha parlare di territorio in vini costruiti in cantina? Idem con patatine. Queste cose le ha appena scritte lei. Se in un vino non si distingue neppure la differenza tra un'annata e l'altra o tra un territorio e l'altro, allora è davvero pessimo. Ergo, e questa è logica transitiva che si usa fin dal tempo dei primi filosofi greci, ogni vino non "naturale" per lei è una ciofeca. Se poi lei ama tirare il sasso e poi nascondere la mano faccia pure, ma questo è quello che lei ha scritto. Quanto poi ai vini fatti con lo stampino, guardi che lei scambia una approssimazione comunemente usata tra addetti ai lavori per una realtà tecnica. Chi usa professionalmente questo modo di dire sa bene che non esistono in natura due vini identici, come non esistono due persone identiche. Certo alcune industrie, ma sempre meno, hanno per anni cercato di ottenere risultati di questo tipo, ma nessuno ci si è mai realmente avvicinato. Anche perché costerebbe troppo farlo. E comunque anche quello è vino, io non farei mai roba del genere ma è indubbiamente vino. Anche perchè è il frutto del lavoro di gente, fino a prova contraria, onesta. E il lavoro onesto, buono o cattivo che sia il risultato, almeno al rispetto ha diritto.

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domenico

circa 6 anni fa - Link

sinceramente non ho capito quella dei 2 lambruschi, lei mi dira' li beva e mi dica, ma sarei curioso di saperlo gia' prima in questo specifico caso, se ha preso 2 esempi degli opposti, naturale e non ...

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Gennaro Albano

circa 6 anni fa - Link

Dal punto di vista normativo i vini naturali non esistono,non esiste nessuna regolamentazione;un vino deve essere espressione di un territorio che viene mutuata dall'opera dell'uomo.Il vino è un prodotto artigianale,in quanto è l'uomo che come artigiano plasma una materia prima che nasce dalla natura,usando il meno possibile prodotti chimici........tutto qua!!.....

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domenico

circa 6 anni fa - Link

semplicistico, ci sono vini che hanno sino a 80 additivi (in maniera del tutto consentita e legale) e di naturale hanno ben poco, mi sa che qualcuno qui e' rimasto disinformato da un tot

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Massimiliano

circa 6 anni fa - Link

Per me invece quello non è vino, preferisco una bottiglia di vino venuto male che una bottiglia di vino derivante da un uva pessima riempito prima di pesticidi in vigna e poi di correzioni in cantina. Di vini in cui non si distingue nulla ne è pieno il mondo e le denominazioni anche e soprattutto quelle a denominazione di origine, lo sa meglio di me ,poi se lei vuol parlare di massimi sistemi e filosofia, o fare il sindacalista dell universo mondo dei produttori liberissimo di farlo. Come sono altrettanto libero io di non scegliere alcuni vini naturali o non, o di farmi avvelenare da persone oneste alle quali va tutto il mio rispetto, così la faccio contenta, e non me lo ripete ad ogni post di risposta.

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Stefano Cinelli Colombini

circa 6 anni fa - Link

Prendo atto che lei ha una fede profonda nelle sue convinzioni, e che tra le cose in cui crede non c'è l'accettazione come parimenti corretto di chi fa vino in modo diverso da quello che lei piace. Come dice Renzi, me ne farò una ragione. I miei migliori auguri.

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Alessandro De Salvia

circa 6 anni fa - Link

È evidente che ogni discussione risulta inutile. Io invece resto in attesa della degustazione alla cieca!

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Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Sì concordo, le discussioni fossilizzate su vino di uva vs vino di merda a prescindere sono di una noia pazzesca, manicheismo allo stato puro. Per quanto la definizione di Samuel sia un interessante orizzonte di riflessione, ci sono vini che se ne discostano a diverso titolo e sono degnissimi. Anche nomi che la vulgata associa spesso al naturalismo spinto. Che barba, che noia. Mentre invece l'idea di farla davvero una degustazione è stuzzicante ma servono tempo e coordinamento.

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Nic Marsél

circa 6 anni fa - Link

Invece che discuterne su un sito, con una giornata così sarebbe meglio prendere l'auto e incontrarsi tutti a Fornovo e lì darsele di santa ragione a colpi di assaggi.

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armin

circa 6 anni fa - Link

io sogno che un giorno, speriamo non troppo tardi, venga istituito il premio "contro l'oscurantismo enologico". e stefano cinelli colombini sarebbe tra i primi a meritarselo.

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Alessandro Morichetti

circa 6 anni fa - Link

Armin, secondo te fare vino secondo la definizione di Cogliati e farne regola di lavoro e di vita è oscurantismo?

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armin

circa 6 anni fa - Link

per discutere veramente le tesi di cogliati sarebbe necessario leggere l'intero libro e non giudicare solo questo approccio di definizione che per dire la verità non mi sembra neanche esprimere cose veramente nuove. più che i produttori di questa tipologia di vini mi preoccupano i diversi loro seguaci indottrinati che esprimono spesso le loro opinioni con un atteggiamento che nel miglior modo esprime vitifolclorismo, nel peggiore come ho detto oscurantismo enologico. e purtroppo ci sono troppo pochi produttori che di fronte a ciò tengono alto il lume della ragione.

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il chiaro

circa 6 anni fa - Link

" (...)Tuttavia trovo curioso che debbano essere coloro che producono il vino limitando al massimo l’interventismo tecnologico a giustificarsi.(...)" Secondo me il nodo della questione sta tutto qua: che chi usa il meno possibile sostanze chimiche e altre amenità debba dare una giustificazione e non chi gioca al piccolo chimico è paradossale.

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il chiaro

circa 6 anni fa - Link

si metta sulle bottiglie l'etichetta con tutti gli ingredienti che finiscono in bottiglia e poi chiamateli come volete

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Nic Marsél

circa 6 anni fa - Link

Più "chiaro" di così... :-)

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domenico

circa 6 anni fa - Link

condivido appieno. non si capisce perche' non debbano essere indicati tutti gli ingredienti come per tutti gli altri prodotti

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Alessandro De Salvia

circa 6 anni fa - Link

Per me la cosa importante è che il vino sia buono. Poi, se è anche naturale, meglio ancora. Ma come accidenti si fa a bere vini cattivi soltanto perché sono naturali?!?!

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il chiaro

circa 6 anni fa - Link

ma guarda che qui nessuno dice che i vini sono buoni perché sono naturali. E poi ci sarebbe da discutere sul "buono": anche la coca cola è buona, pure la nutella è buona..... I vini cerchiamoli interessanti

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Alessandro De Salvia

circa 6 anni fa - Link

Il vino contiene alcol. L'alcol fa male. Se devo bere qualcosa che fa male la cerco buona, altrimenti bevo acqua. L'intetessante nel vino è esattamente come quando chiedevi al liceo di una amica di una tua amica: com'è? Carina? E la tua amica: è simpatica. Ecco: l'interessante nel vino è come il simpatica dell'amica cesso...

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il chiaro

circa 6 anni fa - Link

io di amiche "simpatiche" ne ho sdraiate diverse: stai sereno che erano ottime "bevute". comunque domani io sarò a fornovo, bazzicherò spesso tra cà del vent e amerighi. Chiedete de il chiaro e loro mi contattano al volo e ci si fa un paio di bicchieri insieme

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Alessandro De Salvia

circa 6 anni fa - Link

Ognuno ha i suoi gusti...

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Alessandro De Salvia

circa 6 anni fa - Link

Io oggi sarò a Milano per la premiazione Ais e successiva degustazione. Sai com'è, cose poco interessanti...

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