4 cose molto sbagliate dell’Expo 2015. #3: Il delirio degli appalti per la ristorazione

di Antonio Tomacelli

L’Expo 2015 si sta velocemente avviando verso il baratro o è destinato a un luminoso successo? Forse è ancora presto per dirlo ma i segnali che giungono da Milano non sono incoraggianti. Ne abbiamo raccolti quattro che la dicono lunga sul modus operandi dei responsabili. Il terzo che affrontiamo è:

3. Non c’è niente da mangiare. Ma che, davvero?

Immagina, lettore gastromaniaco, una gigantesca fiera, che d’ora in poi chiameremo Expo 2015, interamente dedicata al cibo. Fantastica ora sulle mille delizie golose che potrai addentare felice, sui vini fantasmagorici che potrai assaggiare e sulle sensazioni che stuzzicheranno i tuoi sensi. Mi sembra quasi di vederti, lettore, mentre pregusti quella che potrebbe essere l’occasione della tua vita. Adesso però blocca la salivazione e ascoltami bene, anzi read my lips: nell’Expo 2015 dedicato al cibo, rischi di rimanere a becco asciutto, per cui preparati la schiscetta e falla bella abbondante, mi raccomando.

Lo so, pare strano, ma a tutt’oggi i servizi per la ristorazione generale non sono ancora stati assegnati. La gara d’appalto indetta dal comitato organizzatore è andata deserta per ben due volte perché, stando a quel che dicono le aziende del settore, le condizioni poste dall’Expo renderebbero poco remunerativo il servizio, nonostante siano in ballo alcuni milioni di pasti garantiti da distribuire nei 120 punti vendita, tra chioschi, fast food, self service e ristoranti, che dovrebbero essere aperti dentro l’esposizione.

Non va meglio nel ristorante “alto” del Padiglione Italia, la cui gara d’appalto vinta dalla gastronomia milanese Peck è bloccata per un ricorso al TAR richiesto da uno degli esclusi alla gara, Pietro Sassone, titolare dell’Italian Culinary Institute for Foreigners e già vincitore delle gare per la ristorazione del Padiglione Italia all’Expo di Aichi 2005 (Giappone), Saragozza 2008 (Spagna), Shanghai 2010 (Cina), Yeosu 2012 (Corea del Sud).

“Abbiamo partecipato anche alla gara per l’Expo di Milano 2015: con un progetto che coinvolgeva dodici ristoranti stellati e sette chef internazionali. Ma siamo arrivati secondi. Battuti da Peck”, racconta Sassone al Fatto Quotidiano. “Il fatto è che Peck è controllato dalla famiglia Marzotto, che ha rapporti stretti con Diana Bracco, presidente di Expo 2015 e commissario del padiglione Italia. Dopo la proclamazione del vincitore, ci ha contattato più volte Lamberto Vallarino Gancia, commissario del padiglione Italia, che ha tentato di convincerci a non fare ricorso. Prima promettendo che ci avrebbe coinvolto in serate ed eventi presso il padiglione Italia durante i sei mesi di Expo, poi minacciando che, se fossimo andati avanti, avremmo avuto serie ripercussioni sotto il profilo delle relazioni commerciali”.

Dichiarazioni pesanti, insomma, che ora sono al vaglio dei giudici amministrativi. Resta, per uno spuntino veloce, il padiglione assegnato senza gara di Oscar Farinetti, un mega Eataly che dovrà, vista la situazione, nutrire qualche milione di affamati.

Oppure la cara, vecchia, inossidabile schiscetta. Bella abbondante, mi raccomando.

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi e Stefano Caffarri il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

2 Commenti

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Alexander

circa 6 anni fa - Link

Le solite cose all'italiana... io non mi sorprendo più ormai! :)

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rampavia

circa 6 anni fa - Link

Se riusciremo a far scappare anche Farinetti ed i suoi venti Ristoranti regionali, i suoi quattromila metri quadrati e le sue eccellenze; se riusciremo a buttare a mare anche la notorietà conquistata in Italia ed all'estero da un imprenditore che, in Italia, viene ricordato più per la sua amicizia per Renzi che per quello che ha fatto e che si propone di fare, allora ci meriteremo la fame, non solo visitando l'EXPO!!!

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