3 vini/produttori italiani che spaccano le folle: Valentini, Kurni e Barbacarlo

di Alessandro Morichetti

Dopo anni di discussioni, fiumi di inchiostro, botte, notti insonni e ricorsi al tar del Lazio, ecco il podio ufficiale dei vini e delle cantine che dividono la platea enoica più di Silvio Berlusconi. Attenzione, però: la classifica non è indice di qualità o mancanza di qualità ma pura somma algebrica di elaborati algoritmi. Non corrisponde al podio dell’autore ma è fuori discussione che su questi vini/produttori si intreccino discussioni infinite che, al confronto, guelfi e ghibellini, Totò e Peppino, Coppi e Bartali sono motivi di divisione da educande. Ecco la hit list.

1. Valentini
Il più grande vino bianco italiano (Trebbiano d’Abruzzo 2007) o un bravo artigiano scostante? Storia sopravvautata per il carisma di Edoardo Valentini o vini effettivamente autentici, non di rado memorabili e di imbarazzante longevità a partire dal Trebbiano? Imperfezioni selvagge, odori di mortadella Pasquini e lambic (quando non scarichi fognari) o rusticità nobile, spontaneità gustativa e sensibilità al servizio della tecnica? Un grande bianco da lungo invecchiamento o che ci frega a noi se invecchi bene? Niente sarà più come prima o grande Francesco Paolo, figlio-allievo che supera il maestro in pulizia e affidabilità?

2. Kurni e altri vini made in Casolanetti (tipo Habemus, az. San Giovenale)
Marco Casolanetti dell’Oasi degli Angeli di Cupramarittima ha cambiato il corso dell’enologia garagista marchigiana. La piccola produzione di un concentrato 100% montepulciano, 200% barrique nuove, divide gli animi. Mostro da concorso o vino di reale godimento? Superdolcione piacione zuccherone morbidone tettone o vera manifestazione suprema del montepulciano allevato in 9 milioni di piante per ettaro? Esperienza ripetibile o contagio irripetibile? Annate pressocché tutte sulla stessa linea espressiva, pur con lievi divergenze (ora più carnosa, ora più secca, ora più asciutta, ora meno alcolica, ora più dolce), o termometro fedele di millesimo e terroir?

3. Barbacarlo
La creatura di Lino Maga e di un Oltrepò Pavese bistrattato quanto ad alta qualità accende gli animi. C’è chi giura che ogni annata sia un piccolo gioiello e chi ne trova interessanti 2 ogni decennio. Alcuni godono nell’analizzare spuma, secchezza e residuo, altri si infervorano per l’imprevedibilità che assurge sistema e profuma di approssimazione. Grande vino o grande irrisolto? Nome da tutelare o fama da rivedere? Costoso, caro o da comprare a casse e conservare per anche 30 anni?

Questo il podio. La Medaglia di legno della classifica va al Lambrusco emiliano Fontana dei Boschi di Vittorio Graziano. Grande anima dei rifermentati in bottiglia o re del come-viene-viene? Mai-più-senza del vero enostrippato o deriva ultima del naturismo che si preoccupa troppo del contorno e poco del bicchiere?

A un passo dal podio, meno infiammanti ma gagliardi: Camillo Donati e i suoi rifermentati, l’Es di Gianfranco Fino (astro nascente del firmamento italiano o… un Primitivo di Manduria accanto a Barolo, Brunello e Sassicaia???), Le Trame di Giovanna Morganti, vecchi dolcetto di Pino Ratto. Ai posteri l’ardua sentenza.

[Post ispirato da Michele Malavasi, un appassionato vero]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

16 Commenti

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Max C

circa 6 anni fa - Link

Ma guarda un pò il mio amico Michele che finisce su Intravino... Ebbravo Dottò!!

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Davide G.

circa 6 anni fa - Link

Su Valentini e Barbacarlo posso darti ragione, ma Kurni ed ES non mi risulta che spacchino le folle. Il 99% delle persone che li assaggiano dicono che sono grandi vini. Un vino che divide e' invece il SASSICAIA super premiato dalle guide ma nelle degustazioni "vere" delude sempre (e chi dice il contrario mente sapendo di mentire)

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pool

circa 6 anni fa - Link

Mi sa che non leggi molti forum di vini perche' ES e KURNI sono veramente tra quelli che spaccano di piu' le folle...... Ed onestamente anche secondo il mio modestissimo parere non rientrano proprio per nulla nelle mie corde....troppo piacioni, pesanti, difficile berne un secondo bicchiere........

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Davide G.

circa 6 anni fa - Link

Ah! se si intende spaccare le folle sui blog allora hai ragione tu. Se invece si parla di degustazioni reali, ti posso assicurare che ho ragione io. poi se su 100 persone ad 2-3 persone non piacciono i vini e' normale

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FP

circa 6 anni fa - Link

La differenza "sottile" sta nel fatto che la stragrande maggioranza dei superdegustatori i vini NON li pagano. Gli " incompetenti" che magari non li apprezzano si. Cmq Valentini Up e Casolanetti Down tutta la vita.

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Stefano De Santis

circa 6 anni fa - Link

Kurni ed Es sono dei grandi vini, quando li ho bevuti, in piacevole compagnia, le bottiglie sono terminate in un baleno.... e comunque anche il Sassicaia proprio cattivo non è :-)

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yanez

circa 6 anni fa - Link

ovvio, in piacevole compagnia..

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Ivan

circa 6 anni fa - Link

Sono "divisioni" differenti. Kurni (come es) divide a causa di uno stile potente e sopra le righe, ma nessuno si sognerebbe mai di dire che è un vino difettoso. Mentre mi sembra di capire che per gli altri 2 la divisione è totale. Quelli che per alcuni sono qualità e pregi per altri sono difetti clamorosi. SASSICAIA dilusendo?? Mi sembra una forzatura..

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Ivan

circa 6 anni fa - Link

Io non riesco nemmeno ad assicurare ció che penso io :-)

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nico speranza

circa 6 anni fa - Link

Credo fermamente; velare la discussione di una veste obbiettiva per poi cercare di fomentare discussioni sterili sia una linea editoriale da superare.

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Rinaldo

circa 6 anni fa - Link

Condivido! Grandi vini di Nico Speranza! Consigliati! ...in particolare il Pecorino!

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Max C

circa 6 anni fa - Link

Accidenti Morichetti mi sa che sto diventando un bevitore di quelli seri, a parte Pino Ratto gli altri li ho assaggiati tutti!! Dal basso della mia poca esperienza e senza entrare nel rapporto qualità prezzo altrimenti non se ne parla neppure: Valentini: Non amo quel profilo sporco che 7 (di piu??) bottiglie su 10 hanno quindi per me il gioco non vale la candela Kurni (e anche Habemus): Beh si sono rotondi e piacioni ma mantengono secondo me una freschezza che non riesco a non amare Barbacarlo: Ecco qui non so il perché ma sebbene sia sempre imperfetto anche lievemente e quindi andando contro quello che di solito cerco… beh, lo ricordo con piacere Lambrusco di Vittorio Graziano: Quando trovi una bottiglia buona e sei dalle mie parti chiamami che corro ad assaggiarla… Camillo Donati: si qualche volta si trova qualcosa di imperfetto ma (forse son stato fortunato?) solo qualche volta e non mi sento di bocciarlo anche perché se la bottiglia è a posto fa delle cose veramente egregie e quasi uniche nel suo genere Es di Gianfraco Fino: Vedi Kurni stesse considerazioni… a me piace e tanto… Le Trame: beh è stato innamoramento al primo assaggio e io non ho mai trovato niente di difettoso ed il “5” l’avete mai bevuto? Piaciuto tanto tanto! Qualcuno ha citato il Sassicaia, beh si denigrarlo mi pare una forzatura però… si, mi aspettavo di più ma due volte per questo tipo di vino penso sia troppo poco per poterlo giudicare

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Francesco

circa 6 anni fa - Link

Valentini up, Casolanetti down???? Ma bevetevi il tavernello ! Ma vi siete ubriacati con il Ronco? Sono entrambi ottimi produttori italiani e sfido chiunque a trovarne vini di loro produzione non buoni/ottimi. Lo dimostra il fatto che su tutte le bottiglie di kurni c'è la prenotazione di tutta la produzione già dall'anno prima. Lo dimostra anche il fatto che ottengono sempre i punteggi più alti su tutte le guide ( e dubito proprio che Casolanetti paghi per stare ai primi posti, visto che in genere gli riservano uno spazietto piccolo a fine capitolo/regione ma sempre con i punteggi più alti, forse che lo vogliano invece nascondere proprio per far risaltare gli altri produttori paganti??)

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Fp

circa 6 anni fa - Link

Quello è un mio giudizio personale, sul fatto che preferisco lo stile di Valentini alle dolcezze a mio modo di vedere estreme del Kurni. Nel mio discorso non volevo assolutamente dire che lui paghi per avere quei voti, bensì dai feedback che ho io, c e' meno entusiasmo nella strada rispetto alle guide e magari la differenza la fa il prezzo. Comunque nelle marche ci sono diversi posti , sia in vista che nascosti , che del Kurni ne hanno una bella scorta anche di varie annate. Magari il vino esce dalla cantina ma si ferma nelle distribuzioni o cantine di ristoranti.

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antonio f.

circa 6 anni fa - Link

il vino per non è solo una sniffata e via. sui Trebbiani di Valentini si può dire tutto, tranne che non siano di grande bevibilità per freschezza e basso tenore alcolico e che non siano d'impatto per la complessità [cosa che , ad esempio, spesso non riscontro talvolta nei trebbiani qualche km a nord prodotti da emidio pepe: quelli si che mi spiazzano] . personalmente trovo interessante proprio il fatto che tra un'annata e l'altra, sul filo comune della "rusticità" (così la chiamano i fighi), ci siano quelle differenze così marcate che le segnano indelebilmente nella memoria di chi le assaggia, nel bene e nel male. recentemente ho trovato esaltante per personalità la 1983 ; non di mio gradimento, per ora, la pischella 2008. però va bene così, che palle bere sempre le stesse cose annata per annata! poi, si sa, sui gusti ciascuno ha la propria ragione ed i propri torti....

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mauropallido

circa 6 anni fa - Link

Chiunque esprima con tanta leggerezza sprezzanti commenti su vini monumentali e gloriosi come il Trebbiano d’Abruzzo di Valentini o il Barbacarlo di Lino Maga (o, in qualche modo anche sul Sassicaia) dimostra di non aver compreso bene quali siano i requisiti che rendono un semplice buon vino di qualità, un vino eccezionale ed indimenticabile. Sicuramente dimostra di aver compreso perfettamente quale sia il culmine tecnico qualitativo di una tipologia di vino moderno di facile fruizione (come i merlot, i montepulciano, gli primitivo/zinfandel, etc.), ma non di aver colto di certo quali sono le caratteristiche che contraddistinguono un vero grande vino che ha le caratteristiche storiche, emozionali ed organolettiche per confrontarsi ad armi pari con i mostri sacri enologici internazionali. (Questo è tra l’altro uno dei motivi per cui l’enologia italica non riesce ad esprimere le sue reali potenzialità in campo internazionale: perché siamo i primi a non riconoscere ed a rispettare le nostre vere grandi eccellenze) P.S. 1: in quanto al fantomatico Primitivo ES, con la metà dei denari indispensabili per acquistare tale prodezza, si può acquistare il Primitivo 17 di Polvanera , equivalente per qualità ma a mio avviso addirittura migliore per complessità e finezza. Provare per credere. P.S. 2: Il Kurni ha grandi potenzialità e molte qualità per diventare un grande vino, ma per ora è ancora e solo un piccolo provinciale enfant prodige.

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