La Terrazza da Renza a Castiglione Falletto spiegata bene

La Terrazza da Renza a Castiglione Falletto spiegata bene

di Alessandro Morichetti

Non è una tappa gourmet, tutt’altro. Ci ho messo 8 anni per andarci e 8 giorni per tornarci la seconda volta ma la Terrazza da Renza a Castiglione Falletto, nel cuore delle Langhe, ha qualcosa di speciale nel suo essere vergognosamente, mostruosamente normale. Sta lì da oltre 25 anni, è un bar che serve buoni antipasti freddi di Langa in un comune in cui passeggiando tanta gente ancora tiene la chiave sulla porta o quasi. Dimensione umana e rurale.

Osservava giustamente il mio commensale, ristoratore a Cervinia: “In Borgogna posti in cui mangiare con questa vista non esistono. In Napa Valley esistono ma non sono così belli. Vince Renza”, e io non avrei molto da aggiungere.

Si mangia questo.

Renza menu

Non serve la foto dei piatti perché non sono piatti da foto. Nessuno va da Renza primariamente attirato dal cibo e sarebbe un errore di prospettiva valutare il posto in base a quello. Non c’è la cucina, i piatti vengono preparati altrove poi somministrati. Ci sono la tovaglia a quadretti e poi la terrazza là davanti con due castelli e mezzo in bella mostra: Castiglione, Serralunga d’Alba, Perno.

 

Fagioli

 

Sui vini c’è da divertirsi. Selezione prevalentemente di Langa intelligente e per tutte le tasche. Io sono abitudinario e quando trovo il Dolcetto di Rinaldi a 20 euro lo considero già ordinato.

vini

Ottimi i formaggi, e a forza di ciance siamo finiti a mangiarli verso le 18. Ecco, a proposito, avete presente quei posti di città in cui il turno dura 90 minuti e poi fuori dai maroni? Le neotrattorie fighette che dell’animo autentico della trattoria non hanno un accidenti?

Bene, siccome le frequentate e poi vi sperticate a parlare di ospitalità, come modello preferisco un posto in cui mi sono seduto alle 13 e alzato alle 19, perché se vuoi stare 30 minuti va bene come anche 6 ore. Divinamente spese col freschetto che arriva a metà pomeriggio e i tavoli che girano e cambiano come le stagioni mentre tu sei piantato in mezzo a farti gli affari tuoi. Aperta dalle 12 alle 20, la Terrazza d’estate tira avanti fino alle 22.

 

formaggi

 

Poi ci sarebbe questa cosa molto turistica di fare le foto a Renza con l’immancabile quadretto di lei e Carlin Petrini ma sorvoliamo anche sulla mia abbronzatura da ciclista della domenica.

Renza

Aneddoto finale.

Questa è una storia di Langa che più Langa non si può. Perché quella che trovate qui sotto è una canzone del 1999 e l’abbiamo sentita tutti, tra le Iene su Italia 1 e MTV dei tempi d’oro. Occhio perché appena parte vi entra in loop nel cervello quindi io vi ho avvertiti.

 

Pur non intendendomi di produzioni musicali, non serve un genio per immaginare che coi diritti d’autore qualche cena ci esce. Prodotta in UK in collaborazione con l’MC londinese Daddy E, già front man degli Earthtribe (ho copincollato, evidentemente non so chi sia), essa nasce di fatto, tra le altre, in una testa di Castiglione Falletto, che è quella di Dj Pony Montana.

Pony

Al secolo Fabrizio Cavalli, qualcuno lo chiama Fabrizio, qualcun altro Pony, anche la fidanzata. Pony è il figlio di Renza e da quando segue anche lui l’attività c’è stato un salto in avanti che l’ha resa quel che è: tappa fissa di turisti e indigeni, un luogo in cui non puoi non passare e in cui tutte le ragazze in sala, cioè in terrazza, hanno il sorriso. In teoria, ci sarebbero anche alcuni tavolini all’interno ma qui la gente mangia fuori anche in inverno, munita di pleid (ce ne sono 40 a disposizione). Tolti un paio di mesi gelidi, tra il freddo e la terrazza, vince la terrazza.

E la storia di Langa che più Langa non si può è che puoi essere il Dj più figo del mondo ma quando nasci a Castiglione e Renza ti dice che devi servire ai tavoli, tu servi ai tavoli e ringrazi pure, felice di vivere in uno dei posti più belli del mondo.

 

La Terrazza “da Renza”
via Vittorio Emanuele, 9
Castiglione Falletto
(non si prenota o quasi)

[Foto cover: Sara Arìa]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

2 Commenti

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Paolo A.

circa 1 mese fa - Link

Devo dissentire sulla prenotazione. Forse non si prenota in settimana. Io ci sono andato due volte, una domenica e quest'anno il primo maggio. E ho prenotato eccome. Anche perché non l'avessi fatto sarei finito a mangiare da un'altra parte.

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Alessandro Morichetti

circa 1 mese fa - Link

In realtà prenotato due volte anche io ma all'ingresso è scritto che ti siedi quando il tavolo è libero sennò attendi, quindi boh insomma... nel dubbio sempre meglio prenotare ma visti gli usi a cui tanta gente si abbandona, con pratiche davvero ributtanti, c'è sempre da stare in campana

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