Soul Kitchen | Un film pieno di anima

di Dan Lerner

Soul Kitchen big Avrà il suo bel daffare il Ministro Luca Zaia per definire una propria posizione ufficiale su Soul Kitchen, il nuovo film del regista turco-tedesco Fatih Akin, un film che racconta di integrazione, amore e rapporti inter-razziali, politiche sociali, sanitarie ed edilizie, del significato di famiglia, ma anche di cibo, ristoranti, menù e gestione, di vita, di anima. Soul insomma.

Tralascio di raccontarvi trama, situazioni, vicende, queste le scoprirete facilmente in rete o leggendo qualificate recensioni qui o qui, o meglio ancora correndo al cinema per riempirvi gli occhi e le orecchie di colore e di musica.

Sì, una pellicola colorata e rumorosa, divertente come un Woody Allen dei tempi d’oro e come quello capace di descrivere le tante umanità toccate dal regista con tale nettezza e precisione da farmi pensare alla tagliente eleganza di un grande Champagne Brut Nature Pas Dosé.
Forse non è un caso che, in una Amburgo la cui anima si sta profondamente trasformando, il protagonista sia un immigrato greco di seconda generazione, perché attorno a lui e agli altri characters una piccola folla, come il coro di una tragedia greca, accompagna i momenti di svolta. Voi, gastrofanatici lettori di Dissapore Group, godetevi pensando a Eschilo la rivolta degli avventori abituali alla proposta dell’innovativo menù creato dal nuovo chef, e voi, nobili bruciapadelle che ci frequentate con cortese continuità, fatevi l’esame di coscienza quando assisterete alla richiesta di un gazpacho caldo o alla trasformazione di tre bastoncini di merluzzo surgelati in un piatto da 45 €. Soul Kitchen knife
Tante cose, dicevo, pigiate nei 99 minuti del film: sesso virtuale ai tempi di Skype, sesso reale ma con l’iPhone, antiche spezie afrodisiache, fisco e A.S.L., i costi della sanità pubblica e guaritori tradizionali nell’appartamento accanto, la Cina e lo squatting; c’è l’amore commovente per un fratello ed il perdono alla ex che passa attraverso la condivisione di un unto piatto di patatine e pollo fritti: potere salvifico e simbolico del cibo. Quel gesto, quello spingere un piatto che cancella le distanze dei sentimenti ci racconta delle origini mediterranee del regista Akin, così come i camei delle due grandi vecchie: la nonna tedesca a capotavola e la madre greca che nemmeno compare ma viene protetta con un una pietosa e geniale bugia.

“E il Ministro Zaia? E perché qui su Intravino?” si staranno già chiedendo i più avveduti tra voi… Nel film si beve, anche parecchio, tanta birra e tanti schnaps dai colori molto pop e con inquietanti intrusioni che farebbero inorridire non solo Onavisti e sommelier, ma viene richiesto e bevuto a più riprese un solo vino: il Prosecco tanto “promozionato” dal titolare delle Politiche Agricole italiane nato a Conegliano.
Questo dovrebbe riempire di orgoglio noi tutti e non solo il pervicace politico leghista, né ci deve stupire poiché nel Rapporto 2009 pubblicato dal Consorzio Tutela Prosecco Conegliano Valdobbiadene (184 pagg. scaricabili qui) si conferma che proprio in Germania va circa il 40% del totale delle esportazioni, mica bruscolini. E allora il problema dov’è? E’ che lo bevono gli unici due personaggi totalmente negativi del film. Ma per una volta bando alle rivalità tra franciacortisti, champagnisti e prosecchisti, affrettatevi in sala, la proiezione sta per iniziare!

* Dedico queste righe al mio amico Fabrizio Scarpato per aver scritto dell’anima delle cose in questo commento su Dissapore, così bene come sarebbe piaciuto saper fare a me.

7 Commenti

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

Dan organizza una visione privata del film con degustazione di Boulard all'unisono!!!

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vignereimanonposso

circa 10 anni fa - Link

E bravo maestro! Gran voglia di andarlo a vedere, grazie alla tua rece

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liloniadriano

circa 10 anni fa - Link

lo mettero' in visione se possibile ad uno dei miei mercoledi' alternativi.... dan ti aspetto

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Dan Lerner

circa 10 anni fa - Link

NOOOO! Il dibattito nooo! :-) [img]http://malarablog.files.wordpress.com/2008/09/fantozzi.jpg[/img]

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liloniadriano

circa 10 anni fa - Link

tipo corazzata potemkin? :-O)

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La linea dell'inutile (Mauro)

circa 10 anni fa - Link

naturalmente sappiamo che il prosecco come lo chiamano in Cermania non ha nulla a che vedere con quello vero ... ... cosi', solo per fare un po' il saputello :-)

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fabrizio scarpato

circa 10 anni fa - Link

Boom! Badaboom! Bimboom! Ecch... Ammazz... Suvvia... grazie ma non esageriamo. (*rubizzo, gongola sfacciatamente*) Che le Bollicine siano con te, Dan, e con tutti voi. Mi sa che dovrò vincere la mia pigra, saputella, indolente e ansiogena agorafobia e vedere quel film in sala. ;-(

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