Manuale di iniziazione per il bevitore di cocktail

di Alessandro Morichetti

Ieri sera un amico mi regala il libro “Star cocktails – Tutti i cocktail dei classici del cinema” e cosa faccio io appena staccato dal lavoro? Mi fiondo nel miglior cocktail bar della città per assaggiare qualcosa di degno. Antefatto: mai bevuto cocktail in vita mia. Troppo alcolici, troppo colorati e festaioli per me. Certo è che tra il Gin & Tonic di George Clooney in Out of sight e il Vodka Martini di Daniel Craig in Casino Royale, mettersi a cercare la sfilza di Kir Royale, Blue Blazer e Manhattan tracannati beatamente tra cinema e letteratura sarebbe una bella impresa da Fbi.

Diciamola tutta. Un Mojito estivo ci è scappato è m’è pure piaciuto, con lo Stinger faccio fatica, tutto ciò che è a base di Gin mi schifa discretamente e al solo pensiero del Cuba Libre infilo la testa nella tazza del wc. Sono un bevitore di cocktail ufficialmente pessimo ma passare i 30 anni senza saper maneggiare un Daiquiri o discettare dell’origine del Martini è una pena dell’inferno che non merito di scontare. Muovo perciòddunque un appello accorato al lettore compassionevole affinché illumini me e i Bevitori-Miscelati-Disadattati come me con: 1) i cocktail da provare a tutti i costi 2) i cocktail per cinture nere della bevuta 3) le cose da (non) fare nelle discussioni di società a tema 4) i modi migliori per saperne di più. Ora scusate ma se non mi faccio un Bellini entro 15 secondi stacco una coscia a questo gatto che mi gira intorno.

[Foto: Lauren Bacall, Il grande sonno]

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

48 Commenti

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chiccodicaffè

circa 8 anni fa - Link

A tutte queste domande, può risponderti Daniele Gentili che attualmente lavora al Micca Club di Roma e che è una sorta di enciclopedia del Cocktail. Tra l'altro il Martedì organizza Cocktail Story: un giro interessante nel mondo della miscelazione. Vai e mi dici?

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kenray

circa 8 anni fa - Link

negroni - c'è il gin, sorry, stronca i deboli sbagliato - per le fighette o i precoitisti mettono lo spumante al posto del gin. dopo 2 uno come morichetti è al pronto soccorso comunque il classico martini - un invisibile dose di martini dry + gin e una passata dil limone sul bicchiere a volte un oliva o una cipollina ma sconsiglio. campari shake = gin + campari per me il massimo della bevuta, semplice e va diretto dove deve andare campari + succo d'arancia o pompelmo - per me il siciliano da bersi in calura. ammazza comunque dopo 3 bellini rossini e compagnia cantante (ovvero a base di frutta non agrumata) solo per femmine. Manhattan et similia vanno bene a dosi limitate. Cuba libre nemmeno se mi incatenano. Quelli a base di rum poco perchè il rum me pias nature. Se volete sballare davvero e presto: Birra (alta gradazione chiara) + vodka + blu curacao e tanti tanti auguri concludendo la mia preferenza va a tutti quelli che hanno dosi massicce di campari. sono anche azionista..

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Leonardo

circa 8 anni fa - Link

Io non sono un gran bevitore di cocktail pur avendone provati moltissimi. Mi entusiasma solo il negroni fatto bene, ma è una gara persa in partenza perchè normalmente te lo fanno mortalmente dolciastro e raramente ti chiedono quale gin utilizzare. Mi accontento di berlo in quei due o tre posti in cui lo fanno come si deve. Ovviamente, come tutti i bevitori di negroni, ritengo il negroni sbagliato un crimine nei confronti dell'umanità. Mi sentirei inoltre di assegnare la cintura nera di bevitore di cocktail a chiunque si beva il Bull Shot (a base di brodo di manzo, sia caldo che freddo). Io non l'ho mai provato. Se qualcuno l'ha fatto può provare a convincermi che meriti. :-) L.

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kenray

circa 8 anni fa - Link

la scelta del gin è un argomento caldissimo infatti raramente i baristi chiedono cosa vorresti. a parte che hanno generalmente uno scagazzato gordon o poco altro. il gin è fondamentale. evitare posti con gin generici.

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Fabio Cagnetti

circa 8 anni fa - Link

più che altro la scelta del gin dipende moltissimo dall'uso. Per il Negroni a mio avviso il Tanqueray "base" va benissimo ed è più appropriato dello speziato Bombay Sapphire, che mediamente è il mio preferito tra i marchi commerciali.

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alessandro|papilleclandestine.it

circa 8 anni fa - Link

Oltre il gin, i buoni barman chiedono anche che vermouth vuoi.

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Mimmo

circa 8 anni fa - Link

L'ho provato su una nave che faceva la crociera sui fiordi norvegesi. Fu molto piacevole, in quanto il brodo caldo era veramente adatto a scaldare il corpo con il clima dell'artico.

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Lucio

circa 8 anni fa - Link

ach'io non sono un gran appassionato. diciamo che quando sono fuori venezia bevo qualche negroni per far passare la nostalgia dello spritz. ti consiglio però di provare il tai mai, fatto con due tipi di rum. bello forte e saporito. e anche senza gin...

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Lucio

circa 8 anni fa - Link

ops. è Mai Tai, scusassero

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thebigfood

circa 8 anni fa - Link

Tra i letali il mio preferito è senza dubbio il Long Island Ice-Tea: vodka,rum bianco, triple sec, gin e cola. Se ci si vuole far male tanto vale farlo alla grande :; A Milano i migliori cocktail li bevo al RITA, eccezionali alcune delle loro invenzioni come il Vodka Zen (vodka e zenzero fresco tritato)...

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Leonardo

circa 8 anni fa - Link

Bravo il long island... ecco anche questo mi piace e mi viene pure in mente il martini fatto bene secco a morte.

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Fabio Cagnetti

circa 8 anni fa - Link

Un problema serio è che i bartender in grado di preparare correttamente il LIIT saranno sì e no il 5% del totale. Del resto, quelli che sanno fare le divisioni sono meno del 33.33333%.

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Gabriele

circa 8 anni fa - Link

Anni fa, al Rolling Stone (rip) a Milano una notte chiesi ad una sbadata barista un Long Island, finita la miscela degli alcolici si accorse di non aver spazio per la coca cola. 20 minuti per finirlo e due giorni per smaltirlo. Ma ero ancora minorenne, tutto era permesso.

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Lorenza Fumelli

circa 8 anni fa - Link

1) i cocktail da provare a tutti i costi: Daniele Gentili, già sopra citato e maestro indiscusso di alcuni noi bartender della capitale insieme a Matteo Vanzi del San Lorenzo Caffè, ha inventato l'aperolsour al mango: ottimo come aperitivo, soprattutto nei mesi caldi. Se capiti a Roma te lo preparo. 2) i cocktail per cinture nere della bevuta: da cintura nera sono tutti i Martini cocktail, io bevo solo il Vodka Martini. 3) le cose da (non) fare nelle discussioni di società a tema: protestare perchè i bartender riempiono di ghiaccio il bicchiere, dire che un cocktail si fa così perché l'ho visto fare in quel bar a Cuba, fingere di sapere qualcosa di merciologia se così non è ;) 4) i modi migliori per saperne di più: Fidarsi di un bravo bartender e farsi consigliare ogni volta un cocktail diverso. Questo è il modo migliore.

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Paolo Paw

circa 8 anni fa - Link

straquoto Lorenza qua sopra . Martini cocktails... a cavallo dei 30 sei pronto per bere da Gran Fico e senza troppo avvelenarti con miscugli poco salutari. per un martini da uomo vero ti consiglio Tanqueray ten con olive. il bartender che tiene al proprio bar non sempre lo chiede , ma ha sicuramente a disposizione qualcosa di più del gordon e della moskovskaya per i clienti giustamente più esigenti. e se trovi persone a postissimo come i citati daniele e matteo (micca club e caffè san lorenzo a Roma) e non devono servire 62 persone, fatti consigliare..

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Paolo Paw

circa 8 anni fa - Link

...sennò se hai tanti tanti soldi da spendere e sei Veramente Super Fico i bar dei var Grand Hotel solitamente servono cocktails fatti a modino...

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Fabio Cagnetti

circa 8 anni fa - Link

Al De Russie andiamo un attimo sopra ad "a modino"... senza contare i bonus per l'ambiente, il servizio e la clientela.

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Alessandro Bocchetti

circa 8 anni fa - Link

Adoro gli stinger! E d'estate il Long island ice tea... I barman di riferimento? Il compianto Billy Bilancia, che pare abbia aperto anche in cielo ;-) e il fenomenale Pino Mondello. non sopporto il termine bar tender, ma cos'è: un bar piccolo attaccato ad uno piu grande? :-D adoro il vecchio caro barman... Ciao A

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Alessandro Bocchetti

circa 8 anni fa - Link

Cmq sarà che mi sto facendo vecchio ma la tradizione dei barman e dei luoghi del bere miscelato a Roma mi sembra molto meno rosea. Alla fine degli ottanta e nei novanta nella capitale si beveva molto bene: il baretto di via condotti, lhemingway caffè, il bar del Plaza a via del corso, l'harry's bar di via veneto, le cornacchie, il bar der grand hotel, l'high five ecc. Tutti posti dove si beveva alla grande... Oggi? Dove bere un gin tonic con il Ten o l'hendrics. Un Martini a regola d'arte, uno stinger o un suor? Mi viene in mente settembrini e qualche albergo senza smalto, poi? Ciao A

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Paolo Paw

circa 8 anni fa - Link

Sì in effetti la situazione non è così rosea...alla fine degli 80 ero un pò piccino per andare per bar. in alcuni posti si potrebbe anche bere decentemente ma l' ambiente fa venire l' orticaria...apriamo gli occhi e speriamo che chi ha voglia di lavorare bene ne abbia la possibilità...

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Lorenza Fumelli

circa 8 anni fa - Link

Barman è al maschile, barmaid è al femminile, bartender è il termine generico che indica il mestiere, il più corretto visto che ci siamo anche noi femminucce miscelatrici. In America poi (e di parole americane stiamo parlando) è il termine usato comunemente ;) L

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Alessandro Morichetti

circa 8 anni fa - Link

Appurato che - tra Pino Mondello e Daniele Gentili - a Roma c'è il meglio dei bartender del centro Italia, se proprio dovessi cercare un libro intrippante sulla materia, quale sarebbe?

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Fabio Cagnetti

circa 8 anni fa - Link

Tra Pino Mondello e Daniele Gentili vi siete scordati tutti di Massimo D'Addezio (Stravinskij Bar dell'Hotel De Russie) che è giustamente uno dei bartender più quotati d'Europa. Io, personalmente, ho trovato, pur nella sua brevità, intrippantissimo "L'Angelo dello shaker": la storia del leggendario Angelo Zola, con tanto di appendice-ricettario di una cinquantina di pagine. Imprescindibile.

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Il Fermentatore

circa 8 anni fa - Link

Oh Ale, ma a Civitanova ci sono i maestri del cocktail (Renzetti Docet!)

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Luka

circa 8 anni fa - Link

RICORDATI !!! Anche per i cocktails vale la regola del buon mangiare/bere. Usare materie prime di qualità! Un Cuba Libre fatto bene con rum Matusalem non ti fara andare in bagno... Un Gin Tonic fatto con il Tanqueray non è paragonabile ad un Gin Tonic qualsiasi.. le differenze si sentono, eccome !! Quindi, provare per credere, ovvero... bere

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Daniele

circa 8 anni fa - Link

Ciao a tutti, libri per approfondire la conoscenza sul mondo della miscelazione ce ne sono a bizzeffe, e riproduzioni di vecchi testi di qualità se ne trovano quanti ne volete, ma vorrei consigliarvi "Vintage Spirits and forgotten cocktails" di Ted Haigh... Buona lettura

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rossella

circa 8 anni fa - Link

il miglior gin-tonic del mondo si fa con il Bombay,ed io adoro il gin anche solamente con una spruzzata di limone! Nel mojito la menta fresca non si pesta maiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii altrimenti il moiito fa schifo diventa amaro,e poi si usa solo zucchero brasiliano bianco e non di canna! Gli sciropponi alla fragola o al limone super alcolici sono da sfigate!

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Daniele

circa 8 anni fa - Link

amo questa donna...

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rossella

circa 8 anni fa - Link

I veri cocktails li fanno solo i barmen AIBES !!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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Daniele

circa 8 anni fa - Link

... ora un pò meno...

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Daniele

circa 8 anni fa - Link

A tutti gli amanti del negroni e dell'americano che hanno scritto su questa pagina: oltre a diversificare la scelta sul gin, provate a cambiare il vermouth... nn esiste solo il Martini (che, tra le altre cose, da quando hanno abbassato la gradazione, nn si potrebbe neanche definire vermouth!), provate la punta di rabarbaro che si sprigiona usando il "Punt&Mes" o, se siete fortunati da trovarlo, usate l' "Antica Formula" della Carpano, o i vermouth francesi complessi e affascinanti.. sentirete che "ci si può innamorare di nuovo di una donna sposata da oltre 50 anni"!

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Mauro Mattei

circa 8 anni fa - Link

Una perla di Bunuel e il meglio a Roma in un colpo solo: Pino, Massimo e Angelo : http://il.youtube.com/watch?v=BN_Yf9OqPns&feature=related

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corrado dottori

circa 8 anni fa - Link

Cresciuto nella Milano notturna ho un certo passato cocktailista... Il Daiquiri fatto bene (alla Bodeguita del Medio, ad esempio) è stato un classico per molto tempo. Poi è arrivato il Grande Lebowsky ed è stato solo White Russian...

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Daniele Rigillo

circa 8 anni fa - Link

attenzione alle sviste... (!!!) " mi mojito A LA BODEGUITA, mi daiquiri a la FLORIDITA!" E. HEMINGWAY

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corrado dottori

circa 8 anni fa - Link

Sì, sì, la citazione però riguarda Cuba... La Bodeguita oltre ad essere quella di Hemingway a L'Avana è anche un locale cubano di Milano. A quello io mi riferivo: a metà anni novanta facevano sia ottimi mojitos che ottimi daiquiri.

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Mario Crosta

circa 8 anni fa - Link

Non "cubano". E' stata fondata a pochi passi dalla stazione di Lambrate da un italiano, comunista, che ha vissuto a lungo a Cuba. Per logo aveva Charlot. Faceva anche un ottimo "Stalin", ma poi ti dovevano portare a casa con la carriola... Mi manca. Sono 20 anni che non ci capito piu'. Se c'e' ancora, invito tutti ad andarci, ma non soltanto per bere. Fate un gruppetto di amici, andateci a passare qualche ora bevendo e discutendo e aprendovi anche ai contributi esterni. Socializzate. Questo era lo spirito de "La bodeguita del medio" in centro a L'Avana ai tempi di Hemingway e questo e' lo spirito di quella di Milano. Quindi... "italo-cubano"! O no?

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corrado dottori

circa 8 anni fa - Link

Quando ci andavo io era in via Col di Lana, quartiere Ticinese.

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Mario Crosta

circa 8 anni fa - Link

Il locale nacque a Milano il Febbraio 1981 grazie a Gualtiero Menoni che si propose di far conoscere la realta' cubana e l'identità di un locale storico esistente a La Habana dal 1942 per il suo amore per Cuba, visitata da lui fin dai lontani anni '60. Proprio in uno di questi suoi viaggi, Gualtiero conobbe Angel Martinez, il fondatore de La Bodeguita de La Habana ed ebbe modo di vivere l'atmosfera di quel posto, resa inestimabile dall'autenticità dei rapporti umani, dalla musica, della simpatia del gestore e del personale, dall'unicità dell'arredamento e, non ultimo, dalle proposte etilico/culinarie. Gualtiero, comunista d’acciaio, persona dalla forte personalità, non diede ascolto a quanti lo criticavano per la scelta di aprire in un quartiere popolare come Lambrate un locale cubano; anzi, iniziò a proporre eventi che fecero parlare all'epoca tutta la stampa, organizzando serate con musica dal vivo cubana, jazz, folk milanese, letture di poesie, presentazioni di libri, viaggi a cuba con la clientela, degustazioni e preparazioni di cocktail, insomma, un locale vivo e aperto dalla mattina all'aperitivo, per chiudere fino all'apertura delle 22.00 e trasformarsi poi in un cocktail-bar, a quel tempo una rarità per Milano. Nel 1991 La Bodeguita si trasferì nell'attuale sede di Viale Col di Lana in zona Ticinese, conservando la sua forte identità; inoltre con l'arrivo di chef cubani venne introdotta la tipica cucina criolla. Nelle serate il locale proponeva famosi "trios" cubani, i quali, esibendosi tra i tavoli con le loro chitarre, creavano un'atmosfera magica, che rese il locale, grazie anche ai suoi cocktail unici, molto conosciuto nel panorama notturno milanese Venne anche allestita una collezione di rum, che oggi vanta ben 450 Etichette, provenienti da tutto il mondo, e fu abbinata alla degustazione di sigari. Oggi Loretta e Stefano, moglie e figlio di Gualtiero (scomparso nel 2000), conducono La Bodeguita con lo stesso amore per Cuba che fu di Gualtiero, rispettandone valori unici quali il calore e l'amicizia, continuando con le serate di musica live cubana, con la Comida Criolla ed il favoloso Mojito di Hemingway. Contatti: telefono 02.89400560, fax 02.58107135, sito web proprio sulle pagine www de: labodeguitadelmedio.it

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Gino Manfredi

circa 8 anni fa - Link

Alessandro caro, mi permetto di entrare anch'io nella discussione, da visceralmente appassionato di Martini Cocktail. Intanto una premessa: i cocktail sono la perfetta somma algebrica di elementi diversi, miscelati o shakerati. Detta così, sembrerebbe tutto facile, basterebbe munirsi di un dosatore e...il gioco è fatto! Non è ASSOLUTAMENTE così. La differenza la fa lo slancio artistico del barman con il suo istinto a dosare bene il ghiaccio, freddo al punto giusto, a miscelare o shakerare nella modo giusto e per il tempo necessario gli ingredienti: insomma, pur dovendo rispettare rigorosamente le dosi, l'artista barman ci mette qualcosa in più! Gli ingredienti, poi, sono un altro fattore importantissimo: nel Martini, ad esempio, la scelta del Gin o l'uso del Vermouth francese o Noilly Prat (con cui nasce) o del Martini Extra Dry ne determina il gusto. E, a proposito di gusto, tutto passa attraverso quello personale: siamo noi che decretiamo se un cocktail ci piace o meno. O anche se un barman ci fa godere oppure no! Nel mio caso, non ne conosco tanti, pochissimi entusiasmanti. Fra questi, Pino Mondello del Settembrini Caffè e Angelo De Valeri dell'Hotel Excelsior, a Roma, sono Artisti e mi pregio di essere loro amico! Per quanto riguarda il cocktail che potresti assaggiare (prima, eventualmente, di convertirti al Re Martini!), ti suggerirei il Manhattan: 7/10 di Whiskye Rye, 3/10 di Martini Rosso, uno spruzzo di Angostura e una ciliegina al maraschino, per guarnire! Provalo, la sua suadente morbidezza, insieme alla potenza alcolica, potrebbero ammaliarti! Buone bevute e a presto

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A.

circa 8 anni fa - Link

Ma per avere uno spritz rosso fatto come si deve, bisogna metterci aperol campari o bitter? e in che dosi?

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Lucio Scarpa

circa 8 anni fa - Link

hai le idee un po' confuse. la scelta si fa in base al gusto personale non al colore. comunque per avere un bel rosso vivo, meglio usare il select o il bitter campari (a dire il vero si può usare un bitter anche di altra marca, ma quello campari è di gran lunga il più diffuso. l'aperol ha un colore più tenue, sfuma verso l'arancione, e soprattutto gusto diverso e gradazione più bassa. per le dosi non esiste regola certa, ognuno lo fa a modo suo. in casa a me piace con un terzo di bitter e due terzi di prosecco, così supero il problema del seltz...

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angelo de valeri

circa 8 anni fa - Link

il mio spritz rosso: cesanese di olevano sprite(al posto della soda) splash di campari spirale di buccia arancio ghiaccio nel bicchiere a stelo da vino bianco ciao

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somm

circa 8 anni fa - Link

Condivido in toto l'intervento di Daniele, tranne che per l'ultimissima affermazione .... "sentirete che

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luk

circa 8 anni fa - Link

Arrivo in ritardo ma lo smoky martini (un bel martini cocktail molto secco con due gocce del vostro wishky preferito…) magari con un tono di torba…secondo me meglio di james bond :-)

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lespaul

circa 8 anni fa - Link

Mi indegnate a prepararmi un Bloody Mary perfetto?

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Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Bentornato Mario Crosta, come sono contenta di leggerti di nuovo!

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Mario Crosta

circa 8 anni fa - Link

Non e' un ritorno. Non me ne sono mai andato da qui, anche se a un certo punto ho scelto di leggere piu' che di intervenire. Sono un po' stufo di intervenire in quei blog dove si fa sempre piu' polemica e la si fa per giunta da cecchini, nascondendosi cioe' dietro l'anonimato di un nick. Con te polemiche non ce ne sono state, ma hai rischiato grosso, se ben ricordo. Non e' il mio mondo quello dove qualcuno si nasconde per colpire alle spalle e qualcun altro invece si espone senz'alcun problema. Nel caso specifico, ero troppo amico e compagno di Gualtiero quando stavo a Lambrate e per la precisione mi sembrava giusto dare a chi non ne conosceva la storia qualche indicazione in piu', perche' un appassionato non prenda la Bodeguita come un semplice locale per bere dei cocktail. E' qualcosa di piu', nello stesso spirito di quella de L'Avana che fece colpo su Hemingway.

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Kiainga

circa 8 anni fa - Link

Dunque..i cocktail da provare a tutti i costi: Hendrick's Martini (ma è base gin) e Moscow Mule (base vodka) tutta la vita.. ..e assolutamente da provare il Breakfast Martini:io l'ho bevuto 2 anni fa a Londra al Fifty's (che ora ha chiuso) fatto dalle manine sante del suo creatore, ovvero Salvatore Calabrese. Lui viene chiamato "The Maestro" però è simpaticissimo oltre che un mito!). Meraviglioso!

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