Ma voi a casa bevete Barolo Monfortino?

di Alessandro Morichetti

pranzo di babetteSono un enostrippato malato di voyeurismo, brutta razza. La curiosità è femmina ma saranno 5 anni che me lo chiedo: un appassionato vero, a tavola con la famiglia in un giorno qualunque, cosa beve? Mica stapperete Monfortino a pranzo, cena e colazione eh. Risposta prevedibile: “Ma che te ne frega?”. Che domande, interessa eccome: penserete mica che per tenersi in forma bastino degustazioni collettive, anteprime e serate a tema? Il talento va allenato e io sono tra quelli convinti che anche assaggiare da soli sia utilissimo per imparare. E mica sarete tutti Maradona del vino, eh. Diego era el pibe de oro già a Villa Fiorito, si vede da come palleggiava. Gli umani – chi più metodico, chi meno – devono allenarsi, dura la vita dell’assaggiatore. Io, per dire, stappo più bottiglie insieme e le assaggio nel tempo. Ora, per dire, viaggiano in parallelo il Verdicchio di Matelica Mirum 2006 de La Monacesca, il Frappato 2007 Occhipinti, il Riesling Altenberg De Bergbieten 2004 di Frédéric Mochel, l’Alto Adige Pinot Nero 2008 di Terlano e il Paterno 2006 di Trappolini. Me li sorseggio a giorni alterni, magari appaiati, e sono convinto sia utilissimo. Ora capite perché sono curioso di sbirciare sulle vostre tavole? Bando alla privacy, che vini state bevendo in questi giorni? Astenersi celoduristi sapientini, grazie.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

22 Commenti

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Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

Ogi sera in enoteca apriamo 3/4 bottiglie diverse proponendole all'assaggio dei clienti un po' nello stile dei negozzi di formaggi e salumi che presentano piccoli assaggi sui piattini per permettere all'avventore di formarsi un idea. La mia Enoteca è una "dura e pura" che non ha non lavora con mescite al tavolo quindi ritengo essenziale questo passaggio per la formazione del gusto del cliente. Ovviamente partecipo ATTIVAMENTE anche io alle degustazioni, quindi diciamo che mi "ripasso" circa 24 vini a settimana di varie fasce di prezzo (di solito il venerdì o il sabato, sempre a sorpresa, c'è il "Boccione" tipo sassicaia, Asili giacosa o similia). Se a questo ci aggiungi che a Roma la proposta di degustazioni anche di alto livello è molto ricca (basti vedere il calendario di Bibenda, che non è l'unico) il gioco è bello che fatto. Una volta al mese poi, mi prendo un Week end lungo (sabato-lunedì) e vado in una regione per salutare gli amici produttori che conosco e, con l'occasione, andare alla scoperta di qualche novità interessante. Facendo tutto questo, a casa spesso nemmeno bevo, ma se lo devo fare "uccido il vitello grasso" ovvero una bella boccia di livello grossomodo 1-2 volte a sattimana e la finisco sempre (in compagnia of course) ;-)

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Luca Cravanzola

circa 11 anni fa - Link

A casa mia è uno spettacolo: uso la mia famiglia per scopi didattici, nel senso che apro qualunque bottiglia e la degusto con qualsiasi cosa ci sia in tavola. Quindi insalata verde e Brunello Biondi Santi '04 oppure Barolo Roagna 1990 e pasta al pesto o Barbaresco riserva Pora '85 con pollo al forno etc etc. Vi prego, enostrippati del mondo, non correte a picchiarmi.. Quando l'abbinamento non funziona, mi limito a degustarli prima di mangiare e poi li riassaggio alla fine con un pezzo di formaggio. Sarà banale, scontato e noioso ma Amo i grandi vini rossi ed il Formaggio. Lo spettacolo sono i commensali che mi danno sempre "un'altra" versione (che tutto sommato serve per capire alcune cose). Commensale 1 mia Madre: (30 e più anni di lavoro in cantina ma praticamente astemia) per lei quasi tutti i vini (salvo rarissime eccezioni) sono troppo vecchi, troppo forti e troppo cari. Commensale 2 mio Padre: (una vita da viticoltore di Nebbiolo da Barbaresco) per lui quasi tutti i vini tranne Barolo e Barbaresco sono troppo concentrati e troppo legnosi anche se me lo dice con il sorriso stampato in faccia e con il bicchiere in mano (vuoto che ne chiede un altro). Facendo così riesco a farmi un' idea ed aumentare il mio pacchetto "vini assaggiati", ho altri pareri e la bottiglia la dividiamo solo in 2!! P.S: quando mio padre da' il "massimo punteggio" ad un vino esclama "schi ur è canubi" (dal piemontese: questo è un cannubi!!!) E fidatevi che per molti vini è un onore essere definiti tali.. ;-)

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daniele

circa 11 anni fa - Link

Apro un paio di bottiglie a settimana, non bevo vino tutte le sere...le ultime Brut Riserva 2003 di Garofoli, Monica di Sardegna Perdera 2008 di Argiolas, Rosso Conero Julius 2008 di S. Strologo, Sagrantino di Montefalco Collepiano 2003 di Caprai

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Massimo

circa 11 anni fa - Link

La bottiglia speciale la si beve, almeno a casa mia, di domenica a pranzo e non sempre. Siamo in tre e sbevazziamo tutti. Al momento stazionano aperte tra frigo e dispensa: Igt Bianco Prabi 2007 di Cesconi, Capatosta 2004 Poggioargentiera, Isonzo Doc Tocai Friulano Drius 2006, Traminer aromatico 2006 Cesconi, Dolcetto d'Alba 2008 Massolino, Igt Lambrusco di Modena l'Albone Podere il Saliceto. In negozio difficilmente bevo. A casa degusto in Santa Pace. Ciao Massimo

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Mauro Mattei

circa 11 anni fa - Link

io stasera faccio una delle mie solite prove del nove: Borgogna "basico" di Pierre Morey 2002. Avrà retto? Boh! Intanto lo tengo in piedi da un paio di giorni vista la quantità immane di materiale in sospensione. Poi vi faccio sapere ;-)

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Francesco Fabbretti

circa 11 anni fa - Link

Orca! 2002 già in sospensione materica? non sarà un po' presto??? Io al posto tuo non me la rischierei. Se poi ci tieni tanto a sapere se ha retto, lo dico con il cuore in mano, mandami pure la bottiglia, la stappo e ti so dire

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Mauro Mattei

circa 11 anni fa - Link

non ti preoccupare Fabretti, ghe penso mì ;-)

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RAMPAVIA

circa 11 anni fa - Link

Borgogna senza altra denominazione? Scusa la mia ignoranza ma basico significa che si tratta di un "semplice" bourgogne, neanche, che so io, un Morey o un Nuits? Se è così otto anni mi sembrano davvero troppi. Se ho capito male, pardon m.

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Mauro Mattei

circa 11 anni fa - Link

è un semplice bourgogne blanc...vediamo che succede!

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Mauro Mattei

circa 11 anni fa - Link

comunque, per dovere di cronaca.. il vino era perfetto e financo imberbe. 8-)

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RAMPAVIA

circa 11 anni fa - Link

In altre parole aveva ancora ottima acidità? Se sì, come mi pare di capire dal tuo "imberbe", deve trattarsi di: - ottimo produttore che anche per le denominazioni base (anzi basiche)utilizza buone uve; - conservazione perfetta (in particolare tappo ok); - annata particolarmente giusta per il medio/lungo invecchiamento. Mi aveva un poco impressionato il materiale in sospensione da te descritto ma vedo che alla prova dei fatti non ha influito sul tuo giudizio: sicuro che non si trattasse di coriandoli carnevaleschi?

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Lucio Scarpa

circa 11 anni fa - Link

hai ragione, non si può aprire una bottiglia "pesante" ad ogni pasto. così a casa mia abbiamo adottato un piccolo produttore di prepotto come fornitore dei vini da paso, iole grillo. in cantina non manca mai ed è molto meglio del tavernello :) poi, quando c'è una scusa buona si stappa anche la bottiglia diversa, ma devo dire che non sempre si migliora. serve soprattutto per cambiare...

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Kapakkio

circa 11 anni fa - Link

Mi piacerebbe bere Monfortino tutte le sere ma invece mi accontento di bottiglie tra i 5 e 10 euri che li valgono. Cappello di Prete di Candido Coda di Volpe Vadiaperti Syrah di Cusumano Vignali Aglianico del Vulture Cantina di Venosa Vitiano di Falesco Gragnano di Iovine Poi qualche Taurasi ogni tanto me lo concedo...

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piergiovanni

circa 11 anni fa - Link

Il mio vino quotidiano è uno sfuso della fattoria di Felsina, niente male. Poi durante la settimana apro 3 o 4 bottiglie. Di solito in un range dai 10 ai 30 € a meno che non mi senta particolarmente ispirato e apra qualcosa di più "importante". Bevuti da poco Polvanera 17 2006, amarone sant'Antonio 2004, nebiolo 2006 di Cappellano e un bel fiano 2005 di Ciro Picariello.

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RAMPAVIA

circa 11 anni fa - Link

Ieri sera. Con un branzino al sale (allevato nei mari Esselunga ma più fresco e gustoso di certi acquistati nelle boutique ittiche di Milano), un bicchiere di Poully-Fuissé “vieilles vignes” 2005 di Pierre Vessigaud (piccolo produttore di Solutré, vicino a Macon) acquistato colà tre/quattro anni fa. Non male l’acidità ancora molto pronunciata con un brin de boisé sulla morbidezza del pesce. Mi sono attrezzato per conservare le bottiglie aperte e non raramente ho a disposizione tre quattro vini non necessariamente di colore diverso. Sono un maniaco dell’abbinamento cibo-vino, la qual cosa mi procura molte delusioni ma anche poche, goduriose, soddisfazioni

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Mauro Mattei

circa 11 anni fa - Link

..tornando al mio piccolo Borgogna: Pierre Morey è un ottimo produttore. Lavora in maniera "naturale" e non filtra (a ragione dunque il deposito). 2002 annata mitica. Se lo sapevo lo bevevo fra 3/4 anni.

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RAMPAVIA

circa 11 anni fa - Link

Mai procurarsi una sola bottiglia, almeno tre se si tratta di vini che si ritengono interessanti. Sarà, credo, difficilissimo entrare in possesso di una altro 2002 Bourgogne Blanc di P. Morey e ti resterà (aimè quante volte è successo anche a me) il tormentoso dubbio che poteva ancora migliorare.

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Mauro Mattei

circa 11 anni fa - Link

bah, meno difficile di quanto sembri. Ho visto oggi che il 2002 è ancora in listino ;-)

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RAMPAVIA

circa 11 anni fa - Link

Mi hai bruciato sul tempo. Anch'io lo vedo sul listino di Velier. Scusami ma generalmente i vini me li procuro direttamente dal produttore e a distanza di anni non li trovo più.

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Daniele Sala

circa 11 anni fa - Link

Per quanto mi riguarda sono estremamente "infedele" con il vino, nel senso che prevale sempre il mio desiderio di aprire nuove bottiglie, di produttori diversi, con lo scopo di educare ed ampliare la mia conoscenza con espressioni ogni volta diverse. Per cui se anche un vino mi stupisce particolarmente, sicuramente nel futuro lo berrò di nuovo, ma non mi capita mai di aprire due bottiglie identiche nell'arco dello stesso mese. Al massimo di un vino posso berne un cartone da sei in un anno, ma poi sotto un altro.....avanti il prossimo....! Poi ogni tanto mi vizio un pò di più, dando "aria" al portafoglio, regalandomi qualche bottiglia blasonata....restando a volte molto soddisfatto....a volte deluso....ma è pur sempre conoscenza...per cui niente rimpianti! Il citato Monfortino per ora manca all'appello...cercherò di colmare in futuro questa mia lacuna enologica! Comunque cerco sempre di equilibrare quello che bevo con quello che ho nel piatto....e soprattutto non sempre si possono bere "cavalli di razza"....quindi ben vengano anche dei "docili pony" da passeggio...da bere in modo spensierato!

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Vinogodi

circa 10 anni fa - Link

... no , mi sarebbe matematicamente impossibile bere un Monfortino al giorno , sia per ragioni economiche , sia per ragioni numeriche di assegnazione (24 bottiglie + 3 magnum all'anno) . Diciamo che fra annate giovani appena uscite (2-3) e vecchiotte , non supero la quindicina all'anno ( da una trentina d'anni...)...

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Vinogodi

circa 10 anni fa - Link

... tornando al bere "quotidiano" , decisamente mi piace variare ed è occasione per fare "nuove conoscenze" , odio bere il consueto . Essendo una passione all'ultimo stadio , anche il piacere del desco quotidiano serve ad ampliare gli orizzonti conoscitivi . Stranamente , fra i vini quotidiani prevalgono vini del sud , Campania - Sicilia (soprattutto Etna e Gulfi) e Puglia , in quanto per ragioni di lavoro ho approfondito conoscenze di produttori in quei luoghi che mi hanno fatto apprezzare la straordinaria qualità in rapporto al prezzo di parecchi prodotti ...

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