di | lun 08 feb 2010 ore 16:24
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wine guru

Il più grande esperto di vino italiano, fuori il nome

espertoLo sapevo. A chi non è mai capitato di leggere qualcosa e pensare “che tonto, mi ronzava in testa da tempo ma ancora non c’ero arrivato”? E così, proprio ieri, Alfonso Cevola – wine blogger italo-americano di terza generazione – se n’è uscito con una domanda epica: “Chi potrebbe essere l‘autorità mondiale sul vino italiano?”. Tanti i corollari al seguito: uomo o donna? Nativo o “intruso”? Quanti anni potrebbe avere? Quali titoli dovrebbe mostrare?”

Ammesso e non concesso che ci sia una risposta, le categorie di pretendenti non mancano: tra enologi, giornalisti, degustatori, blogger, autocelebrati esperti, consulenti e chi più ne ha più ne metta, difficile cavare un ragno dal buco. Dai, aiutatemi. Alfonso, da parte sua, ne suggerisce alcuni: lo storico sommelier Franco Tommasi Marchi, Attilio Scienza, Antonio Galloni, Franco Ziliani e Jeremy Parzen. Scusate ma Luca Maroni lo tolgo io, d’ufficio, tra i candidati. Niente di personale, s’intende. Volete altri nomi in ordine sparso? Riccardo Cotarella, Daniele Cernilli, Alessandro Masnaghetti, Sandro Sangiorgi. Giusto per dire i primi che mi passano per la testa. Ora a voi. Bando alle ciance, se vi chiedo il guru del vino italiano, chi mi suggerite? Mi raccomando uno bravo, però. È richiesta la conoscenza di qualche centinaio di vitigni autoctoni e altrettanti terroir, mica il merlotcabernetpinot dei francesi, neh!

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Info su Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, vende vino su Doyouwine.com. Marchigiano, vive a Barbaresco. Ama tutti gli animali e qualche umano.
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42 commenti a Il più grande esperto di vino italiano, fuori il nome

  1. Guarda se nella tua lista c’è Attilio Scienza, io dico Ciro delle Volpi e l’uva di Firenze….

    • vuoi dire lo spacciatore di Lamarein? potrebbe essere…
      però stando sul più serio, io butto là Gianni Fabrizio ex Slow ora GamberoRed, e ovviamente Gentili dell’Espresso!!!

  2. quattro nomi in rigoroso ordine alfabetico:

    Armando Castagno (l’unico degustatore di assoluta competenza capace di elevare i suoi scritti al rango di letteratura)
    Donato Lanati (fra gli enologi con la valigia, categoria che non incontra le mie simpatie, è il più rispettoso del territorio, che cerca sempre di esaltare e mai di sopprimere)
    Gian Luca Mazzella (il miglior degustatore analitico in Italia, che gode di una notevole, seppur non pari a quella di Galloni, popolarità fuori dai patri confini)
    Attilio Scienza (agreed; nomen omen)

    a occhio, il più popolare nel mondo è comunque Galloni.

    P.S. lo scrivente deve ancora vuotare parecchi calici e sporcarsi un bel po’ di terra le immancabili Tod’s, ma da qui a dieci anni si autocandida per un posto al sole là sopra

  3. Se ce ziliani allora posso dire anche maroni ma non mi voglio fare male…
    Io dico Sandro Sangiorgi e Federico Giotto!

  4. se valgono i defunti… allora Gino Veronelli

  5. non mi considero, non ho alcuna aspirazione a diventarlo, “guru” di niente, o super esperto. Sono solo un cronista del vino con 25 anni di esperienza e tanta passione. Se si parla di giornalisti, io dico Cesare Pillon e tra gli stranieri Nicolas Belfrage, master of wine.
    E poi suggerisco all’”intellettuale” che ha scritto, testualmente, “Se ce ziliani”, di tornare alle elementari, così forse, ma dico forse, imparerà a scrivere…

  6. Se parliamo di autorità in quanto a competenza a 360° direi che è inevitabile il premio al Prof. Attilio Scienza. Se invece intendiamo la dinamica di degustazione e narrazione dl prodotto vino direi che se la battono Sandro Sangiorgi e Armando Castagno. Restando invece al “naso-palato” puro in se e per se direi che non ho avuto occasione di imbattermi ancora in Marziani come Franco Siciliano e Paolo Leone.

  7. “Mi raccomando uno bravo, però. È richiesta la conoscenza di qualche centinaio di vitigni autoctoni e altrettanti terroir, mica il merlotcabernetpinot dei francesi, neh!”

    Ma così ci passa amche il Gori…

    Non vorrei apparire accademico, ma mi sa che Bruno Piccioni la sappia lunga sul vino.

    Poi credo opportuno avanzare almeno una di riserve: il sud oggi è una risorsa vitivinicola di primo piano, e parecchi nomi di qua in su non mi sembrano tanti attenti a ciò che accade quaggiù.

    Luciano Pignataro per esempio una mezza italietta se l’è bevuta in più di venti anni…:-)

  8. avatar dansan

    … e del bravo Francesco Falcone chessidice?! Lo vorremmo filo-wasp o phortosiano?! Per il primo il Mazzella per il secondo, senza rivali, il Sangiorgi, ma rimane il fatto che se non capiamo la differenza tra competenze “tecniche” e quelle narrative si rischia di non arrivare a quel che si vorrebbe. Sempre troppo italici siamo :-) OT -- vorrei che salissero in cattedra -- immeritatamente, solo per un attimo fuggente -- gli straordinari “affabulatori” MassaWalter e KristiancicAles a provare a spiegare vini non loro… solo così, per la gioia di godere del cuore e degli occhi che sberluccicano quando parla un qualcuno che le parole le pensa a metà tra cuore e mente

  9. avatar Riccardo

    Mi chiedo come mai ziliani s innervosisce se qualcuno lo critica attaccandosi a errori di battitura dovuti all iPhone…. Eppure quando critica i vini mi pare non si faccia problemi vero “tizio” ziliani? Eppoi che C’è (corretto) di male a paragonarla a maroni Luca!?!?!??!?

  10. avatar Ambra

    io dico sicuramente Sandro Sangiorgi

  11. Dopo l’ambito premio, come non premiarie Mauro Mattei ;-) ce ne fossero!!

    • beh, effettivamente alla luce del riconoscimento…mi auto-nomino :-D
      però subito dopo Morichetti!

  12. Alessandro Masnaghetti, che oltre a conoscere il vino, lo fa.

    • scommetto che c’è stato un errore di battitura: volevi dire “Alessandro MORICHETTI” nevvero? ;-)

      • quando avro’ il “piacere” di conoscerti dal vivo :-) forse lo potro’ dire, per ora mi tengo il vecchio Masna!

        • oops, ho confuso gli “…etti”! Sempre Masna tutta la vita pero’.

    • Concordo con Gianpaolo. Alla pari Alessandro Masnaghetti e Sandro Sangiorgi; hanno entrambi classe, competenza, passione, pur con stili diversi. E aggiungerei anche Francesco Arrigoni…

      L.

  13. avatar VigneriManonPosso

    Ho visto all’opera Daniele Cernilli e porca miseria se è bravo.
    Federico Giotto, ai più sconosciuto, è un bravissimo enologo di grande sensibilità, se ne sentirà parlare,
    il prof Scienza è tra quelli che mi hanno fatto amare il vino…quindi sono parziale.
    Gianni Fabrizio e non solo perchè è bravo, ma anche perchè la sua è una passione vera, smodata, trattata però con grande riserbo, modestia e professionalità.

    • Vigner….

      il suggerimento sul Giotto non è causale vero??

  14. avatar alfredo

    Gigi Brozzoni.

    Enrico Bernardo.

    Bevete Vino Ragazzi! Bevete Vino!!!

  15. Schigi.

  16. io dico Masna, però essendo vecchio(scherzo) dico Big Falcon, Falcone, poi tecnicamente dico Mario Maffi ,grande enologo, Giorgio Badin, stra -grande-,rischiando di fare fanta-enologia. ciao gp

  17. ma il più grande di tutti non è Giorgio Grai?

  18. mi dimenticavo…per le bollicine il giovane Giovanni Arcari e il maestro Stefano berti.ciao GP

  19. avatar patrizio mengozzi

    Io aggiungerei anche Fabio Giavedoni, quand’è in forma è veramente ok. In assoluto Masna e Gigi Brozzoni.

  20. Mamma quanti…

  21. …bisognerebbe averli conosciuti all’atto della degustazione, piuttosto che attraverso ciò che scrivono: purtroppo spesso tanti egregi e sapienti degustatori non sono immuni da interessi d’altro tipo che li portano ad incensare vini che non berrebbero mai! Ricordo quando ci fu lo “scandalo” del Brunello (tutti sapevamo da sempre del Sangiovese combinato al Merlot in tanti dei Brunello in commercio, non foss’altro che per il classico sentore di caffè tipico dell’Internazionale)molti rividero i giudizi espressi su molti vini blasonati della zona, mostrando perplessità sul “delitto” commesso da produttori senza scrupoli (basti vedere giudizi espressi prima e dopo lo scandalo!). Ma come: io che non sono nessuno mi accorgevo della presenza del Merlot nel Brunello e fior di degustatori non se ne accorgevano, anzi li premiavano?…

  22. avatar Cosimo

    Ma avete mai sentito parlare di Severino Garofano? Lui ha creato il Patriglione, il Graticciaia, e altri vini capaci di competere con i piu´grandi del mondo!!

  23. avatar marco biressi

    desidero permutare una partitella di pio cesare con vino dell’ultimo lustro

  24. avatar Luiggiggi

    salve a tutti, sono nuovo di questo forum… ma perchè ce l’avete tanto con Luca Maroni? è solo per la guida o c’è dell’altro? grazie per le delucidazioni, in caso sopraggiungano…:D

  25. avatar Vinogodi

    … a mia modesta conoscenza , i più grandi esperti di vino conosciuti in oltre trent’anni di bevute matte ed appassionatissime ,di frequentazioni di professionisti del settore , di centinaia (migliaia) di produttori non sono stati giornalisti ma semplici appassionati che hanno speso risorse , tempo e passione per approfondire il tema vino . Quasi sempre con solida conoscenza tecnica , grandi professionisti di altro ( quindi anche il tema “risorse” , pragmaticamente , disponibile) ma animati da una passione e desiderio di approfondimento “enoculturale” senza pari . Sensibilità superiori alla media , capacità di rapportarsi in termini di sensi con ciò che li circonda , capacità individuale sorprendente . Non pensiate che il giornalismo specializzato sia necessariamente il terminale dell’eccellenza sulla conoscenza del vino , soprattutto per le opportunità economiche che ne derivano . Ripeto , i signori che ho citato erano nell’ordine :
    - un notaio ( che si beveva mediamente una casa di DRC e Leroy mista GC all’anno e come vino quotidiano aveva una mezza dozzina di etichette di Brunello e Barbaresco che alternava durante l’anno)
    - Un importatore Import Export di Viadana (MN)
    - Un imprenditore di reti metalliche di Parma ( che ha una cantinetta personale valutata sui 5 milioni di Euro e ne ha bevuto nella sua vita almeno dieci volte di quello che possiede ora)
    - Due forumisti del Gambero rosso (un avvocato , un dirigente ,e un orafo)

    Conosco personalmente Armando (Castagno) , Mazzella , Cernilli, Gianni Fabrizio . Ho conosciuto Veronelli e Franco Tommasi Marchi( amico di famiglia) Gianni Brera e infiniti altri che hanno traslato parte o totaòmente la loro passione in mestiere . Quindi dico ciò a ragion veduta .

    PS: io mi escludo da tutto il cioppo perchè il mio approccio al vino , seppur ultratrentennale , è stato ed è esclusivamente di carattere ludico-sessuale …

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