Il Brunello di Montalcino? Un pallone gonfiato

di Antonio Tomacelli

consorzio_brunello_montalcinoL’accusa è di quelle infamanti: troppo glamour e poco sangiovese, che tradotto dall’americano vuol dire “tutto fumo e niente arrosto”. L’accusato è ancora lui, il Brunello di Montalcino alle prese con il giudice Eric Asimov, severo e inflessibile columnist del New York Times.

Le prove a carico dell’imputato sono pesanti come macigni e schiantano una denominazione già al centro di inchieste della magistratura italiana. “Escluso il Case Basse di Soldera e i vini di Biondi Santi, il resto del Brunello è gonfiato nei prezzi e nella reputazione” dice Asimov e azzarda un paragone con i vini della Californiana Napa Valley, conosciuti più per il valore della zona di produzione che per l’effettivo valore dei singoli vini. Meglio allora un bel Chianti a prezzi accettabili o qualche altro vino italiano a base di Sangiovese “vero”. Il giudice Asimov sembra intenzionato a condannare il Brunello a diversi anni di oblìo da scontarsi sugli scaffali dei discount. La parola passa alla difesa, in questo caso a voi, cari lettori. Chi se la sente di difendere l’imputato?

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Antonio Tomacelli

Designer, gaudente, editore, ma solo una di queste attività gli riesce davvero bene. Fonda nel 2009 con Massimo Bernardi il blog Dissapore e, un anno dopo, Intravino e Spigoloso. Lascia il gruppo editoriale portandosi dietro Intravino e un manipolo di eroici bevitori. Classico esempio di migrante che, nato a Torino, va a cercar fortuna al sud, in Puglia. E il bello è che la trova.

33 Commenti

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

dopo aver letto l'articolo sul blog The Pour e quello sul sito del New York Times trovo che l'ottimo Eric Asimov, sui cui giudizi sostanzialmente concordo, questa volta sia stato troppo severo. Sorvolo, il giudizio é soggettivo, sui giudizi relativi ai migliori vini della degustazione cui fa riferimento (inserire tra loro il vino della Fattoria dei Barbi é un vero funambolico esercizio sul filo...), e credo, pur essendo stato tra i più convinti critici delle vicende di Brunellopoli, che il Brunello di Montalcino non sia affatto "tutto fumo e niente arrosto" e che siano numerosi, oltre ai vini di Franco Biondi Santi e di Case Basse e a qualche altro citato da Asimov, i vini dalla qualità a prova di contestazione che si ottengono dal Sangiovese in purezza Montalcino. E che non tutti presentino prezzi eccessivamente elevati. La difesa del Brunello, in questo caso, é di prammatica... [img]http://www.intravino.com/wp-content/upload/IheartBrunello.jpg[/img]

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Andrea Gori

circa 10 anni fa - Link

io mi metto tra i sostenitori a prescindere del Brunello, però sui prezzi sono già un paio di anni che sto dicendo che i Brunello veramente buoni stanno cominciando a costare davvero troppo ovvero tra i 40 e i 50 euro franco cantina (+iva) e quindi sugli scaffali delle enoteche raramente sotto gli 80 euro. Negli states questo significa che a tavola alcuni Brunello hanno lo stesso prezzo di Gran Cru della Borgogna o del Bordeaux, e chiediamoci se davvero meritano tale status.

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Fabio Cagnetti

circa 10 anni fa - Link

Da sangiovesista (e, giocoforza, anche brunellista) convinto trovo che Asimov abbia ragione da vendere. L'articolo sul NY Times mi sembra corretto, e anzi semmai indulgente rispetto ad alcuni vini che non mi entusiasmano. C'è da dire che il Consorzio paga il dazio della forse frettolosa assegnazione delle cinque stelle all'annata 2004, che forse sulla carta sarà anche stata ottima a Montalcino, ma che molti, fra cui più d'un insospettabile, hanno sbagliato. Ricordo bene il primo giorno di anteprima in Fortezza: a parte la polemica che innescai per la temperatura di servizio dei vini (una vergogna che ci ha screditato davanti alla stampa di mezzo mondo), fu in generale un discreto massacro per un millesimo considerato top. Nessun Brunello 'annata' 2004 superò i 90 punti sul mio taccuino, moltissimi vini pagavano un alcool eccessivo e scomposto, tanti erano pesantemente condizionati dal legno, qualcuno aveva troppa volatile e via discorrendo. E gli assaggi successivi hanno generalmente confermato queste prime impressioni. Vedremo cosa succederà il mese prossimo con i 2005, ho discrete speranze; ma in ogni caso, a Montalcino possono sorridere vista la qualità dei due millesimi successivi. Mi ritrovo poi a concordare anche con l'articolo su The Pour. Che gli unici Brunello fuoriclasse, che porterei come orgogliosi rappresentanti del loro terroir a una degustazione di vini assoluti, siano alcune riserve di Biondi Santi e Soldera credo sia fuori discussione. Per tutti gli altri, è vero sia che la qualità è altalenante (ottimi vini ce ne sono, ma non è detto che siano quelli che tutti pensano), sia che i prezzi, molto spesso, siano emanazione diretta più del costo, ormai stratosferico, dei vigneti ilcinesi che della domanda di Brunello. Ed ecco quindi che nuove proprietà, che devono rientrare da pesanti investimenti, presentano le loro prime annate di Brunello, provenienti da vigne giovani e stilisticamente ancora da farsi, a prezzi intorno ai 40 + Iva franco cantina, mentre altri nomi, nuovi come ragione sociale per altri motivi e senza debiti sulle spalle, riescono a presentare Brunello impeccabili, soddisfacenti e schietti alla metà del prezzo di cui sopra. Questi ultimi, però, bisogna andarseli a cercare e rappresentano assai più l'eccezione che la regola.

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

Fabio concordo con il suo ragionamento e ho più volte definito sopravvalutata l'annata 2004. Ma come si fa a non definire di eccellente livello, Brunello di primario valore (magari inferiori al Biondi Santi riserva e al vino di Case Basse, ma signori vini), i Brunello di aziende come Il Colle, Gianni Brunelli, Giulio Salvioni, Gorelli Le Potazzine, Fonterenza, Salicutti, Pian dell'Orino, Capanna, Ciacci Piccolomini, Caprili, Col d'Orcia, San Lorenzo, Eredi Fuligni, Il Marroneto, Uccelliera, Mastrojanni, Tenuta di Sesta, Lisini, Le Macioche, Siro Pacenti, Lambardi, per citare solo i primi che mi vengono in mente, sicuro di dimenticarne diversi altri meritevoli di menzione? Suvvia!

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Fabio Cagnetti

circa 10 anni fa - Link

Certamente i produttori suindicati (cui aggiungerei senz'altro Poggio di Sotto, Sesti, Molinari e la new entry Poggio dell'Aquila) tengono alto il nome del Brunello, ma sono i primi della classe e non, a mio avviso, dei fuoriclasse, eccezion fatta per un paio di millesimi (95r, 99r, 01) di Palmucci. La mia preoccupazione non è particolare (i "miei" produttori, chi più chi meno, che fanno le cose bene li conosco e li bevo, possono sbagliare qualche annata ma pazienza), ma generale, rivolta all'uomo della strada che si ritrova una produzione di Brunello in larga parte mediocre e a prezzi raramente giustificati dalla qualità. E credo che questo fosse anche l'impulso che ha mosso Asimov nell'articolo linkato.

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Michele Braganti

circa 10 anni fa - Link

io vado ancora piu' in la......credo che in tutta la Toscana ci siano troppe vigne,sia all'interno delle denominazioni nobili, sia fuori.......per anni si e creduto che la Toscana fosse la panacea della vite piantando in zone dove non venivano nemmeno le zucche...e dando quindi vita a un triste rigirio di cisterne e altro per accomodare i vini...,oggi ne stiamo,tutti,pagando le conseguenze......personalmente credo ,cosa impossibile da realizzarsi,per gli interessi che ci sono dietro,e i posti di lavoro,che solo attraverso una zonazzione seria e reale, la Toscana tutta uscirebbe velocemente dalla crisi.

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

Faglielo capire...

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vignereimanonposso

circa 10 anni fa - Link

sì, magari anche imparare a scrivere in italiano....

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

Ho trovato nel rapporto qualità prezzo interessantissimi Tiezzi e Scopone. Quanto agli eccellenti Biondi Santi, Soldera, Salvioni la Cerbaiola, Poggio di Sotto, Le Macioche, Ciacci Piccolomini d'Aragona, il Colle, Pian dell'Orino, non hanno per nulla sfigurato. Quello che ho sempre sostenuto, fin dal secondo giorno in fortezza a febbraio è che, per essere un'annata a 5 stelle l'ho trovata un pochino "debole". Tutti i vini hanno mostrato una certa mancanza di peso spiegata usando l'agettivo "elegante", non ne ero convinto e, da quanto leggo, sono in buona compagnia. Detto questo, dopo anni bui con gusti "Iper-sviluppati" e spettri gusto-olfattivi di dubbia provenienza, non mi è dispiaciuto un ritorno alla freschezza, anche se pagata, forse, ad un prezzo troppo caro

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vignereimanonposso

circa 10 anni fa - Link

Anche io ricordo i mormorii e le smorfie all'ultima Anteprima. Sbirciando sui taccuini dei colleghi vedevo punteggi non altissimi. Io ricordo soprattutto troppi vini "pronti". Annata così così o voglia di accontentare palati esteri? Vedo citare spesso Pian Dell'Orino. Il loro lavoro è molto interessante ma il Brunello 2004 non mi ha convinta. E, spiace davvero scriverlo, neanche Brunelli. Poggio di Sotto rimane una garanzia per me. Il suo di Brunello lo berrei sempre

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

Pian dell'Orino produce un grandissimo rosso 2006.

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vignereimanonposso

circa 10 anni fa - Link

infatti parliamo di Brunello, anche io condivido il tuo giudizio sul Rosso

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Michele Braganti

circa 10 anni fa - Link

Francesca Ciancio grazie mille per il consiglio.......anch'io te ne avevo dato uno, di farti vedere da uno bravo.....ma vedo che non hai lo hai seguito....ho notato che dove intervengo poi intervieni polemicamente e in maniera maleducata mi vieni dietro come un cagnolino fastidioso....ma avanzi qualcosa...??...no perche'..... sai potrei fare un ennesimo sforzo.....

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vignereimanonposso

circa 10 anni fa - Link

sto aspettando che mi dai l'indirizzo del tuo di psicologo, visto il lavoretto che ha fatto firmato l'invidiosa frustrata ( sei tu che offendi anche su altri blog)

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

Tralasciando le schermaglie di gui sopra, e tentando di ricondurre la cosa all'argomento iniziale, erchè non ci si da appuntamento tutti alla fortezza quest'anno? magari il secondo giorno, così il primo si ha modo di assaggiare in "solitudine" e poi ci si confronta.... che ne pensate?

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Fabio Cagnetti

circa 10 anni fa - Link

Per la mia agenda quelli sono giorni durissimi, ma di base ci sono, ergo, perché no?

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Michele Braganti

circa 10 anni fa - Link

chi ti dice che mi riferivo a te.....pure egocentrica...! poi su Montalcino,il tuo giudizio e' autorevole.... sei davvero ferrata visto che, da come ti vantavi, quando me lo hai raccontato avevi un ottimo maestro......"anche"...per il brunello......

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vignereimanonposso

circa 10 anni fa - Link

Accolgo l'invito di Fabbretti. Ovvero quello di lasciar cadere la polemica gratuita. Tengo troppo a quello che è anche il mio blog per dare spazio a certa gente. Solo che mi piacerebbe leggere un italiano se non aulico almeno corretto. Sul resto se il bravo vignaiolo avesse i cosiddetti farebbe nomi e cognomi. L'ottimo maestro si chiama Riccardo Viscardi, la sua bravura su Montalcino è indiscutibile. Siamo amici e sono orgogliosa di poter dire di aver imparato anche da lui. Senza virgolette. "Il bue disse CORNUTO all'asino"

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Michele Braganti

circa 10 anni fa - Link

Francesca Ciancio. speriamo che sia la volta buona....!!!!....io e da quel di che non ti considero e non ti rispondo...e tu invece mi hai sempre offeso e provocato, adesso mi sono stancato,.... poi da brava "coraggiosa" quale sei......per fare la bravina sul blog.... mi mandi un messaggio per sms sul cell. dove senza mezzi termini mi dai del cornuto........ma chi ti ha detto quello che mi hai scritto,.... parla per esperienza diretta..vero??? chi non ha gli attributi sei tu....che hai bisogno di attacarti alle gonne di questo e di quello......, alla fine a forza di "bussare" a qualche porta forse qualcuno aprira'......... Buona fortuna......passo e chiudo definitivamente.

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

Nessun sente violini in sottofondo.....?

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

@Francesca: ah beh, se il "maestro" é il sor Corrado Viscardi, siamo proprio a posto... @ Michele: sii più gentile con Francesca, please e comportati da gentiluomo

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

Spiace constatare, senza prendere le parti di nessuno (non mi permetterei), come uno spazio di confronto si trasformi in una sorta di regolamento di conti. Se soltanto si avesse la lungimiranza di comprendere che ognuno di noi non può conoscere l'universo mondo del vino e che magari segnalazioni dette tra le righe potrebbero innescare interessi reciproci di ricerca e ispirare confronti interessanti, forse non si starebbe a menarsi fendenti. p.s. @Fabio Cagnetti, caro Fabio, mi sa che ci troveremo soli (come lo si può essere in mezzo a quel marasma di gente), pare che l'invito sia caduto nel vuoto.

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

@Francesco: Non disperare, vedrai che a Montalcino ci sarà un bel Gruppone! Tu ci sei a fine gennaio a Roma per Vini Naturali ? @Franco: come mai così buono? Non ti ci vedevo in questa veste di pacificatore!;-)

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

E ti pare che mi perdo vini naturali????

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

Buono ragazzo mio, sarò lì due giorni, stavolta il famoso caffè non ce lo leva nessuno!

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

non voglio pacificare alcunché, i due "contendenti" sono abbastanza maggiorenni e vaccinati per fare pace per conto loro se lo vogliono. Conoscendolo e sapendolo una persona a modo, di buona educazione e cultura, non mi é piaciuto il modo con cui si é rivolto a Francesca. Tutto qui

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VigneriManonPosso

circa 10 anni fa - Link

quello che sto per scrivere è diretto a tutti e c'entra molto con il vino, quindi non vado fuori tema se parlo di persone di vino questa sciocca diatriba tra me ed il "gentiluomo chiantigiano" mette in luce ancora una volta - semmai ce ne fosse bisogno - quanto anche il mondo del vino è un mondo sessista e maschilista. io dico a uno che scrive male in italiano e lui risponde che se frequento il settore è perchè secondo lui mi sono appesa alle gonne - ma voleva dire alle patte - di quello o di questo di turno. Cosa rispondo? con una frase di una donna intelligente " che io non sono una donna a disposizione". Come tale sono libera, di sbagliare, di amare e di ricredermi e di disprezzare chi si mostra bifronte. E' per questo che amo il vino, perchè è speciale e imperfetto come ogni essere umano. Certe infamie agli uomini non verrebbero mai girate, tutt'al più si dice loro di essere parenti di..... MA credo profondamente che a perderci siano i maschi che non riescono ad abbandonare questi schemi mentali. Così facendo non ameranno e non apprezzeranno mai le donne che hanno intorno: madri mogli compagne amiche. tutte potenzialmente delle puttane. @franco: riccardo viscardi ne capisce di sangiovese grosso.io sono della scuola che è sempre meglio avere un cattivo maestro che fare l'autodidatta a vita ....e comunque il suo italiano continua a essere pessimo

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MicheleC.

circa 10 anni fa - Link

Lei scrive “sto aspettando che mi dai l’indirizzo”, “perchè”, “certe infamie agli uomini non verrebbero mai girate”, e poi si permette di dare agli altri lezioni di italiano? Davvero ridicolo.

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VigneriManonPosso

circa 10 anni fa - Link

??????? a parte l'accento acuto - pigrizia nel premere il tasto maiusc - non capisco davvero a cosa si riferisca @franco: opinioni, di questo si tratta, ma nel mio caso ampiamente condivisa

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

io invece sono persuaso che sia meglio imparare da sé, come autodidatti, che avere dei cattivi maestri. O, peggio ancora, degli pseudo maestri o maestrini...

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Andrea Gori

circa 10 anni fa - Link

non tutti aono in grado di fare a meno di maestri e guide, io a Montalcino (e non solo) da Viscardi ho imparato parecchio, poi si può discutere di gusti personali ma pochi giornalisti o assaggiatori in Italia conoscono Montalcino come Corrado. sul fatto che il mondo del vino sia parecchio maschilista obbiettivamente penso che non si possa che essere d'accordo

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

Se devo giudicare Viscadi come degustatore, indipentemente dal Gambero, credo di poter dire che ha un gran palato. Sul maschilismo che dire...sono sempre stato per il femminismo del vino, ma noto spesso che le poche protagoniste, che trovo nel mondo del vino, si pongano più di testa che di pancia; il mondo dl vino ha bisogno di un pò di calore femmineo ma le più si pongono con durezza, scimmiottando il decisionismo maschile. Salvo con gioia, Elisabetta Foradori e Ariamma Occhipinti!

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Massimiliano Degenhardt

circa 3 anni fa - Link

si possono fare degli ottimi vini anche senza blasoni . Spesso il marchio è sinonimo di prezzo . Ma il lavoro va premiato e ciò che merita va pagato . Il giusto .

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