Cosa chiedereste a Daniele Cernilli?

di Alessandro Morichetti

Laureato in filosofia prima di cambiare il mondo del vino italiano, Daniele Cernilli è un indiscusso talento della degustazione. Poco amato e molto temuto, è direttore responsabile della guida Vini d’Italia edita dal Gambero Rosso – “la Bibbia del vino italiano” (che cura dalla prima edizione, 1987). Per dire, quando lui conosceva Luigi Veronelli, nel marzo 1979, io non ero ancora nato. Suggerito da Edoardo Raspelli a Stefano Bonilli, è stato fra gli artefici del Gambero Rosso, diventandone un giorno “il Direttore”. Tanto potere, tante responsabilità. E niente di meglio che qualche domanda per saperne di più su vino, Gambero e dintorni, non pensate? Sarà che non sopporto chi dice “Vini d’Italia, puah, roba da pivelli”, chi parla sottovoce di premi “venduti” e parimenti chi perde la testa per un vino solo in quanto 3bicchierato. Forse è il momento di fare il punto e schiarirci un po’ le idee su alcuni meccanismi di questo enomondo. Avanti con le domande, dunque. Voi cosa chiedereste a Daniele Cernilli? Avete questioni spinose che andrebbero nel capitolo “tutto quello che avreste voluto sempre sapere ma che non avete mai osato chiedere”?

Accettiamo pseudonimi a patto che i quesiti siano argomentati e seri. Ovviamente non accetteremo provocazioni, sfoghi personali e interventi scomposti, pur firmati. Gireremo le domande migliori al Cernilli, insieme alle nostre ovviamente. Quindi, chiedete, chiedete, chiedete.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

56 Commenti

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Fabio

circa 10 anni fa - Link

Quello che gli chiederei è se si è accorto che il gamberorosso è peggiorato da quando è uscito Bonilli, io nel mio piccolo non ho rinnovato l'abbonamento perchè l'ho trovato letteralmente più scarso di idee e contenuti.

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Però tanti altri hanno fatto il contrrio, tanto che ora vendiamo di più. Non mi fa particolarmente piacere dirlo, ma è così.

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Fabio

circa 10 anni fa - Link

Viene facile dire certe cose, se non supportate dai numeri e dalle persone che sanno le cose. Se fosse cos' gentile da dimostrarci con i numeri quanto da lei affermato. Grazie

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Potrei darle qualunque cifra, tanto poi lei non ci crederebbe lo stesso. Comunque il problema della rivista non sono certo le vendite, se mai è il calo della pubblicità, ma quello dipende da fattori diversi.

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

Come ricomporre la correlazione tra vendite e guide, divenuta troppo esile. Visto che se le guide sono orientate al consumatore, i vini citati dovrebbero essere quelli consumati...ed invece troppi esempi di sfasamento.

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

Dimenticavo, che fine ha fatto la mia querela....:-)

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Non ne avevo dato seguito dopo il nostro chiarimento telefonico e le sue scuse sul forum del Gambero Rosso. Ma se vuole....

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

Ok, grazie ;-) Per quanto riguarda la domanda? Che ovviamente non riguarda solo il Gambero..

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adriana zanetti

circa 10 anni fa - Link

Gli chiederei che ne pensa....ENOLOGIA: SONDAGGIO, LE DONNE CHE SI INTENDONO DI VINO? SONO DECISAMENTE SEXY = LO AFFERMA IL 91% DEI NAVIGATORI DI INTERNET SECONDO INDAGINE WINENWS-VINITALY Siena, 18 mar. – (Adnkronos) – Una donna che sa destreggiarsi abilmente tra calici di Brunello e Barolo, carte dei vini e terminologia da sommelier? E’ decisamente sexy. Lo afferma il 91% dei maschi eno-appassionati italiani che hanno risposto al sondaggio di http://www.winenews.it, uno dei siti piu’ cliccati dagli amanti del buon bere, e Vinitaly, a Verona dall’8 al 12 aprile (www.vinitaly.it), rassegna di riferimento dell’enologia internazionale. Se l’interesse dell’universo femminile per l’enologia e’ in continua crescita – il 74% delle donne che ha risposto ha frequentato corsi di degustazione, il 49% acquista spesso guide e riviste sul vino, il 73% consulta quotidianamente siti e blog specializzati – il mondo maschile sembra guardare al fenomeno con interesse e curiosita’. L’inchiesta ha coinvolto 1.789 enonauti (amanti di vino e web), proponendo quesiti differenziati per uomini e donne. Alla domanda su quante signore appassionate o esperte di vino conoscessero, il 52% degli uomini hanno risposto di conoscerne piu’ di 5, il 25% ha risposto da 3 a 5, il 19% ha risposto 1 o 2, e solo il 4% ha affermato di non conoscerne nessuna. (segue) (Red-Xio/Col/Adnkronos) 18-MAR-10 14:44 ENOLOGIA: SONDAGGIO, LE DONNE CHE SI INTENDONO DI VINO? SONO DECISAMENTE SEXY (2) = (Adnkronos) – Ma le donne non si limitano alla teoria: al 52% degli enonauti che hanno partecipato al sondaggio e’ capitato ogni tanto di andare a cena al ristorante con una donna che ha voluto scegliere personalmente il vino, mentre all’11% e’ successo molte volte. Il 37% ha invece risposto di non essere mai usciti con signore che si siano fatte avanti per scegliere in autonomia la propria etichetta preferita dalla lista dei vini. Intanto le donne non nascondono un interesse crescente per il mondo dell’enologia: il 74% delle signore che ha risposto al sondaggio afferma di aver frequentato un corso di degustazione, a fronte di un 26% che non l’ha mai fatto. (segue) ENOLOGIA: SONDAGGIO, LE DONNE CHE SI INTENDONO DI VINO? SONO DECISAMENTE SEXY (3) = (Adnkronos) – Il 49% acquista spesso riviste o guide specializzate sul vino, il 38% ogni tanto e il 13% mai. Il web si conferma una delle principali fonti di informazioni: ben il 73% delle donne intervistate consulta quotidianamente siti e blog dedicati al vino, il 26% ogni tanto e solo l’1% di chi ha risposto dichiara di non leggerli mai. Ma le donne non si limitano alla conoscenza virtuale: il 51% acquista almeno 4-5 bottiglie di vino al mese, il 25% circa 10 bottiglie al mese, mentre il 24% si limita a 1 o 2 bottiglie al mese. E al ristorante? Ben il 41% delle donne afferma di scegliere spesso il vino quando esce a cena con il compagno o con gli amici, il 31% afferma addirittura di sceglierlo sempre, e il 23% ogni tanto. Solo il 5% delle donne che hanno risposto al sondaggio non sceglie mai il vino quando mangia fuori. (segue) ENOLOGIA: SONDAGGIO, LE DONNE CHE SI INTENDONO DI VINO? SONO DECISAMENTE SEXY (4) = (Adnkronos) – Ma cosa pensano veramente gli uomini delle donne esperte di enologia? Alla maggioranza schiacciante di chi ha risposto (91%) piacciono molto, mentre rimane indifferente un modesto 9%. Nessuno afferma di non gradire, anzi: le signore che si interessano al vino sono considerate sexy, intelligenti, curiose e affascinanti. Puo’ essere una passione da condividere all’interno di una coppia, sottolineano in molti, oltre ad un inesauribile argomento di conversazione ed una buona scusa per fare insieme degustazioni e viaggi alla scoperta di vitigni e territori. Eppure l’altra meta’ del cielo non sembra completamente d’accordo con questa interpretazione. Alla domanda su come gli uomini giudichino le donne esperte di vino, le signore che hanno risposto al sondaggio lamentano una certa resistenza da parte del mondo maschile. Se esistono, e’ vero, uomini intelligenti che sanno apprezzare e rispettare una donna che ne sa piu’ di loro, la maggior parte giudica con altezzosita’ e diffidenza le signore preparate sull’argomento vino. Insomma, due interpretazioni contrastanti che confermano, come accade in altri ambiti, che le donne emancipate e competenti siano molto apprezzate in teoria, molto meno nella realta’. Daniela Bonelli Direzione Comunicazione, Stampa e Studi Farmindustria Che ne pensate voi?

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Beh, noi abbiamo una curatrice della guida dei vini, Eleonora Guerini. Poi il mondo femminile è molto presente nella redazione del Gambero. Francamente mi pare che negli anni a nessuno qui è venuto in mente di operare dei distinguo. Se accade altrove me ne dispiace e non lo trovo giusto.

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

cosa gli chiederei? no comment...

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giulio

circa 10 anni fa - Link

Forse gli chiederei di quella volta...in Piemonte...di quella degustazione di Baroli...che poi in fondo proprio tutti Baroli non erano...o forse sì?

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Quale degustazione? Non credo di avere mai fatto degustazioni pubbliche di Barolo in vita mia,

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

Giulio, se in quella fantomatica degustazione c'erano anche dei vini che, come scrive, "in fondo proprio tutti Barolo non erano", il dottor Cernilli li avrebbe sicuramente individuati e indicati come estranei.... Su questo possiamo essere sicuri, il grande esperto, anzi il massimo, sa perfettamente distinguere il grano dal loglio, ovvero un vino che é Nebbiolo 100%, da un altro vino dove, ipoteticamente, al Nebbiolo potrebbe essere stato aggiunto anche un tot di altre uve... E non mi riferisco al Barbera...

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Volevo poi dire a Morichetti che io non "conoscevo" Veronelli, ero amico ed allievo di Veronelli e Gino era una persona straordinaria, che manca molto a tanti, non solo a me. Ad Edoardo Raspelli mi legano stima e gratitudine. Entrambi mi hanno insegnato molto.

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

Essendo un umile bottegaio non conosco retroscena, dietrologie o quant'altro. Alla luce della mia ammissione, che spero vogliate credere sincera, mi domando come mai, quando si parla di grandi realtà, come AIS, Espresso, Gambero Rosso et similia respiro sempre una palpabile aria di polemica nei loro confronti. Aggiungo che tale aria è accomunata da un continuo dire e non dire, allusioni e quant'altro, facilmente deducibili dallo stile con cui alcuni post sono scritti. Essendo caratterialmente piuttosto schietto, se ho qualcosa da dire tendo a farlo in modo esplicito; è così difficile richiedere altrettanta chiarezza? p.s. magari contribuirebbe a formare un'idea agli "ignoranti" (ivi, sinceramente, compreso il sottoscritto)

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

@ Potrei dirti che la vena polemica è puramente toscana;-). Se parliamo di cose serie allora posso dirti che le realtà che citi, si sono sfilate dalla realta del Mercato e sempre un passo indietro ai talent scout del vino, gli opinion leader quelli veri. Ne prendo uno a caso: TE. Mi puoi confermare che sono già almeno tre anni che assaggi Biodinamici e quant'altro; bene l'anno prossimo ne trovi a bizzeffe nelle guide. Quattro anni indietro. E vedrai che dirai: "Ma si sono dimenticati di questo, non è possibile!" Stai a vedere..

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

non credo ne troverò a bizzeffe, e, se devo dirla tutta, nemmeno mi interessa. Detto questo converrai con me che il vino talvolte può essere poesia proprio perchè c'è chi, come i succitati, istituzionalizzano lo status quo portando a conoscenza di molti lettori vini che magari altri conoscono da 5/10 anni. Credo che sia nella norma delle cose, e poi, parliamoci chiaro, senza MAGGIORANZA non può esserci MINORANZA per cui io sono felice che queste grandi realtà esistono e auguro loro, sinceramente, prosperità e lunga vita

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

La mia domanda a Cernilli va nella direzione da te auspicata, ma per ora nessuna risposta ...

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Rispondo, Quello che lei chiama sfasamento e che per alcune guide è stato il normale impatto sul mercato, quasi nullo da sempre, vorrebbe significare che siccome le guide, la nostra in particolare, avrebbe minore peso negli acquisti del pubblico, Ora, la questione va analizzata in modo un po' meno semplicistico. Primo elemento, noi non abbiamo visto cadute significative di vendite negli ultimi anni, e la cosa che ci interessa è vendere libri, non necessariamente far vendere vini. Poi, l'aumento del numero dei vini premiati, dovuto all'aumento dei vini esaminati, porta ad una inevitabile "spalmatura" dell'interesse del pubblico su più etichette, limitando l'impatto su singoli vini. Terzo. La crisi economica sta determinando un maggiore interesse di larghe fasce di pubblico su vini di prezzo basso, fra i tre ed i quattro euro all'origine, vini che sono ampiamente analizzati sul nostro Berebene Low Cost, del quale si parla poco in certi ambienti, ma che pubblichiamo da 20 anni con un ottimo successo di vendite. Prendere un premio su quella pubblicazione sposta molto il mercato, come potrebbero confermarvi Leonardo Pizzolo di Valle Reale o Angela Velenosi, che lo hanno preso nel recente passato. Tra l'altro vini di quelle categorie oggi sono assai migliori di quelli che avevano lo stesso prezzo dieci o quindici anni fa. Ultima questione. Qui da noi nessuno ha mai enfatizzato il ruolo ed il valore dei Tre Bicchieri. Lo hanno fatto altri. Produttori, rappresentanti di commercio, enotecari, anche semplici appassionati. Sta di fatto che per centinaia di aziende la nostra guida, e ci aggiungo anche Duemilavini che è quella più efficace dopo di noi, hanno svolto operazioni gratuite di marketing, portando agli onori della cronaca piccole realtà che altrimenti ben difficilmente sarebbero state conosciute. In Italia e nel mondo. Tanti produttori sanno bene che per essere in guida e per avere avuto il nostro premio hanno dovuto semplicemente mandare due bottiglie per tipologia, senza avere mai dovuto fare altro. Potete chiedere a chi volete, da Gianfranco e Simona Fino ai Massolino, dai Basilicata de Le Due Terre a Walter Massa, da Francesco Valentini a Josko Gravner, da Marco Casolanetti a Elena Fucci. Tanto per fare nomi noti a tutti di persone particolarmente serie.

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Colgo l'occasione per ringraziarla. La sua mi sembra una posizione equilibrata ed onesta, oltre che molto vera. Noi subiamo da anni attacchi privi di fondamento, basati semplicemente su chiacchiericci dovuti a malanimi ed invidie varie. Mai un fatto, mai una prova di una scorrettezza. E non basta la semplice osservazione che qui al Gambero Rosso non si è arricchito nessuno per farli smettere. Noi continuiamo e continueremo cercando di fare il nostro lavoro con rigore e professionismo, come è sempre stato.

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Sta di fatto che noi abbiamo istituito da diversi anni un premio per la Viticoltura Sostenibile, che ha visto premiati, Petrilli, Peter Pliger e quast'anno la Pantaleoni. Ma avremo fatto male lo stesso.

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Mauro Mattei

circa 10 anni fa - Link

Vabbè Daniele, ma se tu snoccioli tutto adesso..la nostra benedetta intervista va a farsi friggere!! :-)

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Simone e Zeta

circa 10 anni fa - Link

Su questa cosa ho provato a ragionarci sopra e senza polemiche, e non mi dispiacerebbe un ulteriore risposta del Direttore. http://iovino.wordpress.com/2010/01/23/i-tre-bicchieri-del-gambero-verde-diamo-fiducia/

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

prendete nota delle parole del direttore del Gambero rosso: "Qui da noi nessuno ha mai enfatizzato il ruolo ed il valore dei Tre Bicchieri". Strano, in giro si aveva l'impressione - sicuramente errata - che a Vini d'Italia non si prendessero così poco serio e non dessero poi chissà quale peso ai premi che davano ai vini. Colpa di distratti ed ingenui produttori, consumatori, anche giornalisti, aver fatto dei "tre bicchieri" un mito, che giustificava quasi qualsiasi scelta, pur di riuscire ad ottenerli...

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Guarda caso questo signore che non nomino credendo di polemizzare finisce per darmi ragione. Poi dovrebbe spiegare quali sarebbero state le "scelte" evidentemente improprie fatte dai produttori per ottenere i Tre Bicchieri. E soprattutto chi sarebbe stato a chiedere loro di farle. Ma questo non fa parte della sua cultura, ammesso che ne abbia una. Ho rotto una tradizione ed ho risposto. Non posso che concludere affermando evviva l'avvocato Bernardo Losappio. Qualcuno capirà.

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

le scelte "improprie", eticamente parlando, sono state quelle di modificare le caratteristiche dei vini, di stravolgerne l'identità, per realizzare vini conformi ad uno stile che si pensava potesse catturare i consensi e l'attenzione di quella guida. Oltre che di Wine Spectator o di Wine Advocate, per citare altre testate che credo non siano propriamente state al servizio del consumatore. E che spesso, a mio avviso, hanno addirittura "tradito" il consumatore... Non sono certo stati loro, Parker, Suckling, il Robert Parker der Tufello, a chiedere ai produttori di modificare l'identità dei vini, sono stati le aziende e spesso i loro enologi consulenti, spesso molto in sintonia con quelle pubblicazioni, ad essere così bischeri da volerla modificare profondamente. Facendo danni gravissimi. Quanto alla cultura, dottor Cernilli, anche se non ho una laurea in filosofia come lei, non accetto lezioni dalla sua persona. Cultura, etica, indipendenza di giudizio non mi mancano certo. Quanto all'avvocato Losappio, che lei cita, in febbraio siamo stati a prendere un caffé insieme a Montalcino: persona simpatica con la quale ho ottimi rapporti. Tra persone perbene gli equivoci si possono anche chiarire... Mi stia bene....

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Il vino è una delle cose che è più cambiata nel tempo. Pensare oggi di bere i vini prodotti anche solo cinquant'anni fa è privo di senso. Capisco l'angoscia di morte, che porta a voler conservare tutto com'è solo per darsi l'illusione che il tempo non passi, ma non esageriamo. Progrediscono le tecniche colturali, anche in senso biologico o biodinamico, progrediscono i sistemi di controllo fisico, non chimico, la ricerca va avanti. Ma se non si dovesse mai cambiare nulla, a che servirebbero le università di Davies, di Bordeaux, di Monpellier, di Adelaide, di Torino, o San Michele all'Adige, o Beaune? Perché ci dovrebbero essere studiosi come Scienza, come Lanati, come Riberau Gayon? Il fatto che a gran parte del pubblico, anche di appassionati, piacciono più i vini di Giacomo Neri che quelli di produttori cosiddetti "tradizionalisti" cosa sarebbe, un delitto? Il problema di certe persone, che citano l'etica e poi parlano di estetica (la cultura, ahiahiahi....) è che non capiscono il mondo, semplicemente. E sostengono ideologicamente cose che esistono solo nei loro desiderata. Casi umani....

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Cimbro Veneto

circa 10 anni fa - Link

Mah...a me sembrano i filosofi come lei che credono di avere capito il mondo.Poi, alla luce dei fatti, dimostrate invece di vivere in una realtà parallela.

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

"Alla luce dei fatti", eh... Citazione impegnativa. E se la realtà parallela la vivesse lei, invece?

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

"caso umano" sarà lei, soprattutto considerando che é il direttore di una guida che vorrebbe essere importante e arriva a plaudire aprioristicamente alla modernità, enologica, affermando "Pensare oggi di bere i vini prodotti anche solo cinquant’anni fa è privo di senso". A parte il fatto che cinquant'anni fa, e lei che un grande esperto, dicono, dovrebbe saperlo, si producevano fior di grandi Barolo, qualche grande Barbaresco, quelli di Giovanni Gaja ad esempio, il Brunello di Montalcino del Greppo, perché mai i vini di oggi, ad esempio i vini di Giacomo Neri che lei cita e porta in palmo di mano, dovrebbero essere migliori dei vini d'antan? Solo perché piacciono lei e al suo omologo americano Suckling? Suvvia! Egregio Signore si persuada che quanto sostengo non é solo il pio desiderio di un pazzo che sostiene "ideologicamente", come dice lei, posizioni marginali, ma é condiviso da un sacco di consumatori. Gli stessi che diffidano sempre più delle indicazioni della guida di cui lei é il lidér maximo. Quanto alla "angoscia di morte, che porta a voler conservare tutto com’è solo per darsi l’illusione che il tempo non passi", é un qualcosa che non mi appartiene, glielo assicuro. Que viva la vida e viva i grandi vini: quelli autentici, ovviamente... E con questo chiudo ringraziando per l'ospitalità di questo scambio di vedute Intravino. Proseguirò il discorso altrove, dove lei sa...

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

Pregherei Cernilli e Ziliani di rimanere sui binari del rispetto reciproco, anche se la discussione si fa accesa. La verità come al solito è nel mezzo caro Franco e io non sarei così pronto a buttare la croce addosso al Gambero. Negli anni passati molti vini sono "cambiati" e la colpa è anche dei produttori, convintisi che per vincere i tre bicchieri fossero necessarie tecniche mirabolanti e barrique invadenti. Un vino "importante", ora lo sappiamo, non ha bisogno di essere imbevibile e legnoso, ma quanto questo sia da addossare al Gambero non lo sapremo mai.

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Franco Ziliani

circa 10 anni fa - Link

Antò, non sono stato io a definire il signore un "caso umano", ma lui. Io non ho buttato la croce addosso al Gambero, ho detto che sono stati dei bischeri i produttori a pensare, come scrivi, che "per vincere i tre bicchieri fossero necessarie tecniche mirabolanti e barrique invadenti". O altro, aggiungo io. Il fatto é che molti vini del genere il Gambero, e non io, quei vini li ha premiati, inducendo i produttori a credere che per godere di analoghi riconoscimenti fosse utile adeguarsi a quello stile. Ma in un ipotetico "processo" sul banco degli imputati io metterei sopratutto produttori ed enologi, quella guida ha fatto il proprio mestiere, facendo tesoro del potere oggettivo su cui poteva contare... Ad ogni modo basta avere la pazienza di vedere, in oltre vent'anni della sua storia, quali vini Vini d'Italia abbia costantemente premiato e quali abbia ignorato o premiato solo saltuariamente... Cosa che molti produttori hanno puntualmente fatto

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

Potrei dirti di due o tre vini pugliesi che hanno tentato invano di vincere i tre bicchieri e sono rimasti "scornati" per colpa delle loro esagerazioni :-)

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alessandro bocchetti

circa 10 anni fa - Link

la sapete la storiella del dito e la luna? immagino di si! qui si sta facendo il medesimo errore, in molti guardano il dito e dimenticano la luna che questo indica. se uscite dal solito dualismo ortodosso, dall'orizzonte Piemonte e Toscana, da sant'Antonio e san Gennaro. vedrete che la guida del gambero (di cui mi onoro di essere un collaboratore non secondario) è piena di trebicchieri non ortodossi e non in linea con i dettami che secondo il sig Ziliani sono legge. Io guardo il mio orticello e vi chiedo come giustificate in quell'ottica di scontro tra modernisti e tradizionalisti (per me, come diceva Franco Colombani, esiste solo la buona cucina e la cattiva, ma si sa sono un'originale, quindi parafrasandolo esistono solo i buoni vini e i cattivi vini, gli stili li lascio alla via Pal:-)) i trebicchieri a Pepe o Valentini ed ancora Torre dei beati ecc. la verità (per me ovviamente) è che la bellezza del vino sta proprio nel suo laicismo, nel non pensare aprioristicamente ad un vino giusto ed uno sbagliato, ma nel lasciarlo cantare nel bicchiere e li giudicarlo al di la di dogmi e stereotipi (nell'uno o nell'altro senso). Questo a mio modesto avviso è il senso di una guida generalista e valida, riconoscere il buono dove sta, senza preconcetti o pregiudizi. Ciao A,

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Alessandro, molti di quelli che "tuonano" contro il "modernismo" neanche si accorgono che alcuni dei vini che a loro piacciono hanno operato mutamenti stilistici anche evidenti negli ultimi anni. Se assaggi il Monfortino ante e pre 1985, anno d'inizio della collaborazione con Lanati, trovi delle differenze, in meglio, aggiungerei. Stessa cosa per il Brunello Il Greppo a partire dal 1995. Ma di esempi se ne possono trovare tanti altri. Poi, tentare di appiattirci sulle posizioni di chi vuole vini pieni di legno, surmaturi, "parkerizzati", mi pare davvero ridicolo. Le caricature si possono fare meglio, volendolo. Nelle ultime edizioni della guida il produttore che ha preso più premi è stato Bruno Giacosa. Ho appena fatto un thread sul forum del Gambero nel quale ho assegnato 100/100 al Brunello Riserva 2004 di Biondi Santi. Il Barolo che ha ricevuto in assoluto più volte i Tre Bicchieri nella storia della guida, per ben 12 volte, è stato il Monfortino. E non ne ha presi di più solo perché non esce tutti gli anni. Il problema è che noi cerchiamo di premiare il Kurni e il Sassicaia, vini diversissimi ma entrambi emozionanti. Diversamente emozionanti, come Jimi Hendrix e Mozart. Cosa ci sarebbe di sbagliato? Il fatto di non volersi schierare come guelfi e ghibellini? Ma secondo voi i vini di Dominique Laurent e qualli di Rousseau non rappresentano la Borgogna in modo formidabile, anche se stilisticamente diverso? Come Neri e Biondi Santi Montalcino? Come Gaja e Giacosa le Langhe? Ma non vi rendete conto che se tutti si mettessero a fare lo stesso vino tutto sarebbe molto meno divertente? Infine. Ma perché avremmo dovuto sostenere una determinata posizione anziché un'altra? Quanta pubblicità ci hanno fatto Gaja, Altare, Sandrone, Neri o i Mazzei? Neanche una pagina, statene certi. Quindi avremmo "stravolto" la "tipicità" dei maggiori vini italiani, insieme a Wine Spectator e a Parker, per il solo gusto di fare del male. Ma neanche Mefistofele in persona.....

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Alessandro Bocchetti

circa 10 anni fa - Link

Daniele, quoto ogni parola! Ciao A

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Monfortino ante e post 1985. Non quotare gli errore, Alessandro.

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Alessandro Bocchetti

circa 10 anni fa - Link

più che altro di Monfortino ricordavo recentemente un 70 e che ricordo ;-) a Daniè rinfodera la bacchetta :-D ciao A

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

L'errore era mio. Ho sbagliato a scrivere. Rileggi il testo.

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alessandro bocchetti

circa 10 anni fa - Link

si, si l'avevo notato ante e pre... debbo dire la verità l'ho riletto due volte per accorgermene, il senso era comprensibilissimo. Scherzavo ;-) ciaoA

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Riccardo

circa 10 anni fa - Link

Ricordo a tutti che la guida era del Gambero Rosso + Slow Food! ... giusto per la precisazione

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Questo è esatto, come è assolutamente vero che Slow Food ha sempre avuto in Piamonte una posizione molto favorevole ai piccoli produttori che sperimentavano nuove tendenze tecniche: Altare, Sandrone, Rivetti e inizialmente Roberto Voerzio e Scavino. Oltre che Gaja, ovviamente.

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Vincenzo Geminiani

circa 10 anni fa - Link

Io vorrei chiedere al signor Direttore Cernilli che cosa ne sarà della categoria giornalistica nel mondo del vino. Mi pare che tanti personaggi siano piuttosto avanti con gli anni. Ci sono dei colleghi che stima particolarmente? Magari anche chi sono i giovani più interessanti da leggere, se possibile anche su testate diverse da quella che Cernilli dirige. E anche chi considera il "grande vecchio" della critica enologica, dopo che purtroppo L. Veronelli è mancato. grazie di una eventuale risposta. Geom. Vincenzo Geminiani, Chieti

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Nel mondo del vino si usa definire "giornalista" anche chi semplicemente scrive di vino pur non essendolo. Io ho stima di molti colleghi giornalisti, nel settore enogastronomico di sicuro di Edoardo Raspalli, di Davide Paolini, di Paolo Massobrio di Cesare Pillon di Francesco Arrigoni. Ritengo Ernesto Gentili un ottimo assaggiatore, conoscendolo bene per averci lavorato insieme per anni. Poi nel gruppo Bibenda ho stima per Daniela Scrobogna, per Armando Castagno, per Paolo Lauciani. Ho antica amicizia per Antonio Paolini, per Andrea Gabbrielli, per Fabio Turchetti. Tra i giovani devo dire che abbiamo tirato su una leva di giovani scrittori e giornalisti, da Eleonora Guerini a Giuseppe Carrus, da Antonio Boco a Paolo De Cristofaro, che saranno nei prossimi anni le nuove colonne del Gambero Rosso. Personalmente io ho 55 anni, ed ho cominciato quando ne avevo 24. Quindi ho sulle spalle 31 anni di professione. Il Gambero Rosso nacque che ne avevo 32, e la guida dei vini la impostai quando ne avevo quasi 33. Non sono più giovanissimo, ma ho meno anni di Parker e di tutti i maggiori critici enologici internazionali, con la sola eccezione di Alder Yarrow, credo. Perciò la definizione di "grande vecchio" forse è un po' prematura, che dice?

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Per ora sarei più che altro "grasso anzianotto"...

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Dimenticavo una persona che secondo me è un grande scrittore prestato al mondo del vino: Luciano di Lello.

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alessandro bocchetti

circa 10 anni fa - Link

dove è finito il mio post che compare in finestra sulla pagina sommario? ciao A

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Antonio Tomacelli

circa 10 anni fa - Link

???

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alessandro bocchetti

circa 10 anni fa - Link

era sparito, ma poi è ricomparso... Scusa! ciao A

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ALAN

circa 10 anni fa - Link

Perchè ha smesso di fare il libro sul 3 bicchieri?

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Era un "una tantum" per i vent'anni della guida.

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ALAN

circa 10 anni fa - Link

e i vini intelligenti?

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cernilli

circa 10 anni fa - Link

Perché abbiamo potenziato il Berebene, poi vendeva poco più di tremila copie e non era economicamente compatibile.

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Vinogodi

circa 9 anni fa - Link

... ciao , Daniele...

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