Aiutiamo Oscar Farinetti a sostituire Già con un vero “vinino”
Il vino più discusso del mese si chiama Già ed è prodotto dalla cantina Fontanafredda: Langhe doc rosso 2010, 11 gradi ottenuti mediante dealcolizzazione e blend di uve nebbiolo, barbera e dolcetto. Un vino nuovissimo ma figlio della tradizione e pure fotogenico. Operazione di marketing sublime che ha fatto storcere il naso a molti, disturbati dal vedere mercificato così il vinello d’annata della storia di Langa. Qualche errore nella comunicazione e un prezzo alto per la tipologia hanno fatto il resto: 10 euro per un litro di vino con 2 mesi di vita – “E’ lo stesso prezzo della cocacola o di una birra base bevute in un bar“, argomenta Farinetti – mi sembrano uno sproposito nonostante il tripudio di vendite.
Quando poi trovo all’Auchan un’offertona proprio di Fontanafredda, qualcosa non torna definitivamente. Già di vinello ha poco o niente, è un vip anche per l’azienda che lo produce: insomma il classico figo di turno. Altra cosa il Langhe Nebbiolo 2008 che vedete nella foto a lato (sexy come mia nonna). Io però un vino sincero, esile e facile lo cerco davvero e vorrei tanto suggerirlo a mr Eataly. Ieri, per esempio, ho scoperto l’Asinoi 2009 di Carussin
: Barbera d’Asti 2009, 12 gradi e una semplicità disarmante. Quotidiano, smilzo e con profumi immediati e poco intensi. Radicalmente e ideologicamente naturale, prezzo inferiore al Già, tanta tradizione e poca premeditazione: l’etichetta con l’asino è sublime, altro che ufficio marketing. Non si trova nella Gdo per scelta. Un vino che lo bevi e pensi “ti voglio bene”. 70 punti di correttezza, 98 di affetto: la media è s.v. (senza voto). Ad Oscar Farinetti, per Natale, vorrei regalare tanti vini così con una dedica: “il talento imprenditoriale è nulla senza controllo”.








Ma che tristezza questo GIA’continuare.
quando lavoravo per un altra azienda di strozzini (toscana) compravo questi vini fontanafredda con il cral.
erano tempi eroici dove ne i sassicaia ne i tignanello strizzavano l’occhio ai consumatori danarosi e sboroni.
esistevano ancora i fiaschi e i mezzi fiaschi.
a milano c’era un negozio di mescita vino in viale montenero che come fiore all’occhiello vendeva qualche vino imbottigliato (uno era il fontanafredda)
frega un cazzo a nessuno, ma questa è storia
Ancora con questi post? Ma a dissapore & C. non avete un po’ di fantasia? Dov’è la notizia????
mauri, quando decidono di “to boicot” qualcosa non li ferma nessuno
sono dei pulitori enologici, curano l’igiene del mercato e fanno tabula rasa dei vini commerciali e infingardi, secondo i loro parametri.
insomma stanno sulle barricate sempre e sparano alzo zero su tutto quello che si muove fuori dal loro senso del vino
son ragazzi e li apprerezzo proprio per la maniacale costanza con la quale fanno certe cose.
O forse fanno pubblicità occulta
Chissà quanti trovandoselo davanti sugli scaffali dei supermercati decideranno di comprarlo solo per vedere se è veramente così brutto.
Parlane, male o bene, basta che ne parli.
Non vorrei scoprire che anche Intravino è un blog commerciale…
Il grignolino Sansoero di Marchesi Alfieri e il nebbiolo di Emanuele Rolfo
Rettifico … il cisterna d’asti di Emanuele Rolfo che è più semplice e beverino
Dolcetto di Diano d’Alba – Savigliano
http://www.saviglianovini.it/
La dritta mi fu data da Carlo Macchi, ancora lo ringrazio.
Di una nobilissima semplicità, magnifici
Secondo me… Il Valdibà di Nicoletta Bocca, d’annata o con qualche annetto resta il N1.
Ma bevetevi un dolcetto di flavio roddolo, 6 euro 6 in enoteca. Oppure all’esoso prezzo del GIA’ spartevi un basde di selvapiana che è tutto da godere
ciao
Concordo sul base di Selvapiana e aggiungo, tanto per rimanere in zona, il Chianti Rufina di Paolo Ponticelli. L’azienda credo si chiami “Il Balzo”.
L.
Rosso Piceno ‘08 di Castello Fageto.
alcool 13%; circa € 4. Profumi abbastanza intensi di piccoli frutti freschi, amarena e leggera nota di cuoio. Piacevole e tipico.
ps.:..ma quello di Fontanafredda come si abbina?..col pesce?
No, ma non c’è problema, basta leggere altre cose, ma era per dire che trastullarsi sul nulla è davvero commovente.
Invece di rompere l’anima date qualche buon consiglio sule barbere-nebbioli-dolcetti della zona! Oh mica siete qui solo per criticare, sa?
personalmeente prediligo i vini di ascheri.
non so voi ma io ho delle entrature notevoli e raccomandazioni
di altissimo livello con questi vignerons
ne ho appena ordinata quantità modica (15 bottiglie) per un assaggio natalizio
tomacelli sei uno dei principali responsabili dell’esplosione del mio eno-budget
fanculo
Prova il Collina Torinese “Il Girapoggio” di Verrua Savoia. Annata 2009. E’ barbera.
Te li saresti comunque mangiati a escort sui marciapiedi di viale Monza.
Meglio il vino, sentammè