Cerco 10 vini italiani del nuovo millennio da incorniciare

di Alessandro Morichetti

Ci piacciono gli elenchi perché semplificano ma fanno sintesi e aiutano a ricordare. Io ad esempio sono in fissa con i vini del nuovo millennio usciti dal nulla o quasi, etichette imperdibili ma dalla storia tanto corta quanto affascinante. Altro che Bordeaux 1855, qui investiamo su bottiglie nuovissime, con anche solo 2 annate alle spalle ma già significative. Alcune rappresentano territori vocati come non accadeva da tempo, altre sono perle nel deserto ma tutte hanno qualcosa da dire e lo fanno anche con numeri piccini.

‘A vita di Francesco De Franco è una specie di piccolo monumento al gaglioppo in purezza di Cirò Marina, con buona pace dei merlottisti convinti. Così come il Moscato Passito di Saracena dei Viola, cui attribuire la reale riscoperta di un vino magnifico è dire poco. Saltando in Campania, dirò che i bookmakers danno Sabbie di Sopra il Bosco 2009 (pallagrello nero, aglianico, casavecchia) di Nanni Copè – alias il sommelier Giovanni Ascione – vincente 3 a 1 sulla già stupefacente prima uscita del 2008. Che poi sul versante Fiano di Avellino ci sia Ciro Picariello a tenere alto l’onore di un vitigno qualitativamente semi-inesistente fino a 10-15 anni lo sanno anche i muri quindi meglio darsi una mossa.

Altri nomi vengono dal sud e non solo: penso al Titolo di Elena Fucci, un Aglianico figlio del Vulture e di una donnina quasi 30enne che potresti nascondere dietro a una barrique, e all’Es di Gianfranco Fino, prototipo del Primitivo di Manduria senza se e senza ma. Saltando poi sù a Oslavia, la Ribolla in Anfora di Josko Gravner nasce nel 2001 ma è un po’ come se ci fosse già ai tempi di Abramo, Isacco e Giacobbe. Insomma, l’elenco deve continuare assolutamente ma l’unica certezza è che scegliere solo 10 vini italiani del nuovo millennio da incorniciare è un’impresa davvero ardua.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

103 Commenti

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Prephylloxera "La vigna di don Peppino" Tenuta delle Terre Nere, di Marco De Grazia. E' strepitoso! Ho assaggiato vini da tutto il mondo ma questo tiene testa ai migliori borgogna (battendone la maggior parte!). Ho bevuto il 2007 e sono rimasto stregato. E' un vino di eleganza estrema, raffinato, con un frutto ben presente ma in secondo piano rispetto ai già preminenti aromi terziari. Un vino come piace a me. Nerello mascalese coltivato sull'etna. Non è un vino da Maroniani o da Robert Parker: scordatevi la fruttosità e la dolcezza stucchevole. E' un vino perfettamente equilibrato, che ti lascia un ricordo intenso. Altro grande dell'etna (solo una spanna inferiore al precedente): Nonna Concetta 2007 di Calabretta. Molto simile al precedente ma con differenze che riguardano prevalentemente i terziari e la struttura (in quest'ultimo meno raffinati) ed il prezzo, nettamente inferiore ;-) Anche questo non è un vino per Maroniani.

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Wayne

circa 8 anni fa - Link

L'equilibrio di un vino è uno dei tre pilastri (oltre la consistenza e l'integrità) del metodo di analisi sensoriale di Luca Maroni. Sono in tanti a criticare Luca Maroni, ma mi sembra che di tutte quelle persone sono in pochi a conoscere il suo metodo...

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Conosco benissimo il metodo Maroni. Non condivido Maroni. Soprattutto l'idea che lui ha di "consistenza" e di "equilibrio" (che poi sono molto simili a quelle di Robert Parker). Non condivido l'idea che la sensazione fisica di concentrazione al palato sia un pregio. Non condivido l'idea che la scarsa colorazione di un vino sia un difetto. Non condivido l'idea che la dolcezza del frutto (o delle barrique) sia un pregio. Per due motivi. 1. I migliori vini che ho bevuto in vita mia avevano un colore scarico, che non sarebbe stato sicuramente gradito ai due tipi di sopra, e spesso una non eccezionale consistenza al palato. Tra questi annovero molti Pommard e Vosne Romanée, oltre ai già citati nerelli mascalesi. Inoltre i vini che mi hanno stupito di più nella mia vita avevano un frutto in secondo piano rispetto agli aromi terziari (come molti baroli cosiddetti tradizionali). Insomma la mia idea di "equlibrio" è diversa da quella di Maroni e Parker. 2. Consistenza e fruttosità sono spesso solo un trucco. Sono il frutto di manipolazioni in cantina. Sovraestrazioni pilotate da enzimi pectolitici, enzimi di elevazione che aumentano la sensazione fisica di consistenza, lieviti aromatizzati (i cataloghi eno-tecnici sono pieni di questi fulgidi ritrovati della tecnologia moderna). At least but not the last, le famigerate barrique. Le barrique di legno nuovo cedono grandi quantità di tannini esogeni al mosto ed al vino, oltre al famigerato aroma dolciastro e stucchevole di vaniglia. Se usate scorrettamente o eccessivamente cambiano (in peggio) il profilo del vino. Insomma non mi entusiasma l'idea di avere davanti a me un vino concentrato, dolciastro, fruttoso e magari di alta gradazione alcolica: se voglio bere uno sherry o un porto, mi compro uno sherry o un porto. Quando bevo vino voglio bere vino. Condivido invece l'idea maroniana di "integrità", che ogni tanto mi fa storcere il naso davanti ad alcuni cosiddetti vini naturali. Non riesco ad accettare difetti nel vino, soprattutto a livello olfattivo.

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Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Don Massimiliano y Montes, quanto scritto sopra mi conferma che potresti tranquillamente rientrare nella sentina di vizi di cui ad un altro post come special guest. A parte "last but not the least" please write it correctly or not at all (d'altra parte io ho fatto casino nello scrivere Long John Tomax)

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Ooops.. sorry (la fretta ;-) ) P.S. Ma.. nella sentina delle navi ci stanno i topi... forse è meglio una cabina (nelle navi c'è la cantina?)

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TERROIR

circa 8 anni fa - Link

condivido in toto...

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Grazie per la solidarietà :-) A volte mi sento perso in un deserto...

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Heloise

circa 7 anni fa - Link

I\'m shocked that I found this info so eiasly.

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Lido Vannucchi

circa 8 anni fa - Link

lo potrebbe spiegare.....

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Damiano

circa 8 anni fa - Link

Vorrei chiedere a Massimiliano quali sono i parametri di giudizio per valutare un Pinot Nero della Borgogna ad un Nerello Mascalese? Sono curioso di sapere cosa accomuna questi due vini. Inoltre mi devi spiegare questi terziari che percepisci su un vino di 3 anni e pochi mesi di età?

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Assagia i vini che ho citato. E poi ne riparliamo ;-) E' possibile che tu percepisca o interpreti qualcosa di diverso rispetto a me. Fammi sapere.

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Damiano

circa 8 anni fa - Link

Non metto in dubbio la qualità dei vini che tu hai citato, e se mi capita di trovare in qualche enoteca i prodotti che dici tu, li assaggerò molto volentieri. Quello che trovo totalmente fuori luogo sono i paragoni che fai tra vini che non hanno assolutamente nulla in comune, sia come uva che geograficamente. Il tuo commento, se mi permetti, manca di obbiettività, ed esprime soltanto una tua sensazione puramente personale e soggettiva. Inoltre nel tuo commento scrivi, riferendoti all'analisi organolettica:"un frutto ben presente ma in secondo piano rispetto ai già preminenti aromi terziari". Ora se il terziario è preminente, puoi avere delle note di frutto, non può essere ben presente. Io non so cosa intendi per terziario? nel linguaggio tecnico enoico, sono il balsamico, il goudron, la resina, il cuoio,ecc... fino ad arrivare alla carne putrida. Ti posso garantire che con una preminente presenza di questi profumi, la frutta non è "ben presente",anzi, oserei dire che non c'è proprio più. I vini concepiti per il terziario vero, sono vini di lunga longevità,ed iniziano a sentirsi dopo minimo 10-15 anni se tutto va bene.Bevendoli dopo tre anni e qualche mese (ammesso che siano già stati imbottigliati e commercializzati, e non sono ancora in botte)fanno schifo, sono tannici, sgorbutici, squilibrati e disarmonici. Prova a bere un Barolo o un Taurasi dell'ultima annata messa in commercio, e poi dimmi cosa ne pensi?

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Il "terziario" non è quello che dici tu. Ti sbagli. Gli "aromi primari" sono quelli propri dell'uva, che transitano direttamente al vino con scarse modificazioni. Sono aromi primari gli "aromi varietali" che consentono di distinguere il vitigno di provenienza. Scolasticamente il fiore di bosso del Sauvignon Blanc o le pirazine del Cabernet Sauvignon. Vengono generati in fasi di maturazione precoci e la loro concentrazione segue una curva a parabola, aumentano progressivamente per poi diminuire drasticamente nelle fasi avanzate di maturazione. Gli "aromi floreali" sono pure aromi primari, ma a differenza dei varietali aumentano in maniera lineare con la maturazione dell'uva. Quindi l'uva molto matura avrà più sentori floreali e meno varietali. Gli “aromi secondari” sono quelli che si sviluppano durante le fasi di fermentazione. Tutte le modificazioni aromatiche legate all'alcol avvengono durante la fermentazione, comprese le modificazioni aromatiche del frutto. Gli “aromi terziari” sono quelli che si sviluppano durante l'affinamento del vino, in fase post-fermentativa. Prima della commercializzazione tutti i vini (o la maggior parte) subiscono un processo di affinamento, in acciaio, in legno, in bottiglia. Gli aromi terziari risentono del contenitore dove avviene l'affinamento. Un vino affinato sei mesi, o un anno, o meglio due anni, in legno, non avrà lo stesso profilo organolettico di un vino affinato in acciaio o solo in bottiglia. TUTTI gli aromi che si sviluppano in fase post-fermentativa sono aromi terziari. Tutti. Quelli che tu citi sono soltanto ALCUNI degli aromi terziari che è possibile trovare in un vino, specialmente di lungo invecchiamento. Il fatto che, purtroppo, alcune persone che bevono vino usino scorrettamente il termine “terziari” come hai fatto tu, non significa che questa sia la giusta accezione. Tu fai affermazioni scorrete paludandoti dietro un presunto linguaggio tecnico-enoico che in realtà è sbagliato, correndo il rischio che chi ti legge ti prenda sul serio. P.S. La carne putrida non è un aroma terziario, ma un difetto del vino causato da infestazioni parassite, prima di tutte il Brettanomyces.

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armando trecaffé

circa 8 anni fa - Link

...Montes a me piacciono molto gli aromi quaternari....ma anche quelli del pleistocene e del mesozoico per i vini molto invecchiati (oltre i due milioni di anni) devo preoccuparmi?

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Basta che non ti affezioni alla "carne putrida"... Poi l'esperto di aromi "cimiteriali" è Mauro Mattei. A quando i 3 caffè? (meglio 1 solo, o strabuzzo)

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armando trecaffé

circa 8 anni fa - Link

Montes ma tu per caso vivi in Piemonte oppre andrai al Vinitaly? In ogni caso scrivimi e concordiamo il caffé: agarofano@libero.it P.S. Stimo molto Mattei

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Damiano

circa 8 anni fa - Link

Le varie fasi di evoluzioni aromatiche che tu citi sono perfettamente corrette e non fanno una piega sotto il profilo accademico-scientifico, infatti vengono riportate su tutti i testi in materia. Condivido in parte ciò che scrivi e non penso di fare cattiva informazione con ciò che ho scritto io. Alla base di questo mio intervento rimane il paragone che fai tra 2 vini come il Rosso Etna e il Bourgogne lontani secondo me anni luce sotto tutti i profili, di aromi, profumi, sapori e durata nel tempo. Il terziario di cui parli tu, del vino che ti è molto piaciuto, per me risulta essere ciò che la barrique cede al vino (giustamente segue pienamente il discorso evolutivo che citi tu). Il terziario a cui mi riferisco io, perfettamente in linea con un Bourgogne, Taurasi, Bordeaux, o Barolo (cioè vini che per loro caratteristiche, molto longevi), che reputo il vero terziario avviene soltanto col tempo e non è possibile su un vino di poco più di 3 anni. Purtroppo questa confusione che si è creata,è dovuta al fatto che sempre più spesso i produttori fanno vini che devono dare il meglio di se stessi in breve tempo, praticando macerazioni più brevi,e il successivo utilizzo della barrique, perdendo di vista ciò che è il vero terziario a scapito di aromi (terziarie anch'esse) frutto soltanto dell'affinamento in barrique. Se ti capita di bere (o forse l'hai già bevuto) un gran Bourgogne di almeno una quindicina d'anni, avrai modo di ripensare a questo nostro scambio di opinioni e di farci una riflessione. La gamma di profumi che si percepiscono sono quasi sgradevoli a primo impatto, e si scopre un mondo nuovo, totalmente sconosciuto che si apre sotto al naso. P.S Per quanto riguarda la carne putrida che tu definisci un difetto, ti suggerisco se ti capita, di accennare il discorso con qualche importante esperto degustatore di vini da lungo invecchiamento per sentire la sua opinione in merito. In questi giorni ho avuto modo di procurarmi il "Vigna di Don Peppino" 2007, ammetto che si tratta di un gran bel prodotto. Bel agrume e piacevoli note balsamiche. La barrique è stata usata molto bene. A mio avviso ha bisogno di fare ancora un po di bottiglia. Rimane il fatto che non ha niente in comune col Bourgogne :D

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

http://www.slideshare.net/Cronachedigusto/speciale-vinitaly-cronachedigustoit Scorri fino a pagina 12 e capirai le somiglianze tra i due vitigni

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Damiano

circa 8 anni fa - Link

Massimiliano, Nebbiolo e Freisa che sono 2 uve "cugine" con circa 95% del loro DNA uguale, fanno 2 vini assai diversi con molta differenza tra di loro nonostante siano anche coltivate nelle stesse zone. Figuriamoci se si parla di semplici somiglianze tra due uve ( in questo caso dovremmo dire 3, dato che il rosso Etna che dici tu è un blend di Nerello Mascalese e nero Cappuccio). Io non voglio a tutti i costi contraddirti, e se mi dai argomentazioni valide sarò il primo a darti ragione. Purtroppo con le somiglianze c'è poco da dire quando la scienza è già arrivata al DNA.

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Anche lo stesso vitigno coltivato a pochi chilometri fa vini diversi. Si chiama "terroir". Un Nuits S. Georges è diverso da un Gevrey Chambertin. Eppure è sempre Pinot Noir, geneticamente identico. Non faccio esempi a caso, ho passato 15 giorni ad agosto a girovagare tra le vigne in Borgogna. Ti assicuro che fenotipicamente ed aromaticamente il Nerello Mascalese assomiglia tantissimo al Pinot Noir, in particolare ai Pommard tradizionali.

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Damiano

circa 8 anni fa - Link

Collegandomi al tuo discorso, anche due particelle di vigna confinanti danno vini diversi tra di loro, si chiamano "Cru" pur essendo nello stesso "terroir". Le somiglianze organolettiche si possono manifestare in diversi altri vini. Mi viene in mente il Primitivo e l'Amarone che di recente, in degustazione con altri appassionati abbiamo fatto difficoltà a capire qual'erano gli uni e qual'erano gli altri. Che ci siano vini somiglianti non è una novità, ormai con le moderne tecniche in cantina si possono fare vere magie. Pensa, anche la magia di fare vino senza neanche un chicco d'uva. Sarebbe invece interessante approfondire questo discorso prendendo in considerazione solo vini prodotti dalle quelle poche aziende che per filosofia modificano il meno possibile il vino. Con questo intendo: uso esclusivo di lieviti autoctoni, niente barrique di primo passaggio, niente filtrazioni, niente chiarifiche, ecc.... Penso che le sorprese al naso e al palato non sarebbero poche, tra uve così dette somiglianti. P.S: Ti invidio per il soggiorno in Bourgogne, spero di farlo anch'io al più presto. Oltre alla mia grande passione per l'uva Nebbiolo c'è anche quella per l'uva Pinot Noir. Se per te non è un problema darmi qualche dritta, le accetto volentieri. Se hai un profilo su FB ti chiedo l'amicizia, così ne parliamo con calma. Un saluto e a presto.

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Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Morricchia, prendo atto della tua buona volontà, dell'entusiasmo post adolescenziale e del fatto che oggi é il primo giorni di primavera ed un fiume di nuova energia sta pervadendo Intravino. Mi rendo anche conto che sia necessario e dovuto parlare in un forum di vini altrimenti negletti e che gran parte del pubblico leggente ne ha le palle piene dei soliti toscani e piemontesi. Ma ci credi che faccio un po' di fatica a dare un senso a questo post? Sarà senz'altro dovuto al fatto che sono nata nel Millennio precedente. In attesa dei prossimi interventi a cui attaccarmi, un paio di domande sorgono spontanee - dov'é possibile trovare le perle imperdibili di cui parli, al di fuori della loro zona di origine? - chi sono gli sconsiderati bookmakers da te citati? - che ti é successo nell'ultima settimana? Non mi sembra che in precedenza avessi quest'enfasi nello scrivere con termini come assoluti come "etichette imperdibili", "senza se e senza ma", "unica certezza".

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Alessandro Morichetti

circa 8 anni fa - Link

- Le perle di cui parliamo spesso distinguono un grande intermediario (distributore, entecaro, ristoratore) da uno nella norma: basta chiedere, cercare. - Le fonti sono fonti, puoi fidarti o meno. Ci sono tanti siti e svariate riviste di cui non fidarsi, se vuoi facciamo un elenco :-). - Chi si entusiasma solo per Drc 64 e affini è morto dentro. Ma non lo sa. Poi quando tra una decade le prime annate di Giovanni Ascione costeranno il quintuplo, fammi un fischio. addendum ormai parlo come il commentatore Kenray e visto che so per certo che al Vinitaly riceverò la mia maglia firmata Intravino, direi che l'apocalisse è vicina, ihihih.

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Signora

circa 8 anni fa - Link

Mi complimento per la sua "fissazione" Campana, ma ancora una volta non capisco, la scelta. La prego si faccia un giro nell'areale del Pallagrello. La prego. Vada in giro per cantine.

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Signora

circa 8 anni fa - Link

A proposito, mi sovviene, il produttore di pallagrello, la cantina, non la tiene proprio.....e dove lo produce questo vino??????????

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Paolo De Cristofaro

circa 8 anni fa - Link

Se proprio lo vuole sapere, perché non chiama per una visita? (sulla brochure leggo che si effettuano visite in azienda, su prenotazione). O forse si vergogna a chiamare un collega (veda lei se come sommelier, giornalista o produttrice...)? :-)

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Signora

circa 8 anni fa - Link

Scusate, ma solo ora leggo. Mah non penso di essere collega di nessuno, lavoro in pubblica amministrazione. Papà è chimico alimentare, magari collega di qualcuno di voi?. Mi limito solo a comprare qualche bottiglia di vino e se l'enotecaro di turno mi dice che il signore di cui sopra non ha cantina, io carico la notizia. Addirittura, mi dice è un'autorevole degustatore, inserito nelle maglie del sistema. Cercando in rete anche il Signore che è un'autorevole degustatore. Caspita. Bingo.

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mircolucamarini

circa 8 anni fa - Link

Il produttore ha una piccola vigna e pochi soldi, ovvio che vinifica ospite di una cantina già attrezzata. Sta costruendo la cantina sotto casa. Ci vorrà tempo e denaro. Buona sera

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mircolucamarini

circa 8 anni fa - Link

La cantina non la tiene perchè la sta costruendo sotto casa. Come tanti produttori a inizio carriera Nanni Copè ha vinificato in una cantina del luogo ben organizzata. Qualche altra curiosità?

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mircolucamarini

circa 8 anni fa - Link

Dimenticavo. La cantina in questione non è altro che il frutto di una forte passione. Come l'attività di degustatore. Di lavoro fa ben altro che non le dico neanche.Uomo di grande professionalità e onestà.Cambi enoteca.

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Signora

circa 8 anni fa - Link

Caspita, allora probabilmente, tutte le chiacchiere fatte da vari sommelier e giornalisti, vanno al vento. Dicono; per fare vino bisogna avere la vigna di proprietà e la cantina? La campagna è importante; ma la "Casa" che accoglie il lavoro fatto in campagna? Non è utile? E' attrezzata, è pulita? è a norma? Scusate, è possibile essere produttori, senza avere vigna e/o cantina di proprietà? La cantina dove si appoggia il signore (quindi abbiamo scoperto che non la tiene) è completamente di fiducia? cosa fanno al vino quando il signore in questione non è presente? Poi le posso dire; oramai in Italia siamo abituati ad andare a braccetto con i conflitti di interesse. Per un fatto, penso di tranquillità, o fai il degustatore o fai il produttore. Ma questo forse è chiedere troppo.

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mircolucamarini

circa 8 anni fa - Link

Cara Signora cosa sta dicendo. Il Signore in questione nella vita fa un nobilissimo lavoro nel sociale. La sua grande passione per il vino lo ha portato a diventare un rispettabile e serio degustatore. La stessa passione per il vino lo ha portato tempo fa a comprare una piccola vigna. Lei sa quanto costa mettere su una cantina per la vinificazione? Posso fare nomi di autorevoli aziende dal Piemonte alla Sicilia che hanno inziato cosi. Prima la vigna e poi la cantina. Si usa prestare una parte della cantina. Non parli di cose che non conosce. Nessun conflitto d'interesse se non il suo che continua a scrivere falsità. A partire dal fatto che il produttore possa rischiare di vedersi manipolato il vino perchè non è proprietario della cantina. Su via... questo può succedere solo a casa sua. Tra l'altro il signore Ascione vive poco lontano dalla cantina ed è possibile in qualsiasi momento poter far visita alle stanze di vinificazione.Nessun mistero se non il suo velato attaco poco coraggioso. Brutta cosa l'invidia. Se vuole le lascio il numero di cellulare per qualsiasi chiarimento.

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kenray

circa 8 anni fa - Link

sorella questo si fa di verdicchio. ormai è scompensato ho provato a cercare queste imperdibili etichette. google mi ha fanculizzato. quindi se non sei su internet non esisti (cit.) (al primo che indovina chi ha pronunciato questa frase regalo una maglietta intravino)

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Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Quello che scrivi é la prova provata che Morricchia può farsi tutte le pere che vuole con vino introvabile, ma non raggiungerà mai i tuoi livelli. Ti si potrebbe dedicare un vino dal nome "Non Confonditur" che già mi sembra esista.

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armando treccaffé

circa 8 anni fa - Link

Nerello mascalese coltivato sull’etna: Munjebel di Cornelissen rulez e sfido a duello chiunque ne parli male Adam - Greco di Avellino igt Cantina Giardino

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Giovanni Corazzol

circa 8 anni fa - Link

luogo e ora

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armando trecaffé

circa 8 anni fa - Link

per Corazzol, Vinitaly 10 aprile verso le 2 del pomeriggio alla fattoria dei Barbi...

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Giovanni Corazzol

circa 8 anni fa - Link

jamais. villa favorita domenica 10 aprile ore 16.00 davanti al banchetto del buon Frank. sarò quello con un waffel in mano.

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Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Visto che oggi ho deciso di fare l'antipatica e Morricchia é sempre gentile anche se lo sbatacchio un po' e visto che in questo post si parla soprattutto dell'eccellenza al sud di Roma, mi permetto di andare fuori tema e di porgere una domanda che da giorni mi frulla per la testa: perché nessuno ci racconta quello com'é andata SICILIA EN PRIMEUR (10-13 marzo) Abbiamo avuto tutta la cronaca minuto per minuto delle anteprime toscane. Sulle manifestazioni passate e future dei vini "naDuri e puri" sappiamo tutto, ma sulla Sicilia in generale non mi sembra che ci sia stata una qualsivoglia copertura. Capisco che forse non coincideva con i tempi a disposizione dei degustatori di Intravino, ma magari basarsi su qualche appassionato locale (tipo Don Massimiliano y Montes per dirne uno) sarebbe stato possibile. Tanto per avere qualche notiziola da Terzo Millennio. Adesso mi aspetto un bel 4 come quello che la Prof di mio figlio gli(mi) ha dato perché,appunto, il compito che ha(avevo) scritto era completamente fuori tema.

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Don Massimiliano y Montes

circa 8 anni fa - Link

"perché nessuno ci racconta com’é andata SICILIA EN PRIMEUR (10-13 marzo)" Perchè è una manifestazione monopolizzata dai grandi produttori siciliani che lascia fuori le etichette minori (ma che producono i vini migliori ;-) ) Sono talebano? Comunque l'anno prossimo farò l'inviato di intravino :-)

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Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Don Massimiliano y Montes, dall'elenco dei partecipanti non mi sembra ci fossero solo i grandi produttori siciliani monopolizzatori. Una su tutte la simpaticissima Arianna Occhipinti, produttrice da Terzo Millennio. Cito lei perché é comparsa già più volte su Intravino ed é quindi un nome che rassicura i Fondamentalisti (aggiornati, "Talebano" é parola che appartiene allo scorso millennio). Insomma, a me avrebbe fatto piacere anche avere notizie su Baglio di Pianetto, Palari, Benanti, Feudo Maccari, Graci e persino su Firriato, Planeta, Tasca d'Almerita, Donnafugata, guarda un po'. Anche magari per parlarne male, tanto per distoglierci dalla fissa del Brunello di Montalcino. Tanto per sapere che succede nella viticultura sicula in generale, non solo nel piccolerrimo e buonerrimo (cit. Kenray.)

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Don Massimiliano y Montes

circa 8 anni fa - Link

Chiedo venia... mi aggiornerò ;-) Avrei dovuto andare anche solo per incontrare la talentuosa Arianna, lo so. Ed in ogni caso non parlerei male neanche degli incredibilmente pluri-bicchierati Firriato (che exploit ;-) ) ne del neo tre bicchieri mandrarossa... Mi sarei portato da casa qualche bottiglia di Nonna Concetta e di Prephylloxera Terre Nere da bere in bagno, di nascosto.

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Damiano

circa 8 anni fa - Link

Carlo MACCHI sul suo sito ne parla dell'evento "Primeur 2011" http://www.winesurf.it/index.php?file=onenews&form_id_notizia=1039

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salva

circa 8 anni fa - Link

Di Sicilia en primeur non posso parlare, cosa che invece faccio per l'odierna Contrade dell'Etna svoltasi in quel di Passopisciaro a casa Franchetti. Ottimi vini con qualche punta di eccellenza. Tra i rossi il Guardiola del padrone di casa, un favoloso M.I. (Monte Ilice) di Biondi, 'A Rina di Russo, il Quota 600 di Graci, il Musmeci della Tenuta di Fessina, il Calabretta, il Magma di Cornelissen (finalmente quasi privo di acetico). Fra i bianchi l'Outis di Biondi, 'A Puddara della Tenuta Fessina e il Munjebel (come sopra). Poi, da segnalare per un ottimo prezzo, uno sperimentale Quantico di Giuliemi ed il Salisire di Vivera. Fuori dal circuito etneo, i soliti noti Barraco, Bonavita, Occhipinti ed anche un buon Marabino. P.S.: Se Ken conferma l'incontro a verona da Kobler, qualcuna delle perle imperdibili dell'articolo le scoliamo insieme....

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kenray

circa 8 anni fa - Link

confermissimo sarò presente e non solo per assaggiare vini devo bastonare moricchia sui denti per la sua spocchia da 1° della classe e per gli articoli che scrive

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francesca ciancio

circa 8 anni fa - Link

provo a darti una prima risposta: perchè sicilia en primeur non invita ( ufficialmente ) i blogger. non faccio riferimento ai produttori ma a chi decide gli inviti, quindi immagino l'organizzazione di assovini seconda risposta : io c'ero alla manifestazione. ero dotata delle migliori intenzioni, poi un'intossicazione credo alimentare mi ha stesa. magari parto da li e tra un po' leggerai il post....

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Io avrei potuto andare con un accreditamento per la stampa. Penso che potrò farlo anche l'anno venturo.

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armando trecaffé

circa 8 anni fa - Link

...e magari, per coerenza, saresti potuto scrivere qualcosa per Intavino...aspettiamo con angoscia le recesioni dell'anno prossimo... buoni ausiliari a tutti....

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kenray

circa 8 anni fa - Link

armando...sei una bestia! sei peggio di me. e guarda che è un complimetone.

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armando trecaffé

circa 8 anni fa - Link

grazie Ken, da te li accetto sempre volentieri :-)....

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Sarei potuto scrivere qualcosa ... se mi avrebbero fatto scrivere Blip! Il neurone grammaticale mi si è alcolizzato. Questo perchè bevo senza sputare. Comincio ora... ;-)

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

... mi bevo pure 3 caffè...

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

P.S. I verbi di movimento preceduti da un verbo servile possono essere introdotti dall'ausiliare AVERE anche se questa è una forma desueta, che si incontra più nella lingua parlata, come quella usata nei blog. Bye

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armando trecaffé

circa 8 anni fa - Link

caro Montes spaevo che la forma era giusta e desueta, ho fatto una battuta per sorridere un po'... mi piace come scrivi e ho per te stima e simpatia...spero che non ti sia offeso... un saluto... Armando (i caffé te li offro io)

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Nessuna offesa ;-)

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Manilo

circa 8 anni fa - Link

Adesso mi aspetto un bel 4 come quello che la Prof di mio figlio gli(mi) ha dato perché,appunto, il compito che ha(avevo) scritto era completamente fuori tema. Ho capito chi non devo chiamare per il tema di mia figlia :). Ora un bel quattro lo prenderò io come specificato in altri lidi ho più esperienze con i distillati e sto praticando un corso da 15gg. Il mio preferito è il Tintilia di Angelo D'Uva del Molise ed il Cagnetti nel D-Fest ha dato un 83. Poi c'è un toscano azienda agricola le Fraschette di Radda in chianti prima faceva parte del circuito il Gallo Nero ed è un Chianti in barrique nove mesi il mio corsista dice che è stato troppo sulle bucce, peccato io lo trovo buono forse dovrò imparare molto..... aiutateme (:-

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Daniele Sala

circa 8 anni fa - Link

Invito tutti a sciogliere per una volta lo scetticismo sui picchi qualitativi che si possono raggiungere nell'Oltrepò Pavese, accantonando i luoghi comuni che li attribuiscono la genesi solo di vini semplici e da tutti i giorni. Dopo aver fatto questo sforzo andate a Santa Giuletta a visitare l'Azienda Agricola STEFANO MILANESI, una piccolissima realtà familiare che produce quello che io credo sia uno dei migliori Pinot Nero vinifiati in rosso italiani, questo: Oltrepò Pavese DOC Pinot Nero "Maderu" 2003 di STEFANO MILANESI affinato 18 mesi in barrique, un magistrale esempio di vinificazione di questo vitigno, grande estrazione di frutto, affascinante e ricca complessità olfattiva, con una struttura che gli offre straordinaria capacità evolutiva negli anni. Non troverete questo produttore su nessuna guida, non è un nome fra i soliti noti, ma tutti quelli che hanno avuto l'umiltà e la curiosità di andarlo a visitare sono rimasti davvero entusiasti. Diversi sono i suoi vini degni di nota, ma dovendo citarne uno....il MADERU è davvero l'apice mirabile della sua qualità produttiva!

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Damiano

circa 8 anni fa - Link

Concordo pienamente con ciò che ha scritto Daniele Sala. Si può dire che Stefano MILANESI sia un pesce fuor d'acqua nel panorama enologico oltrepadano. Forse meriterebbe maggiore attenzioni da parte degli addetti ai lavori. Oltre al "Maderu" (100% pinot nero) premiato a novembre 2010 con la medaglia d'oro al concorso internazionale "Terra Vini" in Israele, da segnalare anche "ALESSANDRO" (100% Cabernet Sauvignon), argento a "Terra Vini" 2010. Sono almeno 8 i vini di eccellenza degni di blasone prodotti dall'Azienda Agricola STEFANO MILANESI, vini all'altezza dei palati più raffinati e sofisticati.

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Francesco Fabbretti

circa 8 anni fa - Link

"Chi si entusiasma solo per Drc 64 e affini è morto dentro"... se me ne garantite una cassetta a settimana mi dichiaro ufficialmente in coma cerebrale (voi me li sparate per flebo).

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mircolucamarini

circa 8 anni fa - Link

Voglio morire pure io.

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Mara

circa 8 anni fa - Link

Il nuovo millennio(meglio aggiornare il lessico, e sostituire "nuovo con futuro o prossimo) mi pare un tantinello fuori dalla vostra portata, ammenocchè, non siate nati in Transilvania. Se poi qualcuno vuole incorniciare dei vini, sappia che si renderà colpevole del reato di "mancata bevuta" previsto dal codice di procedura penale. Ci ho messo 13 ore e 23 minuti per capire che cosa fosse un DRC 64. Ho anche cercato nel sito dell'aeronautica, in quelli sopecializzati nei modellini di navi e aerei, ho provato anche con le edizioni Panini. Scoraggiata ho curiosato nei trattati di chimica, ad un certo punto ho pensato fosse una molecola del vino, poi un isotopo radioattivo del tipo desossiribochetone a carica molecolare 64, quando poi il mio maritozzo mi ha detto che è un vino costosissimo, mi sono girate un tantino le ovaie. Qundi il messaggio che vi mando è questo: meno cornici e parla come mangi chè, se già lo fai, fatti un paio di analisi. Saluti. PSA: Se pensate che una sana di mente come me voglia incorniciare del vini per berseli sulla sedia a rotelle, siete fuori come dei terrazzini.

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Antonio Tomacelli

circa 8 anni fa - Link

Concordo in pieno e avviso tutti: il prossimo che scrive DRC finisce dritto tra le fiamme del forum gamberoso :-D

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Royal

circa 7 anni fa - Link

Gary Sue: ammazza e come siamo trhnnaact Ok, intrattenere e basta non e8 letteratura, ma tra un ottimo libro di mero intrattenimento e le barzellette di Totti ci sono infinite sfumature di qualite0 e riuscita. Per dire, preferisco un libro di intrattenimento ben fatto ad un'opera di letteratura mal scritta, mal raccontata e che manca di mille miglia il suo obiettivo. L'artigianato secondo me ha una sua altissima dignite0 che andrebbe riconosciuta.Sul fatto che il fantasy non insegni niente, mah, tu che hai letto? Ti faccio tre esempi di libri che secondo me fanno ben altro oltre che delectare: La Valle degli Eroi di Jonathan Stroud, Le Tombe di Atuan di Ursula K. LeGuin e L'Ultimo Elfo di Silvana De Mari.Perdonami se sono trhnnaact io, ma diffido sempre di chi ha delle certezze cosec incrollabili, per altro su roba cosec opinabile come il bello, la letteratura e via cosec, che, fino a prova contraria, non sono soggette e leggi universali come la matematica e la fisica.Ha ragione G.L., beata me che vivo per mete0 nella mia giornata in un mondo in cui, vivaddio, l'oggettivo esiste

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Giovanni Corazzol

circa 8 anni fa - Link

stima. CRZGNN70T30D520J

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ALAN

circa 8 anni fa - Link

cosa vuol dire PSA ?

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bibitaprontaprelevare@yahoo.it

circa 8 anni fa - Link

Il maritozzo è stato solo in grado di dirti che è un vino costossisimo? Nient'altro? Capisco. Dura. Auguri.

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massimo sacco

circa 8 anni fa - Link

In effetti è l'abbreviazione del mitico Domaine de la Romanee Conti, sono sigle che si usano quando si prendono note un pò tipo NSG ( Nuits Saint Georges) . concordo totalmente che certe sigle dovrebbero rimanere nei blocchi noti od almeno spiegare di cosa si tratta :)

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Fabrizio pagliardi

circa 8 anni fa - Link

Armando il minjibel e' una sciacquatura di botti rifermentata. Interessante come l'altavilla della corte di firriato nella sua categoria. A parte gli scherzi Mai provato un vino di cornelissen non palesemente difettoso.

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armando trecaffé

circa 8 anni fa - Link

Caro Fabio, ma questo dei vini difettati è un mito…ma quante vole li hai assaggiati? Li hai assaggiati mangiando ? I vini di Cornelissen non sono stabilizzati con la solforosa e dunque se li tieni in cucina un mese accanto ai fornelli si ossidano… sei sciuro che le bottiglie erano state conservate correttamente? Infine, Frank cerca costantemente di migliorare… hai assaggiato i suoi vini ultimamente? Comiciamo a rispettare il lavoro (serio) prima di sparare a zero per demolire un produttore...

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fabrizio pagliardi

circa 8 anni fa - Link

La demolizione era uno scherzo. Ciò non toglie che credo di aver provato il magma una decina di volte, i munjibel molte di più. Il Magma al vinoforum di tre anni fa mi sembra, era buono anzi splendido appena versato nel bicchiere ma nel giro di mezz'ora è cambiato ha cambiato colore è diventato grigio e poco attrente anche all'olfatto. E questa è stato l'assaggio migliore. Nei munjibel ho sempre sempre una volatile esagerata che non appartiene alla bevanda vino, e un appiattimento aromatico con note di camomilla e verbena che per me sono un difetto. Il Rosso, il 5 mi sembra, non più che piacevole alla cieca 75/100. sono vini che a dieci euro a scaffale in enoteca forse comprerei. Mi spiace ma cornelissen rappresenta il punto di rottura tra vino naturale e non vino. Come i Morgon di Foillard i vini di Pacalet, i vini di Fanny Sabre, quelli di Rinaldi sono il punto di incontro tra vino naturale e i miei gusti. Iniziamo a rispettare i consumatori e i loro soldi prima di rispettare il lavoro serio dei produttori che non fanno poesia ma vino da vendere.

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Vinogodi

circa 8 anni fa - Link

quoto senza riserve , ho avuto medesime esperienze...

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Filippo

circa 8 anni fa - Link

Sarà pure un mito, ma a me sono capitati; sia rifermentati che PESANTEMENTE difettati. Poi questa storia che non si possano trasportare se non con dei campi magnetici attorno ha stufato. Soprattutto visti i prezzi. Per contro mi sono capitate alcune bottiglie di Munjebel sia bianco che rosso molto buone. Di Magma mai così buone da giustificarne il prezzo.

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Mara

circa 8 anni fa - Link

'ndo si trovano i vini di sto Cornelissen in Romagna? Astenersi indicazioni riguardanti Emilia che è lontana mille miglia. Grazie,

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Eugenio

circa 8 anni fa - Link

Cara Mara, i vini di frengo Cornelissen in Romagna non ci stanno. Io ne accattai alcuni a Senigallia e sono ancora in parte custoditi nel mio caveau. Perché dopo anni di assaggi di prodotti o difettati (ma nulla di che) o minimi-minimi, le ultime cose (Munjebel 6 e Contadino 7 ad es.) sono proprio buone. E aspetto Villa Favorita per slurpare i nuovi spero con gusto. Quindi, ho cerchi di comprare on-line dove qualcosa si trova o vai in missione sull'Etna e chiedi di un belga fricchettone.

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Riccardo Francalancia Vivanti Siebzehner

circa 8 anni fa - Link

se non ricordo male a maggio Cornelissen dovrebbe aprire un negozio online dove acquistare i suo (ed altri) prodotti.

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Giovanni Corazzol

circa 8 anni fa - Link

Cornelissen gentilmente spedisce e spedisce bene, con "scatoli" adeguati. Munjebel pagato 18 eurini, il Magma, per me povero pezzente, è inavvicinabile, quasi come un DRC o un DC9

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Francesco Fabbretti

circa 8 anni fa - Link

Credo che la ricerca del "nuovo" sia uno sport tanto affascinante quanto pericoloso. La mia esperienza personale mi spinge a pensare che Motrix sia ancora "alla scoperta del mondo del vino", poichè leggo nelle sue parole sentimenti di grande voglia di conoscenza che sono stati anche i miei per alcuni anni. Con il tempo credo sia inevitabile prendere atto del fatto che non bastano due grandi annate per "fidarsi" di un vino... e spesso nemmeno 5 consecutive. Ci si rende conto che, per quanto si voglia girare e rigirare, ad oggi i vini "leggendari" sono quelli con una storia piuttosto lunga sulle spalle, quelli che ancora oggi (lo si voglia o meno) sono punto di riferimento per la produzione in regioni come la Toscana o il Piemonte. Studiare e scoprire novità, in specialmodo in terre con una vocazione storicamente non consolidata è atto nobile e doveroso; pensare che le performance di "Titolo" (Fucci) possano spingere a revisioni produttive di tenute come Il Greppo, Sassicaia, Castello d'Ama, Montevertine, Fontodi, Giacomo Conterno, Giacosa, Rinaldi, Rivella, è una cosa che sta a metà tra la provocazione intellettuale e il delirio all'ultimo stadio.

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kenray

circa 8 anni fa - Link

non ho capito una mazza ma come l'hai esposto mi ha convinto quoto al 100%

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Eugenio

circa 8 anni fa - Link

Ho capito e non quoto.

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Nelle Nuvole

circa 8 anni fa - Link

Ho capito e mi associo, anche alla Azdora Mara relativamente alla sedia a rotelle. Con questo non voglio tarpare le ali a Morricchia, che continui con i suoi voli pindarici, mica esistiamo solo noi vecchi babbioni per i quali la prospettiva di mettere da parte un vino per i prossimi dieci anni fa venire i brividi, considerata l'età già veneranda. Può anche essere che Ciro Picariello fra vent'anni domini la scena e le sue rare bottiglie siano quotate da Christie's e Sotheby, del doman non v'é certezza...

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zakk

circa 8 anni fa - Link

ma Rivella intendi quello del rinoceronte? Se è lui mi crolla tutto il tuo discorso.

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Francesco Fabbretti

circa 8 anni fa - Link

TEOBALDO!!! (o meglio Serafino).... La Spinetta sono i RIVETTI.... zaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaakkk, in punizione con il cappello con le orecchie da somaro!!! ;-)

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Mauro Mattei

circa 8 anni fa - Link

Il suo Montestefano è tra i miei Barbaresco preferiti. Tutto Nebbiolo e zero fuffa.

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Tommaso

circa 8 anni fa - Link

da Sicilia en primeur: Su tutti: Passo Nero - Occhipinti (vendemmia tardiva di Nero d'Avola. Eccezionale. Uscirà tra breve) Non male il Frappato di Cos. Anche se forse un po' troppo strutturato per non far pensare che forse ... Benanti ha sempre buoni vini. Vabbè ... Serra della Contessa. Piaciuto un passito di Abraxas e quello Gewurztraminer e Semillon di Feudi del Pisciotto. Poi c'è sicuramente altro e anche di molto più famoso. Ma ci sarà sicuramente chi ne potrà parlare meglio di me.

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Lupin

circa 8 anni fa - Link

Fabrizio IULI BARABBA 2001

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mircolucamarini

circa 8 anni fa - Link

Grandissima Barbera.

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Luca Cravanzola

circa 8 anni fa - Link

Io ho trovato una perla nel cuore dei ravera di novello.. Con i vini di questo pazzoide ho davvero rielaborato il concetto di nebbiolo da barolo e della barbera sponda barolista.. Grandi vini, con fermentazioni naturali e cura estrema in vigna. Diciamo un naturalista (che odia il credo di Steiner proprio perchè è un credo) che applica il suo concetto di naturalità.. Come ad esempio l'uso di una microscopica quantità di solforosa all'imbottigliamento. La cantina si chiama Cascina Ebreo i vini sono il Torbido (nebbiolo da barolo declassato a vino rosso da tavola per contrasti con il consorzio) e il Segreto (barbera anche declassata a vino rosso da tavola). I vini, come spesso accade, non sono distribuiti in Italia (sto cominciando io sul forum del gambero con grande successo) ma se li strappano di mano gli americani e gli svizzeri. Voi che conoscete vigna per vigna il barolo vi state perdendo una chicca esemplare. Prima annata 1996 ultima annata 2010. Poi Peter e Romy (i titolari per intenderci) andranno in pensione e tutto passerà agli Scarzello. Produzione totale 8000 e qualche bottiglia.. Magari adesso state pensando che sono un talebano (anzi un fondamentalista) ma se avrete l'opportunità di assaggiare questi prodotti... beh ne riparleremo!!

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Mauro Mattei

circa 8 anni fa - Link

ho capito, ma un allungo a Piazza Duomo per portarmene un paio di bute..no?

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Ma con tutti i nebbioli che hai nella tua bellissima carta (letta online ;-) ) vuoi scroccare? Ciao Mauro (bello il pupo)

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Mauro Mattei

circa 8 anni fa - Link

ASSAGGIARE si dice non SCROCCARE ... :D :D un salutone a te e alla family

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Luca Cravanzola

circa 8 anni fa - Link

Fatti dare da intravino i mie recapiti. Ci si mette daccordo. Con piacere!

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17 modi di mangiare il mango

circa 8 anni fa - Link

Bramaterra,un vino invecchiato minimo 2 anni che e' davvero favoloso a partire dal colore granato intenso che colpisce per primo!

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Armando Castagno

circa 8 anni fa - Link

E inoltre, servito nel bicchiere nero, il colore granato intenso del Bramaterra colpisce per secondo!

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fabrizio pagliardi

circa 8 anni fa - Link

nel bicchiere nero il colore colpisce solo se te macchi

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Vinogodi

circa 8 anni fa - Link

- SantaNè Azienda Palari - Kupra Oasi degli Angeli - Arshura Walter Mattoni - Skistos Gianfranco Manca - ES e Jo Gianfranco Fino - Ebruis Nicola Ferri - Nero di Troia Cantina Volpone di Ordona - Orano di Maria Pia Castelli - Barrosu Giovanni Montisci

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Raro Umore

circa 8 anni fa - Link

Cavolo, questa si che è una lista. Altro che pallagrello(?).

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bibitaprontaprelevare

circa 8 anni fa - Link

Una lista un pò comica. Struttura e zucchero. Però, se piace a lui. C'è chi vota pure Berlusconi e chi ancora beve Franciacorta.

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Alessandro Bocchetti

circa 8 anni fa - Link

- verdicchio, pievalta. Provate a trovare un bianco migliore a quel prezzo. E migliorerà nel tempo - brunello di montalcino pian dell'orino. Una meraviglia, sangiovese vivo e elegante - malvasia, Skerk. Secondo me il migliore dei macerati, fresco e fine - Chianti classico, Montesecondo. Una sorpresa questo Chianti vivo, fresco e nervoso. Dalla beva compulsiva - pecorino, Giulia, CdM. Un sorso di frutto, affilato e raffinato - Boca, le piane. Un nuovo classico recuperato - lambrusco di Sorbara, rifermentato, cantina della volta. Una storia che ricomincia uguale e diversa - Valentini Montepulciano D' A 2006, perché diamine un Po di tradizione che si rinnova ce vuole ;-) Questi i primi che mi vengono in mente, ma si potrebbe continuare a lungo... Il bello del vino è che scorre! :-D dieci per il nuovo millennio è difficile, già dieci per il nuovo anno lo sarebbe: perché indicare la Mitica Ribolla di Gravner o il fenomenale Es di Fino come ultimo strillo, fa un po' sorridere :-P Non resisto alla vertigine della lista... Ciao A

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Marco De Tomasi

circa 8 anni fa - Link

Franciacorta Dosaggiozero - Colline della Stella/Andrea Arici Manzoni Bianco 2006 - Vettori Pinot Grigio 2003 - Ronco Severo Lugana Del Lupo 2003 - Ca' Lojera Cinqueseisette Cabernet Franc - Eugenio Rosi Barbaresco Rio Sordo 2005 - Cascina delle Rose Skala 2003 - Paraschos Barolo Riserva Rocche di Falletto 2004 - Bruno Giacosa Il Fiore della Costiera 2006 - Alla Costiera/Filippo Gamba Antico Pasquale 2003 - Masari

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Vinogodi

circa 8 anni fa - Link

...Giacosa non mi sembra proprio una new entri del nuovo millennio...

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Marco De Tomasi

circa 8 anni fa - Link

Opsss ... non avevo ben colto lo spirito della "classifica". allora lo sostituisco con: Barolo Riserva Lazzarito 2004 - Ettore Germano

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rita

circa 8 anni fa - Link

chi mi può aiutare dove trovo dei collezzionisti di vino dell'altro secolo? grazie Rita

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Roberto

circa 7 anni fa - Link

Sig.Alessandro ho letto questo annuncio e mi fa piacere dirle che ho un qualcosa che le può interesare. "Contessa di Radda , 1987" . Se le interessa mi metto a sua disposizione. Mi contatti sul mio mail (roby1969@libero.it)

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