Verticali(tà) | San Fereolo e i falò sulle colline di Dogliani

di Andrea Gori

Paesaggi mozzafiato tra le colline sopra Dogliani, porta delle Langhe. Il terreno è ancora aspro, non del tutto antropizzato e vitato ognidove, con noccioli, boschi, semenzai. Giunti fin sotto la chiesetta di San Fereolo ci sono api, farfalle, grilli. La luce, il vento e la strana energia che senti appena metti piede qua sembrano quasi emanare dalla chiesetta, poi assaggiando i vini di Nicoletta Bocca, ti accorgi che è qualcosa di tutt’uno con la terra, con il cielo e con l’umano che non ha paura di sfidare. Non troverete vini di tradizione qua, ossia quel dolcetto che nell’immaginario langarolo rimane confinato a vini semplici senza troppe pretese, schietti vivaci, pronti a ridursi, dai tannini difficili da gestire.

Troverete però una strada nuova e particolare intrapresa da più di un decennio, con la scelta biologica perfezionata con la vendemmia 2004 (sarà un caso forse la migliore mai prodotta fino adesso?) e la scelta biodinamica radicale nel 2006 (il vino forse più estremo ed eccessivo, ma di una forza primigenia).
Assaporati i profumi della collina e visitata la chiesetta davanti alla quale danzano farfalle bellissime, scendiamo in cantina per gli assaggi.

Assaggi di vasca

Dolcetto Valdibá 2009
Avvolgente e cupo, rabarbaro, china, anice, spezia fine, amarena , vinoso, profondo, ricco di mora e cassis persistente, tannino integratissimo, equilibrato anche come alcol. Finale che si allarga molto senza peró invadere… 20 di solforosa totale.

Austri 2007 90% barbera e 10% nebbiolo
Ribes nero e rosso, confettura di prugne, mallo di noce, dolce tipico barbera e punta della rosa del nebbiolo, bocca ricca ma lieve, bella freschezza, sapidità, finale ombroso ma di fascino.

Nebbiolo 2006
Lavanda, canfora e rosa appena accennata , fruttato bocca semplice tannino leggero, finale agrumato.

San Fereolo Dolcetto 2008
Vigne vecchie, fermentazione e macerazione lunga non controllata, ricco e spesso, ancora un po’ chiuso ma dentro ruggisce qualcosa di importante, naso di cassis tabacco liquirizia, pepe e macis. Bocca ricca, macchia di mirtillo e noci, mirto. Tannino di nuovo integratissimo e solidale con il gusto.

San Fereolo Dolcetto 2009
Più spinta del 2008 note di sottobosco, resina, aciditá, bocca ancora con tannino da maturare, bella sapidità finale. Prospettiva notevole.

Bianchi (riesling e gewuerztraminer)

Coste di Riavolo 2009 (vasca)
Bianco “bio” fuori dagli schemi: fieno albicocca, cedro, cannella, miele di acacia, floreale, alchechengi, rosa, bocca sapidissima, finale dolce al naso gessoso ma anche di mela matura e pera cotta dolce. Interessantissimo, da seguire.

Coste di Riavolo 2004 Langhe bianco
(Riesling gewuerztraminer)
Albicocca, mela, pesca, thè, cedro candito, bocca sapida, mela, bel finale.

Coste di Riavolo 2005
Molto Rheingau, roccia e minerale, mango e un filo di maracuja, lychees, ginger appena accennato, bocca agrumatissima, bel finale sapido, lungo di camomilla, arancio rosso e papaya.

Coste di Riavolo 2006 (anteprima)
Candito e tropicale, un filo eccessivo, bocca un po’ alcolica, ma lunga e tosta, un po’ pesante rispetto alle altre annate.

Verticale San Fereolo

San Fereolo 1998 (magnum)
Speziato canfora pepe anisette, ferro e sangue, mughetto, canfora smalto, piccante e ricco, bocca ancora in tensione, viva con tannino gentilissimo, finale espressivo e gentile, retrogusto confettura di prugne, fresco. 88

San Fereolo 2001
Intenso suadente penetrante, piemontese di razza, cassis, ampio balsamico menta e salvia, mora di gelso, bocca sferzante e tagliente manca un po’ di centro bocca ma finisce fresco graffiante, e decisamente da bere e soprattutto ribere. 90

San Fereolo 2003
Naso ricco e fruttato, caldo ma non eccessivo, un po’ primitivo dice Morosi, in effetti cesto di frutta di bosco pieno, bocca particolare calda ma che legge perfettamente l’annata puntellando il frutto esorbitante con sapidità e freschezza giuste e rinfrescanti che fanno dimenticare la relativa poca lunghezza. Per quasi tutti gli assaggiatori che mi accompagnano l’alcol domina e detta le regole al resto, per me un grandissimo esempio di lettura dell’annata calda e una energia particolare, da provare. 86

San Fereolo 2004
Classico, naso piú reticente, aromi elegantissimi, sandalo, ribes e lampone in confettura, sapido, bocca stile 2001, freschissima, ma più polpa e frutto del 2001 bocca favolosa stile brunello pari età, finale agrumato e sfaccettato. Primo anno con diradamento, piú maturazione su fecce, piú coraggio in genere. Ripagato con una prestazione maiuscola che forse rappresenta un punto di arrivo per finezza,eleganza e ricchezza espressiva. 94

San Fereolo 2005
Naso intenso misto mora e ribes, ematico, molto dark. In bocca ricco, mutevole con una materia strisciante e sinuosa, molto acida, polposa, poco definibile ma sfaccettata, finale mirtillo e cassis mai stucchevole. Un altro dei miei preferiti, ma si sa che mi piacciono i vini storti e ombrosi per cui andateci con le molle. 85

San Fereolo 2006
Squillante, rosa, lampone, festoso, fragola fiori di campo, bocca perfetta vivace intensa ricca senza strafare, intensa e peristente, non si quieta subito, anzi. Primo anno di Biodinamica, sembrerà banale ma si sente eccome. Dimostrazione (un altra) di come il dolcetto senta l’annata e risponde di conseguenza, un vino solare come il simbolo della Tenuta, cui manca qualche briglia per essere un 2004, ma è fatto di una materia molto simile. 89

Chissà se sono i falò che qui secondo tradizione si accendono a Settembre che legano questa collina alle persone che ci lavorano, chissà se sono i corno letame o l’incoscienza un po’ folle di chi cerca l’essenza di questi posti, fatto sta che i vini di San Fereolo ne portano dentro l’energia. Sono grandi vini che saranno grandissimi ma già raccontano una storia avvincente e di coraggio a chi la voglia ascoltare. Capito, Nicoletta?

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

11 Commenti

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carolina di lorenzo gatti

circa 9 anni fa - Link

madonna cosa ci siamo persi! lo sapevo! grazie andrea per la cronaca di questa fantastica degustazione, spero di avere la possibilità di farla anche io!

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francesca ciancio

circa 9 anni fa - Link

ecco, anche io vorrei sottolineare la presenza di farfalle meravigliose a san fereolo, da fiaba. indicatori importanti di salubrità del territorio... ps: san fereolo 2004 da commozione

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Jury Borgianni

circa 9 anni fa - Link

Si quoto in pieno il pensiero di Francesca e di Andrea per il '04, il '98 comunque per me rimane un esempio di Real Longevità e potenza. Mi sono inchinato la prima volta che l'ho assaggiato e l'ho rifatto in quella grande domenica a San Fereolo. A me, si sa, piace osannare quei vini che raccontano di un'impresa, quei vini che hanno vissuto insieme a noi qualche annetto e quando lo bevi è come se ti parlasse un vecchio amico che è da un pò che non vedi. Il '98 per me è impressionante soprattutto perché ancora ha da dire la sua, non so valutare quanto ancora, ma chi avrà la fortuna di assaggiarlo tra un anno ne rimarrà ancora più sorpreso.

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Nic Marsèl

circa 9 anni fa - Link

Il Coste di Riavolo è così buono che mi ha fatto venir voglia di piantare riesling e traminer in giardino.

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Dan Lerner

circa 9 anni fa - Link

E' un vino speciale, è il racconto di un pensiero, è lo sfatare la stantìa diatriba tra autoctoni e internazionali. O forse è semplicemente molto buono.

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Gabriele

circa 9 anni fa - Link

Bevuto un 2004 da urlo poco tempo fa. Quto e sottoscrivo tutti e due i commenti.

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Dan Lerner

circa 9 anni fa - Link

E il 2004 non è una "reliquia". Oggi sono fuori lo 04 e lo 05.

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Roberto Dal Ponte

circa 9 anni fa - Link

Nella noia della chiacchiera enoimpallata di questi tempi, una bella doccia fresca. Finalmente non i soliti tre quattro produttori. Belle note, bella l'introduzione, bravo. E' un piacere leggerti. Oggi parto per Murazzano, che é a due passi da Dogliani. Il Coste di Riavolo mi piace un sacco. M'hai messo una voglia di fare un passo lassù che non ti dico.

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Fiorenzo Sartore

circa 9 anni fa - Link

esimio commentatore, "enoimpallato" le verra' quanto prima scippato. con molti ringraziamenti, il mondo ha perenne bisogno di nuovi descrittori.

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Antonio Tomacelli

circa 9 anni fa - Link

Ennò, cacchio! L'avevo visto prima io!!!

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Lido Vannucchi

circa 9 anni fa - Link

Attenzione molta attenzione, e capacità sensoriali ? non so ma visitando frequentemente per lavoro molti vigneti in varie zone D'Italia Vi garantisco che in alcuni di questi vigneti ed esclusivamente dove praticano biodinamica o similare, sono luoghi magici dove si respira un aria diversa dal solito, grandi luci, animali,uccelli,insetti, sensazioni estremamente positive, voglia di ritornarci, in pratica un luogo magico, bisogna provare, e San Fereolo è un posto di questi, Provare per credere, Da provare ultima volta pelle D'oca Podere Concori Lucca un luogo sicuramente magico, dedicateVi un Giorno per scoprirlo, credo che prima o poi verrà fatta una guida ai vigneti Di"Charme" questi due sicuramente verranno inseriti .

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