di | lun 02 gen 2012 ore 12:51
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fammi godere

Uno che a Capodanno beve così se ne sbatte altamente dei Maya e della fine del mondo

Alessio Pietrobattista è un dottor Jekyll e mr Hyde de ‘a Capitale. Informatico-programmatore di giorno, enostrippato la notte. Collabora con: Repubblica, Vini d’Italia del Gambero Rosso, Le migliori 99 Maison di Champagne. Come fotografo fa assolutamente pena. Non punteggia in centesimi e qualcuno insinua che non sappia contare. Nei commenti, il suo nickname è alexer3b.

Quello che si fa il primo dell’anno – ma anche l’ultimo va bene – si fa tutto l’anno. Io, per esempio, mi sono divertito a stagnolare bottiglie. E’ facile e divertente come un gioco di società: i commensali portano un vino bello rivestito di carta stagnola e quindi anonimo. Si versa, si assaggia e si sparano commenti in libertà. Tecnici o di pancia (tipo: “non lo comprerei manco morto” o “mi ci butterei dentro“). Io, amici e consorti, nel dubbio, abbiamo stagnolato tutto: bottiglie, esseri viventi, centri tavola, lampade e bambini in giro per casa. In realtà, più che Frate Indo-vino sembravo Carlo Verdone, intento a sparare ca**ate davanti alla boccia (e ogni tanto ci si prende pure) per poi godercela tra battute e storie da raccontare. Alla faccia dei Maya e della fine del mondo imminente, allacciate le cinture.

Dom Perignon 1985: inizio col botto prima dei botti veri. Colore dorato intenso e un naso caffettoso/mieloso che è un vero marchio di fabbrica. Sorso lungo e fruttato ma con uno spillo acido che si conficca nel palato. Una conferma, uno dei più buoni Dom mai bevuti, uno dei migliori Champagne di sempre.

Urziger Wurzgarten Riesling Auslese 1976, Loosen-Erben: viene il fiatone solo a nominarlo ma, come capita spesso con questi vecchi crucchi, è un vino spaziale. Speziatissimo il naso che fa azzeccare la vigna prima di ogni altra cosa: pepe rosa, albicocca, cenni mielosi, erbe aromatiche a manciate. Bocca ancora dolce e di acidità ficcante. Da consumarsi smodatamente. Da denuncia, piuttosto.

Meursault 1er Cru Genevrieres 2006, François Jobard: soffre la dolcezza teutonica e c’è bisogno, con nostro sommo dispiacere, di qualche sorso in più per apprezzarlo. Olfatto tipico: nespola, erbe aromatiche, salmastro. Bocca di impatto, legno presente ma senza invadenza. Un po’ più largo che affilato per via dell’annata ma si beve bene e si prospetta migliore tra un lustro.

La riscossa italiana: Barolo Cascina Francia 1995, Giacomo Conterno VS Fontalloro 1995, Felsina: sfida che fa pari e patta a livelli elevatissimi. Vince l’olfatto piemontese con le tipiche note di anguria, pepe, liquirizia e cenni balsamici. Perfetto, pulito, profumato. Il toscano è impreciso, un po’ animalesco ma con arancia sanguinella, terrosità, cuoio e tabacco a richiamare la terra natia. In bocca il toscano si rifà alla grande con dolcezza e vitalità travolgenti che allagano il palato. Il Cascina è il solito mostro tannico-acido ma senza la piacevolezza del Fontalloro.

Champagne Cuvée Spéciale Brut Grand Cru 1999, Pierre Peters: stappato per festeggiare il nuovo anno tra razzi, scintilline e fontane colorate. Il primo champagne del 2012 merita attenzione: perlage finissimo e una intera pasticceria al naso con qualche nota verde fuorviante, da Blanc de Noirs. Bocca con dosaggio percettibile ma dalla bella spina acida. Fa digerire meglio le lenticchie e il cotechino.

Riesling Rosacker Gran Cru Selection de Grains Nobles 2004, Frédéric Mallo: produttore alsaziano semisconosciuto, bel rapporto q/p su tutta la linea e questo non fa difetto. E’ semplicemente perfetto con i panettoni artigianali messi a tavola per il suo misto di canditi, miele, spezie orientali e dolcezza misurata, con una bella acidità a bilanciare. Raro esempio di vino dolce valutabile in “secchi”.

In mezzo a questa carrellata di roba buona, risate, botti e due gnappetti che girano per casa conquistando inevitabilmente la scena, cerco buoni motivi per tornare al lavoro e non ne trovo nenche mezzo.

Alessio Pietrobattista

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Ruba merendine alle compagne di asilo e oggi vive in località Asili (Barbaresco). Ama tutti gli animali e solo alcuni esseri umani. “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.” (Gandhi)
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29 commenti a Uno che a Capodanno beve così se ne sbatte altamente dei Maya e della fine del mondo

  1. avatar alessandro meo

    Maledizione, dovevo essere anche io della partita, ma impegni ineludibili (leggi salvaguardia della pax familiare) mi hanno dirottato altrove.
    Ma se i maya avessero toppato i calcoli, il prossimo capodanno mi compro una bobina da rotativa di domopack e mi stagnolo direttamente al “black brother” Alessio, che almeno assaggio qualcosa di potabile pure io.
    Buon anno a tutti

  2. avatar vinogodi

    ..direi “apertura” degna di una bevuta eccellente: aspetto con impazienza il prosieguo, quello importante, della serata…

    • avatar alexer3b

      Er solito enocoatto. :-D

  3. avatar alexer3b

    A mia discolpa sulle foto: c’avevo er cellulare ultrafico ma la fotocamera era meglio quella de quello vecchio e scassato, pur avendo lo stesso mijardo de megapixel. Giurin giurella che vado di macchinetta la prossima volta (se dovesse capitare, peggio per voi).

    • Interessante! Io però sono per le foto spontanee e fatte male, come le tue, a me piacciono così…Che poi mi ricordano le mie. Ma dico, uno già si impegna con fatica e sudore per bere sto bendidio e in più deve pure fotografà come Cartier-Bresson? E andiamo! ;-) )) Complimenti per la bella bevuta! :-)

      • avatar alexer3b

        Grazie per la solidarietà fotografica e l’apprezzamento per la bevuta! Ho letto la tua e devo dire che fa davvero paura, complimenti! :-)

        • Volevo anche aggiungere che la sfida 95 fra toscana e piemonte spesso è vinta dalla Toscana. Mi è capitato anche recentemente e il Barolo era proprio Cascina Francia di Conterno che amo, ovviamente, mentre il toscano era Apparita di Castello di Ama e, soprattutto in bocca, Apparita ha vinto. Sicuramente aveva molta più vita davanti a sè. Almeno per noi! Peraltro Cascina Francia lo ricordo con sentori evoluti piuttosto evidenti anche al naso. Insomma, l’annata 95 forse non è stata felicissima per quel vino. Peccato, ma capita, va bene lo stesso! :-)

  4. avatar Massimiliano Valente

    Alessio è davvero una persona squisita, ma ha due grandi difetti: la fede calcistica e l’idiosincrasia per i distillati. Sul primo, vista l’età, è ormai impossibile incidere. Sul secondo aspetto ci possiamo lavorare, ma il ragazzo non collabora. Aggiungo al racconto che la cena si è chiusa con due Whisky a mio avviso straordinari: Highland Single Malt Scotch Whisky 30 Years di Glenfarclas e Glen Grant 1985 selezione Samaroli.

    Concordo con i giudizi espressi sui vini, che non potrei esprimere meglio.

    • avatar alexer3b

      Er distillato non me ingrifa, è un mio enorme difetto! La fede calcistica invece la annovero tra i pregi! :-D

    • …Difetti tremendi!!!! Arg!!!!!!!! :-)

  5. Ricordo una bevuta in giardino dalla parte giusta del Tronto niente male, con un machigggiano sospetto… Me sa Che andasti via anche con una bottigliuzza di un vinello de amici niente male ;)
    La prossima volta aspetto invito, lo sai che noi con le bottiglie coperte diamo il meglio :D
    Ciao A

    • avatar alexer3b

      Bottiglia niente male?!? Trebbiano 2005 del Maestro che tengo ancora gelosamente con le sorelle. Ricordo ancora quel pranzo e la bellezza di quel giardino, peccato doversene andar via per incamminarsi verso il traffico romano. La prossima cieca faccio un fischio! :-)

      • Verso il caldo bissiamo anche la bevuta in giardino… E se si comporta bene lo diciamo anche al marchigiano, chissà che non valichi il Tronto un’altra volta? :D
        Ciao A

        • avatar alexer3b

          Quel barbaro? Chissà se ce la fa a intraprendere la calata… :-D

          PS: ovviamente verrei armato di tutto punto con bottiglie al seguito. :-)

  6. Grandissimo Alex… peccato per quel piccolo difettuccio (‘a Lazie eh, che hai capito!!!) Buon anno Ale’!!

    ;-)

    • avatar alexer3b

      Buon anno anche a te Danie’! :-)

  7. Che dire? ottima scelta ma come cantavano Tozzi-Ruggeri-Morandi : Si può fare di più (anche spendendo na ‘nticchia meno)

    • avatar alexer3b

      Beh diciamo che il fattore cieca è determinante. Nel senso che ognuno di noi cerca di proporre vini che possano creare un dibattito o che possano essere ardui da indovinare.
      Nel contesto del cenone si è cercato di mediare i gusti dei commensali (ok creare il dibattito ma per l’ultimo dell’anno si predilige un vino che abbia un certo appeal, non per forza nel prezzo) con la rarità del vino per poter rendere difficile il compito altrui.
      Personalmente mi sono accupato della batteria dei rossi (gli unici italiani in gara), cercando di mettere nella medesima annata un super classico del Barolo (difatti è stato azzeccato come Cascina Francia quasi subito) con un Sangiovese interpretato con un pizzico di modernità in più ma che sull’invecchiamento non ha mai dato problemi (e questo non è stato azzeccato se non dopo un po’ di suggerimenti). Entrambi i vini erano perfetti e integri, con ancora un buon margine e a fine serata, due bicchieri non terminati, lo dimostravano ampiamente. Presi bene (e io li ho presi bene) sono due vini che allo stato attuale rappresentano una gran bevuta. :-)

      • ti do perfettamente ragione… era una meraosservazione di passaggio

        • avatar alexer3b

          Gradita tra l’altro. Ovviamente mi farebbe piacere se mi dicessi la tua su un vino che avresti messo in mezzo. :-)

  8. avatar Nelle Nuvole

    Se lo insinua Superfabbro con amichevole fraternità romana (ma non romanista) mi permetto anche io, un leggero brivido in più sui rossi, un colpo di coda vagamente più avventuroso ci sarebbe stato bene. Considerando che erano i soli italiani, abituata alle eccentricità di Intravino, mi sarei aspettata un triplo salto mortale carpiato all’indietro.
    Nei post appena scorsi il popolo intravinico si è scatenato nel fornire etichette astruse e rare come prova del loro sapere enoico da sfoggiare con parenti e amici in occasione delle feste e adesso Alexer3b come riscossa italiana ci presenta due vini, sì fantastici, ma fin troppo sicuri, rischio praticamente zero.

    Mera osservazione di passaggio di una romanista :)

    • avatar alexer3b

      Giusto ‘na romanista poteva fare una simile osservazione. :-)

      • Chi non rischia a capodanno, non rischia tutto l’anno… E di sti tempi non è poco :D
        Ciao A

        • avatar alexer3b

          Anfatti! :-)
          Mi perdoni Nelle Nuvole per lo sfottò puramente calcistico ma a questo punto vorrei fare un po’ di precisazioni.
          1) questa era la batteria di riserva (mi piace sempre proporre un tema nelle stagnole che può essere l’annata, il vitigno o affinità gusto/olfattive) perchè per la prima ho avuto una defezione. O meglio : una bottiglia (quella più rischiosa) non mi convinceva appieno (l’ho stappata per non rischiare il TCA a cena) e ho deciso di sostituire integralmente i vini (stappati e ritappati con il vacuvin). L’avrei anche potuta portare, il vino non era andato ma io a Capodanno voglio godere in santa pace e un vino zoppo, seppur rarissimo e particolare, non mi avrebbe garbato. M’è testimone Moricchia su Facebook sul cambio modello pit stop da Formula 1.
          2) premmesso che il punto 1) non vuole essere una giustificazione poichè reputavo la seconda batteria comunque di alto livello, non ho deciso di scrivere della cena e poi l’ho organizzata. Semmai è successo il contrario in tutti i sensi. Ovvero la cena di Capodanno era organizzata da tempo e m’è stato chiesto di parlarne la sera del 31. E io ho accettato di buon grado. Altrimenti avrei sfoggiato davvero i cannoni di Navarone per fare la figura dell’enosborone d’assalto o le cose più strane per fare l’enofighetto alternativo.
          3) a proposito di enofighetto alternativo: non mi sembrava l’occasione. Per quelle mi riservo momenti diversi da una cena di puro divertimento, momenti in cui il dibattito e lo scambio di opinioni mi interessa più del “risultato sportivo”. Dovevo mettere il Lambrusco Fontana dei Boschi di Vittorio Graziano al posto dello Champagne per la mezzanotte? Oppure avrei potuto mettere in campo un “famolo strano Francia contro Italia” con Givry VV ’08 Domaine Ragot Vs Silene ’08 Damiano Ciolli (buoni/ottimi vini che m’avrebbero fatto spende’ molto meno). Continuo a pensare che è andata meglio così. :-)

          • avatar Nelle Nuvole

            Ma certo che è andata meglio così! E mi sarebbe anche piaciuto esserci, alla faccia delle profezie Maya.
            Non tanto per il Fontalloro e il Cascina Francia che frequentano abitualmente il mio desco ma per il brivido di un’entrée con il Dom Perignon 1985 :)

            Grazie per le precisazioni, ma per me non c’era bisogno. Trovo ammirevole non solo la scelta dei vini ma anche la cronaca della serata.

            Buon anno e Forza Roma :) !

          • avatar alexer3b

            Te tratti bene cuggggina giallorossa, ‘sti vini frequentano abitualmente il tuo desco? Complimenti! A parte Cascina Francia bevuto più volte e in più annate (questo sì alla fine il più facilmente individuabile e il più blasonato), Fontalloro non è che si legga molto nelle bevute internettiane. Lo trovo anzi un vino di cui si parla sempre assai poco e che invece nell’invecchiamento esce fuori molto bene (per le gentili donzelle al tavolo anche meglio di Cascina Francia).
            La prossima volta, se ci sarà, farò del mio meglio per proporre una batteria d’attacco… modello Miro Klose! :-D

  9. avatar Alis

    Non va bene manco ‘sta bevuta. Bah

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