Smart Buys | Grande Loira, piccolo prezzo.

di Mauro Mattei

Fate come volete, ma ogni tanto un bel collage di consigli per gli acquisti è quello che ci vuole. In particolare, questa volta, ci divertiamo a puntare il dito su una delle regioni cult per l’eno-mondo francese: la Loira. Ecco, ci teniamo a precisarlo, parlare di questa regione viticola non significa discettare esclusivamente di sauvignon blanc; diciamolo, ce n’è per tutti i gusti e accanto a vini generati da uve più significative dal punto di vista mediatico, un tot di liquidi che popola la quotidianità di noi strippati col pallino dell’enodiversità è confezionato grazie all’apporto di varietà semi-sconosciute. Il bengodi, insomma.

Qualche tempo fa avevamo abbozzato un incursione in zona  lanciando il sasso e nascondendo la mano, ora come spesso succede ci troviamo a tornare sul luogo del delitto.
Insomma avrete capito, non ci smentiamo mai.
Ah, dimenticavamo, senza cercare di essere esaustivi, vi presentiamo tre etichette; il leit motiv che le lega è sempre lo stesso: rapporto qualità prezzo centrato, territorio in evidenza e personalità. Non vi sembra abbastanza?

Montlouis sur Loire ’09 “Minéral +” Frantz Saumon (Montlouis/Loire)
Il vignaiolo in questione – oltre ad essere piuttosto belloccio, guardate qui se non ci credete – riesci a tirar fuori da una denominazione “minore” vini a dir poco geniali, e lo fa rimanendo sempre incollato al territorio e all’approccio naturale. Lo chenin blanc che vi presentiamo  è quanto di più classico ci si possa aspettare dalla varietà: bella dose di roccia al naso, frutto palpabile, e assetto gustativo che regala polpa e tensione. Anche se adesso è buonissimo da bere, grazie ad una leggera percezione di zuccheri residui che va ad ottimizzare l’acidità violenta, ci induce a giurare e spergiurare riguardo le sue potenzialità evolutive. Ricco ed elegante, fine eppure diretto, colpisce per la precisione espositiva.
In enoteca sui 18 euro (importato da Les Caves de Pyrene)

Touraine Rouge 2007 “La Tesnière” Thierry Puzelat (Les Montils)
Puzelat è una vera e propria icona del vino naturale in Francia. Dalla sua vasta produzione estrapoliamo una curiosità vinosa. Se vi capita compratelo e versatelo nel bicchiere, vi confronterete con un prodotto estremamente soddisfacente (oltre che originale); unica avvertenza: non lasciatevi condizionare dalla prima impressione. Partiamo dall’inizio, queste le premesse: pineau d’Aunis in purezza, vinificazione con macerazione carbonica parziale, aggiunte di solforosa minimali, zero filtrazioni. Nel bicchiere tende al granato, non è limpido e addirittura sembra viscoso. Poco male visto che al naso il vino recupera sull’ assetto visivo (non brillante): lievemente ridotto all’inizio esplode grazie a intense sensazioni speziate e si  distende – infine – su note di frutta rossa croccante. In bocca è teso, ricco di acidità, godereccio nei suoi 12° scarsi. Migliora sensibilmente a 24/36 ore dall’apertura.
In enoteca sui 16 euro (importato da Velier)

Saumur-Champigny 2008 Le  P’tit Domaine (Varrains)
Richard Desouche ha iniziato da poco la sua avventura solista, ha però dalla sua una serie di elementi favorevoli che contraddistingueranno il suo lavoro in futuro e che già adesso rendono pregevole l’ imprinting produttivo. Innanzitutto va messo in evidenza che il parco vigne – meno di tre ettari – ha una marcia in più, composto com’è da ceppi che mediamente superano i 40 anni, andando avanti un’altra nota di merito è la sensibilità nei confronti dell’ambiente, che sta portando Richard ad una progressivo avvicinamento al mondo del vino naturale (lieviti non selezionati, graduale abbandono della chimica e conversione bio, i primi passi), e poi – udite, udite – vero e proprio surplus risulta essere il background tecnico. Vi basta sapere che questo vigneron è cresciuto alla corte dei Fratelli Focault di Clos Rougeard?
Il vino in questione (100% cabernet franc) gioca tutto sulla semplicità, sulla piacevolezza e la freschezza, sul frutto e non sulla muscolarità. Affinato per un anno e mezzo in barrique usate (direttamente dalle cantine dei mitici Focault). Da berne e riberne ancora.
Intorno ai 18 euro in enoteca. (importato da Teatro del Vino)

Mauro Mattei

Sommelier multitasking (quasi ciociaro, piemontese d'adozione, siculo acquisito), si muove in rete con lo stesso tasso alcolico della vita reale.

9 Commenti

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Davide

circa 9 anni fa - Link

Fate come volete, io vi consiglio il rosso e il bianco doc della Fattoria Valdrighi di Montecarlo, ottimo vino, bottiglia splendida...

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Massimiliano Montes

circa 9 anni fa - Link

Ottime scelte, Mauro. I piccoli produttori della Loira sono tutti da scoprire. Oltre a questi ho trovato delizioso il "Clos du Chene" 2009 di Catherine e Pierre Breton, un bianco da goduria.

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Mauro Mattei

circa 9 anni fa - Link

Bravo Breton. Parlando di prezzi modici e bevibilità, anche il suo "Trinch!" (Cabernet Franc 100%) è da segnalare. Invece "La Dilettante" (Chenin Blanc) non mi convince appieno, è come se gli mancasse un po' di bocca. Se lo vinificassi io terrei 7-8 gr litro di zuccheri residui. Sarebbe una goduria :)

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Les Caves de Pyrene

circa 9 anni fa - Link

Ciao Massimiliano , il Clos du Chêne è un Montlouise e non è prodotto da Breton ma sempre da Saumon...

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Mauro Mattei

circa 9 anni fa - Link

pignolo..

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Massimiliano Montes

circa 9 anni fa - Link

Grazie per la precisazione. A me lo ha fatto assaggiare Pierre Breton a Roma, per vini naturali, era insieme ai suoi. Ho un suo biglietto autografo con nome e annata. Ma evidentemente avevo bevuto troppo e non ho visto bene il produttore sull'etichetta :-) Comunque mi ha colpito molto. E' ottimo.

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Massimiliano Montes

circa 9 anni fa - Link

Dove lo posso comprare?

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Les Caves de Pyrene

circa 9 anni fa - Link

Ciao Massimiliano , in Italia distribuiamo noi sia Breton che Saumon... Sono molto amici fra loro ed a Roma si aiutavano ; )

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giuseppe

circa 8 anni fa - Link

vorrei avere informazioni su questo vino

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