Sigari e Champagne | Primo sole e primo mare con La Flor de Ynclan e Larmandier-Bernier

di Andrea Gori

Il primo bagno della stagione non si scorda mai. A maggior ragione se hai a disposizione una gran lista di Champagne da cui scegliere (grazie alla cantina de Lo Scoglietto a Rosignano) e un sigaro da provare su strada. L’abbinamento sigaro-Champagne appare spesso scontato e banale, quasi più di moda che di reale sostanza, ma ogni tanto si riesce ad azzeccarne uno meraviglioso.

Partiamo dal sigaro, abbastanza facile da reperire in Italia. La Flor de Ynclan è un dominicano, con trincia di provenienza principale Repubblica Dominicana e Nicaragua, mentre il resto viene dall’Indonesia, con la foglia che lo avvolge composta dalla varietà “desflorado” coltivata in Equador da semi del Connecticut. La foglia, lasciata sulla pianta e raccolta tardivamente dopo la fioritura, conferisce maggiore complessità e aroma. Costruzione perfetta e tiraggio ottimale durante tutta la fumata, lenta, pacata e senza scosse anche se ci mette un bel po’ ad arrivare al pieno gusto. Sigaro ricco e delicato, non ha molto corpo ma stuzzica bene con un poco di pepe bianco e un floreale allegro.

Non una fumata indimenticabile, intendiamoci, ma l’accoppiata con il Tradition di Larmandier-Bernier Premier Cru è quello che ci vuole per smorzare il piccante del sigaro, esaltarne la componente floreale e umettare la bocca appena ulcerata dal fumo: questo Champagne ha profumo di brioche appena sfornata, un secco floreale, acacia, cenno di lampone e fragola e lieve fumè, e soprattutto una bocca molto Vertus, ardita, che sa fermarsi un attimo prima della durezza grazie alla buona presenza di vin de reserve che fanno prevalere la cremosità.

Certo il sole, il mare e l’atmosfera da preseason, e la prospettiva di una cenetta sul bagnasciuga con il cacciucco, hanno giocato la loro parte nel rendere l’abbinamento così gradito, ma vi sfidiamo a provarlo: bollicine e sigari assieme sono piacevoli almeno quanto il classico rum o cognac, e l’abbinamento è decisamente più praticabile nella bella stagione. Fateci sapere.

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

2 Commenti

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Gianni Pasolini

circa 7 anni fa - Link

Ammazza Andrea quanta sapienza..! Descrizione bellissima,evocativa e di gran spessore. Mi fai venire proprio voglia di iniziare a fumare! :-) Per lo champagne, non ho bisogno di incoraggiamenti,grazie.

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Andrea Gori

circa 7 anni fa - Link

se inizi a fumare poi mi denunciano...;-) c'è da dire però che con i sigari rimane sempre qualcosa di sporadico, difficile trovare mezzora di tempo all'aperto per gustarsene uno quindi il problema non si pone!

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