Scherzi di una degustazione alla cieca | Qual è il mio vino?


Giovanni MasiniGiovanni Masini, proprietario della cantina Cà de Noci, ha partecipato alla serata Lambruschi2 mettendosi in gioco: non è cosa di tutti i giorni sedere al tavolo con un produttore che assaggia alla cieca e senza paracadute il suo vino assieme agli altri, a contatto diretto con gli appassionati degustatori, senza veli e senza censura. Alla fine della serata aveva gli occhi che brillavano, e la sua stretta di mano era ferma, asciutta e sincera. Gli ho chiesto di mettere sulla… ehm… carta la sua prospettiva: l’ha fatto.

17.11.09 Sono stato indeciso fino all’ultimo se andare da Andrea Bezzecchi alla degustazione di lambruschi. La solita gente che se la deve raccontare i soliti commercialisti del vino che hanno bisogno di insegnarti qualcosa con i nomi delle loro inutili etichette famose… tutto fregandosene completamente se studi il vino da quindici anni, spremi grappoli e meningi e provi ogni vendemmia a scoprire qualcosa di te… se mai loro sono interessati a qualcosa, saranno soldi o al massimo una bevuta di cinema. E dopo aver girato a mano il metodo classico sudato da tre anni sui cavalletti mi dici che voglia ne posso avere? Alla fine l’amicizia con Andrea e la curiosità che mi appartiene vince e alle 20.00 sono da lui. Ora che è l’una e quarantuno del 18 novembre posso dire che ieri è stata una delle serate di degustazione più sorprendenti della mia vita… ma facciamo che il perché esce dopo una dormita. Notte!


18.11.09 Ok ci provo. Mi accoglie una piacevole tavolata calda, persone curiose, un po’ di emozione e si comincia.
Assaggio tutti i campioni alla cieca e scrivo: 
n.1. Rosso scarico con riflesso violaceo acceso, corto 
n.2. Terroso cupo, leggero agliaceo, radice, strutturato 
n.5. Rosa netta scuro, scarico 
n.4. Salvia prima del fruttato, tannico a scalini 
n.3. Chiuso verso idrocarburi ma di struttura, volatile alta? 
n.6. Leggera fragola, timido, rimasto abboccato?
n.7. Mora agrumata, morbido facile 
n.8. Apertura balsamica bocca intensa, tannico morbido, annata vecchia? 
n.9. Caramella di fragola leggera, morbido, ingessato 
n.10. Speziato con note evolutive di pelliccia, lambrusco? 
n.11. Ridotto, chiuso, tannico, bolla intensa. 
Le bottiglie sono anonimate e portate in simpatico disordine numerico. Mi chiedono qualche notizia tecnica, rispondo cauto e un po’ assorto perché il pensiero è uno. Quale è il mio vino? La discussione si accende con un tono che non mi aspettavo: la curiosità. Mi piace. Si ipotizza qualche nome ma soprattutto qualche orografia, tessitura, esposizione, varietà, autoclave o fermentazione in bottiglia pulizia o evoluzione. La curiosità muove le parole, si lancia qualche sentenza prendendosi un po’ in giro. Qualcuno propone a mezza voce una classifica, Andrea per fortuna pensa e dice che è una serata sulle diversità. Io lo sostengo, una provincia coltivata a vite dal Po all’Appennino va osservata non giudicata. Lasciamo giudicare a chi vive nel proprio mondo che al vino può far poco di meglio che danni.


Ma io ora ho un problema, il mio vicino di Vicenza mi chiede se ho riconosciuto il mio vino, un po’ di silenzio e me lo chiede qualcun altro, è circa mezzanotte. 
“Sentite” – dico – “se era il n.2 Andrea ha presentato una mia annata vecchia, se era il 4 devo risentirlo”. Insomma non lo so. Lo risento è il 4! Ma senza questa comunione di curiosità, una foglia di salvia appena spezzata tra le mani non l’avrei mai sentita arrivare prima delle more selvatiche che già conoscevo. 
Ammetto a tutti che speravo di sorprendere con un vino nato per essere vivo e in movimento ma… si è mosso più veloce di me. 
Che bella serata lontana anni luce dagli stereotipi e dai giudizi. Finalmente una boccata d’aria sana.
Grazie a tutti

Giovanni Masini





8 commenti a “Scherzi di una degustazione alla cieca | Qual è il mio vino?”

  1. Davide Cocco Davide Cocco commenta:

    Un grazie di cuore a te, Giovanni. La tua presenza è stata un faro. Sinceramente.

    A presto.
    Davide – il tuo vicino di Vicenza

  2. Jacopo Cossater commenta:

    Bello assaggiare con il produttore presente.
    Bello sentire le sue opinioni e le sue spiegazioni.
    Bello vederlo stupirsi di fronte al suo vino.
    E bellissimo leggere le sue considerazioni qualche giorno dopo.

  3. fabrizio scarpato fabrizio scarpato commenta:

    Ho sempre pensato che saper leggere un vino sia anche capire , interpretare, conoscere chi quel vino lo ha fatto e perchè. Cosa molto molto difficile, ai limiti dell’impossibile.
    Mi colpisce e mi fa piacere leggere che un vignaiolo “spreme grappoli e meningi ad ogni vendemmia” non tanto per sapere cosa vorrà il cliente, quale sarà il gusto, la tendenza, se il suo vino piacerà, se sarà come lo ha desiderato… ma principalmente per “scoprire ogni volta qualcosa di sé”.
    Certo che il vino è una gran bella persona.

  4. roberto gatti roberto gatti commenta:

    Escono sempre belle (o brutte dipende dai punti di vista…!!) sorprese dalle degustazioni alla cieca, l’unico modo serio ed imparziale per esaminare ogni vino

  5. Luca Ferraro commenta:

    Mi sono reso conto che le degustazioni alla cieca sono l’unico modo per migliorare e capire fino in fondo i nostri vini. Ne scrissi qui qualche tempo fa!
    http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=3047

  6. [...] – Il racconto di Lambruschi2 visto dagli occhi del produttore – Giovanni Masini di Cà de Noci – è una vera phigata. 2 – I giapponesi che fanno il bagno nel Beaujolais vi mettono [...]

  7. [...] non è successo che un produttore riconoscesse il proprio vino…eh sì, aveva accettato l’invito uno dei produttori della nouvelle vague che a noi tanto piace, Giovanni Masini di Ca’ de noci che abbiamo visto, smarrito, di fronte ad un bicchiere, senza accorgersi di avere in mano, più evoluto, il suo Lambrusco. Non ci credete? Beh, leggete qui il suo racconto…   [...]

  8. [...] incontro a Carpi ed un secondo, più articolato e complesso, con solo lambruschi reggiani ed un produttore presente, vicino [...]

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