Relax | Whisky Suntory Yamazaki e Toscanello

di Terry Nesti

Riguardando l’altro giorno il film “Lost in translation” ho avuto una folgorazione: avete presente quando guardate qualcosa diverse volte, poi un giorno la riguardate e vi rendete conto che c’è un particolare, presente da sempre, che notate solo in quel momento? Beh, ho avuto un’epifania simile ma soltanto oggi mi sono reso conto che la marca di whisky pubblicizzata dal personaggio di Bill Murray era un prodotto reale che avevo conosciuto e apprezzato sei anni fa, durante una degustazione.

Il whisky si chiama Suntory (io ho in casa ancora i resti di uno Yamazaki 12 anni) e, strano a dirsi, ha vinto anche premi come miglior whisky del mondo. La provenienza è giapponese. La casa produttrice nasce nel 1899 mentre la prima distilleria è del 1923 e sorge nei pressi del fiume Yamazaki. Adesso Suntory ha tre distillerie in Giappone, una a Kyoto, quella storica, la seconda più moderna è a Hakushu, nei pressi del monte Kaikomagatake, mentre la terza è più ad est ma entrambe condividono la stessa acqua.

Finito il film prendo la bottiglia (più che altro quello che ne rimane) dal mio mobile bar e un sigaro dall’humidor  – la scelta cade su un Toscanello Speciale – e verso il whisky nel tumbler: il colore richiama l’ambra russa, mentre al naso si esaltano odori di frutta secca, prugna californiana e miele. Accendo il mio sigaro bruno, soffice al punto giusto, lasciando che note speziate e affumicate si diffondano nel palato. È presente anche un sentore animalesco ma quello che più si nota sono un buon impatto e un retrogusto tannico evidente. La dimensione ammezzata lo rende subito pronto per affrontare il distillato a cui dona, nell’abbinamento, un’eleganza e una disponibilità persino maggiori di quelle che il whisky ha in origine. Lo Yamazaki è veramente un prodotto ben fatto, amabile e delicato e le venature di fumo che il nostro Toscanello gli donano lo rendono al mio palato ancora più piacevole: l’uva passa emerge con chiara prepotenza, legandosi a striature pepose (mi ricorda un poco le sensazioni sulla lingua del pepe sullo speck).

La qualità del prodotto è certamente elevata, ma anche il prezzo non scherza – mediamente 80/100 euro in enoteca.

5 Commenti

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Gianpaolo

circa 9 anni fa - Link

sto contemplando la mia bottiglia quasi piena, non ricordo quanto la pagai, ormai e' li da qualche anno. Il whisky non e' male, ma se vuoi te la rivendo a € 65, usato garantito. Insomma, con quei soldi c'e' di meglio.

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Michele Braganti

circa 9 anni fa - Link

..il toscanello non s'affronta......!!!!

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Il Fermentatore

circa 9 anni fa - Link

Infatti è lo speciale!

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nicola a.

circa 9 anni fa - Link

Le rare edizioni speciali (quelle a forma di simil guerrieri samurai) di questa marca sono eccellenti. Il 10 anni alla Metro si porta via con poco, il 12 è un gran prodotto. Da provare con un bel piramide, e da alternare a un sorso di te verde, matcha. Un, due, tre, e ripartire da capo.

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Sara

circa 9 anni fa - Link

In Italia il miglior Yamazaki è sicuramente il 12yo, ma per chi è interessato ai whisky giapponesi consiglio di spostare le mira sui prodotti Nikka, in particolar modo sul Taketsuru Whisky 21 yo. Tra l'altro da qualche mese i whisky nikka sono importati in Italia dalla Velier...prima invece si trovavano solo in Francia.

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