Raccomandazioni: mele verdi a San Valentino

di Alessandro Morichetti

sanct-valentin-sauvignonDire sauvignon, in Italia, significa partire dal paradigma Sanct Valentin della Cantina Produttori di San Michele Appiano, declinato per il nostro assaggio nella versione 2007. Celebrato, famoso, pluri-premiato, non costosissimo; sarà pure buono? Sì, garantito.
Gli appassionati lo conoscono certamente e il nostro consiglio è rivolto oggi ai curiosi non-adepti per muovere un passo tra i vini bianchi “importanti”. Ottima bottiglia al prezzo di un buon cinema per due (sui 19 euro), emblematica di come il sauvignon si sia acclimatato in Alto Adige. Giallo paglierino scarico al limite del verdolino, esprime in maniera nitida il varietale nei toni vegetali ingentiliti da lime, pesca bianca, sambuco ed erbe aromatiche. In bocca è scattante ed esplosivo, i 14° alcolici sono perfettamente integrati in una struttura saporosa e ronco-delle-melevibrante. Il finale agrumato e fresco pulisce il palato. 89 punti di gran carriera.

A bottiglie coperte la spunta di un’incollatura sul coetaneo Ronco delle Mele di Venica & Venica, grande sauvignon del Collio friulano. Paglierino misuratamente più intenso, naso fresco su toni vegetali lievemente peperonati, di fiori, albicocca e pesca. In bocca entra morbido e vivacizzato da un’inattesa carbonica, buona la distensione gustativa prima di un finale in cui verticalità e sapidità se la giocano in una persistenza verdognola da sauvignon. A conti fatti, il Ronco delle Mele avvicina questa varietà ai palati curiosi in maniera più immediata ed affabile, Sanct Valentin richiede forse una partecipazione maggiore al suo gusto citrino di una verticalità mai banale.

Qualche consiglio su vecchie annate uscite particolarmente bene da verticali in giro per l’Italia? Vini da consumare entro i 10 anni? E visto che abbiamo preso gusto alla competizione, quali altri sauvignon potremmo consigliare in enoteca, noti e non?

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

12 Commenti

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Jacopo Cossater

circa 10 anni fa - Link

Velocemente penso che mi aveva stupito il sauvignon maremmano (!!) 'Alture' di Antonio Camillo, che costa poco ed è bevuta vibrante.

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Ivano Antonini-EnoCentrico

circa 10 anni fa - Link

Confesso che il Ronco delle Mele non mi ha mai entusiasmato. Fatto di un quadro aromatico varietale molto spinto. In Alto-Adige sono diversi i Sauvignon di carattere e molto vicino al Sanct Valentin si potrebbe posizionare anche il Gfill Hof Exclusiv di St. Pauls. Poi, in Friuli il Picol di Lis Neris e in Piemonte il Langhe Bianco di Correggia. Tutti buoni ma le migliori espressioni della Loira sono irraggiungibili.

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stefania

circa 10 anni fa - Link

Credo che uno dei migliori Sauvignon italiani sia quello di Rosa Bosco. Nel Sanct Valentin, per i miei gusti, si sente troppo il legno.

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Ivano Antonini-EnoCentrico

circa 10 anni fa - Link

Legno???????????? Maddove? Nel Sanct Valentin? Il Sauvignon (ed il Gewurztraminer) fanno solo fermentazione ed affinamento in acciaio. Sono lo Chardonnay, il Pinot Grigio ed il Pinto Bianco quelli che fanno legno. A meno che... siano arrivati i chips! :-)

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Ivano Antonini-EnoCentrico

circa 10 anni fa - Link

E poi, se nel Sanct Valentin si dovesse sentire il legno, allora quello di Rosa Bosco è appena uscito da una segheria...

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stefania

circa 10 anni fa - Link

No aspetta non ho detto che il Rosa Bosco non fa legno. Comunque, io ricordo bene dove e quando ho bevuto il SV, due volte e precisamente: All'Enea's Landing di Gaeta e Al Baby qui a Roma. Io ricordo legno legno legno. Forse ero ubriaca. Strano perché domenica scorsa, al Ristorante da Fausto a Sperlonga, stavo per riprovarlo. Prima però, abbiamo chiesto alla sommelier se non fosse meglio, per noi che non amiamo i barricati, quello di Vie di Romans (che adoro). E lei ci ha confermato che allora era meglio prendere il secondo. Con questo, non voglio mettere in dubbio le tue affermazioni, ma solo dire che non sono l'unica ad averci sentito il legno... Ovviamente ora, devo assolutamente riprovarlo al più presto:)

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Paolo

circa 10 anni fa - Link

Niente legno, mai stato, sul S.Valentin. Qualcuno dice che il suo segreto è l'aggiunta di un pizzico di gewurztraminer. Il sommelier dice che "è meglio l'altro se non amate i barricati"? Niente di nuovo sotto il sole...

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Ivano Antonini-EnoCentrico

circa 10 anni fa - Link

Sta' di fatto che Vie di Romans produce due Sauvignon. Il Piere che non fa legno ed il Vieris che invece fa legno.

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stefania

circa 10 anni fa - Link

Sì lo so, amo i loro bianchi, li ho definiti i vini col velluto.

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Rinaldo

circa 10 anni fa - Link

Ricordo di aver assaggiato mesi fa il Sauvignon Quarz di Cantina di Terlano e il Sauvignon di Villa Russiz; non ricordo le annate; mi è restata però l'impressione di due vini importanti e in qualche modo affini per l'interpretazione piuttosto spinta dei caratteri aromatici varietali.

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mugellesi ivano

circa 10 anni fa - Link

il sauvignon di ignaz niedrist è quello che a mio parere si avvicina di più al s.v sia per profumi che per polpa.Anche questo fa solo inox. Non mi ha soddisfatto il Volgar di dipoli,forse bevuto troppo presto.

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