Più Chianti Classico che supertuscan, è il Coevo 2007 di Cecchi


Che il Coevo non sarebbe stato una formula fissa ma un vino che cambiava con il tempo lo avevano detto fin dall’inizio: coevo in quanto figlio dell’annata e delle sue dinamiche. Col millesimo 2007 le parole d’ordine sono bevibilità, e freschezza, “più Castellina in Chianti che Maremma” per dirla con uno slogan. Ma è giusto che un vino segua così i segni dei tempi? Stando alla vendemmia, il 2007 nel Chianti Classico ha favorito una maturazione ottimale del sangiovese – basti vedere gli exploit di molti vini della zona nelle guide in uscita.

Il Coevo 2007 nasce come una rivincita dell’uva toscana per eccellenza (70%) rispetto al 2006, con cabernet sauvignon, merlot e petit verdot relegati in un angolo a fare egregiamente la loro parte. Il risultato è un supertuscan lontano dallo stereotipo del piacione senz’anima e che parla toscano molto più di tanti vini doc recenti. Davvero un grande vino: nel vino, descrittori e altre amenità tratte dall’anteprima presso l’Enoteca Pinchiorri, in compagnia del “rosso” Leonardo Romanelli.





52 commenti a “Più Chianti Classico che supertuscan, è il Coevo 2007 di Cecchi”

  1. kenray kenray commenta:

    Provvedo all’acquisto
    Ricerco enoteca su internet che lo offre
    Immagino costi il giusto
    Ma se rimango deluso vi bastono
    Ossequi come sempre a voi enoinformatori

  2. kenray kenray commenta:

    oppala…

    una velata critica al mio sommo maestro ed enoeducatore?

  3. Burde Burde commenta:

    Meno male che la critica era velata, chissà cosa mi diceva altrimenti. Da ristoratore ogni anno la mia cassa di Coevo me la compro, se nessuno lo beve me lo stappo io tra qualche anno

  4. kenray kenray commenta:

    dai ragazzi non è possibile che uno scienziato come Andrea
    sia un lanzichenecco del fiasco al soldo delle multinazionali del vino.
    non ci crederò mai.

  5. kenray kenray commenta:

    fatemi capire

    armando quota gp che critica andrea ma l’armando lavora o collabora con un rivista online che premia cecchi, criticata da gp e dallo stesso armando….

    io conosco bene la schizofrenia, fa parte del mio lavoro, ma con voi gli psicologi farebbero soldi a carrettate.

    • Armando Castagno Armando Castagno risponde:

      Vuoi dirmelo a voce? Morichetti ha il mio cellulare.

      • kenray kenray risponde:

        cosa ti devo dire a voce?

        ho scritto qualcosa di incomprensibile o è una sfida all’ok corral?

        (anche alex ha il mio cell la mia mail e tutto il cucuzzaro correlato financo dove lavoro)

        • Ken, non vedo nessuna schizofrenia. Armando Castagno ha espresso un parere personale: che sia un autore per Bibenda nonché relatore di eccellenza su Borgogna, sangiovese e quant’altro non confligge con quanto afferma.
          Contribuisce agli assaggi di una guida ma non ne è il curatore e direi non spettino a lui alcune decisioni finali, tipo i premi speciali. La sua posizione al riguardo mi sembra abbastanza lineare ma capisco che possa spiazzare.
          Lui a Cecchi non avrebbe dato premi, immagino.

          ps: vedo di bello che le tante considerazioni fatte o da farsi aiutano ad orientarsi tra le guide, eccome.

          • kenray kenray risponde:

            ok alex ti rispondo pubblicamente e non solo privatamente via mail

            può anche essere che la mia battuta sulla schizofrenia abbia toccato qualche nervo scoperto se cosi fosse me ne scuso.

            ma ora rileggete tutti per favore

            gp

            Lascia perdere, kenray.
            Queste grandi aziende impaccate di soldi fanno le anteprime de luxe a cui invitano i giornalisti, i quali poi per sdebitarsi parlano del vino in questione, e se appena possono lo premiano.
            Invece di farlo comprare agli altri, non sarebbe più onesto che si sdebitassero comprandolo loro?

            Armando Castagno risponde:
            6 ottobre 2010 alle 14:55 (link)

            Quoto senza riserve le singole parole di gp.
            E niente di personale né ingerenze nelle scelte altrui. Ma nella mia cantina, neanche la brochure.

            qui c’è un signore che non concosco ma credo che voi lo conosciate bene che accusa andrea gori di essere un pagliaccio al soldo delle grandi case produttrici di un certo vino (ho letto male? ho capito male?)

            sotto un altro signore che sicuramente è rispettabilissimo quota le parole una per una !! del critico di andrea gori.

            andrea gori gli fa umilmente notare che lui, che quota parola per parola, lavora per qualcuno che ha premiato questa azienda.

            tutto bene?
            eh no cazzo.

            nella mia logica non funziona cosi.
            se non condivido quello che la mia azienda fa me ne vado e ne cerco un’ altra che abbia la mia stessa visione delle cose.

            e ora mi sento sfidato a singolar tenzone.
            nessun problema
            alex ha il mio numero
            ha il permesso di darlo al sig. castagno.
            magari ci troveremo dietro al convento di chiaravalle per un duello all’ultimo sangue.

          • Antonio Tomacelli Antonio Tomacelli risponde:

            Che tu fossi innamorato di Gori lo avevamo capito e non può che farci piacere, ma che tu debba sacrificarti e rischiare la vita in duello, mi pare francamente eccessivo :-)

            Caro Ken, tu su Intravino sei nuovo, ma nei vecchi post troverai fior di professionisti che si prendono a martellate sulle gengive per una bottiglia.

            Un nome a caso? Il Kurni: mai vino fu più odiato e amato…

          • gianni gianni risponde:

            sciocchezze. se uno ha idee diverse deve avere il coraggio di portarle avanti da solo invece che salvare capra e cavoli. Io non lavorerei per un gruppo più che discutibile, dato che mi rappresenta.
            Castagno, fenomeno forumistico del Gambero Rosso da qualche anno, da una parte si fa osannare da FRanco Ricci dall’altra se ne distacca per accontentare i forumisti. Se voleva fare tanto il puro poteva evitare di contribuire all’indecenza di Bibenda: sarebbe stato il suo primo gesto significativo…

  6. giulio giulio commenta:

    Aahahahahhahahahhahahahhhhahahahhahhahhahhahahhahahhahhhhhhahahhahahhahahahhahahhah..bevibilità e freschezza…hahahahahahahahahahahaaahhahahahahaha….etc…etc….

  7. kenray kenray commenta:

    antonio da voi “adoratori del lambrusco” mi aspetto di tutto ormai.

    inizio a capire e molto bene…siete dei fanatici fuori controllo:)

  8. Il fatto che un’azienda sia premiata a livello di associazione non significa ipso facto che tutti gli associati abbiano la stessa idea, ma che, semmai, ce l’ha la maggioranza. Sono da sempre convinto che un dissenso sia il sale della crescita culturale, ovunque esso si dimostri. Dissenso comporta confronto, confronto comporta approfondimento, approfondimento comporta crescita. Ben venga che una figura come Armando manifesti una sua opinione non in sintonia con quella ufficiale. Testimonia la possibilità di far parte di una associazione senza esercitare un acritico pensiero unico. Chapeau

  9. giulio giulio commenta:

    Altro vino “fresco e beverino” che consiglio è il Baffonero…quante casse ne ordini per Burde?

    • Antonio Tomacelli Antonio Tomacelli risponde:

      Giulio facciamo un ragionamento.

      Andrea nel post dice: “Col millesimo 2007 le parole d’ordine sono bevibilità, e freschezza,” lasciando intendendere chiaramente che il vino ha cambiato la sua impostazione rispetto al passato.
      Pratica vinicola opinabile forse, ma legittima perchè dichiarata.

      Stiamo parlando dunque di un vino che è cambiato nel tempo e che per la prima volta è stato presentato ieri da Pinchiorri

      Mi spiega allora tutta questa spiritosaggine visto che lei non l’ha ancora assaggiato?

      • giulio giulio risponde:

        Mi dica quale passato ha questo vino (e quale futuro)? E’ la seconda annata e non mi sembra abbastanza per capire dove andrà a parare questo vino, certo non mi sembra un campione di territorialità. Poi chi glielo ha detto che non l’ho ancora assaggiato? Magari anche prima di intravino.

        • Antonio Tomacelli Antonio Tomacelli risponde:

          Ricito il Gori: “Ma è giusto che un vino segua così i segni dei tempi?”

          Giulio, i primi dubbi li ha espressi l’autore del post, non lei. Utilizzi le prossime ore per fare chiarezza nella sua mente, vedrà che dopo andrà meglio…

        • Andrea Gori risponde:

          assaggiando ieri la 2006 devo dirti che è cresciuta parecchio ed è molto più piacevole ed equilibrato che lo scorso anno. Nessuno può dire con esattezza la “durata” di un vino, mica stiamo parlando di Rocco Siffredi, però di certo Coevo 2007 è un vino già godibile oggi a tavola e con almeno 10 anni di evoluzione interessante da seguire in bottiglia.
          Quanto alla territorialità, Coevo 2006 poteva essere visto come un buon riassunto di terroir toscano generale mentre il 2007 deve molto a Castellina in Chianti.
          Nessuno ha mai detto che questi vini vogliano o debbano essere campioni di territorialità, credo.
          Se lo hai assaggiato prima di Intravino potevi raccontarcelo tu così ci risparmiavamo la fatica ;-)

          • giulio giulio risponde:

            Definiscimi il terroir di castellina nel coevo. Non ne ho parlato perchè sinceramente non ne sentivo il bisogno al contrario di te e quell’altro evidentemente. ;-)

          • Gabriele Gabriele risponde:

            “Se lo hai assaggiato prima di Intravino potevi raccontarcelo tu così ci risparmiavamo la fatica”

            Se è andare da Pinchiorri ad assaggiare vino è una fatica mi candido per sollevarla dai prossimi gravosi impegni!!!!

        • Andrea Gori risponde:

          Nella mia esperienza il terroir di Castellina si esprime con una tipica acidità, bel tannino, uniti ad una mineralità innnata (note ferrose, gesso) e riconoscimenti come la scorza d’arancio, la lavanda e un floreale quasi bianco molto diverso dal classico “viola” di altre zone.
          Se hai tempo, guarda questi 8 video girati a Castellino la scorsa estate e te ne fai una idea
          http://www.youtube.com/profile?user=burde73#g/c/D9D490E5D60C0C82

    • Andrea Gori risponde:

      già assaggiato davanti a produttore ed enologo e non mi ha entusiasmato granchè, troppa estrazione tannino e corpo. Magari nelle prossime annate migliorerà ma per adesso non è tra i miei merlot del cuore.
      In ogni caso vino diversissimo dal Coevo cui non condivide niente se non un 10% di merlot da zone vicine

  10. giulio giulio commenta:

    Ma quale dubbi??ahahah caro puer apuliae si schiarisca bene lei la mente e rilegga il post…sembra una brochure aziendale! Si tolga le fatte di prosciutto dagli occhi e dalle papille gustative. ;-)
    Prosit

  11. Vino che non conosco se non per sentito dire. A naso ammetto che l’aspetto dell’etichetta non mi attira per niente. In una degustazione a banchi d’assaggio, non mi verrebbe voglia di assaggiarlo……. ma quanto costa al povero pubblico finale?

  12. Cristiano Cristiano commenta:

    Oh ! Rosso e Nero, finalmente state cominciando a capire il sangiovese, ancora un po’pochino, diciamolo sottovoce, ma è già un inizio: sono contento, finalmente si può uscire…in mutande.
    Sapete, da un po’ di tempo sto cominciando a sentire davvero poi la voce di certi territori. Tutto sommato sta crisi sta facendo imbottigliare… la farina del proprio sacco a molti.Fantastico !

  13. Michele Braganti Michele Braganti commenta:

    guarda andrea che le vigne e sono a castellina scalo (quote quasi al livello del mare e manco un sasso da tirare con la fionda)……decisamente un terroir molto, ma molto diverso, da quello di castellina in chianti con quote quasi vicino ai 500 metri e alberese e galestro da rifarci le mura di firenze………mi sa che te il terroir del chianti e un tu lo conosci per nulla…..!!!!!

  14. 45 euri????????????? oh ragazzi, non scherziamo, se lo propongo a un cliente al posto dei GRANDI classici del luogo mi linciano! Io credevo costasse una quindiciina d’euro. Comunque non ho potuto fare a meno di notare che di questo coevo se ne parlò il 7 ottobre del 2009 ( http://www.intravino.com/assaggi/il-vino-da-dipendenza-non-fate-come-loro/ ) su intravino. Due articoli monotematici, vorrà dire che è proprio buono!!!

  15. Lido Vannucchi commenta:

    Vorrei sentir parlare del Coevo in un periodo tot, dove non ci sono cene da Pinchiorri,offerte…. dovo non c’è Gardini ad identità Golose, che lo decanta, dove non vengono premiati per la cantina dell’anno, si ad un tavolo di buoni ed onesti intenditori
    in una serata di vattelapescate che mese, il responso rapporto qualità prezzo NON LO DICO. è maglio

    Quoto Armando per il coraggio e l’onestà che lo contraddistingue.
    e per parlare di San Giovese, ooohh ma la Laurea a Bicchierino quando la diamo. ciao lido

  16. Leonardo Romanelli Leonardo Romanelli commenta:

    Visto che qui la polemica impazza sul fatto che il vino è stato assaggiato da Pinchiorri, spiego che sia io che Andrea abbiamo degustato, girato il video e non siamo stati a pranzo. Per la precisione

  17. Trister Trister commenta:

    Io sono sempre più convinto che l’agricoltura vada in malora, perché le sono state rubate molte braccia.
    Per comprendere e raccontare un vino bisogna amarlo, essere seri e professionali, i labirinti mentali e verbali creano confusione e prese per i fondelli.

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  • Trister: Io sono sempre più convinto che l'agricoltura vada
  • gianni: sciocchezze. se uno ha idee diverse deve avere
  • kenray: aridaje "organizzatori di #lambruschi". ma siete incorreggibili facinorosi !!! volete
  • giulio: Romanelli, ma il Coevo è il vino di
  • Leonardo Romanelli: Visto che qui la polemica impazza sul fatto