Non regalare Rocce Rosse 1999 di Ar.Pe.Pe. a chi cerca vini confortanti

di Alessandro Morichetti

Arriva un amico e mi fa: “I vini da regalare ad un appassionato sono diversi da quelli per comuni mortali?”. Bella domanda. Mi butto: con buona approssimazione, si. Tagliamo con l’accetta l’argomento “fisiologia del gusto” dando per scontato che educazione e abitudini influenzino cosa aggrada il nostro palato o meno. La preferenza per sapori dolci e consistenze morbide è indiscutibile da 0 a 99 anni. Amaro, salato e acido vanno capiti, approcciati, scoperti. Il Nuovo Mondo del vino è stato conquistato con sapori dolci e immediati, quando non sfacciatamente zuccherosi.

Il Valtellina Superiore Rocce Rosse 1999 della cantina Ar.Pe.Pe. di Sondrio è un vino magnifico e intransigente. Delicatissimo al naso e sottile in bocca, esile quasi allo sfinimento. Il rischio di sottovalutare un vino del genere è altissimo. Uve chiavennasca (cioè nebbiolo) in purezza, fa macerazione lunga e 4 anni in botti di castagno prima di uscire in commercio oltre 10 anni dopo la vendemmia. Il colore è mattonato scarico, il naso soffuso, accennato: viole passite, torba, alici affumicate, terra e spezie riunite alle voci “poco intenso” e “complesso”. Accoppiata inusuale e spiazzante, alla cieca diresti nebbiolo giusto per il colore, col bicchiere nero diresti una castroneria. La bocca è così immediata da risultare austera, scorrevole, leggera, con tannini quasi impercettibili ma distesi. Un vino lungo come un film di Fellini: passano 3 ore e non te ne accorgi. Da bere in ampi calici, si abbina praticamente a tutto. Tiene su arrosti speziatissimi, non disdegna i salumi, l’azienda lo consiglia su pesci di grande struttura e se stesse bene su una tavoletta di cioccolato fondente non mi stupirei.

Quanto scritto è tutto vero ma anche tutto falso. Date il Rocce Rosse 1999 a un amico e probabilmente dirà: “mmm, gradevole, leggero, buono ma preferisco un Montepulciano base”. Acidità e delicatezza soffrono accanto a mostri di potenza, colore e frutta. Io lo trovo un grande regalo per appassionati e un vino infinitamente entusiasmante nella sua finta semplicità. 30 euro in enoteca per un’esperienza simile è un’occasione senza eguali forse al mondo.

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Alessandro Morichetti

Tra i fondatori di Intravino, enotecario su Doyouwine.com e ghost writer @ Les Caves de Pyrene. Nato sul mare a Civitanova Marche, vive ad Alba nelle Langhe: dai moscioli agli agnolotti, dal Verdicchio al Barbaresco passando per mortadella, Parmigiano e Lambruschi.

19 Commenti

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Francesco Annibali

circa 10 anni fa - Link

Un vino di rara personalità aromatica, ma sin troppo sottile, persino per un Valtellina. E quei tannini così "pettinati" per un nebbiolo ***** non mi convincono del tutto in prospettiva futura. Poi magari sbaglio, mette su struttura e dura 40 anni. Ma come classe nulla da dire. Il Lafite dei nebbioli. Anzi, mi ha ricordato Platini

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kenray

circa 10 anni fa - Link

ma fargli un bonifico e che si compri il vino che vuole? tanto gli "intenditori" avranno sempre qualcosa da eccepire. a me regalate tutto tranne che lambrusco. nel caso che qualche produttore-lettore volesse omaggiarmi...

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Gabriele

circa 10 anni fa - Link

Grandissimo vino!! Direi che il rischio maggiore per l'appassionato è la noia, pertanto regalare un vino fuori dal coro come l'AR.PE.PE. è sicuramente una buona idea!

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

"I vini da regalare ad un appassionato sono diversi da quelli per un comun mortale?", mica tanto. Ci sono un bel po' di vini che piacciono ad entrambe le categorie, anzi la maggioranza. Il post é estremo e anche mi sembra il vino degustato. Sulla lunghezza dei film di Fellini che non te ne accorgi avrei qualcosa da dire, e anche su "una preferenza del 99% per sapori dolci e consistenze morbide". Quest'ultime sicuramente vanno bene per i vostri gusti femminili quindi forse vi si confondono un po' le idee. Mi viene da chiedermi, ma chi portate a cena fuori o invitate a casa vostra per un party di fine anno? Di solito dopo gli 8 anni si comincia a schizzare gli Asti Spumante e i Moscati vinti al Luna Park. Dopo i 16 o si rimane attaccati alla Peroni e ad altre puttanate da binge drinking oppure il gusto si evolve anche per il vino. C'é un bello spazio grigio fra il bianco dei vini frutto-inchiostro e il nero delle acidità estreme-puzza di spogliatoio maschile (che devi aspettare l'alba per capirci qualcosa. Ho esagerato, chiedo venia, sicuramente il Rocce Rosse vale ben più di 30 euro, volevo solo spezzare una lancia a favore del Normale Bevitore Apprezzatore.

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kenray

circa 10 anni fa - Link

nn lei si sta keynranizzando:) (si, sono dei ragazzotti e portano a cena solo veline tonte e prosperose)

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Nelle Nuvole

circa 10 anni fa - Link

Ken, ultimamente ho notato che la schiera dei Missionari per la Conversione al Lambrusco si sia infoltita. Anche la Confraternita del Supremo Disprezzo per la Volgare Carnascialità Kenrayana. Qualcuno ti deve rimanere al fianco, anche a rischio di kenrayizzamento. Non mi preoccupo però, il mio stile é lo stesso di sempre, sei tu che lo sai leggere meglio.

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Tommaso Farina

circa 10 anni fa - Link

"Sulla lunghezza dei film di Fellini che non te ne accorgi avrei qualcosa da dire": a me sembra ineccepibile, dopo tre ore non te ne accorgi perché dopo cinque minuti di "metafore" (o era Antonioni?) sei già tra le calde braccia di Morfeo. Non fosse per l'incolpevole Nino Rota.

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Nic Marsèl

circa 10 anni fa - Link

L'ho assaggiato in tre diverse occasioni : ogni volta ho realizzato che il mio palato non è ancora abbastanza educato a queste pareti minerali tutte da scalare (paurosamente in verticale). Ci si risente alla prossima... P.S. Se me lo regalano son contento lo stesso :-)

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TERROIR

circa 10 anni fa - Link

non da wine spectator ;)...per fortuna...grande finezza...per pochi non per tutti,concordo...

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Federico Orsi

circa 10 anni fa - Link

Grandissimo vino!!! Se me lo regalassero per Natale sarei contentissimo e lo aprirei all'istante. Anch'io credo che sia da bere ora!!! Poi se me ne regalano una cassa tengo qualche bottiglia per un'ulteriore invecchiamento, che in buona parte a già fatto in azienda. Quasi quasi mando una letterina a Babbo Natale, o magari mia moglie si è messa a leggere Intravino...

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Francesco Fabbretti

circa 10 anni fa - Link

Okkio agli innamoramenti facili. Sono vini che mi piacciono e che vendo ma avendo bevuto in tempi recenti 4 bocce di rocce rosse '97 ne ho trovato due in fase calante, con stanchi spunti maderici. Sull'allungo del 97 non ci metterei una mano sul fuoco.... sul 99 sto alla finestra e osservo. p.s. Sarò banale ma ma a me il loro Grumello buon consiglio piace di più

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Gabriele

circa 10 anni fa - Link

Perché saresti banale?

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gp

circa 10 anni fa - Link

'97 e '99 sono due annate molto diverse nella zona. A caldo, la vendemmia 1997 era stata salutata come la "vendemmia del secolo" in Valtellina (tanto che Triacca fece una versione speciale del suo "Prestigio" chiamata "Millennium"). E' probabile che la sua capacità di invecchiamento sia stata sopravvalutata anche da ArPePe, che invece di solito sono bravi a selezionare le annate in cui produrre il Sassella riserva Rocce Rosse (tra i produttori valtellinesi, sono tra i pochissimi che producono le riserve davvero "solo nelle grandi annate"). I Rocce Rosse '95 e '96 per me erano chiaramente superiori in termini di personalità al '97, così come lo è il '99 ('98 e 2000 sono stati saltati).

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Alessandro Morichetti

circa 10 anni fa - Link

La bottiglia in foto (Rocce Rosse Riserva 1997, la mia seconda cartuccia) ha resistito alla curiosità delle vostre considerazioni nemmeno un giorno. Confermo, non ci sono fragranza e delicatezza dell'assaggio sopra. Il naso è maturo e l'assaggio finisce quasi alcolico nonostante il grado controllato (13). Sono curioso di capire quanto durerà il magnifico Rocce Rosse '99.

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Tommaso Farina

circa 10 anni fa - Link

Mai stato in cantina da loro Alessandro? Io una decina di anni fa (avevo cominciato a lavorare da poco) assaggiai da Arturo bottiglie mitiche degli anni '60 e perfino un bellissimo 1959.

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Tommaso Farina

circa 10 anni fa - Link

Condivido l'entusiasmo per questo vino supremo, un po' meno la solita contrapposizione con vini di altri stili. Sembra che interessi maggiormente questo scarto, piuttosto che il vino in sé. Anzi, sembra che il bersaglio siano i soliti vini fruttati, eterno spauracchio di questo mondo di ignoranti.

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Paolo Rusconi

circa 10 anni fa - Link

Non regalarei il Rocce Rosse 99 ( me lo tengo e, non degusto, bevo) ma altri vini di Arpepe possono essere regali molto graditi, anche più del RR. A mio padre, una cassa di base 2006, sperando ne stappi un paio per il pranzo natalizio. All'amico enosborone un Ultimi Raggi, il nebbiolo, pardon, chiavennasca che sorprende. All'amico enogay che dire, non può non piacere il Vigna Regina 99, sperando che mi inviti a presenziare allo stappo, meglio se accompagnato da una bella trotona al cartoccio.

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Chiara Bertoneri

circa 10 anni fa - Link

IL SARTO DI SASSELLA... Arpepe stà per Arturo Pellizzatti Perego,erede di una dinastia di viticoltori di 150 anni.oggi è la storia di una famiglia:la moglie Giovanna e i figli Isabella(al marketing)ed Emanuele(in vigna e cantina)che hanno riportato al vigore anticogli 11 ettari di chiavennasca(il nome locale del nebbiolo)e di uve rare(brugnola,rossola,coda di volpe della valtellina).Fiero oppositore delle mode effimere, Arturo mi regalòun superbo Sassella"ROCCE ROSSE"Superiore Riserva 1995, che a un pranzo di cento persone colpi tutti. Avete presente quando si interrompono i discorsi per parlare del vino? ma cos'è? chi è? Già sfugge sempre qualcosa alle guide, e quando un vino a profumi della purezza ed è campione di freschezza ti fà dire: ma cosa abbiamo bevuto fino adesso? Ottenuto da nebbiolo 95% e uve rare il 5% vendemmiate tardi, compie una fermentazione in vasche di cemento prima di riposare due anni in acciaio e affinarsi tre anni in botti di castagno(dunque i vini buoni non hanno sempre bisogno di barrique).Arpepe poi lo tiene ancora tre anni in bottiglia,perchè il suo vino non tecnologico diventi grande. E grande lo è, come il vestito di un sarto.Che emozione non esagero, il colore granata con sfumature arancio.Il naso si perde sulle note della rosa appassita ,del ribes, della frutta che troveresti dentro un bosco.Sono vini da carni rosse, come il Grumello Buon Consiglio,il "Fiamme Antiche", stesse uve ma ottenutodai filari scoscesi e assolati, e infine "ultimi Raggi"un nebbiolo ottenuto da uve leggermente appassite in pianta e raccolte dopo le prime nevicate novembrine. Come facevano 150 fà.E come da tempo s'è smesso di fare,nonostante la poesia raccontata da noi giornalisti,in Valtellina e in Piemonte.Però questo antico modo di fare il vino, che dà risultati oggettivi,riconoscibili,anche se non sempre riconosciuti da chi presume di "sapere"tutto sul vino,afferma che sul vino buono, in fondo , è già stato detto tutto. PS:Dopo questo articolo Arpepe mi telefonò.Aveva la voce flebile,di un uomo che ha fatto il suo dovere e ha trovato una corrispondenza .Dopo un mese è volato in cielo.Alla fine di quella telefonata mi son detto:"Come gli voglio bene".Quando i figli mi hanno detto che Arpepe se n'era andato, ho pianto, come stavo facendo la prima volta davanti a quel suo vino vero. TRATTO DA, IL TEMPO DEL VINO DIARIO DI VIGNA E DI PASSIONI di PAOLO MASSOBRIO.

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Rossano

circa 10 anni fa - Link

A questo punto ho proprio bisogno di stappare una bottiglia di Rocce Rosse 1999. I discorsi possono andare dove più aggrada a chi li scrive, ma devono comunque partire dalla degustazione. O questo 1999 è piuttosto diverso dalle altre annate che ho provato, oppure i miei conti non tornano troppo. Ma non avendo ancora bevuto devo applicare a me stesso la regola appena enunciata, e non andare oltre. A presto.

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