Monteverro e il sogno di Capalbio | Quale terroir per la bassa Maremma?

di Andrea Gori

I sogni, a dire la verità, sono almeno due: non solo quello di far nascere un vino-icona in grado di rivaleggiare con i grandi bordolesi italiani e mondiali, ma anche quello di dimostrare la vocazione del terroir di Capalbio per lo chardonnay e per il syrah. Sogni decisamente ambiziosi, ma ben supportati da mezzi, idee e personalità e, per ora, senza fretta. Se la cantina (ci dicono) lascia senza fiato per la cura dei particolari, i vini non sono da meno: abbiamo assaggiato una stupefacente batteria di 2008 (praticamente alla quinta vendemmia per molti vigneti) ed una incoraggiante 2009.

Durante una piccola anteprima al Fuori Porta, l’enologo Matthieu  Taunay (coadiuvato nientemeno che da Michel Rolland) ci ha presentato le sue creazioni, tutte tecnicamente ineccepibili, anche se in realtà prodotte in maniera molto naturale, con uso del legno per le fermentazioni e lieviti non selezionati. I risultati sono a metà strada tra un internazionale preciso ed un maremmano selvatico: molto interessanti.

Monteverro Vermentino 2011
Vendemmia il 16 agosto. 5000 bottiglie, molto tecnico, non ha svolto la fermentazione malolattica. Note di lychees, salvia, acacia. Bocca molto fresca, bel finale iodato. 82

Chardonnay 2008
16 mesi di barrique, da un vigneto impiantato nel 2005: 0,7 ettari, solo 2500 bottiglie. Legno, ma di quello buono. Bocca ampia, tropicale senza eccessi, finale burroso e nocciola. 88+

Chardonnay 2009
12 mesi di barrique. Molto fine, più delicato: rosmarino e arancio candito, pepe bianco, finale minerale e croccante ma non decifrabilissimo in questa fase. 86

Tinata (syrah 70%, grenache 30%) 2008
Ci dicono meglio il syrah che la grenache in questa annata: pieno cassis, quasi classico Rodano, bocca misurata, con un tannino niente male, ricco. 83

Tinata 2009 (syrah 80%, grenache 20%)
Fresco di lampone e ribes, arioso, intenso e sapido. Tannino e acidità più sferzanti. 85

Terre di Monteverro 2008 (70% tra cabernet sauvignon e franc,  25% merlot 5% petit verdot)
Cuoio, mora e mirtillo, pepe nero, tartufo, eucalipto e alloro. Speziato in bocca, ricco ma non banale; fine, nonostante i quasi 15 gradi alcolici. 87

Terre di Monteverro 2009
Frutto pieno, un poco sbattuto dall’imbottigliamento. Tannino e acidità altissimi, da aspettare. 85+

Monteverro 2008
Lo stesso uvaggio del Terre, ma la selezione delle migliori barrique porta ad avere più cabernet sauvignon che franc; infatti ha un tratto più “boscoso” e  complesso, anche se risulta fine e leggero: note di cardamomo, ribes rosso e nero, tabacco e peperone. Bocca dal tannino ricco, incredibilmente delicato tutto sommato, e di una piacevolezza quasi sconcertante. 91

Monteverro 2009
Fine, speziato: pepe, molto bordolese tra mirtillo e ribes nero, accenno di goudron e lieve peperone. Ha una bocca appuntita e in divenire, con tannini da addomesticare. 87

Una batteria di vini che se, da un lato, sconcerta per i prezzi (decisamente alti, tutti sopra i 30 euro con la punta Monteverro in enoteca attorno ai 120 e lo Chardonnay a 80), dall’altro dimostra una capacità straordinaria di ottenere, in una zona negletta per il vino di qualità come Capalbio, vini dotati di personalità e spirito del territorio. In questo senso, dovessimo decidere per la vocazione, andremmo molto a fondo sullo chardonnay e sui tagli bordolesi a base cabernet. Infatti lo spessore minerale (per lo chardonnay) ed il tannino finissimo con frutta in 3D (per il cab) lasciano quasi senza fiato. Sarà vera gloria?

[Immagini: Monteverro.com]

Andrea Gori

Quarta generazione della famiglia Gori – ristoratori in Firenze dal 1901 – è il primo a occuparsi seriamente di vino. Biologo, ricercatore e genetista, inizia gli studi da sommelier nel 2004. Gli serviranno 4 anni per diventare vice campione europeo. In pubblico nega, ma crede nella supremazia della Toscana sulle altre regioni del vino, pur avendo un debole per Borgogna e Champagne. Per tutti è “il sommelier informatico”.

39 Commenti

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Fabio Cagnetti

circa 8 anni fa - Link

"Monteverro in enoteca attorno ai 120 e lo Chardonnay a 80"... direi in linea con i prezzi di Capalbio!

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Pietro Caputo

circa 8 anni fa - Link

Quindi come interpretare la politica dei prezzi? Se mettiamo insieme il territorio poco noto per grandi vini (Capalbio) il taglio del vino di punta decisamente non originale, il prezzo oltre il Sassicaia... insomma nonostante mi reputi un consumatore curioso, nonché appassionato di taglio bordolese, non mi sento attratto sufficientemente da questo prodotto...

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SILVIA

circa 2 anni fa - Link

PROVALO , IO SONO RIMASTA ESTERREFATTA. STUPENDO ..DAMMI RETTA PROVA UNA VOLTA ..POI VEDRAI CHE CAMBIERAI IDEA. CIAO

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Giulio

circa 8 anni fa - Link

Ero indeciso se prendermi una cassa di Corton-Charlemagne di Bonneau du Martray oppure una di chadonnay di Capalbio. Che dite? :-)

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Giovanni Solaroli

circa 8 anni fa - Link

Un biglietto per Londra andata e ritorno è meglio

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Francesco Fabbretti

circa 8 anni fa - Link

ma la zona vocata al syrah non era il cortonese... nel dubbio amletico che mi attanaglia tengo il migliara con buona pace del signor Rolland. Ad oggi per me nella maremma un forte punto di riferimente restano capatosta, bucce e vallerana alta rivisitati e, soprattutto, alleggeriti. certo è che il celeberrimo "assistant du vin" è capace di tirarti fuori un sassicaia dalle rape. Quando cesserà con le microossigenazioni, le osmosi inverse, le rotomacerazioni e quelle vigne cominceranno ad avere una trentina d'anni ne riparleremo. p.s. Cui prodest parlare di due vini NON tradizionali, stracostosi che in una sola occasione (2008)entrano di un pelo nella categoria dell'eccellenza p.s.2 penseresti di inserirli in carta?

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Pietro Caputo

circa 8 anni fa - Link

ecco, quello che volevo dire io ma con le parole di chi fa il mestriere :)

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Simone e Zeta

circa 8 anni fa - Link

L'unica zona vocata al Sirah in Italia è piccolissima e coincide con i vigneti in possesso di Stefano Amerighi ;-)

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Francesco Fabbretti

circa 8 anni fa - Link

Cortona however... if i didn't misunderstood

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Manilo

circa 8 anni fa - Link

Per ora l'unico Sirah si chiama Melograno Podere Concori.

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gianpaolo paglia

circa 8 anni fa - Link

Ho visto nascere questa azienda, nel senso che l'ho visitata prima che la cantina fosse costruita. E' impressionante la cura e le risorse impiegate nella sua costruzione, e dico veramente impressionanti, non ho mai visto nulla del genere. I vini purtroppo non li ho assaggiati ancora, e certamente i prezzi sono impegnativi, vedremo cosa ne verra fuori, di certo faranno parlare. Aspetto l'occasione giusta per farmi un idea sul prodotto.

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marico goize

circa 8 anni fa - Link

Secondo meil prezzo ancora non vale il prodotto

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Simone e Zeta

circa 8 anni fa - Link

Abbiamo dei dati, anche sommari, su ettari vitati e produzione?

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Matthieu Taunay

circa 8 anni fa - Link

Buonasera a tutti, sono Matthieu, l'enologo della Monteverro, mi butto nella mischia :-° vediamo se riesco a chiarire un po' la nostra situazione Sicuramente una parte della politica dei prezzi dipende direttamente del nostro lavoro straordinamente preciso e dettagliato (resa minima, tripla cernita, micro-vinificazione in barrique, separazione di tutte le microparcelle, più di 100 diversi lotti in fermentazione naturale da seguire, invecchiamento in barrique e cemento... ti assicuro è un lavorone!) Posso approfittare di quest'intervento per chiarire una cosa sul lavoro di Michel Rolland con Monteverro (e solo Monteverro, non conosco il suo lavoro nelle altre cantine): viene due volte all'anno per testare la qualità delle barrique e per decidere insieme l'assemblaggio dei quattro vini. Non bisogna immaginare nessuna stregoneria, nessuna osmosi invertita etc. non so neanche che è la rotomacerazione. Soprattutto M. Rolland rispetta l'interpretazione che il nostro proprietario ed io vediamo in ogni annata del nostro vino (e ogni annata è a suo modo caratteristica). Personalmente credo ancora che il vino si fa in vigna non in cantina. ma tutto questo lo potrete valutare voi stessi, perché siete, ovviamente, i benvenuti da noi. In tete à tete posso veramente andare a fondo con le spiegazioni tecniche. E perchè no, anche con la filosofia di Monteverro. Contattatemi e ci mettiamo d'accordo. @Simone : in 2008 abbiamo prodotto 45000 bottiglie su 15 ettari in produzione. 2009 sono circa 60000 bottiglie su 17 ettari. Attenzione, non è la resa in vigna, perchè un parte del vino finale non viene imbottigliato se non raggiunge nostro obietivo di qualità. Finalmente per rispondere alla domanda di Andrea nel titolo : Quale terroir per la bassa Maremma ? Con la poca esperienza che ho qui, vedo ancora la bassa Maremma come una regione di pionieri ed è ancora un po' presto per chiudere la porta a l'innovazione. E se positiva, quello che oggi è inteso come innovazione, un giorno diventerà tradizione ;-) Pero vorrei anche avere altre opinione su questo discorso. Saluti a tutti

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Francesco Fabbretti

circa 8 anni fa - Link

grazie per il suo apporto. So come lavora monsieur Rolland, e non potrebbe essere diversamente visto che ad oggi segue, oltre alle sue 12 proprietà tra bordeaux e argentina, oltre 100 cantine sparse per il mondo. Lieto di sapere, e le credo sulla parola, che osmosi inversa e rotomacerazione non fanno parte del suo vocabolario. Al netto di ciò e dopo aver impiegato 20 a far capire che forse, al posto del syrah e dello chardonnay, in sicilia era meglio tornare ai vitigni indigeni scopr che il passato non passa e mutato il territorio l'approccio di partenza nella selezione dei vitigni non muta di un pelo. Una delle frasi manifesto del suo illustre collaboratore ripresa da Nossiter è "si può sempre fare un gran vino: non conta il vigneto, la vite, il clima; basta che chiamate michel rolland". Se mi trovassi nei Suoi panni mi girerebbero un filino le cosiddette ad avvalermi della consulenza di una persona con questa vision. Mi consenta infine un ultima annotazione sui prezzi: anche se chi vende ha quasi sempre ragione il Sassicaia ha impiegato quasi 50 anni a raggiungere quotazioni lievemente superiori. I primi impianti risalgono al '44, la prima messa in commercio al'68, il primo riconoscimento internazionale al 1982; ciò significa che concorrono al suo blend viti quasi ottuagenarie regalate al Marchese da un ignoto chateau di bordeaux, insomma vieille vignes di iperbolico pedigree. non me ne voglia ma l'età delle viti conta (e lei lo sa meglio di me), non me ne voglia soprattutto perchè non ho nessuna acredine particolare nei confronti del suo lavoro e avrò piacere di venirla a trovare, mi conceda però che un lavoro in vigna per quanto estenuante e meticoloso su vigne giovani (i primi innesti risalgono al 2003) non può giustificare quei prezzi se non con la motivazione che l'investimento è stato importante e che bisogna "fare cassa" per coprire l'esborso (una politica in cui non ritengo essere lei direttamente coinvolto ma che più di una volta è stata applicata in toscana da ricchi gentlemen appassionati di vini. http://www.monteverro.com/

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Giovanni Solaroli

circa 8 anni fa - Link

"...una capacità straordinaria di ottenere, in una zona negletta per il vino di qualità come Capalbio, vini dotati di personalità e spirito del territorio..." Francamente sento il bisogno di tornare alle elementari! Forse mi spiegheranno il senso di queste frasi...

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Andrea Gori

circa 8 anni fa - Link

significa che finora a Capalbio vini di questa qualità non si erano nè visti nè immaginati

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Giovanni Solaroli

circa 8 anni fa - Link

Si, questo l'avevo capito, ma credevo che se una zona è stata sinora considerata "negletta" a produrre vini di qualità ci fossero validi motivi. Ma dal tuo post si è portati ad arrivare a conclusioni un pò diverse, che appiattiscono se non addirittura annullano alcune punti cardine: storia, tradizione, terroir. Altrimenti perchè i vini buoni vengono a Bertinoro e non a Lavezzola? Se bastano soldi e tecnologia e marketing, allora credo che abbiamo fatto un bel passo avanti: in direzione del burrone però. Naturalmente auguro a Monteverro di avere successo, e di essere ripagato nelle sue convinzioni.

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Andrea Gori

circa 8 anni fa - Link

Giovanni si torna al concetto del Sassicaia, pure Bolgheri era zona "negletta" per la qualità o in misura minore il Mugello per il Pinot Nero. Tra 20 anni la DOC Bolgheri e i suoi vitigni saranno considerati "tradizione". soldi e tecnologia da soli non servono se effettivamente il terreno non è almeno un poco vocato per un certo vitigno. Il senso è questo...è diverso rispetto a Bertinoro dove il sangiovese è sempre stato coltivato.

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giulio

circa 8 anni fa - Link

Tra vent'annni tante cantine di Bolgheri e dintorni saranno chiuse o con un accumulo di bottiglie in cantina tale da costringere i proprietari a svendere. Ricordiamoci che Roland è colui che affermava di poter far vini anche sulla luna (Mondovino).

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Francesco Fabbretti

circa 8 anni fa - Link

questa è la più iperbolica ca..ata che possano ascoltare le mie orecchie. forse ti sei perso qualche passsaggio del mio intervento: primi innesti '44, prima messa in commercio '68, alla fine degli anni 70 era ancora possibile berlo sfuso nelle osterie del livornese (chiedi ai tuoi genitori o documentati.... fai un po' tu). e i prezzi cominciano a lievitare dopo che nel '78 decanter ne tesse le lodi, veronelli se ne innamora un paio di anni dopo. nell'82 hugh jhonson nei suoi "pocket wine book" dichiara il sasicaia miglior vino d'italia, stesso premio lo stesso anno conferitogli da "vinarius". L'esplosione poi e l'incremento decisivo del prezzo avviene dopo le strabilianti annate '88, '90 e '95. ciononostante tutt'oggi è possibile acquistare il sassicaia con dieci euro in più del vino da te recensito. Ci tengo a sottolineare che non ne faccio una guerra tra sassicaia e monteverro perchè quello che vale per quest'ultimo vale per molti produttori di bolgheri che hanno seguito la scia sparando prezzi inopportuni e che si trovano cantine un filino piene. Se vuoi i nomi te li faccio in separata sede, ma credo che tu già li conosca e continui a giocare con le parole..... peccato che c'è chi non si fa fregare. P.S. evidentemente hai il dono della preveggenza perchè io sospetto invece che tra 20 anni a bolgheri saranno rimasti sassicaia e ornellaia a prezzi alti e molti altri avranno chiuso i battenti, saranno falliti o avranno cambiato politica di prezzo

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Giulio Carli

circa 8 anni fa - Link

@ Francesco Fabbretti Non ho capito se ti riferisci all'intervento di Gori oppure al mio. Se ti riferisci al mio io sono perfettamente d'accordo con te e forse mi sono spiegato male. I giochini per ricchi viziati tra qualche anno credo (e spero) che avranno una bella flessione. Anche perchè i Russi ed i Cinesi (credo che con quei prezzi siano i maggiori consumatori dei vini sopra descritti) non sono poi così stupidi come delle volte vengono dipinti. Anche loro tra qualche tempo chiederanno vini di territorio, unici ed irripetibili. E certo non andranno a cercare a Capalbio o da qualche cantina di Bolgheri dell'ultima ora.

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Francesco Fabbretti

circa 8 anni fa - Link

di certo non potrei criticare il tuo intervento che è in sintonia col mio pensiero... ergo...

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Paolo Rusconi

circa 8 anni fa - Link

mah... e le uve del territorio, ansonica e alicante in testa?

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Francesco Fabbretti

circa 8 anni fa - Link

una bella sfida sarebbe produrre un'ansonica che nel tempo arrivi a quotazioni importanti... quello sì che sarebbe un bel colpo!

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Rolando

circa 8 anni fa - Link

Le parole Rolland e terroir non dovrebbero stare nella stessa frase

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Andrea Gori

circa 8 anni fa - Link

Siamo seri, Ansonica e Alicante sono due vini che non potrebbero mai raggiungere la complessità di Chardonnay o Cabernet in Toscana! E se anche potessero farlo, non avrebbero alcun appeal commerciale... Voglio vedere se nelle vostre enoteche terreste un'Ansonica da 80 euro o un Alicante Maremma IGT a 120! già si fa fatica a vendere il Bugia di Bibi Graetz che è buonissimo a 30 euro... ma dài...

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Gianpaolo Paglia

circa 8 anni fa - Link

l'Ansonica qualcosa di buono lo sta facendo, non so quanto importante. Ma l'Alicante, inteso come il Grenache, non l'Alicante bouschet che e' tutta un altra storia, da vigne vecchie ( e alcune ve ne sono ancora, noi ne abbiamo due piccoline) potrebbe dare risultati importanti. Se ne avessi abbastanza dopo il taglio del Morellino, ne farei delle bottiglie e sono sicuro sarebbero motlo apprezzate. Poi se per quello si intende bottiglie da 80 - 100 euro credo di no, ma effettivamente posso pensare a pochi posti, o pochissimi marchi, in Italia dove il mercato accolga naturalmente e senza dover supportare con investimenti importanti di marketing, quel tipo di prezzi.

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Simone e Zeta

circa 8 anni fa - Link

Visto che conosci tali posti, da te mi aspetto delle dritte niente male ;-)

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gianpaolo paglia

circa 8 anni fa - Link

mi riferivo a posti dove si fa il vino a 100 euro, non dove si consuma :)

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Francesco Fabbretti

circa 8 anni fa - Link

Tesoro mio, se hai preso un abbabglio, se non ti sei documentato, se avessi eventualmente intenzione di lanciare un vino anche per tuo tornaconto personale (io lo faccio)... please, be my guest. Ti avevo avvertito: non giocare con le parole- La Toscana è una regione, la maremma, e capalbio sono un terroir. Quanti chardonnay toscani conosci a 80 euri??? quanti Syrah a 120??? Chardonnay=0 syrah 3/4 e tutti con un pedigree e una storia alle spalle almeno ventennale.... Se uscisse un'ansonica da vieilles vignes con un prezzo finale di 80 euro al pubblico la commercializzerei dopo averla, ovviamente, assaggiata. Ignoranza significa mancanza di conoscenza delle cose: tu non puoi sapere ciò che oggi non esiste "de facto" ergo sei ignorante e fuorviante. La tua posizione è indifendibile ma un'arrampicata sugli specchi ricoperti di olio si concede a tutti...

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Giulio Carli

circa 8 anni fa - Link

Altro vino tipico e territoriale il "buonissimo" Bugia.

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Sara

circa 8 anni fa - Link

Informo tutti che per 10 euro sono disposta a dare botte di legno a chiunque!

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Sara

circa 8 anni fa - Link

Scusa Giulio, avrei dovuto piazzare il commento sotto quello di Luciano.

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luciano

circa 8 anni fa - Link

Ho assaggiato lo chardonnay è una botta di legno che toglie il fiato, e non in senso positivo.

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Andrea Gori

circa 8 anni fa - Link

quale annata hai assaggiato Luciano? il 2008 certamente molto legno (16 mesi in barrique si sono resi conto anche loro che sono tanti) ma tanta materia il 2009 già meno legno e più equilibrio, sarebbe interessante riassaggiarlo tra qualche mese

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luciano

circa 8 anni fa - Link

Si Andrew, era il 2008. Non che fosse cattivo o imbevibile, ho esagerato un poco, ma forse avrà bisogno di tempo per essere assorbito. O sarà che a me i vini bianchi barricati non sono graditissimi. Ma questa azienda ha tutte le carte in regola per porsi all'attenzione degli appassionati ed opinion leaders

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Manilo

circa 8 anni fa - Link

Boh era da tempo che non venivo su IV ero impegnato in varie degustazioni, vedo che la musica non è cambiata, ogni tanto si sfora nella marchetta. Andrea ma se uno viene Da Burde ma lo trova il Monteverro a 80 eurini...quanta Francia trovo allo stesso prezzo.....? Io ho ancora poca esperienza, però sarei molto più curioso di un autoctono perchè no un Ansonica e chi lo dice che deve essere complesso come uno Chardonnay è come chiedere ad un Refosco la stessa persistenza di un Sangiovese, non l'avrà mai. Sinceramente, come parla l'enologo sopra non sà che cosa è la rotomacerazione o l'osmosi invertita a Roma se dice o tu accorci l'anguilla o io faccio na strage. In Maremma Poggioargentiera forever. Comunque su capalbio ci stanno puntando in molti,il nome Toscana vende molto.

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