Lungarotti e la grande storia del Torgiano Rosso Riserva Vigna Monticchio

di Jacopo Cossater

Premessa: pensare Torgiano Rosso Riserva e dire Vigna Monticchio è un tutt’uno. In Italia nessun altra denominazione d’origine è così strettamente legata ad un’unica etichetta di vino come quella umbra. La storia inizia negli anni Sessanta quando un lungimirante Giorgio Lungarotti decide di puntare sul vino di qualità in una zona storicamente vocata, da centinaia di anni infatti Torgiano è il serbatoio vinoso per tavole del perugino. Cinquant’anni fa però la crisi delle campagne era reale e immaginare la vinificazione di un cru (singolo appezzamento) in tempi di carestia mera illusione. Invece Lungarotti ci crede. Ad affiancarlo nella realizzazione del sogno l’agronomo ed enologo Angelo Valentini, leggenda del vino non solo in Umbria. Vigna Monticchio si sviluppa su venti ettari esposti a sud-ovest e piantati a sangiovese e canaiolo. La ricetta originale prevedeva la vinificazione solo nelle annate migliori, un passaggio in botte grande e in barrique prima del lunghissimo affinamento in bottiglia e la commercializzazione circa dieci anni dopo la vendemmia.

Tante le annate considerate mitiche (la prima vendemmia è del 1964): 1969, 1973, 1975, 1979, 1980, 1985. Posso testimoniare di un 1988 in splendida forma, concentrato e snello, espressivo e capace di regalare le emozioni dei migliori sangiovese. Di un 1992 forse più timido, i cui toni sono più eterei e sottili, e di un 1997 in fase transitoria, da aspettare ancora. Vino vivo, le cui componenti terziarie sono ancora lontante dall’esprimersi nella loro esaltante vivacità.

Da circa dieci anni il timone della cantina è in mano alle figlie di Giorgio, Chiara Lungarotti e Teresa Severini (rispettivamente a destra e sinistra nella foto). In questo periodo, il Vigna Monticchio ha vissuto una fase di transizione, vuoi per un leggero ammodernamento dello stile, vuoi per il calore di alcune annate all’inizio del decennio. E se è vero che oggi viene messo in commercio prima che in passato, a cinque anni dalla vendemmia, è pure vero che con l’annata 2005 sembra aver trovato la dinamicità delle annate migliori. Anche se la conferma arriverà con il tempo. Molto tempo.

Jacopo Cossater

Comunicazione digitale ed e-commerce, è tutta una questione di vino, di birra artigianale e di trail running. Vive in Umbria, a Perugia, ha un debole tanto per i Paesi del Mediterraneo quanto per quelli scandinavi ma non potrebbe mai fare a meno dei ritmi dell'Italia Centrale. Blogger della seconda ora, su Intravino dal 2009.

10 Commenti

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Pierpaolo

circa 8 anni fa - Link

ho bevuto di recente il 1999 e il 2001 nella stessa cena!! sembravano due vini completamente differenti, si notava l'evoluzione ma anche il millesimo dava senzazioni organolettiche asimmetriche!! grande vino Italiano!!

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Gentile Jacopo Cossater (ma vale anche per Antonio Tomacelli e gli altri). Ma perchè quando presentate un vino vi dilungate tanto a parlare del produttore e dite poco o nulla sul vino? A me interessa relativamente il vissuto ed i trascorsi del produttore: mica mi bevo lui. A me interessa intuire le sensazioni olfattive e gustative che questo vino può darmi. In questo caso leggo solo che si tratta di vigneti "piantati a sangiovese e canaiolo" e null'altro, eccetto che "il 1988 è in splendida forma, concentrato e snello". Ora, io conosco produttori con una grande storia personale, che coltivano su terreni sequestarti alla mafia, il cui vino però è assolutamente mediocre. La storia personale del produttore, se pur eroica, non fa automaticamente buon vino. Preferirei sapere che profumo e che sapore ha il vino, da parte di esperti come voi, prima di spendere i miei soldi per comprarlo. E' possibile che io stia prendendo una cantonata, che il vino vada presentato così, ed allora chiedo scusa. Però se poteste accontentarmi vi ringrazio anticipatamente.

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Andrea Gori

circa 8 anni fa - Link

oggi siamo in buona e ti regaliamo la descrizione del 1977 presa da qui http://vinodaburde.simplicissimus.it/2009/03/15/bibenda_day_2009_tutti_i_vini_degustati_e_qualcuno_davvero_sognato/: Torgiano Rosso Riserva Vigna Monticchio 1977 70% sangiovese 30% canaiolo, un canaiolo molto diverso dal canaiolo toscano. naso sussurrato confettura ciliegie e more, punta di tabacco, liquirizia, muschio, incenso, viola essiccata, bocca fumè,tabacco pieno, fresco ancora, tannino presente lieve ovviamente. elemento più sorprendente è acidità ed è vino da tavola per cacciagione, ha classe e grinta. 12% In generale cerchiamo di eliminare il più possibile o ridurre le note di degustazione che paiono stancare e annoiare i lettori e visto che abbiamo più spazio della carta stampata, di parlare del contorno e meno del vino. E meno se ne parla, più vorremmo che la gente lo bevesse perchè vuol dire che merita e soprattutto merita assaggiarlo per farsi una propria idea, più che la nostra...

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Jacopo Cossater

circa 8 anni fa - Link

Cerchiamo di scrivere di entrambi, è chiaro. Crediamo però ci sia un legame indissolubile tra il primo ed il secondo, specialmente in casi come questo. Il Vigna Monticchio è un grande vino, ed una delle cose che lo rende grande è proprio il sottofondo che lo vede nascere. La sua stessa vinificazione, specchio delle sensazioni che poi troverai nel bicchiere, è figlia di momenti differenti, di persone diverse. Da qui il racconto. Poi certo, potevo certamente raccontare in modo più completo quelle tre bottiglie recentemente assaggiate, ma il post non racconta una verticale (a proposito, per quella ti rimando a Porthos 07 o ad un recente Gambero Rosso di cui non trovo traccia del numero) ma sensazioni diverse per annate diverse che possono dare -credo- un'idea molto generale del vino. A te poi la possibilità di costruirti una tua personale idea, con il vino nel bicchiere.

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kenray

circa 8 anni fa - Link

max io ci ho rinunciato con questi manganellatori virtuali solo andrea gori è in grado di descrivere un vino come si deve e lo fa raramente purtroppo con loro ho adottato questa soluzione. vado e mi compro il vino che presentano di volta in volta. lo bevo. se mi piace taccio. se fa schifo li insulto via mail. per ora non mi hanno dato nessuna fregatura (evita però di comprare i lambruschi, questi ne sono pericolosamente dipendenti, roba da sert)

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Massimiliano Montes

circa 8 anni fa - Link

Grazie infinte ad entrambi :-) Grazie ad Andrea Gori per la giornata "in buona": cercherò di trovare una bottiglia del '77. Grazie a Jacopo Cossater: non leggo il gambero rosso ma una capatina su porthos la farò. Per l' "avatar" Kenray: non li insulterei mai, sono troppo bravi. Semplicemente non riesco a bere vini iper-concentrati, con gradazioni alcoliche da Porto, oppure marmellatosi. Se la descrizione è questa neanche li compro ;-)

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antonio boco

circa 8 anni fa - Link

Personalmente, tra le annate mitiche, ci metto senz'altro anche la 1978. Anzi, forse per me è quella l'annata che esprime con maggiore compiutezza la classe, la complessità e l'eleganza di quel cru sui colli di Brufa. Della '77 avevo anch'io scribacchiato qualcosa, alcuni giorni fa http://blog.gamberorosso.it/viniditalia/2010/12/vigna_monticchio_1977_una_grande_bottiglia_un_grande_cru.html

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Lorenzo (...ma forza Vale)

circa 8 anni fa - Link

Con l'occasione ti voglio ringraziare delle belle descrizioni regalate, specialmente riguardo i vini dell'Umbria. Sono veronese, ma con con indissolubili radici umbre, per cui ogni dritta per i miei viaggi nella terra dei nonni è preziosissima (già c'è collecapretta nel mirino per esempio...). PS Riguardo al tuo intervento sulle bevute natalizie, anch'io ho bevuto un blanc de blancs di veuve eleonore, trovandolo delizioso. Era l'altro, la cuvee grande reserve, me l'ha consigliato un piccolo distributore di vini selezionati con sede a verona, ecco il loro sito, su cui c'è qualche notizia anche dei produttori www.hasard.it

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Jacopo Cossater

circa 8 anni fa - Link

Sempre un piacere ;) Veuve Eleonore è stata una sorpresa, soprattutto visto la poca diffusione in Italia della Maison.

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Paul Barry

circa 4 anni fa - Link

Vendemmia 1969 Gori Gori What is this? I have a small jug and would like to know if it could be consumed?

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