Lo Champagne, in fondo, è stato inventato per noi. Ma noi chi? Dom Perignon P2 1998

Lo Champagne, in fondo, è stato inventato per noi. Ma noi chi? Dom Perignon P2 1998

di Sara Boriosi

Me ciami Brambilla e fu l’uperari lavori la ghisa per pochi denari
e non ho in tasca mai la lira per poter fare una bevuta con lei

Non sono Brambilla e non faccio l’operaio, ma quasi. E come la maggior parte del genere umano, ho un lavoro che mi occupa più di quanto guadagni al netto delle ritenute, e spese vive quotidiane inumane.

Ma soprattutto ho passioni nella media. Ognuno si consola dalle fatiche del giorno trovando rifugio nelle attività che meglio stimolano la produzione di endorfine; c’è chi corre fino a consumarsi le ginocchia, chi lavora a maglia come John Malkovich, chi acquista scarpe che non indosserà mai e chi sceglie etichette per la propria cantina, come me.

Al di là del mio lavoro, a volte capita che mi ritrovi ad acquistare bottiglie importanti per mio piacere personale. Il tetto minimo di spesa stabilito per definire una bottiglia importante è soggettivo e tarato sulle tasche di ognuno, nel mio caso l’acquisto della bottiglia (spesso si tratta di Champagne) coincide con il superamento di un periodo particolarmente duro, dove è necessario premiare il solo fatto essere rimasta integra e non aver preso la deriva dell’accumulatrice compulsiva di 230 chili residente nella profonda provincia sperduta e ostica. Dunque la spesa che dedico all’acquisto parte da sessanta euro a salire. Nel mondo che vorrei, può arrivare fino a tremila euro e spicci e io potrei berla dall’alto del mio ipotetico metro e settantanove per taglia trentotto, succhiando il contenuto da una schiera di calici Zalto insieme a perfetti sconosciuti sui quali imporre la mia supremazia. Ma la realtà è molto meno patinata, e la bottiglia più costosa che mi sono concessa ha le fattezze di un Dom Perignon P2 1998 che ha pericolosamente sbilanciato l’asticella del godimento.

Da quel giorno nulla è più come prima. Invece di trovare una bottiglia solo chiacchiere e distintivo, ho annusato e bevuto i profumi del mare ma nella versione migliore della sua immagine, quella con i potenti filtri di Instagram: cremosa ed energica, dai colori più saturi e sapore perfetto nell’equilibrio, lungo e teso all’infinito, un richiamo al sorso successivo e nel finale la triste certezza che tutto questo può causare una malinconica dipendenza.

Credo con forte presunzione che queste bottiglie difficilmente accessibili siano state pensate per noi, per chi fatica a risparmiare due mele e una manciata di semi nel proprio conto in banca e nel frattempo si barcamena tra rata del mutuo, bollette, prole che succhia l’anima e spesa al supermercato con le offerte: un’uscita ogni tanto per non morire dentro. Noi viaggiamo con poco argent de poche e molta necessità di fermarsi, per dirci che siamo bravi a tenere la schiena dritta nonostante tutto e sappiamo che una concessione ogni tanto ci fa sentire in linea con ciò che siamo nell’intimo, che dovremmo meritarcela più spesso. Lo Champagne, in fondo, è stato creato per noi.

[Credits foto: Altezza Reale]

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Sara Boriosi

Da sempre vive come un’estranea nella provincia denuclearizzata, precisamente a Perugia. Bevitrice regressiva, inizia a interessarsi al vino seriamente dopo l’interruzione di una storia con il proprio cavallo. Beve per ricordare, e il suo cuore appartiene ai vini del Carso. Dotata di una vena grottesca con la quale osserva il mondo, più dei vini le piace scrivere delle persone che ci finiscono dentro; lo fa nel suo blog e pure per Intravino. Gestisce un'enoteca della sua città, e lo fa piena di sensi di colpa.

6 Commenti

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La Palomba

circa 2 anni fa - Link

bello Sara! in quel "noi che viaggiamo con poco argent de poche" mi ci sento dentro con tutte le scarpe (a volte rotte). Quindi si, quella concessione noi ce lo meritiamo.

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Mammamsterdam

circa 2 anni fa - Link

Ma proprio Màxima nostra, ti dovevi scegliere, come altezza reale? Che adesso sarà regina dei Paesi Bassi, ma nasce Zorreguieta in Argentina, quindi i vini se li sapeva scegliere bene già da prima, spero.

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Alessandro Morichetti

circa 2 anni fa - Link

Quella è responsabilità editoriale, fa parte del frame "sogno". La pic scelta provvisoriamente era triste ;-)

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vinogodi

circa 2 anni fa - Link

...bellissimo scritto in quanto può essere traslato ad ogni livello . Da chi anela le orizzontali di Lambrusco con tipologie "che non ci si può permettere tutti i giorni" (nientepopodimeno che i Metodo Classico o i top ancestrali) a chi propone a piè sospinto frequenti confronti indecenti fra Leroy e DRC (ma , poffare, che ci sia siano sempre in mezzo sia Musigny che Romanée Conti , altrimenti sono confronti "limitati" e "poco significativi" ... opperbacco!) ...

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Marco

circa 2 anni fa - Link

Concordo pienamente! Ho avuto pensieri quando ho messo Selosse in cantina

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Denis Mazzucato

circa 2 anni fa - Link

Mai arrivato a cotante vette, in compenso ho barattato una bottiglia di Perrier Jouet con una di moscato Saracco. :)

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