Léne 2009 | Salvatore d’Amico e il sapore di Salina


Salvatore d’Amico è conosciuto da tutti a Salina, la perla verde delle Isole Eolie. Produce olio, capperi e vini a ridosso dell’abitato di Leni. La sua azienda è legata totalmente alla tradizione e i suoi prodotti lo testimoniano. D’Amico, per le sue creazioni vinose, usa le varietà classiche eoliane, trasformandole in maniera semplice e senza troppi tecnicismi. Le sue produzioni sono caratterizzate da un ottimo rapporto qualità-prezzo, eccezion fatta per il passito che, pur non essendo economico, ti ripaga nel bicchiere esplodendo come pochi altri suoi pari.

I vini di Salvatore d’Amico hanno molti pro e qualche contro. Su tutti, gioca a sfavore dell’azienda la qualità talvolta altalenante delle bottiglie, tant’è che non è raro incrociarne di poco appetibili, con riduzioni che rasentano il difetto. È pur vero che la stortura non è consuetudine e a ripagarci per i possibili incidenti di percorso, accorre il carattere schietto e naife che segna il bicchiere con sensazioni uniche di terra vulcanica e mare.

Se si pensa a Salina viene in mente la malvasia. Se parliamo di malvasia non possiamo dimenticare i vini dolci ed aromatici che affollano i nostri ricordi enoici. Sta di fatto che stappata una bottiglia di Léne (blend di malvasia, rucignola e minnilottina) le vostre memorie riguardo la varietà regina delle Eolie subiranno un duro colpo. Il risultato è sorprendente: pur senza complessità o lunghezza da capogiro, Léne colpisce con un assetto olfattivo nervoso, punteggiato da lieve aromaticità e tratti sulfurei. Ricordi iodati, con note di fiore di cappero e bergamotto marcano il naso in modo bizzarro invitando a scoprire un susseguirsi di riconoscimenti e descrittori insoliti.

Le  vigne che danno i natali a questo prodotto sono esposte a nord-ovest ed impiantate sopra i 400 metri, le condizioni pedoclimatiche uniche disegnano un vino capace di muoversi fra sensazioni mediterranee e nordiche. Un vino che si palesa nel bicchiere agile, moderato per alcolicità e financo magretto. In retrolfazione avvertirete un’appagante e moderata sensazione di buccia e leggere note di miele a chiusura. Insomma, un vino senza troppe pretese, da giocarsi a colpo sicuro come aperitivo, sulla cucina di mare o sui crostacei, rasserenati dalla spesa contenuta (sui 18 euro al ristorante) e da un’evidente onestà territoriale.





Un commento a “Léne 2009 | Salvatore d’Amico e il sapore di Salina”

  1. Lido Vannucchi commenta:

    Matteo,veramente un piacere visitare questo signore ottimo vignaiolo
    e non solo i sui vini sono d’accordo con te non sono sempre al massimo
    ma quando trovi la bottiglia giusta sono emozionanti. ciao lido

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