Lambrusco = Estate

Trovare Lambrusco nella carta dei vini di così tanti ristoranti, e che ristoranti, è un chiaro segno che l’immagine degli anni ‘70, oscurata da goffe megaproduzioni tipo Riunite, è stata rimpiazzata. Fino a pochi anni fa, trovando un Lambrusco nella carta di un ristorante, qualsiasi esperto—ma anche meno—lo avrebbe scomunicato seduta stante.
In estate, ben raffreddato, il Lambrusco è un dono divino. Sulla carne grigliata, per dire, ma soprattutto con una buona coppa di testa emiliana. Poco alcolico che non significa privo di corpo, è la quintessenza del vino da consumare all’aperto. Gradevole perfino nel prezzo.
Medici Ermete e la Cleto Chiarli, con il suo Lambrusco del Fondatore, rappresentano la tradizione. Mi sono piaciute le due proposte di Lini, una delle quali, insolitamente bianca. Infine, il rustico Lambrusco biodinamico di Otello Ceci, profonda effervescenza esaltata dal colore viola. E voi, fate il tifo per il Lambrusco? Quali bottiglie comprate senza problemi? Consigli per gli acquisti?








Quello di Camillo Donati è veramente interessante
Condivido in pieno…
Leclisse (si chiama così, senz’apostrofo) di Paltrinieri da Sorbara.
Il Vigna MIgliolungo della Cantina di Arceto, realizzato con quaranta tipi di lambrusco autoctoni.
Quelli di Corte Manzini, ormai celebri sulle guide.
Non male il Piazza San Prospero (Reggiano) e il Terra Calda (non doc, maestri+salamino+ancellotta) di Ca’ de Medici.
Il Pjcol Ross rifermentato in bottiglia di Rinaldini.
Qualche bottiglia della Cantina Villa Bagno.
Ne dimentico sicuramente molti degni menzione.
Il Lambrusco qualitativamente è assai cresciuto.
Poi si potrebbe parlare della Fortana parmense e di quella del Bosco Eliceo, ma lì rischio di divagare e di diventare sentimentale.
Musica per le mie orecchie! Sono sempre stato tifoso del Lambrusco e con lui della Bonarda e del Gutturnio, con la recente new entry del Fortana bevuto, è il caso di dire, al Cavallino di Spigaroli.
Mi piacerebbe trovarlo anche d’inverno a 15 gradi con una pizza, mi piacerebbe d’estate molto fresco col prosciutto e fichi (?), mi piacerebbe trovare una scelta più nobile nella Grande Distribuzione, mi piacerebbe che la produzione fosse meno dispersiva tra una infinità di tipologie e doc (anche se in fondo è il suo bello), mi piacerebbe non facessero più la versione amabile, che secondo me crea confusione e un’immagine non accattivante.
Tanti condizionali, che forse denotano tanta vitalità.
Gli Spigaroli stessi hanno cominciato a proporre tre tipologie di Fortana fatte in proprio (mi sembra), a diverso grado di secchezza. Tutte buone, ma la preferenza mia va inevitabilmente al classico tipo dolce. Sul Culatello, Cantarelli non me ne voglia, batte il migliore Champagne.
Io vendo e bevo “otello” di Cantine Ceci.
Ho visto gente che ha storto il naso di fronte all’Otello, al che mi sono chiesto: signori, ma che Lambrusco vi piace? Quello imbevibile di una volta, fatto col bastone? No, perché andare a prendere l’Otello come esempio di un cattivo Lambrusco è davvero ai limiti della patafisica.
Se non si fosse capito, l’Otello mi piace moltissimo.
Caro tommaso, porta pazienza. Credo che non ci sia nulla di più democratico del vino.- Ognuno si sente in dovere di dire la sua, possibilmente criticando nomi noti nel pnorama enologico perchè, diciamolo inter nos, fa tanto “enochic”. Cosa vuoi farci, oramai oltre ad essere una nazione di allenatori, lo siamo anche di sommelier (in fodo un corso non si nega a nessuno…). Consolati pensando ai tanti che criticano il Cristal e il sassicaia nella migliore delle ipotesi avendone assaggiato mezzo dito ad una degustazione dopo altri 15/20 assaggi…
Concordo con voi, anche perchè purtroppo qualcuno si scorda che un vino deve essere valutato anche nell’ambito della categoria a cui appartiene ed in funzione alle sue potenzialità!
Il Lambrusco dobbiamo confrontarlo con la Bonarda, il Gutturnio ecc…..nessuno afferma che il Lambrusco è il miglior vino d’Italia….nessuno deve paragonarlo al Brunello o al Barolo!
Semplicemente vè apprezzato per tutta la sua straodinaria freschezza e soprattutto per la grandissima capacità che ha di abbinarsi in un matrimonio da favola con moltissimi piatti del nostro Bel Paese!
E per fortuna che possiamo sederci a tavola ed ogni tanto goderci in modo spensierato vini con sua maestà il Lambrusco!
Non me lo aspettavo. L’Otello è una bibita zuccherosa. Altro che vero lambrusco!! Come è possibile che si confondano elementi basilari???
Assolutamente in sintonia per questo inno al Lambrusco, grande vino italiano, spesso troppo sottovalutato, ma in grado di ritagliarsi abbinamenti da favola con molti Divini piatti della nostra cucina. Soprattutto nelle stagioni più calde il mio consumo personale di Lambrusco ha un’impennata, con la sua suadente schiuma, i suoi profumi fragranti, la sua struttuta piacevole! Giusto per citare un produttore che mi sa dare soddisfazioni, mi trovo molto bene con Manicardi, in particolare con il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOC “Vigna Cà del Fiore”. Anche se non amo troppo fare classifiche, dovendo sbilanciarmi, considero il Lambrusco come il Re dei vini italiani rossi “mossi”, sempre con tanto rispetto per Bonarda e Gutturnio!
Io vi proporrei un lambrusco salamino di santa croce di Luciano Saetti e una bella fortana frizzante di Mattarelli.
Avete mai bevuto una barbera frizzante dei colli bolognesi fresca di frigo?
Beh, ma anch’io volevo suggerire qualche Bosco Eliceo! Il Bosco Eliceo non vale…
Mi fate molta rabbia, mi piace tantissimo pasteggiare a Lambrusco, e non li conosco per niente…sob!
Qualcuno è a conoscenza di fiere o incontri dove assaggiare la qualità, senza (vista la mia ignoranza) dover bere tutti gli altri coca cola!
Nelle sagre o feste del vino nelle zone di Modena, Castelvetro Carpi c’è sempre qualche bottiglia di lambrusco da assaggiare.
[...] Se voi dite che siamo (eno)snob noi portiamo a tavola del buon vino sfuso. O in alternativa i nuovi Lambrusco. Perfino il gelato al vino, [...]