L’abbinamento perfetto | Le frappe di Carnevale e il Moscadeddu di Dettori

di Fabio Cagnetti

Lo ammetto, sono un fan della rubrica La ricetta perfetta su Dissapore. La leggo con avidità, prendo appunti e nel mentre mi chiedo sempre quale vino abbinerei alla preparazione proposta. Poi mi sono reso conto che potrebbe essere carino condividere queste riflessioni, ed eccomi qua. Dopo una settimana di pausa (la cioccolata calda in tazza va bene così com’è, se proprio volete correggetela col rum!) torno in pista per le frappe di Carnevale.

Frappe, o chiacchiere che dir si voglia. Dolce ecumenico, democratico, semplice, ma soprattutto fritto. La semplicità è il segreto del suo successo, e anche della sua abbinabilità. Una base leggermente dolce con richiami agrumati appena percepibili è qualcosa con cui si può bere un’infinità di vini dolci, possibilmente non sdolcinati ed evitando esuberanze alcoliche e strutture monstre.

Esauriti gli argomenti della ragione, largo al sentimento, e all’estetica di abbinamenti geograficamente evocativi. I miei carnevali preferiti? Sognando Rio una volta nella vita, ho un debole per le varie declinazioni del Carnevale della Barbagia, di derivazione dionisiaca, dove gli uomini sfilano con maschere cornute, pelli di pecora e campanacci al collo: facile riconoscere una radice comune nel Battileddu di Lula, negli Urthos di Fonni, nei Boes di Ottana e nei Mamuthones di Mamoiada. Già, Mamoiada. La Vosne-Romanée del Cannonau, che con le frappe c’azzecca meno di zero, però qualcuno che fa il Moscato c’è, su tutti Giovanni Montisci il cui Barrosu dolce, straordinario, tecnicamente esiste ma è una produzione così esoterica che non ha senso suggerirla se non per mera accademia. Però se andiamo un po’ più a nord, a Sennori, c’è lo splendido Moscadeddu di Dettori, non passito ma “vino da uve stramature”, una vendemmia tardiva insomma, caleidoscopico, elegantissimo, agrumato e balsamico, sedici gradi di alcool e non sentirli mai e poi mai, se non dopo avere finito la bottiglia che, maledizione, è da 75 cl e in enoteca dovreste trovare intorno ai 25 euro.

Ma se per voi il Carnevale è quello di Venezia, rimanete pure in regione: il Recioto di Soave è altro abbinamento azzeccatissimo. I Capitelli di Anselmi è il vino più conosciuto, più celebrato, più reperibile della denominazione, e probabilmente anche il migliore. Da uve Garganega in purezza attaccate dalla muffa nobile, è un florilegio di frutta candita e spezie, con una bella freschezza che ne bilancia la struttura. In enoteca intorno ai 16 euro. E si potrebbe proseguire sulla falsariga, magari approdando in Germania dove il Carnevale è particolarmente sentito, anche se non mi giungono notizie del consumo di frappe al di fuori della comunità italiana… se avete voglia di bere un bel Riesling Auslese non sarò certo io a dirvi di no.

Gli altri abbinamenti perfetti: 1. Cous cous di verdure 2. Cupcakes 3. Pasta fresca fatta in casa

13 Commenti

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Francesco Annibali

circa 5 anni fa - Link

A parte che io berrei qualsiasi vino di dettori con qualsiasi cosa, anche tenores & sushi :) , il moscadeddu non dovrebbe essere cattivo manco con le seadas

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Fabio Cagnetti

circa 5 anni fa - Link

assolutamente! Anche se l'ultima volta che ho mangiato delle Seadas serie la scelta è ricaduta su un altro vino che meriterebbe ben altra visibilità: la Malvasia di Bosa (dolce) dei fratelli Porcu.

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Tommaso Farina

circa 5 anni fa - Link

SLURP. E vogliamo parlare del sommo Naitana? Tutti i vini dolci sardi sono un mondo. Quasi inesplorato.

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Simone e Zeta

circa 5 anni fa - Link

Il vino che tra l'altro mi piacerebbe bere con 'ste frappe !!

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Tommaso Farina

circa 5 anni fa - Link

Del grande Dettori, che spesso qui interviene con acuminata intelligenza, conosco bene i mitici rossi. Il Moscadeddu non l'ho ancora "coperto". Peccato, spero di ovviare al più presto. Con le frappe ci vedrei pure bene un altro moscato, diversissimo: quello parmense di Lamoretti.

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Tommaso Farina

circa 5 anni fa - Link

Seppure anche la Malvasia di Camillo Donati...

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Francesco Fabbretti

circa 5 anni fa - Link

Premesso che voglio molto bene ad Alessandro, che una stima reciproca ci lega, direi che l'abbinamento moscadeddu frappe si può anche fare sempre se si sia disposti a dimenticare il gusto della frappa perchè il muscadeddu con sua olimpionica estensione olfattiva e gustativa ne schiccerebbe qualsiasi velleità di gusto. Vale anche per la malvasia di Bosa... anzi ancor di più visto che è maderizzante. A questo punto non vi rimaneva che citare una vernaccia di Contini flor riserva, il "Vigna la Miccia" (per non spingersi più in là) di De Bartoli e Avevate chiuso il cerchio degli abbinamenti "ad cappellam". Che poi il muscadeddu sia grandioso e che tutti gli altri nominati sono vini che sono nel centro del mio cuore è un altro paio di maniche. Certo è che ci vuole qualcosa di più "peso" per stapparli; non dico i soliti formaggi a lunga stagionatura ma almeno una Seadas (mia nonna, ex celebre pasticcera del cagliaritano le chiama "Sabadas") fatta con formaggio acido e miele di corbezzolo. Io su una frappa ci vado di verduzzo o al limite di recioto di soave, solo che a "I Capitelli" preferisco "Acinatium" di Suavia.... non mi spiacerebbe tentare un abbinamento con il recioto di Gambellara di Maule ma credo che valga anche per lui lo stesso discorso fatto per "my personal heart hit parade"

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k-e-n-ray-come-bak

circa 5 anni fa - Link

accidderboli torno dopo secoli e vi impantanate sulle chiacchere e sul vino con cui ci fareste indigestione. premesso che ci sono chiacchere e chiacchere. fattura e frittura differenti (e molto) ne indirizzano la scelta enologica. per me valgono quelle della premiata pasticceria Migliavacca di Milano. sono aromatizzate alla cannella e cotte al forno. (fanno anche quelle fritte, tradizionali burrose e croccanti ma in modalità defcon5 per il colesterolo). ecco con queste alla cannella io ci bevo un ottimo vin santo. il Barattieri costa troppo ma ce ne sono anche a prezzi inferiori e ottimi. saluto tutti gli amici che pesano sotto i 130 kg. a bientot

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Fabio Cagnetti

circa 5 anni fa - Link

Barattieri è strepitoso, e sì, ma non ha senso suggerirlo in un post visti il prezzo e prima ancora la reperibilità prossima a zero fuori dal raggio di 100 km da Piacenza (avvistata qualche boccia nella mia cantina, ma non fa testo). Sesenna a Vigoleno, per restare nei colli piacentini, è probabilmente il secondo migliore. Volutamente non sto considerando La Stoppa, che ha vini dolci clamorosi che non sono Vin Santo. Qua e là per l'Italia -a parte i due costosissimi di Avignonesi- si fanno valere Crociani (Montepulciano), Pisoni (Trentino) e un po' di chiantigiani, su tutti Isole e Olena e Felsina; certamente gli ultimi due sono i più reperibili in enoteca.

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Tommaso Farina

circa 5 anni fa - Link

Ricordo, a Vigoleno, un certo Enzo Perini. Dei toscani prediligo Castello di Cacchiano, e anche Corzano e Paterno, seppure quest'ultimo mi sembra non rivendichi la denominazione.

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Franklin

circa 5 anni fa - Link

Castello di Cacchiano 2002 fu esperienza folgorante a Eccellenze di Toscana 2010, per me la più grande gioia di quella giornata.

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ken-ray-comebak

circa 5 anni fa - Link

mah.... torno dopo secoli e vi impantanate sulle chiacchere e sul vino con cui ci fareste indigestione. premesso che ci sono chiacchere e chiacchere. fattura e frittura differenti (e molto) ne indirizzano la scelta enologica. per me valgono quelle della premiata pasticceria Migliavacca di Milano. sono aromatizzate alla cannella e cotte al forno. (fanno anche quelle fritte, tradizionali burrose e croccanti ma in modalità defcon5 per il colesterolo). ecco con queste alla cannella io ci bevo un ottimo vin santo. il Barattieri costa troppo ma ce ne sono anche a prezzi inferiori e ottimi. saluto tutti gli amici che pesano sotto i 130 kg. a bientot

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Pietro

circa 3 anni fa - Link

Noi consigliamo sempre l'abbinamento del Vermentino Doc di Sardegna ai dolci fritti della tradizione sarda: il retrogusto amarognolo ma dalle note leggermente fruttate si accompagna benissimo a zeppole e chiacchere. Ecco una nostra collaudatissima ricetta: http://www.viniatzeni.it/blog/ricette/le-zeppole-o-frittelle-is-zippulas/

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