L’abbinamento perfetto | Cous cous di verdure e Syrah di montagna
Lo ammetto, sono un fan della rubrica La ricetta perfetta su Dissapore. La leggo con avidità, prendo appunti e nel mentre mi chiedo sempre quale vino abbinerei alla preparazione proposta. Poi mi sono reso conto che potrebbe essere carino condividere queste riflessioni, ed eccomi qua. Ricominciamo da 23, che porta sempre bene, con il googlatissimo cous cous di verdure.
Il cous cous di verdure non è un piatto così immediato da accostare a un vino: provenendo da una regione che non ha tradizione vinicola, intanto, non possiamo percorrere la via dell’abbinamento tradizionale, con cui spesso ci si azzecca e quindi risolutiva quando non si sa che pesci pigliare. E’ poi corretto chiedersi se andare in bianco o in rosso, e nessuna delle due opzioni è sbagliata. I vini che si accoppiano bene con questa ricetta non devono essere troppo leggeri ma devono avere abbastanza complessità, al tempo stesso – specie per i rossi – la struttura non deve essere tale da coprire il piatto.
Vista la stagione, ho più voglia di aprire un rosso con il cous cous di verdure, riservandomi magari un Riesling della Pfalz o un bianco del Rodano non troppo pesante per la bella stagione. L’afrore delle spezie mi invoglia al Syrah, ma è ben difficile trovarne in giro uno che non sia troppo muscolare, alcolico e con note tostate che qui c’azzeccano come i cavoli a merenda.
Però uno l’ho trovato, ed è forse la più personale interpretazione del vitigno in Italia, opera di un grande vigneron come Costantino Charrere. Il Syrah Coteau La Tour di Les Cretes ha l’incedere di un vino di montagna mantenendo la speziatura tipica del vitigno, che accompagna fruttini freschi e fragranti. Fresco e sapido, di buon corpo ma senza eccessi, invoglia alla beva e ad accompagnare un piatto che è proprio come lui, complesso ma non pesante. Intorno ai 16 euro in enoteca.








Bella proposta, anche se il Syrah di primo acchitto non lo avrei mai immaginato abbinabile a questo piatto, malgrado quello di Les Cretes sia un’interpretazione particolare. A occhio, leggendo gli ingredienti, a questo punto non c’avrei visto male anche il Nanni Copè 2009…
Mi trovo al lavoro, parlando di montagna c’è uno sulla Garfagnana che fà un Sirah straordinario, Lido se leggi aiutami tu,comunque o stasera o domani prendo la bottiglia e vi dico il nome.
Sono assolutamente d’accordo con Fabio!
Ormai da anni cerco l’abbinamento ideale con la cucina nord-africana e mediorientale e devo dire che, nonostante non sia tra i miei virigni preferiti, il Syrah ci sta benissimo.
Poi quello di di Les Cretes… elegante e raffinato, di buona acidità…
In seconda battuta… sul cous-cous ci sta bene (sembrerà strano) il Pelaverga di Verduno!
Ciao Massimiliano, ho avuto il piacere di conoscere il Pelaverga di Verduno in quel di Langhe a Roma, è una doc piccolissima, tu che sei rock quale cantina mi consigli.
Grazie per il “rock”
!
Io ho provato il Burlotto, che trovi anche online a circa 11 euro (non ti metto il link per non fare pubblicità occulta-palese, ma non avrai difficoltà a trovare il negozio online). Col cous-cous di verdure e montone mi è piaciuto.
Approfitto della tua curiosità (e della mia incapacità a moderarmi
) per consigliarti un altro abbinamento: il Cabernet Sauvignon di Xeravuli.
Il Cabernet è un’altro vitigno che non amo molto quando coltivato in Italia, soprattutto nel meridione, perchè troppo pesante e con aromi varietali secondo me immaturi, questo però è diverso.
Coltivato su un ettaro a 720 mslm, vendemmiato ad ottobre in sincronia con i cugini francesi, è, paradossalmente, uno dei vini più “territoriali” della Sicilia occidentale.
Dico paradosalmente perché è la dimostrazione di come un vitigno internazionale ben coltivato e ben maturato possa risultare “diverso” dagli altri Cabernet, rispecchiando incredibilmente la “diversità” del territorio da cui proviene.
Questo Cabernet è molto più “territoriale” di tanti Nero d’Avola a produzione standard-industriale.
Di incredibile acidità, con aromi di frutta e floreali che nascondono quasi completamente le classiche note piraziniche di peperone e cavolo dei Cabernet vendemmiati troppo presto (dalle nostre parti il Cabernet Sauvignon si vendemmia anche a fine agosto!), con un palato strutturato ma godibilissimo.
E con note speziate che ne consigliano l’abbinamento col cous-cous.
Ci saranno non più di sei o sette produttori di Verduno Pelaverga, Burlotto -il nome di riferimento a Verduno, anche per il Barolo- è certamente il più noto e di sicura affidabilità. Forse anche più interessante il Basadone di Castello di Verduno, mentre il Pelaverga dei Fratelli Alessandria è anch’esso degno di essere citato.
Sono 12
Non sapevo ed è certamente una bella notizia. Negli ultimi anni l’altro Piemonte è uscito allo scoperto, se negli anni ‘90 e ‘00 si parlava solo di Barolo e Barbaresco, con la grande crisi della Barbera, oggi la gente è curiosa di scoprire e assaggiare il Grignolino, la Freisa, il Pelaverga. Sarà anche perché si è restituito al vitigno il posto di sua competenza, usurpato per un periodo neanche così breve dalla tecnica.
Manilo, quel Sirah è il Melograno di Podere Concori, l’ attuale annata il commercio la 2009. Da berne molto, buonissimo…
Hai ragione Simone, per averlo conosciuto devo ringraziare Lido, peccato la lontananza.
Azzardo, non linciatemi, sposare il cous cous con un Rossese Riserva… provato giusto giusto seguendo dissapore e preparandone la ricetta. Insolita rivelazione.
Provateci con un Tocai Rosso dei Colli Berici…magari Piovene Porto Godi
bellissima idea questa degli abbinamenti suggeriti da gente del vino. da pigra mi piacerebbe anche sapere dove trovo i vini nella mia città (mi) ma posso fare lo sforzo di cercarli. Grazie!
Ora questa nuova rubrica la copia Vincenzo Pagano su Scatti di Gusto